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CALCIOMERCATO

Milinkovic, l’ultimo passo prima dell’addio: fissate le visite mediche con l’Al-Hilal

Sergej Milinkovic-Savic è ormai a un passo dal lasciare la Lazio e la Serie A: sono state infatti fissate le visite mediche con l’Al-Hilal, club della Saudi Pro League pronto ad accoglierlo. In Arabia Saudita il centrocampista troverà altri ex giocatori importanti di squadre europee: Ruben Neves, Matheus Pereira, Moussa Marega, ma soprattutto Kalidou Koulibaly. Tra la giornata di domani, mercoledì 12 luglio, e dopodomani, giovedì 13, Sergej Milinkovic-Savic si sottoporrà ai controlli medici in Europa: poi arriverà il momento della firma sul contratto e dell’ufficialità del suo trasferimento in Arabia Saudita. Gianlucadimarzio.com

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RITIRO ESTIVO

AURONZO – Il giorno dell’arrivo: convocati e test (VIDEO)

Ad Auronzo, in serata, non arriveranno i giocatori reduci da impegni con le nazionali (Immobile, Cancellieri e Hysaj) che raggiungeranno la squadra giovedì 13, mentre Mario Gila (sconfitto in finale con la Spagna nell’Europeo Under 21) salterà l’intero ritiro di Auronzo.

Maurizio Sarri, in attesa dei nazionali e dei colpi da chiudere sul mercato, potrà fare affidamento su un gruppo di 27 calciatori, pieno zeppo di giovani (sono 7 in tutto) e di giocatori in attesa di sistemazione. Ecco la lista: 4 portieri (Provedel, Maximiano, Adamonis, Furlanetto), 9 difensori (Casale, Romagnoli, Patric, Marusic, Lazzari, Fares, Ruggeri, Floriani Mussolini, Dutu), 7 centrocampisti (Cataldi, Luis Alberto, Marcos Antonio, Basic, Vecino, Akpa Akpro, Bertini) e 7 attaccanti (Zaccagni, Felipe Anderson, Pedro, Gonzalez, Crespi, Balde e Saná Fernandes).

Il 16 luglio la Lazio affronterà una rappresentativa locale, mentre il 20 l’avversario sarà la formazione slovena del Primorje. Il 23 luglio sarà sfida con la Triestina, il 26 con il Nogometni Klub Bravo.

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CALCIOMERCATO

Paredes libera Torreira: accordo Galatasaray-PSG

Accordo tra il Galatasaray e il Paris Saint-Germain per Leandro Paredes. Il centrocampista argentino, sul taccuino anche della Lazio, secondo quanto riportano in Francia si trasferirà in Turchia per circa 6 milioni di euro. Un’operazione che potrebbe sbloccare l’uscita di Torreira proprio verso Sarri che ha indicato nell’ex viola il rinforzo giusto per la propria mediana. Tra biancocelesti e Galatasaray c’è ancora distanza nella valutazione del cartellino (8-9 milioni contro i 13-15 pretesi dai turchi)

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Lo stallo: Lotito non vuole investire su giocatori avanti con l’età. Sarri non molla i nomi richiesti” (AUDIO)

Berardi e Zielinski, ALBERTO ABBATE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“La situazione acquisti è ingessata perché alcuni giocatori come Berardi e Zielinski che sono stati richiesti espressamente da Sarri, sono avanti con l’età. Lotito non vuole investire tutti questi soldi per calciatori sui quali non può avere in futuro un ritorno economico.

Il concetto di Sarri in particolar modo è che quest’anno c’è la Champions e quindi non vuole dire di sì a giovani che non conosce e di cui non sa la resa e che poi lo portano a risultati negativi. Risultati dei quali è lui poi a dover rendere conto e prendersi le colpe.

Oltre al fatto che poi te li trovi a bilancio per anni e non sai come fare. Insomma non vuole ripetere gli errori del passato.

Non è vero che Sarri non suggerisce nomi e non è vero che sia sereno. Anche lui spera che arrivino i colpi che ha scelto ed è disponibile persino ad aspettare che arrivino in ritiro.

