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DICHIARAZIONI

Ag. Rocchi: “Dopo le dimissioni di Sarri è stato abbastanza vicino alla panchina della Lazio”

L’avvocato Mario De Rossi, agente fra gli altri di Tommaso Rocchi, ha parlato alla Palermo Football Conference della possibilità dei giorni scorsi di vedere l’ex attaccante sulla panchina della prima squadra della Lazio dopo l’addio di Maurizio Sarri.

“Subito dopo le dimissioni di Sarri è stato abbastanza vicino… Se ne è parlato, nelle passate stagioni ha rifiutato proposte di Primavere importanti e Serie C per restare a Formello. Conosce bene l’ambiente, però poi hanno deciso di fare altre valutazioni e ci può stare”, ha spiegato l’agente.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, rifondazione anticipata: gerarchie azzerate, vecchia guardia in bilico e lo scarico di responsabilità di Lotito

Se il fine giustifica i mezzi, le dimissioni di Sarri e il cinismo machiavellico di Lotito hanno accelerato la svolta di cui a Formello parlavano da mesi. Subito Tudor, una prima scelta e non un ripiego secondo i vertici societari, per guadagnare tempo e progettare la rifondazione della Lazio: in qualsiasi caso sarebbe scattata a luglio, meglio anticipare. Il croato, considerato un duro, avrà mano libera, potrà valutare la rosa e le dinamiche interne allo spogliatoio. Di fatto, come succede ogni volta in cui cambia l’allenatore, le gerarchie verranno azzerate. Un vantaggio, pensando alla rivoluzione prevista in estate. Si va verso un nuovo ciclo, la squadra andrà ricostruita e ringiovanita.

L’opera era stata avviata l’estate scorsa (24 anni l’età media dei nuovi acquisti) e proseguirà tra luglio e agosto, forse attraverso scelte drastiche, facilmente intuibili e di cui tutti sussurrano da tempo. Per Lotito è stato più semplice scaricare la crisi attuale della Lazio sul rapporto Sarri-squadra (esaurito in parte ma non compromesso e senza alcun tradimento) piuttosto che assumersi responsabilità precise, risalenti al post secondo posto, quando una larghissima parte dello spogliatoio era rimasta delusa per i contratti in sospeso e le promesse non mantenute. Si sono create da subito condizioni di lavoro non costruttive. 

Rifondazione Lazio e legami

Il rinnovo di Luis Alberto, abbinato ad alcuni comportamenti controversi, è stata la pietra miliare di cui si è discusso tantissimo. Sarri si era legato al numero 10, non poteva certo perderlo dopo la cessione di Milinkovic, ma come era accaduto negli anni precedenti ne ha pagato i soliti alti e bassi di rendimento. Il Mago aveva un posto garantito, ora dovrà mettersi a disposizione di Tudor, molto meno malleabile. Dovrà anche correre di più, considerando metodi e principi di gioco. Un tecnico, è ovvio, si lega ai giocatori più forti, ai senatori. Il ciclo di Mau, arrivato nel 2021 per portare avanti il lavoro di Inzaghi, si può rappresentare nei colpi di Luis Alberto e nei gol di Immobile, perché trascinano la Lazio dal 2016. Tutto si può dire tranne che Sarri abbia privilegiato il Taty a Ciro, anzi: ha rispettato gerarchie, valori e storia, in attesa che il capitano si ritrovasse per tirare fuori dai guai con i suoi gol la Lazio. Non è un mistero cosa dicesse Lotito nei salotti romani e di quanto fosse deluso dal gruppo, senza la capacità di riconoscere i propri errori, a partire dall’addio di Peruzzi, mai sostituito. La squadra ha tirato fuori il meglio in Champions e ha sofferto in campionato, come era prevedibile. 

