Il reparto migliorato di più. In questa prima parte di stagione la Lazio ha fatto registrare la crescita maggiore nel reparto difensivo. Nelle ultime dieci partite di campionato i biancocelesti hanno subito gol solamente in due partite (contro Salernitana e Juventus), arrivando alla pausa per il Mondiale con la seconda miglior difesa del torneo: solo la Juve ha preso meno gol della squadra di Sarri (7 i bianconeri, 11 i laziali), con l’Inter che ha incassato esattamente il doppio delle reti. Merito anche di Ivan Provedel, arrivato a meno di una settimana dall’inizio del campionato e subito catapultato in campo vista l’espulsione rimediata da Maximiano all’esordio col Bologna. “Per me lui, fra i nuovi acquisti, è il giocatore che sta rendendo di più – spiega Fernando Orsi, che con la Lazio ha giocato dal 1982 al 1985 e dal 1989 al 1998 -. Ha avuto un ottimo impatto”.
In cosa eccelle?
“Parla bene con i compagni. Riesce a richiamare l’attenzione dei compagni aiutandoli a sistemarsi nel modo migliore, cosa che consente alla squadra di concedere meno. Poi è freddo, determinato. Mi piace. Sarri ha lavorato molto sulla fase difensiva e sugli equilibri. Questa solidità ha determinato i risultati della Lazio, che è quarta proprio perché prende pochi gol. Secondo me il reparto che sta rendendo di più è quello arretrato, e il merito è anche il suo. Non ha grandi sbavature, è completo”.
Però con l’Inter e soprattutto con la Juventus qualche errore lo ha commesso…
“Un calo, di tanto in tanto, può essere fisiologico, anche perché giocando sempre, sia in campionato che in coppa, è normale avere anche qualche uscita a vuoto. Più si gioca, più è facile commettere errori: è proprio la legge dei grandi numeri. Ma non gli si può fare un processo viste tutte le altre ottime prestazioni. Gli errori sono un caso isolato, sono l’eccezione”.
Quali portieri gli sono superiori in Italia?
“In realtà nessuno in maniera netta e oggettiva. Potrei dire Maignan, ma non ne sono certo e ultimamente ha giocato meno, ora dovrà riconfermarsi. Meret, Vicario e altri non sono più forti in maniera costante. Dipende anche dal momento. E attualmente Provedel è veramente un gran portiere”.
Degli altri portieri in rampa di lancio che pensa?
“La scuola italiana, dopo un periodo di flessione, sta tornando a sfornare qualche talento interessante. Vicario e Carnesecchi hanno un futuro radioso ad aspettarli. Vicario sta bruciando un po’ le tappe, ma per me sarebbe effettivamente pronto anche ad andare alla Juve se veramente i bianconeri dovessero decidere di cambiare. Lui mi sembra il più promettente. Sono convinto che gli italiani siano ancora i migliori, ma negli ultimi anni si sono cercate caratteristiche diverse da quelle tipiche dei nostri portieri. Ora stiamo tornando sul classico, e finalmente si dà maggiore fiducia ai portieri italiani che dimostrano di meritarla”.
Corriere della Sera