Del resto i primi colpi arrivati lo scorso anno furono Cancellieri e Marcos Antonio che sono stati entrambi colpi sbagliati e dettati dalla fretta e che Sarri ha poi accettato.

Secondo me non c’è alcun dubbio sul fatto che Lotito possa arrivare ai 20/25 milioni bonus inclusi per acquistare nuovi calciatori.

Proprio alla luce di rinnovi per calciatori che erano già in casa come Pedro e Luis Alberto, Lotito non vorrebbe investire su giocatori nuovi ma che sono troppo avanti con l’età. Da questo punto di vista sia Sarri che Lotito hanno le loro ragioni.

Vedremo quanto Sarri riuscirà a puntare i piedi e farsi prendere i suoi nomi continuando a dire di no ai calciatori proposti via via anche da Picchioni e dal suo staff.

Su Zielinski va detto che lo stesso De Laurentiis non so quanto possa reggere ancora tenendo il calciatore: anche lui vuole venderlo e a un certo punto scenderà dai 25 milioni richiesti”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Tsunami arabo, rischio effetto domino. Milinkovic voleva guadagnare di più” (AUDIO)

Offerte arabe per tutti, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Il ragionamento sul mercato inquinato da queste offerte arabe è oggettivo e va fatto. Prima del rinnovo, anche Luis Alberto era stato sondato dagli arabi e lo stesso Ciro Immobile ha ricevuto offerta importante dagli stessi lidi. Speriamo ovviamente non la accetti e rimanga alla Lazio.

Le strutture, il progetto arabo, i benefit, il tenore di vita che propongono, sono di livello altissimo, ma il campionato arabo è ovviamente poco accattivante. Ecco perché devono offrire tutti questi soldi.

Il problema è che per far fronte a queste richieste, le società adeguano gli stipendi ai potenziali partenti per farli stare buoni, generando però un grosso rischio di effetto domino. Ad esempio, speriamo arrivi presto il rinnovo di Zaccagni perché – e lo dico come opinione – anche lui potrebbe pensare di valere quanto o più di Luis Alberto e battere i pugni sul tavolo della trattativa per il rinnovo.

Su Milinkovic si stanno limando dettagli amministrativi per un’operazione complessa. E’ tutto in mano a commercialisti e avvocati e la Lazio vuole garanzie fideiussorie dell’affare.

Se la Lazio ha offerto un rinnovo da 6 milioni di euro al serbo, evidentemente Lotito pensava ancora a un progetto tecnico nel quale lui era centrale.

Abbiamo parlato troppo a lungo di Milinkovic che volesse giocare la Champions e che avesse ambizioni di alta classifica. In realtà il serbo voleva un maggiore riconoscimento economico ed è cosa legittima. Quella con gli arabi è stata una trattativa lampo: quando si parlava di offerte per Sergej, si aveva sempre in mente la Juventus. Poi è arrivata un’accelerazione clamorosa lo scorso weekend.

La decisione di Milinkovic di lasciare la Lazio – ribadisco – non era di ambizione sportiva, ma di natura meramente e legittimamente economica. Ecco perché poi l’affare si sta chiudendo con particolare celerità”.

Alessio Buzzanca

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CALCIOMERCATO

Milinkovic sedotto, Immobile resiste, Berardi a rischio: i soldi sauditi anche sul desiderio di Sarri

I soldi sauditi si abbattono sulla Lazio, i suoi gioielli e le sue ambizioni di mercato. Milinkovic ha rotto gli indugi, ha scelto Riyad, Immobile sta resistendo ad una super offerta di ingaggio che è giunta da La Mecca, ma non basta, le tentazioni non sono finite. C’è anche un desiderio che potrebbe sfumare: l’ultima notizia riguarda Domenico Berardi che sta valutando la proposta dell’Al Nassr che sembrerebbe ai dettagli. Il giocatore cosentino avrebbe chiesto l’inserimento di un altro calciatore nella trattativa – non del Sassuolo – che possa raggiungerlo in terra araba. La società saudita farà una importante offerta ufficiale che verrà recapitata al Sassuolo e al suo capitano nelle prossime ore. Il club, dunque, si aggiunge alla lista delle squadre interessate al capitano neroverde, che la Lazio sta provando a portare in biancoceleste. I famosi 30 milioni richiesti da Carnevali, ritenuti eccessivi da Lotito, ora potrebbero arrivare da lontano.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Apriti sesamo. Milinkocrazia finita, ma Lotito ha ottenuto il massimo: “Gli avevo offerto il rinnovo a sei milioni”

