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APPROFONDIMENTI

Lazio, Luis Alberto lascia senza gol all’Olimpico dal febbraio 2023

Luis Alberto e la Lazio, una storia di alti e bassi. Dopo aver rinnovato il proprio contratto con la Lazio a inizio stagione, diventando il giocatore più pagato della rosa (4 milioni a stagione, al pari di Immobile), lo spagnolo, durante l’anno, non è però riuscito a rendere per come il club si aspettava. Per questo la sua cessione, a caldo, sta pesando poco sull’umore (già basso, in realtà…) dei tifosi laziali. Ad aprile, dopo la partita con la Salernitana, il Mago ha più rilasciato un’intervista che ha spiazzato tutti. “Non so quale sia il progetto della Lazio – disse -, ma so che questa è la mia ultima stagione qui. Non voglio più prendere un euro dalla Lazio. Ho già chiesto la rescissione del contratto. Credo che sia arrivato il momento di farmi da parte”. In realtà il direttore sportivo Angelo Fabiani smentì la sua ricostruzione. Fra i due c’era infatti un accordo per discutere del futuro a fine stagione. Troppo forte però il richiamo dei soldi qatarioti. E così Luis Alberto ha deciso di rompere. E la Lazio ha venduto un giocatore, arrivato nel 2016, che in campo spesso ha incantato, ma fuori troppe volte ha creato tensioni. E all’Olimpico non segna dal febbraio del 2023. In biancoceleste chiude con due Supercoppe Italiane (2017 e 2019) e una Coppa Italia (2019).

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EURO 2024

EURO 2024, gruppo B: Spagna favorita. Italia e Croazia inseguono il secondo posto (AUDIO)

SPECIALE EURO 2024 – Nel gruppo B dei prossimi campionati Europei, la competizione è altissima.È il gruppo dei campioni in carica, l’Italia di Luciano Spalletti, ma anche della Spagna, della Croazia dell’Albania.

Italia

Partiamo proprio dagli Azzurri, pronti a difendere il titolo ottenuto sotto la gestione Mancini nel 2021. Il primo grande cambiamento della Nazionale è ovviamente la panchina. Luciano Spalletti è subentrato la scorsa estate e una parte dello zoccolo duro ha chiuso il suo ciclo. La difesa è quasi completamente rinnovata: finita l’era di Bonucci Chiellini, continua quella Gigio Donnarumma fra i pali. Difficile parlare di vera e propria rivoluzione nel resto dei reparti. Anche in attacco, è bagarre fra Scamacca Retegui, a centrocampo Barella e Cristante sembrano essere i cardine come Chiesa a sinistra. La vera differenza la traccia il modulo. Spesso Spalletti ha modificato l’assetto della sua Nazionale, che abbiamo visto – anche recentemente – giocare 3 dietro. Un 3-4-2-1 con una mezzala, spesso Frattesi, nel ruolo di assaltatore e tattico in fase di ripiego. Insomma, 10 partite (6 Vittorie, 3 pareggi e una sconfitta) non sono sufficienti per presentarsi all’Europeo con certezze scritte nella pietra. Certo è che manca il grande campione, quel ‘numero 10’ capace di inventare la giocata dal nulla. La squadra di Spalletti debutterà contro l’Albania il 15 giugno a Dortmund. Il 20 giugno, invece, sarà la volta del faccia a faccia contro la Spagna, testa di serie del girone, a Gelsenkirchen. Il girone di qualificazione dell’Italia si chiuderà, infine, il 24 giugno, quando gli azzurri affronteranno la Croazia a Lipsia.

