Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Un derby così aumenta l’autostima. Casale il miglior acquisto estivo” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Sarri è come se si fosse snaturato per amore, pur di far felici i propri tifosi ha rinunciato a qualche concetto del sarrismo. Del derby resta anche la grande prestazione dei due centrali difensivi. Casale mi ha sorpreso molto, non sapevo bene come poteva inserirsi in questo contesto. Sarri l’ha voluto ed ha fatto bene, si sta rivelando uno degli acquisti più azzeccati del mercato estivo. Quando si giocò Lazio-Verona nella scorsa stagione lui non fece benissimo, ma già sperava di poter vestire questa maglia. La Lazio ci lavorava da mesi”.

Post derby

Vincere il derby aumenta consapevolezza ed autostima, la Lazio ha giocato in un ambiente ostile, anche se spesso si sono sentiti più i laziali. Vincere così in quel contesto ti fa credere più in se stesso. Su questo si dovrà puntare per i prossimi impegni. Peccato che ci sarà subito la lunga pausa, l’onda lunga del derby poteva essere sfruttata ancora di più”.

Categorie
PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Felipe prima punta, scelta che ha pagato. Difesa? Gioco di squadra e concentrazione” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Siamo reduci da un derby giocato e vinto con cuore ed intelligenza e da un week-end di campionato con risultati positivi anche per la classifica”

Felipe Anderson prima punta

“Lui è bravo, se sblocchi la gara subito con spazi ampi è devastante. Dopo l’infortunio di Immobile abbiamo pensato più a Pedro, il brasiliano non ha le caratteristiche del centravanti. Poi Felipe si è fatto trovare pronto, nell’emergenza Sarri ha fatto di necessità virtù e si è adattato bene”.

Difesa impermeabile

Sono tanti indizi che fanno una prova, c’è gioco di squadra e collaborazione, c’è affiatamento e ci sono le qualità di Romagnoli e gli altri difensori. Poi dipende anche dall’avversario, la Roma dal punto di vista offensivo è stata davvero poca cosa. Con la Fiorentina, per esempio, sono state concesse più occasioni da rete. Detto questo, il merito è del grande lavoro collettivo e di un reparto sempre molto concentrato. C’è stata anche la scelta della società di puntare su elementi italiani, ma la cosa più importante è che sono giocatori bravi”.

Categorie
ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Paradiso: “Derby top tra sofferenza e goduria. Arrivo Sarri una benedizione” (AUDIO)

TOMMASO PARADISO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Più invecchio e più soffro il derby. La goduria che ci ha dato la vittoria di domenica è minore rispetto allo stress della gara stessa, non c’è niente da fare. Questo derby lo metto tra quelli speciali degli ultimi anni. Non stiamo dando la giusta importanza a Maurizio Sarri. Sono innamorato di lui, il suo arrivo è stata una benedizione e non gli vengono riconosciuti tutti i suoi meriti. Non dimentichiamo che abbiamo affrontato un derby senza Milinkovic-Savic e Ciro Immobile. Giocatori che fanno la differenza con qualsiasi squadra, ma come si poteva giocare questa partita senza di loro? Sarri ed i giocatori l’hanno capito e si sono applicati in maniera ossequiosa rispettando i comandamenti del nostro allenatore. Siamo di fronte ad un gruppo molto unito, si vogliono bene, c’è intesa e probabilmente l’ammonizione subita da Milinkovic con la Salernitana ha compattato ancora di più il gruppo. Detto questo, il sarrismo puro non può prescindere dal serbo. Senza di lui un certo tipo di gioco non si può fare”.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Sarri, il suo popolo e Lotito: “Ora non sento più baccano in giro”

Non esclude il ritorno, ma l’obiettivo è sempre stata l’ultima gara prima dello stop: «Ancora non lo so se ce la farò col Monza, ma dopo il derby sono già contento. Dire che è stato bello è persino poco». Ieri mattina Immobile si è sottoposto in Paideia alla risonanza al bicipite femorale sinistro. Sono passati appena 23 giorni dalla lesione di secondo grado rimediata contro l’Udinese, Ciro è pronto a tornare in gruppo perché è un alieno. I medici però vogliono scongiurare qualunque rischio prima di rimetterlo in campo: per questo, il 13 novembre contro la Juve può diventare il giorno giusto. Ieri riposo per tutti, oggi tornerà Milinkovic, che ha visto il derby dalla Serbia, perché sta per nascere il figlio e, dopo la trasferta di Torino, volerà direttamente in Nazionale in ritiro.