Apriti sesamo. Un triennale da quasi 20 milioni a stagione (sino a 30 coi bonus) rompe gli ultimi indugi di Milinkovic allo sbarco nel deserto; poco più di 40 milioni per il cartellino spalancano agli arabi le porte della Lazio. In una notte di domenica di metà luglio si consuma il clamoroso divorzio. Non c’è più tempo: Sergej non aspetta più la Juve e dice sì all’Al-Hilal in un batter d’occhio. Tramite il segretario Calveri, Lotito risponde con una mail (poco dopo la mezzanotte) in cui accetta le condizioni, ma esclude le elevate commissioni dell’agente Kezman sul proprio conto: «Ci penseranno gli arabi a quelle, hanno già vinto col denaro. Io non lo avrei venduto, gli ho offerto il prolungamento a quasi 6 milioni (con i bonus, ndr), ha scelto Sergej il suo futuro». Ieri c’è già stato lo scambio di documenti, i legali sono al lavoro per chiudere l’affare il prima possibile ed evitare a Milinkovic (che mostra già i muscoli e i suoi allenamenti a bordo piscina) di presentarsi dopodomani alle visite mediche previste – per lui e gli altri nazionali – nella capitale, prima della partenza per Auronzo: «Se non verrà firmato il contratto e fatto il pagamento, andrà in ritiro. Pagare moneta, vedere cammello», chiosa col solito motto, Lotito, che non si fida mai di nessuno, pretende le fideiussioni bancarie per firmare l’uscita e dare l’ok definitivo. È il motivo per cui l’Inter e altre big si erano defilate da tempo. Per gli arabi queste garanzie dovrebbero essere uno scherzo, la banca è il governo. 

GLI ATTRITI

L’addio di Milinkovic può rappresentare finalmente la svolta del mercato. C’era il rischio di trascinarsi il tormentone sino a fine agosto, se non addirittura per tutto il prossimo anno. C’era soprattutto il rischio di rimanere col cerino in mano, di perderlo poi a parametro zero. Invece c’è comunque una plusvalenza monstre sul serbo, pagato appena 5,2 milioni al Genk nel 2015 e poi altri 10 per riscattarne il restante 50%. Oltretutto Sarri continuava ad avere dubbi sulla sua permanenza in questo stato: già a gennaio scorso ne aveva paventato la cessione per il bene societario, attirandosi l’antipatia del serbo, che a sua volta ha sempre mal digerito il 4-3-3 in cui doveva correre a perdifiato insieme a Luis Alberto. È il miglior epilogo. I tifosi oggi sono tristi, impauriti, ma alla fine per la Lazio è un autentico trionfo, un capolavoro economico e strategico: ottenuto il massimo per il gioiello snobbato dalla Premier e in scadenza nel 2024, dribblato il gioco della Juve al ribasso ed evitata quindi anche la beffa di rinforzare una diretta concorrente in campionato. Al massimo è una sconfitta per il centrocampista e per il calcio. Nel pieno della carriera, a 28 anni, Milinkovic decide di raggiungere Koulibaly e Ruben Neves all’Al-Hilal, rinunciando al salto sportivo e al palcoscenico Champions: «Sono scelte di vita, io questa non l’avrei fatta – assicura Lotito – ma evidentemente i 18 milioni a stagione sono il suo stimolo. Mi ha telefonato pregandomi di lasciarlo andare. Io ho provato più volte a convincerlo a restare, sino all’ultimo ho cercato di trattenerlo, ero disponibile a rinnovare il suo contratto e ad incrementarlo, ma Sergej mi diceva che voleva cambiare aria dopo 8 anni di Lazio». 

