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RASSEGNA STAMPA

Lazio, riprende quota il ritiro invernale. Ecco dove…

Fari spenti su Formello. I calciatori della Lazio proseguono il periodo di riposo. La ripresa è fissata per il 29 novembre nel nel quartier generale biancoceleste. La società invece è al lavoro per definire il programma del mese di dicembre. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport sono in risalita le quotazioni del ritiro estero in Turchia. Il periodo considerato è quello tra il 12 e il 23 dicembre e la sede non sarebbe più Antalya (come pensato in precedenza), bensì Belek, località sulla costa mediterranea della Turchia. A differenza dell’Argentina, in questo caso ci sarebbe l’assenso di Sarri. Durante il ritiro verrebbero organizzate 2 o 3 amichevoli. C’è anche l’ipotesi che la Lazio rimanga a Formello e che a metà dicembre possa spostarsi per giocare due o tre amichevoli. Insomma non un ritiro estero vero e proprio, ma semplici viaggi per affrontare club stranieri in zone con un clima mite. 

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DICHIARAZIONI

Marusic su Milinkovic: “Andrebbe in caso di occasione, ma non farebbe problemi se la Lazio non lo cedesse”

Il terzino biancoceleste Adam Marusic ha rilasciato una lunga intervista a Mozzartsport, un sito serbo, in cui ha parlato anche delle voci di mercato sul suo compagno di squadra Sergej Milinkovic Savic. Ecco le parole del montenegrino:

“Se dovesse presentarsi l’occasione andrebbe via, ma in caso contrario resterebbe con noi e sarebbe ancora meglio. Sergej non ha mai detto nulla al riguardo. Dal punto di vista di un giocatore, credetemi, non è facile. Ma a lui non importa, fa del suo meglio e vuole sempre essere migliore. Si parla di lui ogni anno, ma ha sempre voluto che fosse il club a decidere.Non creerebbe problemi nel caso in cui la Lazio si rifiutasse di cederlo e soprattutto non si permetterebbe di andarsene senza consentire alla società di trarre un profitto dalla sua cessione. Dal mio punto di vista, è assolutamente corretto: è vero che la società che è venuta incontro adeguandogli il contratto, ma ritengo fosse assolutamente meritato”. Laziopress.it

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RASSEGNA STAMPA

Muriqi: “Lazio, la colpa è mia. Sarri mi disse chiaramente che non ero adatto al suo gioco”

Vedat Muriqi, dopo un passato complicato alla Lazio, è tornato a parlare proprio della sua esperienza in biancoceleste in un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport. Ora sta facendo bene al Maiorca da un po’ di tempo, e sembra un giocatore rinato.

“ALLA LAZIO LE COLPE FURONO SOLO MIE. SARRI MI DISSE…”

SULL’ESPERIENZA AL MAIORCA: “Al Maiorca mi sento molto bene. Loro credono in me e questo mi ha permesso di ambientarmi bene e di debuttare nel modo migliore. Spero di continuare così. Avevo ricevuto tante offerte ma quando ho parlato con Tare e il mio manager ho realizzato che il Maiorca sarebbe stata l’opzione migliore per me”.

SULL’AVVENTURA ALLA LAZIO: “Prima di tutto c’era Immobile, un attaccante straordinario che inanellava nuovi record e questa cosa ovviamente mi ha reso complicato trovare spazio. Arrivai infortunato, ebbi il Covid, e passare dal campionato turco alla Serie A è stato un impatto molto duro. In Italia il livello è molto più alto. Non ero pronto fisicamente e il primo anno andai in difficoltà nonostante avessi avuto parecchio minutaggio e occasioni per mettermi in mostra. Quindi è stato un mio errore e di nessun altro. Nel secondo anno con Sarri feci un’ottima preparazione ma non ero il tipo di giocatore adatto al suo gioco e me lo disse chiaramente. Primo anno? Caicedo segnò tanti gol, spesso decisivi negli ultimi minuti. Ricordo quelli con il Torino, quando vincemmo nel finale, e la Juve. Furono scelte dell’allenatore. Inzaghi mi diede anche troppe occasioni, mi inseriva per mezzora, venti minuti, spesso di più. Il problema era che entravo e non lasciavo il segno, non riuscivo a segnare. La colpa è solo mia. Se sei un grande giocatore che gioca in un grande club devi dimostrarti all’altezza anche a livello di mentalità”.

