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RASSEGNA STAMPA

I problemi in attacco non sono finiti: problema al polpaccio per Zacc

[…] Possono giocare Hysaj e Marusic col Monza, ma Lazzari dovrà convivere con il dolore alla spalla sino allo stop. Davanti straordinari per Felipe Anderson perché Immobile potrebbe aver bisogno di qualche giorno in più per tornare in gruppo: ieri Ciro si è allenato ancora a parte, la Juve resta il principale obiettivo. Ora c’è persino ansia per Zaccagni: oggi la risonanza per un dolore al polpaccio. Anche se Tare lo aveva preso al posto di Candreva, Luis Alberto non può certo tornare esterno.  Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Da Mago a scolaretto, Luis Alberto ad intermittenza

Meno Mago, più scolaretto, poi di nuovo Luis Alberto. Può perdere il pelo, ma non quel brutto vizio. C’eravamo lasciati domenica al 71’, nel derby un minuto sempre magico. Nell’ultimo, invece, col soldato abbattuto: lo spagnolo si accascia per terra e tutti tremano. Il fantasista mima il gesto di un crac, si contorce sul campo. Sarri teme addirittura che si sia rotto il crociato, ordina il cambio immediato, senza accorgersi che poco dopo il numero 10 sta chiedendo di aspettare un attimo, è lontano. Entra Basic, il Mago s’infuria e, zoppicando verso la panchina, urla di tutto: «Avevo già avviato la sostituzione con il quarto uomo – ha spiegato poi il tecnico – e non ci potevamo permettere di rimanere 3-4 minuti in inferiorità numerica in quel frangente così delicato». Nessuna polemica dopo il trionfo, anche se Sarri non tollera più da un anno questi atteggiamenti – plateali e non solo – di Luis Alberto. Li trova una mancanza di rispetto verso di lui e il resto del gruppo, un esempio sbagliato. 

APPLAUSI PER L’IMPEGNO

Il suo ginocchio è a posto e stavolta lo spagnolo è perdonato. Sia perché resta in panchina ad incitare tutta la Lazio e, alla fine, festeggia a squarciagola sotto la Nord. Sia perché finalmente nel primo tempo onora il compito impartito. Luis Alberto centrocampista box to box, come richiedeva Sarri in uno schema ben studiato alla vigilia, e riuscito il giorno dopo. Stavolta nessuno invocava i suoi giochi di prestigio, ma il sacrificio. Contavano di più l’impegno in copertura a centrocampo, la corsa e la lotta col veleno. È anche merito suo, se la Lazio ha percorso 122 chilometri nel derby, un dato disumano. Applausi a Luis Alberto diligente e ordinato, al servizio del credo di Sarri e della Lazio. Fosse stato sempre così, forse Vecino non gli avrebbe soffiato il posto, magari non si sarebbe mai arrivati a questo gelo. Anche se in realtà già in estate il Mago sembrava in bilico con il malcelato desiderio dell’allenatore di sostituirlo e abbracciare Ilic a Formello. Chissà se il Mago può ancora riprendersi la Lazio. Rischia di avere appena una settimana di tempo, dopo aver sciupato l’ultimo mese fra un male e un altro. Una volta rimasto, Sarri aveva deciso di riabilitarlo in un nuovo ruolo: in avvio di campionato il Mago subentrava e faceva gol, poi questo show part-time ha iniziato a stargli stretto: 9 volte titolare su 19, 5 in campionato, 819’ in campo, si è depresso. Da settimane la mezzala lamentava dolori all’anca (rifiutando però qualunque controllo) ed era mogio in allenamento. Chissà se la gioia del derby riuscirà a risollevarlo di nuovo. 