LA PROMESSA, OTTENUTO IL MASSIMO

Persino il presidente sembra sorpreso dalla decisione del serbo: «I rapporti con lui sono sempre stati ottimi. Inizialmente pensavo fosse un problema di testa, ma se uno vuole andare in Arabia, le motivazioni sono solo i soldi, non può esserci altro». Va bene così perché comunque va bene alla Lazio, anche se il patron non vuole ammetterlo: «L’offerta dell’Al-Hilal è più bassa di 50 milioni. Se avessi aspettato quella giusta, non lo avrei mai ceduto, ma io mantengo sempre le promesse e avevo preso un impegno con il ragazzo che avrei accettato la proposta minima per il suo cartellino». E pensare che Lotito avrebbe potuto cederlo al massimo, al Milan a tutt’altre cifre nel 2018: «È vero, decisi di rifiutare un’offerta di Galliani da 140 milioni. Erano 60 subito e altri 80, pagabili in 5 anni con la Champions. Non me ne sono pentito». Perché Milinkovic comunque ha dato tantissimo: 341 presenze, 69 gol, 53 assist e 3 trofei, addio allo straniero biancoceleste che ha collezionato più gol (55) in Serie A e al centrocampista più prolifico della storia della Lazio. È finita la Milinkocrazia, si chiude un ciclo, avanti il prossimo. Ilmessaggero

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RASSEGNA STAMPA

Torreira, Zielinski, Berardi: ieri vertice Lotito-Sarri, ora il tecnico alza il pressing. “No a Politano ed Orsolini”

Ora non ci sono più scuse, serve una scossa immediata sul mercato. C’è tutto il tempo per costruire una grande Lazio, in grado di puntare ancora al secondo posto, se non più in alto. Milinkovic sblocca subito l’indice di liquidità e porta altri 40 milioni nel tesoretto presente e futuro (i quasi 80 della Champions). Immediato confronto serrato ieri pomeriggio e poi ancora a cena sino a tarda sera a Formello fra Fabiani, scouting, presidente e tecnico: ora Sarri si impunta, passa al contrattacco e dice no a tutte le alternative (una Pereyra a zero, l’altra Dominguez a scadenza) proposte ancora da Lotito. Sfumati ormai i sogni Frattesi e Loftus-Cheek, restano in standby Gedson Fernandes e Veerman, Heynen del Genk e altri nomi scovati da Picchioni nella talent room, perché il tecnico vuole il pupillo Zielinski ad ogni costo come sostituto. Lo aveva inserito invano già nella lista della scorsa estate al posto del serbo, ma allora c’era Ilic e non Luis Alberto nel nuovo potenziale centrocampo. Adesso il Mago invece è un punto fermo (col rinnovo sino al 2027) e va trovato un nuovo equilibrio, suggerito in regia dal fedelissimo Vecino. Maurizio insiste anche e soprattutto su Torreira (no a Paredes e Fausto Vera al momento, piacciono di più Maxime Lopez, Rovella e Ricci) come vertice basso. Dalla cessione di Sergej è possibile un doppio colpo a incastro, Sarri vuole che venga centrato. La Lazio aspetta uno sconto sul play dal Galatasaray, ma basterebbero comunque 15 milioni per averlo. Il Napoli parte da 25 per Zielinski, non vuole rinnovargli il contratto alle attuali cifre (5 milioni l’ultimo anno), e ieri Lotito ha richiamato De Laurentiis dopo aver sentito questo sfogo: «Sappiamo di avere giocatori arrivati un po’ alla fine del loro percorso perché ad un anno dalla scadenza. Io devo decidere se allenarli in ritiro o se non allenarli per obbligarli a trovarsi altri lidi, a costo di pagarli a vuoto». Vi avevano svelato che Piotr aveva promesso a Sarri d’essere disposto a raggiungerlo in caso di mancato prolungamento sotto il Vesuvio, Fabiani lo aveva sondato in un blitz a fine giugno. Adesso serve l’affondo deciso del patron, sempre restio a investire sul cartellino di un 29enne a cui andrebbero riconosciuti poi 3,5-4 milioni l’anno. Ne chiede addirittura di più Berardi, in pratica è lo stesso discorso, ma da ieri Sarri sta mettendo il presidente con le spalle al muro sui suoi nomi principali per la Champions. Mau aveva già detto no a Orsolini e Politano sull’esterno: «E infatti non prenderemo nessuno dei due al 100%», assicura Lotito. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Attaccante, avanza Amdouni