Il futuro di Immobile è un rebus, non si può escluderne l’addio (se arriverà l’offerta giusta) ma bisogna considerare gli ulteriori due anni di contratto a quasi 5 milioni. Forse Ciro dovrà accettare l’idea di ritagliarsi uno spazio diverso, non da titolare indiscusso, a meno che non riprenda a segnare con una certa regolarità. Il suo futuro ora dipenderà dalle scelte di Tudor e dalla sua rifondazione. Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Corino: “Altro che famiglia Lazio, gruppo non è stato unito e Lotito responsabile principale. Quelle parole porteranno a conseguenze…” (AUDIO)

Complimenti a Martusciello, GIGI CORINO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Mi unisco ai complimenti a Martusciello ed alla stessa squadra che a Frosinone hanno tirato fuori una prestazione degna in un momento complicato. Chi parlava di tradimento ha avuto una risposta. Anch’io ho pensato male del mister Martusciello, in realtà si è dimostrato un bravo allenatore ed un grande uomo. Il fatto che a fine partita tutti i ragazzi sono andanti ad abbracciarlo è un segnale che si è dimostrato un uomo capace di tenere la schiena dritta. E’ rimasto da solo dopo le dimissioni di Sarri, ha dato la disponibilità a gestire un momento di crisi e quegli abbracci a fine partita gli rendono merito. Ho provato anche un pizzico di emozione nel notarlo”.

Le parole di Lotito

Sono state dichiarazioni che hanno dato fastidio al gruppo, in particolare quelle verso Immobile, oltre che quelle sul tradimento. Abbiamo spesso sentito parlare di famiglia, ma un padre non dice quelle cose. Ne pagherà le conseguenze quando il gruppo si ricompatterà. In questa stagione c’è stata un po’ di confusione, ma sono situazioni che vanno gestite in maniera diversa. In questo caso cerchi di spingere il compagno in difficoltà in tutte le maniere. Non so cosa sia accaduto all’interno, ma questo gruppo non ha dato dimostrazione di essere unito. Nelle difficoltà in questa squadra non ha il giocatore di personalità che possa indirizzare il gruppo in modo diverso. Ma le maggiori responsabilità non può che averne la società. Da presidente quelle dichiarazioni non sono opportune”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Frase Lotito su aggressione Immobile gravissima. Martusciello mai in ballo per rimanere oltre sabato.” (AUDIO)

A sette giorni di distanza è cambiato il mondo… GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lunedì scorso a quest’ora aspettavamo la partita contro l’Udinese e a sette giorni di distanza è cambiato il mondo. E’ arrivato un nuovo allenatore con una nuova filosofia e mercoledì ci sarà il primo allenamento di Tudor che è in arrivo a Roma.

In questo caos la vittoria di Frosinone è stata importantissima e complimenti a Martusciello per aver mantenuto tutti concentrati sull’obiettivo.

Martusciello ha sofferto molto per quello che ha letto su di lui in questi giorni. Credo che ci sia stato un grosso equivoco su di lui e una comunicazione migliore lo avrebbe aiutato certamente. Martusciello non è mai stato in ballo per rimanere sino a fine stagione e Tudor era in ballo già da giovedì. Serviva solo qualcuno in panchina per sabato sera a Frosinone e lui si è offerto per amor di patria. Stop. Il resto dello staff è andato via perché non aveva più entusiasmo e stimoli per rimanere, cosa che il vice di Sarri aveva ancora. Almeno per portare a casa la partita di Frosinone.

La dichiarazione di Lotito sull’aggressione a Immobile è la cosa più grave detta da Lotito in 20 anni di carriera da presidente. Non vedo l’ora di dirgliela di persona”.

Alessio Buzzanca

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, inizia l’era Tudor. Lotito: “Voltiamo pagina con un nuovo spirito. Ed io non vendo”

Le scorie dell’ultima settimana horror forse rimarranno ancora a lungo a Formello: «No, adesso voltiamo pagina, ripartiamo con un nuovo tecnico e un nuovo spirito», assicura Lotito. L’atteggiamento masochistico del Frosinone ha contribuito al risveglio della Lazio. Adesso il resto dovrà farlo la ventata di aria fresca portata da Tudor […]

Forse non sarebbe riuscito a convincerlo nessuno, ma né Fabiani né Lotito si aspettavano le dimissioni di Mau in anticipo. È vero che l’idea Tudor era già spuntata il 25 novembre, dopo la pesante sconfitta di Salerno, ma non che ci fosse già un accordo: «Talmente scelto da tempo, che Sarri si è dimesso all’improvviso – risponde il patron – e noi abbiamo provato a convincerlo a restare. La verità è che a qualcuno dà fastidio che il sottoscritto sia riuscito a risolvere il problema in 24 ore al primo e unico appuntamento. Ho alzato il telefono, ho incontrato gli agenti e ricevuto l’apprezzamento di Tudor, che aveva rifiutato Napoli e Roma (gli offrivano però un contratto sino al termine del campionato, ndr)».