SU SARRI E INZAGHI: “Quando ho segnato all’Atalanta in Coppa e ho giocato bene anche in campionato successivamente non sono partito nell’undici titolare. Una botta molto forte. So di aver fatto degli errori anche io, non lo nego, ma in quel momento mi sentivo bene e forse meritavo di giocare. Sarri? Con lui andai a parlare, non mi schierò più dopo la sconfitta contro il Bologna fuori casa. Visto che non mi dava più chance gli andai a chiedere spiegazioni, provando a capire i motivi che lo portarono a non darmi più chance visto che si stava anche avvicinando il mercato. Gli dissi “Mister, dimmi se non ti convinco più, se magari mi alleno male o se non sei contento di me”. E lui mi disse che non ero adatto al suo tipo di gioco nonostante mi allenassi bene e dimostrassi di essere un professionista. Così lo ringraziai e capii che dovevo andare via.Con Inzaghi invece non ebbi grosse conversazioni perchè non conoscevo bene l’italiano. Quindi non andavo oltre il buongiorno e buonasera. Però, ripeto, Inzaghi mi diede tante opportunità. Anche troppe. Il sistema della Lazio era un 3-5-2 che male si adattava alle mie caratteristiche. Non è cucito per me, ma quando hai davanti un bomber come Immobile non è facile. Ho pensato che ero giovane e dovevo correre di più per andare a cercarmi la palla indietro ma non ha funzionato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Romero firmerà fino al 2026. Pedro potrebbe chiudere la carriera nel suo Barça” (AUDIO)

GIULIO CARDONE in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Lazio la squadra con più partecipazioni in Europa League dal campionato italiano? Chiaro che questo dato sia complementare con l’assenza dalla Champions, ma non va comunque sottovalutata la costante presenza dei biancocelesti in Europa. E’ una continuità che non va considerata scontata, è comunque una conquista”.

Programma sosta invernale

“E’ probabile che la Lazio vada in ritiro in Turchia, sulla costa meridionale. Questa destinazione ha ripreso quota, Sarri ha bocciato l’ipotesi Argentina, a breve sarà presa una decisione. Il giorno giusto per l’ufficialità dovrebbe essere mercoledì. Lì poi dovrebbero svolgersi delle amichevoli, ma non credo che il ritorno economico sarà importante. Recupereranno in tempo per il ritiro di dicembre gli infortunati Zaccagni e Lazzari“.

Rinnovi

Romero ancora non ha firmato, ma lo farà a breve fino al 2026. Per quanto riguarda Pedro, c’è l’ipotesi che l’amico Xavi possa offrirgli l’ipotesi di chiudere la carriera nel suo Barça. Chiaro che lui non abbia fretta di prendere una decisione, per quanto alla Lazio sta molto bene”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

SVB – Piscedda: “Luis Alberto ha qualità, ma per essere giocatori non basta. Non chiamatelo Mago”

“L’Italia nelle difficoltà emerge sempre, quindi se fossimo andati ai Mondiali avremmo fatto bene. Muriqi al Maiorca ha trovato un ambiente perfetto per lui. Con il tipo di gioco di Sarri però non credo che c’entrasse molto. Resta un giocatore normale, non è diventato Cristiano Ronaldo. Il problema di Luis Alberto è che è stato soprannominato “Mago” e lui ci ha creduto. La qualità non si discute, ma per essere giocatore non basta solo questo”.

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Cancellieri, due gol con la U21: uno per se stesso, l’altro per mandare un messaggio…

Un gol per sbloccarsi, un altro per mandare un segnale. Matteo Cancellieri vuole rilanciarsi. Il suo inizio di stagione alla Lazio ha avuto anche qualche intoppo. Sta infatti giocando con continuità (19 presenze), ma comunque non tantissimo (in media 21 minuti a gettone). E soprattutto non è ancora riuscito a segnare. Almeno fino a ieri, quando, con la nazionale italiana U21, ha realizzato una doppietta. La prima in carriera fra i professionisti. Uno gol per sé, per ritrovare fiducia, l’altro per chiedere spazio. A Sarri e anche al ct Nicolato.