RESTA IN VENDITA

Alla vigilia del Monza si ripropone il dubbio: Luis Alberto sì o no? Ora che torna Milinkovic, il testa a testa con Vecino diventa più serio. A premiare lo spagnolo potrebbe però essere il doppio incontro ravvicinato. A livello tattico, Sarri potrebbe schierarlo domani nel turno infrasettimanale e poi farlo partire da fuori a Torino. C’è il solito ballottaggio con Basic, ma stavolta dipende anche da quello fra Cataldi e Marcos Antonio. Nel derby Maurizio ha deciso all’ultimo di schierare il Mago perché non poteva permettersi di demotivare uno dei big rimasti con la quarta panchina in 5 match fra Coppa e campionato, ma il pensiero del tecnico non è cambiato. C’è un retroscena in ritiro: sabato sera, Sarri ha chiesto ancora a Lotito la cessione di Luis Alberto a gennaio. Soprattutto perché, con l’indice di liquidità di nuovo bloccato, può essere l’unico modo per fare mercato e puntellare la rosa nei ruoli in cui c’è più bisogno. Il presidente non vuole però né svendere né “regalare” Luis Alberto, anche se l’allenatore invoca sempre uno fra Parisi e Valeri come terzino e sogna Rafa Silva in attacco. Guarda caso due pedine che sarebbero già servite in questo turno di mezzo.  Il Messaggero

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Il paradosso della Lazio: cresciuta di testa, ma questo la limita… di testa. Ecco perché

Un paradosso da cancellare. Così la Lazio può crescere ancora. In questo anno e mezzo con Sarri la squadra ha dimostrato di avere un grosso limite di continuità. Al punto che fra la scorsa stagione e quella attuale non sono mai arrivate tre vittorie di fila. In dieci occasioni sono arrivati due successi consecutivi, seguiti però da cinque sconfitte (comprese alcune pesanti come quelle per 3-0 contro Bologna e Roma l’anno scorso e quella per 5-1 con il Midjylland a settembre, oltre al recente 1-3 con la Salernitana) e cinque pareggi. Strano, considerando che la Lazio ha dimostrato, in più occasioni, di essere cresciuta anche mentalmente: da quando Immobile è a Roma (2016), lui e Milinkovic hanno saltato contemporaneamente solo 7 partite su 310 (coppe comprese) prima del derby, nelle quali la squadra ha raccolto appena 5 punti. Anche per questo il successo nel derby denota come si soffrano meno le varie assenze. Al punto che, nelle 5 partite stagionali senza Immobile, sono comunque arrivati 9 punti (fra campionato ed Europa League). Negli anni scorsi mai la Lazio aveva vinto più partite di quante ne aveva perse senza il suo capitano. Segnali evidenti di crescita, anche mentale. E allora perché non si riescono a inanellare tre vittorie di fila? “La squadra non era pronta a subire un evento negativo”, ha spiegato Sarri dopo la gara con la Salernitana. Dal 2014-15 (compreso) in poi, la Lazio, prima dell’arrivo dell’attuale allenatore, aveva sempre fatto registrare almeno una volta a stagione tre vittorie di fila (minimo). Con Sarri non ci è mai riuscita in 18 mesi. Eppure la difesa è solida come non lo era da tempo e l’attacco segna. Colpa quindi di quel germe citato dall’allenatore. La squadra è fin troppo consapevole di essere migliorata tatticamente, di avere quell’equilibrio che in passato le mancava. Vince gare importanti (come quella di inizio stagione con l’Inter) per poi incappare in qualche calo improvviso (l’1-1 di Genova con la Sampdoria subito quando si sentiva i 3 punti in tasca). Il germe è l’arroganza, l’incapacità di trasformare gli evidenti miglioramenti tattici in un vantaggio mentale sugli avversari. I calciatori in campo si sentono sicuri del risultato e staccano la spina, trovandosi poi spiazzati dagli eventi. Il contropiede i biancocelesti, ormai sempre ben messi in campo, non lo subiscono tatticamente, ma mentalmente. “Per il momento abbiamo la continuità di 4 giorni”, ha detto Sarri prima della disfatta in Danimarca. “Non eravamo pronti all’evento avverso”. Frasi chiare: i giocatori devono crescere mentalmente. Ma devono farlo nel lungo periodo. Perché ormai hanno dimostrato di aver raggiunto la maturità necessaria per vincere gli scontri diretti e sopperire alle assenze. Per questo il difetto mentale che ancora danneggia la squadra appare come un paradosso. Da cancellare.