Ricomincia un’altra era tecnica, poco prima della scadenza dei 20 anni di Lotito a luglio. Nessuna intenzione di mollare la Lazio, nonostante i rumors proliferino: «Non ho dato nessun mandato ad un gruppo di advisor per la ricerca di acquirenti che possano dare un aiuto né rilevare il club. Tutto falso, invenzioni allo stato puro. Non vendo». Il Messaggero

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INFERMERIA

Lazio, la sosta per ritrovare Rovella e Patric. Provedel, ecco i test decisivi per i tempi di recupero

Per la ripresa del campionato dopo la sosta è probabile che possano essere recuperati anche Rovella e Patric, oltre a Mario Gila, solo affaticato e comunque in panchina con il Frosinone.

Il centrocampista ha giocato la sua ultima partita il 4 febbraio, poi è rimasto ai box per via della pubalgia. Dal centro sportivo di Formello filtrano sensazioni positive in ottica di un suo ritorno per il rush finale.

L’ultima partita giocata da Patric è quella del 18 febbraio con il Bologna, poi un problema alla caviglia lo ha portato ad accusare successivamente un risentimento all’inguine.

Anche lui – sottolinea il Corriere dello Sport – così come Rovella, dovrebbe tornare a lavorare in gruppo nel corso di questa settimana.

Luca Pellegrini verrà sottoposto a controlli nei prossimi giorni. Uscito dal campo nell’intervallo per un piccolo problema alla caviglia che al momento non sembra preoccupare.

Tra oggi e domani ci saranno pure dei nuovi testi per Provedel, uscito con una brutta distorsione, anche lui alla caviglia, dal match con l’Udinese.

Gli accertamenti a caldo non avevano evidenziato fratture scheletriche, ma era stato notato un possibile interessamento del legamento che aveva fatto ipotizzare almeno un mese di stop.

Da questi accertamenti si capirà l’entità dell’infortunio e verrà stabilito quanto tempo dovrà restare effettivamente fuori.

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Lazio, la trasformazione tattica di Tudor sarà graduale. Oggi a Formello, poi la presentazione

[…] Igor Tudor ha seguito la sfida da Spalato e non vuole entrare a gamba tesa nello spogliatoio. Negli ultimi anni si è imposto col 3-4-2-1. Se ne dovrebbe riparlare a giugno, dopo il mercato, perché l’idea al momento – sottolinea Il Messaggero – , non è quella di stravolgere il modulo con la difesa a quattro. Igor vuole comunque parlare prima con il gruppo, eventualmente ripartire dal 4-2-3-1, lavorando sulla variante e sfruttando la sosta del campionato. Non ci saranno i nazionali Marusic, Hysaj, Zaccagni e Isaksen al primo allenamento fissato per mercoledì, Tudor oggi farà un piano a Formello. Il croato verrà presentato prima del week-end, ha già firmato via mail il contratto fino al 2025, l’opzione di un altro anno al momento è sfumata all’uscita di giovedì sera da Villa San Sebastiano. Guadagnerà 2,5 milioni più 500 di bonus, l’accordo deve ancora essere perfezionato e depositato. Compiute le scelte sullo staff tecnico. Ivan Javorcic, ex tecnico del Venezia, della Pro Patria e del miracolo Sudtirol, sarà il vice di Tudor. Tomislav Rogic diventerà il preparatore dei portieri, Giuseppe Maiuri il match analyst a stretto contatto con Enrico Allavena, di casa a Formello da un decennio. Alessandro Fonte e Simone Fugalli (promosso dalla Primavera) cureranno la preparazione atletica sino a fine maggio. Quando Sarri sarebbe andato via comunque, dopo essersi seduto al tavolo con la Lazio.

