Claudio Onofri a ‘NMM’
Claudio Onofri a Radiosei: “Il trionfo della Spagna parte da lontano. La selezionare iniziale viene fatta sulla tecnica, lasciandoli liberi di fare.
C’è una questione culturale: noi siamo soddisfatti se vinciamo uno a zero anche se presi a pallonate, lì si è soddisfatti se si riesce a ‘giocare’.
Ieri sono arrivate in finale le squadre che mi sono piaciute di più. Il problema è come si arriva al risultato, in che modo si pensa di poterci arrivare. Noi abbiamo insegnato tanto calcio negli anni, ora dobbiamo saper anche imparare.
Sono sempre rimasto incantato dei principi che venivano insegnati in Spagna fin dal settore giovanile. Non si pensava ai moduli e alla tattica ma all’estro del calciatore.
La nostra storia ci ha portato molti anni fa a dei risultati. Ora però il calcio è cambiato, so che non è facile spostarsi da quel modo di vedere. Bene che vengano consegnate determinate panchine a giovani allenatori che hanno fatto esperienze all’estero. Anche i tifosi però, non dovrebbero ritenersi soddisfatti se la loro squadra vince giocando male.
Abbiamo un modo di pensare calcio che alla lunga ci sta portando ai margini rispetto ai maggiori campionati europei.
Due rivoluzionari in Italia ho conosciuto: Arrigo Sacchi e Gian Piero Gasperini. Inizialmente il Milan di Sacchi non andava benissimo, ma saper aspettare spesso fa la differenza.
Mercato Lazio? Bisogna che tutti diano tempo ai nuovi arrivati, dall’altra parte bisogna avere rispetto per la cosa più importante del calcio: i tifosi.
La Lazio negli ultimi anni ha dimostrato di saper poter prendere giocatori importanti. Immobile si capiva fin da subito potesse diventare un grandissimo giocatore.
Naturalmente all’ambiente spiace aver perso giocatori importanti a cui erano affezionati ma se c’è una rivoluzione in corso credibile e fatta con intelligenze, si può andare oltre a certe uscite.”