Corriere della Sera

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FORMELLO

FORMELLO – Immobile, altro step: obiettivo Juve. Solo scarico per i titolari nel derby

Dopo il giorno di riposo post derby, la Lazio si è ritrovata a Formello. Solo palestra e scarico per i calciatori impiegati nel match di domenica scorsa, mentre in campo si vedono le riserve ma a ritmi blandi. Con Sarri dunque ci sono solo Gila, Patric, Kamenovic, Hysaj, Radu, Milinkovic (che rientra dalla squalifica), Marcos Antonio, Basic, Romero e Cancellieri. Da domani si fa sul serio per preparare la partita contro il Monza prevista alle 20:45 di giovedì.

Capitolo Immobile: l’infortunio è smaltito, ma l’opera di ricondizionamento dopo lo stiramento è solo all’inizio. Stamani altro allenamento in campo per lui con l’obiettivo di poter essere utilizzabile domenica contro la Juve almeno per uno scampolo di partita.

Per quanto riguarda la formazione anti Monza, Sarri potrebbe confermare il tridente con Pedro e Zaccagni ai lati di Felipe Anderson. Dipende tutto dalle condizioni dello spagnolo, uscito nel secondo tempo del derby per un affaticamento al polpaccio. In rampa di lancio rimane Cancellieri. A centrocampo si rivedrà Milinkovic, squalificato con la Roma. Il ballottaggio è tra Luis Alberto e Vecino. In difesa dovrebbe rientrare Patric accanto a uno tra Casale e Romagnoli.

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

Derby, Mourinho ci ripensa: “Se avessi vinto come l’ha vinto Sarri…”

José Mourinho, in conferenza stampa, presenta il prossimo match della Roma contro il Sassuolo. Non manca il passaggio sul derby: “In casa ci sono tre partite nelle quali non abbiamo segnato: Napoli, Atalanta e Lazio. Posso anche piangere io? Gli altri lo fanno sempre. Abbiamo giocato tre partite senza il nostro giocatore più creativo e con più mobilità nel campo. Un giocatore che apre un blocco compatto e l’Atalanta lo ha fatto così. Non parliamo della Lazio, che se avessi vinto io una gara così come l’ha vinta Sarri mi avrebbero ucciso“. 

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Cataldi capolavoro di Sarri, Provedel miglior acquisto” (AUDIO)

Alberto Abbate (Il Messaggero) a ‘NMM’

Provedel il miglior acquisto finora, nel rapporto prezzo-rendimento. E’ stato fondamentale, al pari di Romagnoli che – a parametro zero – si è preso la difesa della Lazio. Immobile? Dovrebbe tornare a lavorare sul campo domani, se dovesse dare risposte positive potrebbe pensare di giocare qualche minuto contro la Juventus. Cataldi si merita tutto quello che ha ottenuto. Ha fatto la miglior partita della sua carriera, nel derby. Sarri è stato decisivo per la sua crescita, per la definitiva consacrazione. A proposito di crescita, Casale credo sia migliorato clamorosamente. Consideriamo che il giocatore ha avuto qualche problema posturale in estate, anche per questo è stato tenuto in panchina nelle prime partite. Bisogna saperli aspettare i giocatori e lavorarci. Su Marcos Antonio ho qualche dubbio in più, anche perché Cataldi abbina anche una buona quantità alla qualità”.