Spagna

Luis De la Fuente ha raccolto l’eredità di Luis Enrique dopo il buno nell’acqua dell’ultimo Mondiale. Come Spalletti, anche l’ex Athletic Bilbao ha poche partite: 10. Il CT spagnolo però, ha già alzato un trofeo: la Nations League e si è qualificato per la competizione da primo nel girone. Il modulo di base è il 4-3-3, importante la perdita di Gavi a centrocampo, ma sostituito da Fermin Lopez, sempre del BarcellonaRodri il metronomo, Morata il centravanti. L’attaccante dell’Atletico Madrid ha un grande feeling con la competizione: ha segnato 6 gol nelle ultime due edizioni, solo Griezmann e Cristiano Ronaldo hanno fatto meglio di lui. La Spagna si presenta fra le favorite: ha dalla sua un sistema collaudato e tanti giovani che si sono già affacciati su palcoscenici importanti. Su tutti, quel Lamine Yamal che viene indicato come erede di Messi al Barcellona. Dal futuro alla storia: le Furie Rosse hanno vinto 3 Europei, tanti quanti ne ha vinti la Germania. 

Croazia 

Croazia: qui il talento non manca, non è mai mancato. La selezione croata si presenta agli Europei di Germania con l’eterno Modric (13 presenze e tre gol nelle fasi finali) come capitano, a guidare una rosa che sta cercando di rinnovarsi. Ad allenarla c’è sempre il CT Zlatko Dalic, che ha portato la Nazionale in finale ai Mondiali del 2018 in Russia, persa poi con la Francia. Nessuno ha ottenuto risultati migliori dei suoi sulla panchina croata. La Croazia non ha mai vinto il Campionato Europeo. Il suo miglior risultato è stato raggiungere i quarti di finale. Nella sua prima partecipazione come nazione indipendente, la Croazia si è qualificata per Euro 1996 e, da allora, ha mancato solo un’edizione del torneo. Sulla carta, la squadra di Dalic e quella di Spalletti dovrebbero giocarsi il secondo posto dietro la Spagna. Il confronto fra le due Nazionali dice che – escludendo i calci di rigore – l’Italia ha vinto solo una delle nove sfide disputate contro la Croazia in tutte le competizioni, un 4-0 in amichevole, addirittura nel 1942, a fronte di 5 pareggi e 3 sconfitte. Fra i convocati di Dalic, anche 4 conoscenze del calcio italiano: : Erlic del Sassuolo, Pongracic del Lecce, Pasalic dell’Atalanta e Vlasic del Torino. Occhio al talento Martin Baturina, classe 2003, trequartista della Dinamo Zagabria. 

Albania

L’Albania si affaccia ad Euro 2024 come una sorta di Cenerentola. Attenzione però a sottovalutare la nazionale di Sylvinho. L’ex terzino del Barcellona, ha portato l’Albania alla qualificazione grazie ad un girone strepitoso: 15 punti e primato condiviso con la Repubblica Ceca. “Siamo sudamericani, ma anche molto europei”. Così il CT ha presentato i suoi, che si arrivano per la seconda volta nella loro storia nella fase finale della competizione continentale. Nella prima e unica volta, ad Euro 2016, l’avventura si concluse alla fase a gironi. C’è tanta Italia nella lista di Sylvinho: Etrit Berisha Ismajli dell’Empoli, Kastrati del Cittadella, Djimsiti dell’Atalanta, Hysaj della Lazio, Asllani dell’Inter, Kumbulla Bajrami del Sassuolo e Medon Berisha Ramadani del Lecce.

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EURO 2024

EURO 2024, gruppo A: Germania favorita, Ungheria outsider (AUDIO)

SPECIALE EURO 2024 – Il girone A del prossimo Europeo vedrà affrontarsi i padroni di casa della Germania, la Scozial’Ungheria e la Svizzera.
I tedeschi sono indubbiamente i favoriti del torneo, non solo per il fattore campo.Le altre tre formazioni del girone sono tutte nazionali che negli ultimi anni si sono dimostrate in evidente crescita. Dovrebbero quindi contendersi il secondo e l’eventuale terzo posto, utili per la qualificazione agli ottavi di finale.