LA GIOIA DI LOTITO


Senza Immobile e Sergej, Maurizio ha snaturato il suo credo, ha sacrificato se stesso per amore della Lazio. La vittoria di Sarri nel derby, contro tutti e tutto, è un magnifico trucco tattico «per il nostro popolo». Al fischio di Orsato il tecnico è entrato subito dentro gli spogliatoi, ha deciso di lasciare gli applausi ai giocatori e ha invitato tutto il suo staff a cena nella sua villa all’Olgiata per ringraziare tutti del lavoro svolto. La Lazio arrivava da due ko, nella piazza molti avevano rimesso in discussione un anno e mezzo. Non certo, Lotito, ieri sera a cena da Pietro: «Sempre dalla parte di Maurizio. Ora c’è silenzio in giro, non sento più baccano. Godiamoci il terzo posto». Il Messaggero

Categorie
NEWS

Retroscena Felipe Anderson: quando Aldair lo offrì alla Roma

Clamoroso retroscena di mercato legato a Felipe Anderson quello svelato oggi dal Corriere dello Sport. Il brasiliano, match-winner del derby di domenica pomeriggio, avrebbe potuto giocare la stracittadina con la maglia della Roma. Prima di venire acquistato dalla Lazio nell’estate 2013 (con Lotito che lo aveva già bloccato nel gennaio dello stesso anno), Aldair lo aveva proposto proprio alla Roma. «Peccato per la Roma, si vedeva che Felipe era un ragazzo di talento, non so perché non lo presero in considerazione. Due anni dopo giocò anche nella Nazionale Olimpica. Adesso ha più esperienza, è migliorato. Un bel giocatore», le parole dell’ex difensore. Nei mesi successivi Tare cominciò a parlare con l’agente Zavaglia e chiuse l’operazione per quella che a conti fatti è stata una grandissima sliding doors.

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Roma si candida a ospitare gli Europei 2032

Roma città europea. Il sindaco Roberto Gualtieri ha intrapreso l’iniziativa per la candidatura della capitale italiana per ospitare gli Europei di calcio del 2032. A rendere pubblico il tutto ci ha pensato l’assessore allo Sport di Roma, Alessandro Onorato, attraverso un comunicato. “Metteremo in campo la nostra straordinaria expertise nell’organizzazione dei grandi eventi, siamo pronti a svolgere un ruolo importante – spiega Onorato -. Ospitare questo prestigioso appuntamento sportivo internazionale rappresenterebbe per la nostra città un’occasione unica,  sia per rinnovare gli impianti sia in termini di promozione turistica. Ringraziamo il presidente della Figc Gabriele Gravina per l’attenzione e per l’ottimo lavoro a sostegno del progetto. Sarebbe un ennesimo grande appuntamento internazionale in grado di generare importanti ricadute economiche e sull’occupazione”. Alla documentazione preparata dalla Figc e che verrà inviata alla Uefa, sarà allegata anche una lettera del Ministro dello Sport Andrea Abodi. Entro il mese di marzo dovrà essere presentato il dossier completo, mentre l’assegnazione (per il 2032 l’Italia concorre con la Turchia) è prevista nella riunione del Comitato Esecutivo UEFA del mese di settembre 2023. “Lo sviluppo sostenibile e durevole delle infrastrutture sportive italiane – ha dichiarato Abodi nei giorni scorsi – rappresenta una delle priorità dell’agenda di Governo in ambito sportivo. La Candidatura dell’Italia a Euro 2032 rappresenta un fondamentale fattore di accelerazione di questo processo di crescita, partendo proprio dal segmento stadi, considerando il ruolo sportivo, sociale ed economico del calcio, ma garantendo uguale attenzione all’impiantistica di tutte le discipline sportive. Forniremo i necessari supporti alla FIGC e alle amministrazioni comunali delle città che saranno inserite nel dossier di candidatura, sul presupposto di poter valutare preventivamente le positive eredità che Euro 2032 potrà lasciare nei territori interessati, anche a favore della competitività del calcio italiano”. Gli Europei del 2024 si disputeranno in Germania, quelli del 2028 verranno assegnati o a Inghilterra, Irlanda, Irlanda del Nord, Scozia e Galles (congiuntamente) o alla Turchia.