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Lazio, successione al trono di Ciro: il Taty ci prova. E con Tudor…

Successione al trono: per il dopo Immobile, ci riprova Castellanos. Largo al futuro, con coraggio, per il bene della Lazio, senza dimenticare il passato. Non è un oltraggio. È spietato, ma biologico, figuriamoci nel calcio. Ciro, 34 primavere, e il Taty (25), hanno nove anni di differenza, ora si sentono e si vedono. Ammetterlo non è una mancanza di rispetto. Restano incise nella storia biancoceleste, le 206 reti del re-capitano, non si contestano. Ma ora l’argentino ha bisogno di spiccare il volo: due reti a Frosinone, una in terra, una in cielo. San Valentin, l’amore è risbocciato. Due reti da subentrato (non succedeva dai tempi di Matri nel 2015), chissà se tornerà titolare con Tudor: «Mi aspetto di giocare di più con il nuovo tecnico. Cerco sempre di dare il massimo per questa maglia. La doppietta mi dà fiducia perché non segnavo da tanto tempo». Dall’anno passato, esattamente dal 29 dicembre, sempre contro la formazione ciociara all’Olimpico. Forse anche questo è un segno del destino. Castellanos non sembra avere certo le stimmate del cecchino, ma ha tecnica (vedi uno splendido siluro al volo), di testa è fortissimo, e non ha avuto chissà quali chance o continuità per dimostrare il contrario, schiacciato dall’ingombrante presenza di Ciro. Immobile non segna più come un tempo, ma Sarri ha insistito sino all’ultimo per ritrovare il suo vecchio fiuto, nonostante le lamentele interne sul gioco offensivo e le pressioni di Lotito sul nuovo acquisto, pagato poco più di 14 milioni a bilancio.

DIGIUNO E RINASCITA

Dura da sei gare il digiuno di Immobile, subentrato dalla panchina soltanto contro il Milan, con due gol sfiorati prima e dopo il centro-vittoria di Okafor. Non ci sono chissà quanti infortuni di mezzo, rispetto all’anno scorso. Adesso, se non consideriamo i 4 rigori, in campionato Ciro ha segnato 2 reti e sfornato un assist in 1427′, 25 partite, appena 7 da subentrato. Castellanos ha due centri in più movimento (4) e tre assist, partendo 16 volte dalla panchina su 26 apparizioni, senza avere alcuna chance dal dischetto, e con appena 1127′ in campo, esattamente 300′ in meno. Dopo una settimana di tormenti e accuse, anche Martusciello è ripartito dal capitano, ma il cambio del 55′ dello Stirpe può rappresentare una svolta simbolica verso futuro: esce Immobile sotto choc e il Taty rialza la Lazio.

LA RIFONDAZIONE

Non esistono più re, al momento, ricominciano però le prove di un nuovo regno. Parola a Tudor per capire se poi bisognerà intervenire di nuovo sul mercato degli attaccanti a giugno. Nelle prossime 9 giornate, Igor deciderà se puntare sul ritrovato entusiasmo di Castellanos oppure se recuperare Immobile, apparentemente ormai con la testa lontano da Formello. Ciro ha capito che la società è pronta a rifondare la Lazio, si sente già scaricato e poco tutelato. Il suo agente Sommella già a dicembre lo avrebbe proposto all’Inter, ma il portone adesso è chiuso. Nonostante la stima, lo stesso Simone Inzaghi non avrebbe intenzione di portare via dalla Capitale il capitano. Oltretutto pesa un contratto sino al 2026 (da 4,5 milioni più altrettanti di bonus), non volendo considerare il cartellino. L’attaccante partenopeo pensa all’addio come la scorsa estate, ma latitano insomma le proposte sul tavolo: «Ho sbagliato a non andare in Arabia, sono rimasto per la Champions. La prossima volta ci penserò», ci aveva rivelato nell’intervista-sfogo di ottobre per qualche insulto social di troppo. Alla Lazio però non è mai arrivata un’offerta ufficiale (nemmeno da 20-30 milioni) né a luglio né ad agosto. E questo rappresenta un problema serio anche per il futuro. Castellanos lo ha abbracciato, ma ora è libero. Nessuno deve restare prigioniero di un passato glorioso. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Interregno flash per il Martusciello riabilitato: no alla proposta di Fabiani