Germania

La Germania cerca di ripartire dopo una serie di grandi appuntamenti sbagliati. Fuori nella fase a girone negli ultimi due mondiali, i tedeschi hanno in rosa alcuni giovanissimi (selezionabili ancora per la U21) che però hanno grande esperienza e classe da vedere: Wirtz e Musiala sono due vere e proprie stelle. Basti pensare che il tecnico Nagelsmann ha lasciato a casa giocatori del calibro di Brandt, Reus, Gnabry, Hummels e Goretzka. In attacco ci sarà il giovane e interessante Beier, ma il titolare sarà Fullkug, che in questa stagione ha guidato il Borussia Dortmund fino alla finale di Champions League. La sorpresa fra i convocati è rappresentata da Alexander Nübel, che per la prima volta fa parte della prima squadra tedesca. Bernd Leno, che in realtà avrebbe dovuto essere il terzo o il quarto portiere, ha dovuto abdicare a causa di problemi alla spalla, lascando spazio a Nübel. Una sorpresa è stata anche la convocazione del difensore del Dortmund Nico Schlotterbeck.

I convocati:
Portieri:Manuel Neuer (FC Bayern), Marc-André ter Stegen (FC Barcelona), Oliver Baumann (TSG 1899 Hoffenheim), Alexander Nübel (VfB Stuttgart)

DIFENSORI: Jonathan Tah (Bayer Leverkusen), Antonio Rüdiger (Real Madrid), Nico Schlotterbeck (Borussia Dortmund), Robin Koch (Eintracht Francoforte), Maximilian Mittelstädt (VfB Stoccarda), Joshua Kimmich (FC Bayern), Waldemar Anton (VfB Stoccarda), Benjamin Henrichs (RB Lipsia), David Raum (RB Lipsia).
CENTROCAMPISTI: Aleksandar Pavlovic (FC Bayern), Chris Führich (VfB Stoccarda), Leroy Sané (FC Bayern), Robert Andrich (Bayer Leverkusen), Pascal Groß (Brighton & Hove Albion), Ilkay Gündogan (FC Barcelona), Jamal Musiala (FC Bayern) , Toni Kroos (Real Madrid), Florian Wirtz (Bayer Leverkusen) 

ATTACCANTI: Niclas Füllkrug (Borussia Dortmund), Kai Havertz (FC Arsenal), Thomas Müller (FC Bayern), Maximilian Beier (TSG 1899 Hoffenheim), Deniz Undav (VfB Stoccarda).

Scozia

Gli scozzesi arrivano alla competizione grazie all’ottimo lavoro svolto dal tecnico Steve Clarke. L’uomo copertina della rosa è il capitano Andrew Robertson. Il 30enne gioca attualmente per il Liverpool e ha già vinto la Champions League e la Premier League sotto la guida di Jürgen Klopp. Recentemente si è detto determinato a portare la sua Nazionale il più vanti possibile in questa competizione. La Scozia ha fatto un percorso impressionante per qualificarsi aglii Europei, facendo registrare una serie impressionante di vittorie. La prima è un 3-0 rifilato a Cipro, poi il sorprendente 2-0 contro la Spagna, prima di fare fuori la Norvegia (2-1), la Georgia con un netto 2-0 e di imporsi nuovamente 3-0 contro Cipro. Questa serie di vittorie comprende cinque trionfi consecutivi con un’impressionante differenza reti di dodici a uno. La stella della squadra è Scott McTominay, centrocampista 26enne di proprietà del Manchester United. La squadra ha finito il girone di qualificazione al secondo posto dietro la Spagna.

Portieri: Zander Clark (Hearts) Craig Gordon (Hearts) Angus Gunn (Norwich City) Liam Kelly (Motherwell)
Difensori: Liam Cooper (Leeds) Grant Hanley (Norwich City) Jack Hendry (Al-Ettifaq) Ross McCrorie (Bristol City) Scott McKenna (Copenhagen) Ryan Porteous (Watford) Anthony Ralston (Celtic) Andy Robertson (Liverpool) John Souttar (Rangers) Greg Taylor (Celtic) Kieran Tierney (Real Sociedad)
Centrocampisti: Stuart Armstrong (Southampton) Ryan Christie (Bournemouth) Billy Gilmour (Brighton) John McGinn (Aston Villa) Kenny McLean (Norwich City) Scott McTominay (Manchester United) Ryan Jack (Rangers) Callum McGregor (Celtic).
Attaccanti: Che Adams (Southampton) Lyndon Dykes (Queens Park Rangers) Lawrence Shankland (Hearts) Ben Doak (Liverpool) James Forrest (Celtic).