Cancellieri a Roma è nato e cresciuto, prima di trasferirsi, a 18 anni, al Verona. Da piccolo era tifoso romanista, ma a portarlo a Formello è stato comunque il cuore: amico stretto di Daniel Guerini (ragazzo come lui del 2002, morto in un incidente stradale nel marzo del 2021) che giocava nel settore giovanile della Lazio, appena arrivato a Roma Cancellieri ha ammesso che “se sono qui è anche per lui. Conosco la sua famiglia da tanti anni, ci sono molto legato”. Dall’ex Verona in realtà però ci si aspetta qualche gol in più: l’attaccante classe 2002 per ora con la Lazio ha giocato più da esterno che non da prima punta, ma muovendosi centralmente, ai tempi del Verona, diventò capocannoniere del campionato di Primavera 2 segnando 15 gol in 18 partite (stagione 2020-21). Con Immobile, titolare inamovibile, e con Sarri che in alternativa gli preferisce Felipe Anderson, però, Cancellieri centralmente sta trovando poco spazio. Proprio Sarri, circa un mese fa, aveva spiegato che “abbiamo bisogno di lui in due posizioni, sia come attaccante centrale sia come esterno, e questo forse ne rallenta un po’ la crescita”. Nelle ultime uscite Cancellieri non ha convinto (perde palla, anche se probabilmente con un fallo non ravvisato, in occasione del gol del Feyenoord che elimina la Lazio dall’Europa League e in alcune occasioni non ha inseguito l’avversario come avrebbe dovuto fare), e non a caso nelle gerarchie Romero lo sta sorpassando (con la Juventus, all’ultima di campionato, è partito titolare l’argentino). Per questo ora Cancellieri deve spingere sull’acceleratore. Ieri, nella gara fra l’Italia U21 e la Germania U21, è entrato a gara in corso. Poi ha segnato due gol. Ha talmente voglia di giocare che si è arrabbiato con Nicolato che lo ha sostituito nel recupero quando gli Azzurrini sono rimasti in 9. Cancellieri è una stellina del calcio italiano e della Lazio (brava a investire in estate su di lui), ma ha bisogno di spazio per rendere. Sta anche a lui riuscire a guadagnarsi la fiducia necessaria per giocare con continuità sempre maggiore. Per questo i due gol di ieri sono serviti entrambi. Uno per sbloccarsi, l’altro per mandare un segnale.

Gazzetta dello Sport

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Orsi su Provedel: “Fondamentale per la solidità difensiva della Lazio”. E sugli errori con la Juve…

Il reparto migliorato di più. In questa prima parte di stagione la Lazio ha fatto registrare la crescita maggiore nel reparto difensivo. Nelle ultime dieci partite di campionato i biancocelesti hanno subito gol solamente in due partite (contro Salernitana e Juventus), arrivando alla pausa per il Mondiale con la seconda miglior difesa del torneo: solo la Juve ha preso meno gol della squadra di Sarri (7 i bianconeri, 11 i laziali), con l’Inter che ha incassato esattamente il doppio delle reti. Merito anche di Ivan Provedel, arrivato a meno di una settimana dall’inizio del campionato e subito catapultato in campo vista l’espulsione rimediata da Maximiano all’esordio col Bologna. “Per me lui, fra i nuovi acquisti, è il giocatore che sta rendendo di più – spiega Fernando Orsi, che con la Lazio ha giocato dal 1982 al 1985 e dal 1989 al 1998 -. Ha avuto un ottimo impatto”.

In cosa eccelle?

“Parla bene con i compagni. Riesce a richiamare l’attenzione dei compagni aiutandoli a sistemarsi nel modo migliore, cosa che consente alla squadra di concedere meno. Poi è freddo, determinato. Mi piace. Sarri ha lavorato molto sulla fase difensiva e sugli equilibri. Questa solidità ha determinato i risultati della Lazio, che è quarta proprio perché prende pochi gol. Secondo me il reparto che sta rendendo di più è quello arretrato, e il merito è anche il suo. Non ha grandi sbavature, è completo”.

Però con l’Inter e soprattutto con la Juventus qualche errore lo ha commesso…

“Un calo, di tanto in tanto, può essere fisiologico, anche perché giocando sempre, sia in campionato che in coppa, è normale avere anche qualche uscita a vuoto. Più si gioca, più è facile commettere errori: è proprio la legge dei grandi numeri. Ma non gli si può fare un processo viste tutte le altre ottime prestazioni. Gli errori sono un caso isolato, sono l’eccezione”.

Quali portieri gli sono superiori in Italia?

“In realtà nessuno in maniera netta e oggettiva. Potrei dire Maignan, ma non ne sono certo e ultimamente ha giocato meno, ora dovrà riconfermarsi. Meret, Vicario e altri non sono più forti in maniera costante. Dipende anche dal momento. E attualmente Provedel è veramente un gran portiere”.

Degli altri portieri in rampa di lancio che pensa?

“La scuola italiana, dopo un periodo di flessione, sta tornando a sfornare qualche talento interessante. Vicario e Carnesecchi hanno un futuro radioso ad aspettarli. Vicario sta bruciando un po’ le tappe, ma per me sarebbe effettivamente pronto anche ad andare alla Juve se veramente i bianconeri dovessero decidere di cambiare. Lui mi sembra il più promettente. Sono convinto che gli italiani siano ancora i migliori, ma negli ultimi anni si sono cercate caratteristiche diverse da quelle tipiche dei nostri portieri. Ora stiamo tornando sul classico, e finalmente si dà maggiore fiducia ai portieri italiani che dimostrano di meritarla”.

Corriere della Sera

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NEWS

Attacco a Lotito, nel mirino il DG Gargano: “Do fastidio…”

L’attacco a Lotito arriva sempre e comunque verrebbe da dire di questi tempi. Questa volta l’indice accusatorio è rivolto al DG della Lotito Holding Giulio Gargano. Nel mirino il suo passato (un processo di 16 anni fa, ndr), che dalle colonne di Repubblica sembrerebbe rappresentare un’onta troppo grossa per permettergli di affiancare il presidente della Lazio nel suo cammino politico (come consigliere).