Corriere della Sera

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Il campo parla chiaro: negli ultimi anni Lazio superiore alla Roma per scontri diretti, classifica e trofei

Il vento è cambiato. Lo dice il campo. Negli ultimi 10 derby disputati (tutti in campionato), la Lazio ha vinto quattro volte, perdendo in tre occasioni (altrettanti i pareggi). I biancocelesti hanno segnato 13 gol (Luis Alberto e Immobile i migliori con tre reti a testa) e ne hanno presi 10. Ma la squadra costruita da Lotito non fa meglio dei cugini solo negli scontri diretti. Nelle ultime tre edizioni della Serie A la Lazio è sempre arrivata sopra alla Roma. Sono cambiati allenatori da una parte (prima Inzaghi, ora Sarri) e dall’altra (Mourinho ha sostituito Fonseca), ma il risultato è rimasto lo stesso. Il distacco in realtà non è particolarmente ampio (15 punti in più conquistati nei campionati 2019-20, 2020-21 e 2021-22), ed è quindi in linea con quanto è emerso negli ultimi 10 scontri diretti. Curiosamente se, andando a ritroso, si analizzano i derby in blocchi di dieci (dal primo, quindi quello di domenica, al decimo, poi dall’undicesimo al ventesimo e così via), è dal pacchetto che comprende le sfide che vanno dal 4 maggio 1997 (1-1 con pareggio di Protti all’ultimo) a quello vinto dalla Roma con autogol di Negro (17 dicembre 2001), che la Lazio non fa complessivamente meglio dei cugini. In quel blocco cinque vittorie biancocelesti (compresi i famosi quattro in un anno solo), due pareggi e tre successi romanisti. Stando anche momentaneamente sopra in classifica, la squadra di Sarri potrebbe finire per la quarta volta il campionato stando sopra ai cugini: l’ultima striscia così lunga è vecchia di quasi 30 anni. Dal 1992-93 fino al 1996-97, la Lazio finì ben cinque campionati di fila avendo raccolto più punti. Anche per quel che riguarda i trofei vinti, nelle ultime stagioni, i biancocelesti hanno fatto meglio: se si prendono in considerazione gli ultimi 5 anni solari (dal 2018 al 2022, estremi compresi) a Formello sono stati aggiunti due titoli, a Trigoria solo uno. In realtà tenendo conto dei trofei e non dei piazzamenti, è tanto che la Lazio fa meglio, perfino quando il campionato dà ragione ai giallorossi: negli ultimi 10 anni (dal 2013 in poi) il risultato è di 4-1. Negli ultimi 15 (dal 2008) siamo 6-2, negli ultimi 20 il totale è 6-4, negli ultimi 25 addirittura 14-6. Concentrandosi però esclusivamente su titoli, piazzamenti e scontri diretti, è dal 2018-19 che la Lazio complessivamente fa meglio in tutto. Segno che evidentemente il vento è cambiato.