Svizzera

Non è cambiato nulla: il prolungamento del contratto con il tecnico Murat Yakin è prioritario”, ha detto il direttore della Nazionale Pierluigi Tami dal ritiro a San Gallo. Avrebbe voluto chiarire in anticipo il futuro del suo allenatore, ma lo stesso Yakin non ha voluto ancora prendere una decisione. C’è un po’ di incertezza quindi sul futuro della squadra. La Svizzera negli ultimi anni ha sempre fatto discretamente a Mondiali ed Europei, ma non è mai realmente riuscita a diventare la grande sorpresa delle varie competizioni. Ma gli svizzeri colpiscono per la loro costanza: a parte gli Europei del 2012, hanno preso parte a tutti i principali tornei dal 2004 in poi e sono sopravvissuti alla fase a gironi dei Campionati mondiali ed europei per cinque volte di seguito. Non sono però mai riusciti ad andare oltre i quarti. La qualificazione a questa competizione è stata faticosa, benché il girone, con Romania, Israele, Bielorussia, Kosovo e Andorra, non fosse di certo di prima fascia. Tuttavia, sono arrivate solo quattro vittorie in dieci partite. Non ci saranno gli infortunati Breel Embolo e Denis Zakaria. Le stelle sono quindi Kobel, Akanji e Xhaka.
I convocati:
Portieri: Yann Sommer (Inter), Yvon Mvogo (Lorient), Gregor Kobel (Borussia Dortmund), Marvin Keller (Winterthur), Pascal Loretz (Lucerna);
Difensori: Ricardo Rodriguez (Torino), Fabian Schär (Newcastle), Manuel Akanji (Manchester City), Nico Elvedi (Borussia Mönchengladbach), Silvan Widmer (Mainz), Kevin Mbabu (Augsburg), Ulisses Garcia (Olympique Marsiglia), Becir Omeragic (Montpellier), Cédric Zesiger (Wolfsburg), Leonidas Stergiou (Stoccarda), Aurèle Amenda (Young Boys), Albian Hajdari (Lugano), Bryan Okoh (Red Bull Salisburgo)
Centrocampisti: Granit Xhaka (Bayer Leverkusen), Xherdan Shaqiri (Chicago Fire), Remo Freuler (Bologna), Michel Aebischer (Bologna), Fabian Rieder (Rennes), Uran Bislimi (Lugano), Ardon Jashari (Lucerna), Filip Ugrinic (Young Boys), Vicent Sierro (Toulouse);
Attaccanti: Steven Zuber (AEK Atene), Ruben Vargas (Augsburg), Renato Steffen (Lugano), Noah Okafor (Milan), Zeki Amdouni (Burnley), Andi Zeqiri (Genk), Dan Ndoye (Bologna), Kwadwo Duah (Ludogorets), Joël Monteiro (Young Boys).

Ungheria 

Non più una sorpresa. Il periodo magico dell’Ungheria dura ormai da un po’. Spesso la Germania ha spesso faticato contro gli ungheresi negli scontri diretti. La squadra di Dominik Szoboszlaipotrebbe diventare la seconda forza del girone. La finale dei Mondiali del 1954, diventata leggenda, risale a 70 anni fa ed è ormai un ricordo dell’ultimo momento in cui l’Ungheria era più forte di adesso. Recentemente la squadra ha preso parte a tre Campionati Europei consecutivi. Il tecnico è l’italiano Marco Rossi, il giocatore più rappresentativo è Szoboszlai.
I convocati:
Portieri: Denes Dibusz (Ferencváros), Peter Gulácsi (RB Lipsia), Peter Szappanos (Paks);
Difensori: Botond Balogh (Parma), Endre Botka (Ferencváros), Marton Dárdai (Hertha BSC), Attila Fiola (Fehérvár FC), Adam Lang (Omonia Nicosia), Willi Orbán (RB Lipsia), Attila Szalai (Friburgo); Centrocampisti: Bendeguz Bolla (Servette), Mihaly Kata (MTK), Milos Kerkez (Bournemouth), Laszlo Kleinheisler (Hajduk Split), Adam Nagy (Spezia), Zsolt Nagy (Puskás Academy), Loic Nego (Le Havre), Andras Schäfer (Union Berlin), Callum Styles (Sunderland);
Attaccanti: Martin Adam (Ulszan Hyundai), Kevin Csoboth (Újpest), Daniel Gazdag (Philadelphia Union), Krisztofer Horváth (Kecskemét), Roland Sallai (Friburgo), Dominik Szoboszlai (Liverpool), Barnabas Varga (Ferencváros).