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ESCLUSIVE

Salisburgo, commento al tweet: “Non era nostra intenzione riferirci ad altri”

Superficialità più che voglia di provocare. Ha fatto discutere ieri il post pubblicato dalla pagina inglese del Salisburgo con il quale il club austriaco, dopo il sorteggio che lo ha messo di fronte ai giallorossi, si diceva contento di incontrare il più grande club di Roma. Contattato dalla redazione di Radiosei, l’ufficio stampa del Salisburgo ha precisato che “quel che possiamo dire in maniera decisa è che non avevamo assolutamente intenzione di riferirci ad altre squadre, diverse dalla Roma. Semplicemente siamo contenti di poter giocare una partita del genere”.

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CURIOSITA'

Sarri lascia la scena ai suoi ragazzi: i festeggiamenti (sobri) del tecnico

Al termine del derby, i giocatori (ed altri tesserati) hanno festeggiato sotto la Curva Nord. Sarri invece, ha preso subito la via degli spogliatoi. La cosa non è passata inosservata, probabilmente ai tifosi sarebbe piaciuto vederlo festeggiare insieme ai suoi ragazzi, sotto il settore. Il tecnico toscano ha lasciato la scena ai suoi giocatori e – dopo la conferenza stampa – ha invitato tutto il suo staff a cena, nella sua villa all’Olgiata.

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APPROFONDIMENTI

Lazio-Monza, numeri e curiosità: bilancio in equilibrio

Tra Serie B e Coppa Italia Lazio e Monza si sono incrociate in 18 occasioni: bilancio in equilibrio con cinque vittorie per parte e otto pareggi – la sfida più recente risale al 23 agosto 2006, 1-1 in Coppa Italia, risolta poi ai calci di rigore in favore dei biancocelesti. La Lazio ha perso solo una delle nove partite interne disputate contro il Monza (5V, 3N), ma la sconfitta è arrivata proprio nella più recente, risalente al 27 aprile 1986 (0-1 in Serie B con Luigi Simoni in panchina). La Lazio non ha mai perso nelle ultime 15 partite di Serie A contro squadre neopromosse (13V, 2N) e ha mantenuto la porta inviolata nelle tre più recenti; i biancocelesti non hanno mai raggiunto una serie di 16 gare da imbattuti contro squadre provenienti dalla B, essendosi fermati a 15 nel 2020 con Simone Inzaghi (in quella serie conquistarono anche cinque clean sheet di fila). Andrea Petagna ha segnato quattro gol contro la Lazio in Serie A, solo contro l’Atalanta ha fatto meglio (cinque); l’attaccante del Monza ha realizzato contro i biancocelesti la sua prima rete nel massimo campionato italiano, il 21 agosto 2016 con la maglia dell’Atalanta.

Dati: OPTA

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Lazio, cori antisemiti nel derby: aperta ufficialmente inchiesta della Procura. Il comunicato

La Procura Federale ha aperto un’inchiesta in merito ai cori antisemiti dei tifosi nel derby. Di seguito il comunicato: “Il Giudice sportivo, in relazione al rapporto della Procura federale pervenuto in data 7 novembre 2022, ha altresì disposto in ordine ai cori beceri, oltraggiosi e discriminatori di matrice religiosa rivolti da parte dei sostenitori della SS Lazio assiepati nei settori di pertinenza, e rivolti verso la tifoseria avversaria, intervenuti più volte prima dell’inizio dell’incontro nonché, in un caso, anche durante l’incontro stesso, un supplemento di indagine da parte della Procura Federale volto a confermare che tali cori sono stati percepiti nell’intero impianto, precisando ulteriormente il numero degli occupanti dei settori nei vari momenti descritti, acquisendo se del caso elementi anche dai responsabili dell’Ordine pubblico. Ha disposto inoltre di acquisire e segnalare le iniziative assunte dalla detta Società, anche nei confronti della tifoseria, per prevenire, dissociarsi, individuare i responsabili e non da ultimo impedire il ripetersi di simili cori incresciosi”.