Corriere della Sera

Categorie
RASSEGNA STAMPA

Cataldi da leader, il derby della consacrazione

Quella fascia è già un testamento. Subito dopo il derby, Danilo torna a casa e la lega al braccio di Tommaso. Di Padre in figlio, il nome di Cataldi è nella storia della Lazio. Romano, simbolo fuori e dentro al campo: «Per un ragazzo nato e cresciuto nella capitale come me, quella di domenica non è stata solo una partita, ma la partita e la serata perfetta, degna della città più bella del mondo. Tutto quello che ho provato all’Olimpico è stato qualcosa di meraviglioso». Il giusto epilogo per un capitano coraggioso, che ha vissuto tre giorni con il cuore nello stomaco e domenica vagava all’alba da solo per Formello: «Non ho dormito per almeno tre notti, non sono riuscito a chiudere occhio perché immaginavo come sarebbe potuta andare, la giocata giusta da fare, i movimenti, il passaggio». Il risultato è la perfezione di Danilo lì in mezzo. Persino l’ex Di Canio gli dedica un giudizio unico: «Cataldi è stato un leader vero. Ricordo quando è stato contestato ed era al Genoa in prestito. Si è riconquistato la credibilità con la disponibilità e ha giocato da vero guerriero». Chissà se anche il ct Mancini prima o poi tornerà a farci un pensiero, intanto se lo gode Sarri. 

LA VIA CRUCIS

I tifosi ora vogliono fargli un monumento. «C’è solo un capitano», commenta il senatore Radu sotto il post. È uno di quelli che lo vedrebbero subito come il vice naturale di Ciro. Perché Cataldi non è solo quello che avete ammirato sul terreno domenica pomeriggio. Dietro c’è molto altro, c’è anima e cervello: dalla mattina Danili ha iniziato a scuotere tutti con colloqui singoli e di gruppo. Ha placato il tesissimo Romagnoli («Sei dalla parte giusta, adesso»), ha spiegato la stracittadina a Vecino («Non è come a Milano, qui ti giochi tutto»). Finita la riunione tecnica e il risveglio muscolare, ha preso persino da parte Luis Alberto: «Vamos». Tutti sapevano d’altronde che lo spagnolo era in bilico nella formazione tipo: la titolarità del Mago (a discapito di Basic) è stata decisa dopo la cena di sabato sera fra Sarri e Lotito in ritiro. Al contrario, proprio il Comandante convinse il patron a far prolungare il contratto del pupillo Patric l’anno scorso. Ora va blindato sino al 2027, questo fiore sbocciato nella Lazio. Il rinnovo da top player se lo è guadagnato. Con un attaccamento e uno spirito riconosciuto da tutto lo spogliatoio. 

E PEDRO OFFRE LA CENA

Uomo e capitano vero, in trionfo sulle spalle di un campione come Pedro, che da tempo ne ha riconosciuto il merito. Proprio lo spagnolo, assist-man di Felipe Anderson, ha pagato la cena di squadra al locale El Porteno. Festa proseguita poi per alcuni sino alle 3 di notte anche in una discoteca del centro. Nonostante la sbornia di euforia, tutti ieri ricordavano il discorso del capitano con la squadra messa a cerchio prima del fischio d’inizio: «Sono onorato di portare questa fascia nella sfida della sfida e di avervi al mio fianco. Se restiamo uniti e compatti, vinciamo, ne sono certo». Cataldi nemmeno le ha sentite le gomitate di Zaniolo, aveva l’aquila e la Curva a proteggerlo: «Siamo stati gruppo, abbiamo vinto da famiglia, con un popolo biancoceleste che ci ha aiutato a tirare fuori il meglio e l’orgoglio. Avanti verso i nostri obiettivi, sempre insieme, forza Lazio». Il bacio della moglie Elisa al ritorno a casa chiude il cerchio. È il bacio di tutta la Lazio. Il Messaggero

Categorie
SOCIETA'

Cori antisemiti, la Lazio condanna: “Non fanno parte della nostra cultura e della nostra tifoseria”

Con riferimento alla decisione assunta dal Giudice Sportivo, il quale ha chiesto un’istruttoria rapida alla Procura della FIGC rispetto a presunti cori antisemiti ieri allo Stadio Olimpico di Roma, la Società Sportiva Lazio dichiara quanto segue.