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CALCIOMERCATO

Lazio, per Dele-Bashiru si prosegue: a breve offerta ufficiale

Ok di Baroni per Dele-Bashiru e la Lazio procede. All’ex tecnico dell’Hellas per caratteristiche ricorda Folorunsho che ha avuto recentemente a Verona. Quindi, la trattativa non si è raffreddata, spiega Alfredo Pedulla. Anzi ieri c’è stata una conference call andata bene con la Lazio spera anche di pagare una cifra inferiore ai 7 milioni più bonus. Nelle prossime ore verrà formalizzata un’offerta ufficiale in modo da provare a chiudere prima del weekend. Sono stati accostati altri club a Dele-Bashiru ma il ragazzo vuole solo la Lazio e confida in una rapida chiusura.

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SOCIETA'

UFFICIALE – Baroni nuovo tecnico della Lazio: la nota del club

“La S.S. Lazio comunica di aver affidato l’incarico di allenatore della Prima Squadra a Marco Baroni. Il tecnico, a partire dal prossimo 1° luglio, si legherà al club biancoceleste con un contratto pluriennale. A Baroni il benvenuto nella Capitale e l’augurio di un buon lavoro da parte di tutta la famiglia biancoceleste”. Questa la nota ufficiale del club biancoceleste che dopo la separazione consensuale dall’Hellas ha formalizzato la sua nuova guida tecnica. L’accordo tra il club e Baroni era già stato trovato venerdì scorso, quando l’allenatore si era presentato a Formello ricevuto dal direttore sportivo biancoceleste. L’intesa tra le due parti è stata trovata su un contratto biennale (con possibilità di inserire un terzo anno supplementare) a 1,5 milioni a stagione.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NNM’ – Mellone: “Società gestita come azienda privata. Non c’è preoccupazione dell’immagine della Lazio” (AUDIO)

ANGELO MELLONE A ‘NMM’

Angelo Mellone a Radiosei: “ Il Presidente non dovrebbe rivendicare il fatto che sia il proprietario ma anzi, dovrebbe rivendicare il fatto che sia il custode della Lazio e dei suoi valori. Vedo una società gestita come una proprietà privata.

Perché dopo 20 anni siamo in questa situazione? Spererei che la società facesse un po’ di autocritica. Sembra non esserci alcuna preoccupazione rispetto all’immagine della Lazio.

Non sempre mi sono trovato d’accordo con le manifestazioni contro la società, ma adesso la situazione è pesante. Non si può tollerare ancora un clima così forte di rassegnazione e rammarico, l’alternativa è la totale indifferenza”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NNM’ – Oddi: “Problema al di là del budget, la Lazio spende male” (AUDIO)

Giancarlo Oddi a ‘NMM’

Giancarlo Oddi a Radiosei: “I soldi ricavati dalla qualificazione in Champions League non sono stati investiti nel modo giusto. La società deve riuscire ad individuare i profili adeguati rispetto alle scelte degli allenatori.

La Lazio è una società importante, se la squadra si qualifica in Champions poi deve riuscire a presentarsi con i calciatori all’altezza. Il problema allora va oltre i soldi, quando mancano i soldi bisogna avere creatività e competenza, ma se poi sbagli anche quando hai un certo budget…

Baroni deve essere salvaguardato dall’ambiente ora. Chi lo conosce bene è sicuro che sia un bravo tecnico. Ai nastri di partenza la squadra non parte per arrivare nell’Europa che conta. Penso questo sia l’anno giusto per vedere se ci sarà rispetto tra allenatore e società”.