Martusciello, appena quattro giorni di interregno

Appena quattro giorni di interregno rapido e solitario, ma ugualmente iconico. Giovanni Martusciello saluta la Lazio da imbattuto ed esce meglio di chiunque altro da Formello. Sollevato dall’incarico a stipendio pieno (400mila euro) e riabilitato dalle sue stesse parole agli occhi della squadra e del tifo: «Mi auguro di aver dato la scossa e che la Lazio torni a fare la Lazio. Questo è un gruppo di bravi ragazzi, non c’è stato nessun tradimento. Io sono nato con Sarri e ora me ne torno a Ischia, perché avevo dato la mia disponibilità finché non fosse arrivato il nuovo tecnico. Ora tocca a Tudor». Non farà il suo vice, Fabiani gli ha offerto un ruolo da dirigente al suo fianco per ringraziarlo, ma Martusciello ha detto no perché è legato al campo. Magari ci sarà un ripensamento, ma Giovanni spera di poter fare ancora il secondo di Mau, tornato ieri a Castelfranco. Lo scopriremo presto perché la diplomazia di Giovanni non è stata invece gradita dal resto dello staff tecnico, finito in cattiva luce pur avendo dato altrettanta disponibilità, ma soltanto per obblighi di contratto, senza più nessun entusiasmo. Questo il motivo per cui Fabiani, una volta risolto il contratto, ha deciso di non far entrare nessuno giovedì mattina a Formello. In allenamento e a Frosinone, era rimasto Sepe a dare consigli a Martusciello. Il Messaggero

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NAZIONALI

‘Lazionali’, Tudor inizia senza cinque elementi. Euforia Isaksen: “Un sogno enorme che si realizza”

È stata una chiamata inaspettata, arrivata per via di un’emergenza dell’ultimo minuto. E proprio per questo, probabilmente, ancora più emozionante. Alla vigilia del match con il Frosinone, l’esterno della Lazio Gustav Isaksen ha ricevuto la prima convocazione da parte del ct della Danimarca, Kasper Hjulmand, per prendere il posto dell’infortunato Skov Olsen (ex Bologna, ora al Bruges) in vista delle prossime partite contro Svizzera e Far Oer.

Una sensazione unica per il giocatore biancoceleste, che alla prima stagione in Seria A è riuscito gradualmente a guadagnarsi sempre più spazio, crescendo partita dopo partita (ne ha collezionate 32 complessivamente, segnando 2 gol), fino ad arrivare appunto a questo premio: «È surreale – ha detto a caldo a TV Midtvest – e sono così entusiasta di tutto questo. È un sogno enorme che si realizza. Sarà davvero emozionante. Sono profondamente felice ed estremamente eccitato di avere la possibilità di giocare per la mia nazionale. Sarà davvero incredibile». Un motivo di soddisfazione ovviamente pure per la famiglia, come raccontato da papà Klausi: «Gustav era davvero emozionato. Era importante per lui, lo sognava fin da quando era un bambino nella nostra casa a Hjerk». Con la sua chiamata, sale così a conque il numero di laziali impegnati nelle rispettive selezioni. Insieme a lui ci sono l’albanese Hysaj (amichevoli con Cile e Svezia), il montenegrino Marusic (Bielorussia e Macedonia del Nord), Vecino e l’azzurro Zaccagni (Venezuela ed Ecuador). Per loro l’avventura con il nuovo allenatore Igor Tudor inizierà in ritardo rispetto ai compagni di squadra, che invece da mercoledì si metteranno a disposizione del croato in vista della ripresa del campionato in programma il 30 marzo contro la Juventus. Corriere dello Sport