La Società Sportiva Lazio ha sempre condannato con la massima fermezza ogni espressione di antisemitismo e di razzismo che si manifestano ormai nella quasi totalità delle partite e in tutti gli stadi d’Italia. Non fanno parte della nostra cultura e non rappresentano la nostra tifoseria. Lo abbiamo sempre dimostrato con i fatti, non solo con le parole, e continueremo a sostenerlo con forza.

Ci preme sottolineare che i nostri tesserati si sono recati sotto la curva al termine di Roma-Lazio per ringraziare i tifosi del sostegno e gioire per una vittoria meritata, non certo per legittimare eventuali cori di alcuni gruppi, neppure compresi e certamente non condivisi.

Comportamenti simili nulla hanno a che vedere con lo sport nè con il comune senso civico. Davanti a queste manifestazioni di ignoranza la Società Sportiva Lazio starà sempre dalla parte opposta: quella del rispetto delle persone, della loro cultura, della loro etnia, della loro fede e della loro dignità.

Categorie
CONFERENCE LEAGUE

Alla scoperta del Cluj: uomini di chiave e precedenti

La Lazio pesca dall’urna di Nyon il Cluj. In Conference League la doppia sfida contro la squadra romena sarà il 16 e 23 febbraio (la prima in casa all’Olimpico). Il loro cammino nella competizione europea è iniziato addirittura al secondo turno di qualificazione (21 luglio). Ed è proseguito sino ad arrivare al gruppo G. Pareggio 1-1 contro il Ballkani, sconfitta con il Sivasspor e doppia vittoria con lo Slavia Praga. E ancora: sconfitta (3-0) con il Sivasspor e vittoria con il Ballkani. Ora la Lazio.

Gli uomini chiave del Cluj

L’allenatore del Cluj è Dan Petrescu, vecchia conoscenza del calcio italiano. In Serie A ha vestito le maglie del Foggia (dal 1991 al 1993) e del Genoa (dal 1993 al 1994). Ex colonna della nazionale romena, ha iniziato la sua carriera da allenatore al National Bucarest nel lontano 2002. Poi un girovagare tra Romania, Polonia, Russia, Emirati Arabi, Cina. Da tecnico ha vinto 5 campionati romeni (4 con il Cluj), 1 campionato B di Russia, 1 Supercoppa di Romania e 1 Coppa di Cina. Petrescu allena in Romania Simone Scuffet. Il portiere classe ’96, che anni fa sembrava destinato ad essere una promessa del calcio italiano, dopo tanti prestiti è finito in Romania. Occhio al sempreverde Ciprian Deac, ala di 36 anni con tanta qualità e classe. Alla Lazio ha già segnato nel 2019. Ad oggi 28 presenze totali, 5 gol gol e 7 assist. Attenzione anche al difensore con il vizio del gol: Yuri Matias. Brasiliano classe 1995, ha totalizzato 4 reti e 1 assist in 25 presenze stagionali. In Conference 6 apparizioni e 2 gol.

I precedenti tra Lazio e Cluj

Lazio e Cluj si sono affrontate solo due volte nella loro storia. Fase a gironi del gruppo E di Europa League. All’andata vince la squadra di Petrescu per 2-1. Biancocelesti avanti con Bastos, poi rigore di Deac e gol decisivo di Omrani. Al ritorno, all’Olimpico, vittoria per la Lazio con la rete di Correa. Di quella formazione in campo allenata da Inzaghi sono rimasti Lazzari, Cataldi, Luis Alberto e Milinkovic. Inzaghi subito fuori dall’Europa League. All’ultima giornata sconfitta con il Rennes, ma anche vittoria del Cluj contro il Celtic. Un amaro ricordo.