[…] Discorso diverso su Lukebakio dell’Herta Berlino e soprattutto su Karlsson, su cui il presidente sta lavorando da venerdì mattina, nonostante le smentite di rito: guarda caso, proprio il Napoli si è messo di mezzo. Costa intorno ai 15 milioni, la Lazio sta trattando con l’Az Alkmaar anche Kerkez, lo ha bloccato in prestito con obbligo di riscatto, ma c’è la concorrenza di Pellegrini (se la Juve dirà sì con la stessa formula a 8 milioni, legati alle presenze) nel ruolo. Sarri aveva rassicurato Luca sulla volontà di riportarlo a casa, dopo averlo allenato per sei mesi a Formello, ma la verità è che non vuole vengano spesi troppi soldi per il terzino sinistro, se il rischio è quello di non centrare poi gli altri obiettivi top in un altro reparto. Magari potrebbe cambiare tutto, se Kezman dovesse portare offerte arabe anche per Marusic alla Lazio: Daniil Khlusevich era stato valutato proprio per non farsi trovare impreparati di fronte a imprevisti dietro l’angolo.

AVANZA AMDOUNI 

Dal rinforzo sull’esterno dipende la scelta del bomber in attacco: la società ha puntato da tempo Marcos Leonardo, Lotito ha addirittura proposto al Santos Marcos Antonio, ma Amdouni del Basilea è il baby con le caratteristiche più adatte al Sarrismo, avanza piano piano. È stato offerto André Silva, in uscita dal Lipsia, ma ha un ingaggio altissimo. Sondato Sanabria, che piace a Sarri da gennaio. Attesa anche l’uscita di Maximiano fra Villarreal ed Empoli (no al prestito con diritto di riscatto a 8 milioni del Rayo Vallecano) per far spazio ad Audero. Sondata però ieri con De Laurentiis anche la disponibilità a cedere Caprile del Bari, pronto al salto: sì, ma soltanto con almeno 12 milioni sul tavolo. Il Messaggero

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CALCIOMERCATO

Attacco, occhi in Bundes: contatto Lazio-Herta per Lukebakio

La Lazio continua a lavorare sul mercato. L’obiettivo è quello di trovare dei giocatori offensivi da poter affiancare a Ciro Immobile. Così, il club ha valutato il profilo di Dodi Lukebakio. Ci sono stati dei contatti già tra i club, ma non è ancora stata fatta un’offerta ufficiale. L’attenzione della Lazio quindi arriva sulla Bundesliga. In Germania con l’Hertha Berlino infatti gioca Dodi Lukebakio. Classe 1997 nato a Bruxelles, in Belgio, Lukebakio può giocare sia nella zona centrale dell’attacco che nella fascia. Il ragazzo è cresciuto nelle giovanili dell’Anderlecht, arrivando anche ad esordire in prima squadra nel 2015.  25 anni e tanta esperienza sui campi d’Europa. Lukebakio infatti è passato dal Tolosa a Charleroi. Nel gennaio del 2018 riceve la chiamata del Watford. Tuttavia, in Inghilterra il ragazzo collezionerà soltanto una presenza. Così, riparte dal Fortuna Dusseldorf, dove in una stagione scende per 31 volte in campo segnando 10 reti. Numeri che gli permettono di guadagnarsi un posto nello spogliatoio dell’Hertha Berlino. Dopo un prestito al Wolfsburg, Lukebakio è tornato nella capitale tedesca. In questa stagione ha realizzato 11 reti in 32 presenze.   Gianlucadimarzio.com