Le parole

Sono quello che tanto tempo fa scese a difesa dei tifosi diffidati della Lazio”, spiega l’ex assessore su lalaziosiamonoi.it. “Inoltre in passato sono stato anche tra i più votati a Roma. Nella vicenda mia personale non è stato appurato neanche un centesimo di queste presunte tangenti nei miei averi personali (il riferimento è al caso Lady Asl, ndr.). Fui costretto a patteggiare per una questione medica, fisica, di salute: ho avuto tre arresti cardiaci e sono sceso di 36-37 chili”. Tempistiche quantomeno singolari, che dopo diversi anni sembrano far rispuntare temi e accuse sepolte da anni come se nulla fosse.

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Via ai Mondiali, mai meno laziali presenti. Ma dal 1990 sempre almeno uno ai quarti

Ancora la Serbia, ancora l’Uruguay. E anche stavolta si è orfani dell’Italia. I Mondiali in Qatar sono notoriamente un unicum, perché mai si sono disputati in inverno e a stagione in corso. Eppure i tifosi della Lazio vivono un déjà vu. Con qualche piccola differenza, ma sembra di immergersi in quella che fu l’esperienza del 2018. Già, perché, anche a causa della mancata qualificazione dell’Italia, sono solamente due i biancocelesti presenti al torneo. Mai, da quando la fase finale mette di fronte 32 squadre (è dal 1998 che la formula è questa, quindi è la settima edizione) ci sono stati meno laziali. Viene così pareggiato il record negativo stabilito quattro anni fa in Russia. Anche in quella circostanza uno dei due giocatori presenti era Milinkovic, e, curiosamente, pure quattro anni fa l’altro giocatore era uruguaiano (all’epoca Caceres, ora Vecino). La Serbia esordirà ai Mondiali (che cominciano oggi) giovedì, sfidando il Brasile alle 20. Lo stesso giorno, ma alle 14, ci sarà anche il debutto dell’Uruguay di Vecino. Poi entrambi i giocatori biancocelesti torneranno in campo lunedì 28 (Milinkovic contro il Camerun, Vecino sfiderà il Portogallo) e infine lunedì 2 dicembre (Uruguay-Gana e Serbia-Svizzera). Da quel momento cominceranno gli ottavi, ai quali la Lazio potrebbe perfino non portare alcun giocatore. Quattro anni fa Milinkovic uscì già alla fase a gironi, mentre Caceres arrivò fino ai quarti. Nel 2014, anche dopo l’eliminazione dell’Italia al primo turno, agli ottavi c’erano ben quattro laziali: Klose (Germania) e Biglia (Argentina) arrivarono fino alla finale (poi vinta dai tedeschi), mentre Onazi (Nigeria) e Alvaro Gonzalez (Uruguay) vennero invece eliminati prima di arrivare ai quarti. Nel 2010 Muslera (ancora una volta con l’Uruguay) arrivò fino alla semifinale, nel 2006 Oddo e Peruzzi vinsero il torneo, mentre nel 2002 gli unici due laziali in grado di superare la fase a gironi (Nesta e Mendieta) vennero eliminati dalla Corea del Sud: l’italiano agli ottavi, lo spagnolo il turno successivo. Nel 1998 l’Italia di Nesta e l’Argentina di Chamot e Almeyda si fermarono ai quarti. Insomma, negli anni i giocatori biancocelesti si sono tolti diverse soddisfazioni. Perfino nell’ultima edizione, quando Caceres arrivò fra le prime otto. Milinkovic e Vecino dovranno provare a portare avanti la tradizione, perché l’ultima volta che la Lazio non ha portato giocatori almeno fino ai quarti di finale era il 1986. In quell’anno i biancocelesti erano in Serie B, e non venne convocato nemmeno un giocatore per la coppa iridata. Da quel momento il ritorno in A e i grandi successi prima con Cragnotti e poi con Lotito e, di conseguenza, anche sempre qualche giocatore impegnato fino alla fase finale della competizione. Eppure per i tifosi laziali, almeno inizialmente, non saranno Mondiali esaltanti. Perché non c’è l’Italia, perché ci sono solo due biancocelesti. E anche se il torneo in Qatar per il momento è un unicum, sembra di vivere un déjà vu.

Corriere della Sera

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NAZIONALI

Milinkovic scalda i motori col Bahrein, Gila con la Spagna U21

60 minuti per Milinkovic nell’amichevole pre Mondiale contro il Bahrein (vinta 5-1) e ultimi minuti per Mario Gila, nella sfida fra Spagna U21 e Giappone U21. Per Sergej, 36esima presenza con la Nazionale maggiore Serba.