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SOCIETA'

Lotito e Mezzaroma al Brindisi Football Club? Arriva la smentita

Durante il pomeriggio è stata ribattuta da diversi organi di stampa la presunta notizia secondo cui il presidente Claudio Lotito e Marco Mezzaroma farebbero parte di una cordata vicino all’acquisizione del Brindisi Football Club, retrocesso in Serie D. Mezzaroma ha però smentito categoricamente la ricostruzione: “In merito alle notizie uscite in questi giorni a mezzo stampa sono costretto a smentire nuovamente in maniera categorica, e spero definitiva, la mia presenza nella cordata con il presidente della Lazio, Claudio Lotito, attraverso la quale sarebbero state acquisite le quote del Brindisi Football Club”. 

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APPROFONDIMENTI

Guendouzi, occhio all’Aston Villa: gli scenari possibili

Matteo Guendouzi è stato indicato come uno dei punti fermi per la prossima stagione della Lazio. Il ‘problema’ dei rapporti logori con Tudor è stato superato, ma il mercato è aperto e il francese è uno dei pezzi pregiati dei biancocelesti. Arrivato l’estate scorsa a Roma, è tornato immediatamente ad alti livelli, quelli raggiunti in Inghilterra, dopo l’esperienza in Germania e in Francia. Ora, la linea della Lazio è chiara: Guendouzi è uno dei cardini della rosa, ma ovviamente un’offerta importantissima non può passare inosservata.

Attenzione all’Aston Villa. Il club inglese ha chiuso la Premier da quarta in griglia, qualificandosi per la prossima Champions League. Emery ha mostrato un interesse concreto per il centrocampista della Lazio, ma non ha fatto recapitare a Formello nessuna offerta. Almeno, finora. Occhio agli incastri: Douglas Luiz, perno dei Villans, sta per vestire il bianconero della Juventus. Secondo Sky Sport, l’affare prevede 18-20 milioni cash più i cartellini di Mckennie e Ilig Junior.

Trattativa in dirittura d’arrivo e quindi, per Emery (che Guendo lo conosce bene), ulteriori fondi da riversare in un’eventuale offerta alla Lazio. E’ solo uno degli scenari possibili. La Lazio, dal canto suo, ha una posizione di vantaggio. Ce l’ha grazie ad un contratto ancora lungo e perché il giocatore non sta battendo i piedi per lasciare Roma.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’- Pieretti: “Guendouzi centrale, priorità al terzino sinistro. E su Immobile… ” (AUDIO)

SIMONE PIERETTI A ‘NMM’

Simone Pieretti a Radiosei: “ C’è stato un passo avanti importante rispetto a 7 giorni fa. Oggi ci troviamo con un problema risolto, ossia quello dell’allenatore. Non ci sarà una rivoluzione, ci saranno 3/4 acquisti che andranno a ringiovanire la rosa. Si punterà a valorizzare anche ciò che è stato fatto l’anno scorso.

Non ritengo Kamada un big. Lazio riparte dal settimo posto contestato dai tifosi ma ci sono anche delle buone notizie. Guendouzi ritorna al centro del progetto, rimane il mercato fatto l’anno scorso. Certo, se ne vanno due big, due giocatori importanti però pur sempre over 30.

Il primo colpo che la società biancoceleste dovrà apportare sarà un terzino sinistro. Io sono fiducioso rispetto al recupero di Ciro Immobile, lo vedo ancora centrale nel progetto, come Rovella. Ripeto, ci sono delle cose da salvare: Gila ha fatto una grande stagione, mi aspetto di più però dalla vecchia guardia.

La Lazio deve cambiare l’impostazione per cui tanti giocatori sono rimasti per molti anni. Bisogna saper vendere, cedere anche dopo 1 o 2 anni. Poi il settore giovanile, sarà importante investire rispetto al settore giovanile, facendo un lavoro radicale. Un errore emblematico è quello fatto su Folorunsho. Infatti, la società dovrebbe puntare e siglare un contratto da professionista con Sardo prima che sia troppo tardi”.

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