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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Genovesi (fisioterapista ManCity): “Sono laziale, qui c’è meno passione. Mi piacerebbe finale Champions con la Lazio” (AUDIO)

Federico Genovesi (fisioterapista ManCity) a ‘QUELLI CHE…”

“Sono laziale e avrei preferito vivere la finale di Champions con l’aquila sul petto anche se i colori del City sono gli stessi… Qui a Manchester sono tanti a non essere inglesi. L’ambiente è internazionale (allenatore incluso) e tutto questo contribuisce ad un ambientamento più rapido.

Ho visto più volte i fratelli Gallagher allo stadio e ormai ho un rapporto stretto con Noel. Sono grandi tifosi del City.

Nei primi anni di Lazio di Lotito avevo avuto la possibilità di lavorare per la Primavera della Lazio, poi per una serie di coincidenze mi sono trovato a lavorare in prima squadra provvisoriamente. Avendo poi fatto studi e perfezionamenti, decisero di trattenermi. Così sono rimasto per sei anni come fisioterapista della Lazio e ho vissuto la Coppa Italia con Delio Rossi, mentre il 26 maggio del 2013 ero in curva a tifare Lazio.

Lavorare con Guardiola è esattamente come lavorare con chiunque altro: una volta instaurato il rapporto con l’allenatore, diventa tutto più facile e automatico. Il grande vantaggio di lavorare per il City è che qualunque cosa ci serva per la nostra professione, la chiediamo e in uno due giorni arriva tutto. La mentalità è totalmente diversa qui.

La passione per il calcio qua a Manchester è diversa: ci si ricorda della partita solo il weekend. Durante la settimana non c’è interesse: i giocatori vanno in giro tranquillamente e nessuno li assedia o li disturba. Anche al campo d’allenamento i tifosi non si vedono mai. A Formello dopo un derby vinto venivano in 5.000.

Ricordo tutti i derby perché vengo da una famiglia di laziali. Sono abbonato alla Lazio da quando avevo 5 anni. Ricordo benissimo il gol di Behrami al 94′ e ricordo anche la mia corsa sotto la curva. Così come al gol di Klose.

Alla Lazio ho legato con quasi tutti i giocatori con cui ho avuto a che fare: Ledesma, Pandev, Kolarov… Mi sento ancora con i magazzinieri e i fisioterapisti e alcuni lavorano ancora nella Lazio”.

Alessio Buzzanca

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LUTTO

Morto Silvio Berlusconi: aveva 86 anni

L’ex presidente del Milan e quattro volte presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è morto all’Ospedale San Raffele di Milano dove era stato portato d’urgenza quattro giorni fa. Lo riporta l’Ansa con un take delle 10:34.

Alla guida dei rossoneri ha portato 8 scudetti, 1 Coppa Italia, 7 Supercoppe italiane, 5 Champions League, 2 Coppe Intercontinentali, 5 Supercoppe Uefa e una Coppa del Mondo per club, diventando il presidente più vincente della storia del calcio italiano per un totale di 29 trofei ufficiali in 31 anni.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Bezzi: “Con Berlusconi se ne va un grande uomo. Mercato Lazio? Mi fido solo di Sarri” (AUDIO)

Addio a Berlusconi e mercato, Gianni Walter Bezzi a ‘QUELLI CHE…’

“Con Berlusconi se ne va uno dei più grandi personaggi che abbia mai avuto questo Paese. Al di là di quello che uno possa pensare, il Berlusconi imprenditore è stato un uomo straordinario che ha creato televisioni, radio e tanti tanti posti di lavoro. Un colosso. Senza contare i 29 trofei ufficiali in 31 anni di presidenza del Milan.

Ricorderai che 15 giorni fa volevo dire una cosa in radio, ma poi me la sono tenuta. Nel 1990 col Napoli campione d’Italia ci furono tre italiane in finale esattamente come adesso, dopo 33 anni. Purtroppo non ci sono state le stesse vittorie che ci furono all’epoca perché tutte e tre le italiane sono uscite sconfitte.

Inzaghi ha dimostrato di non essere capitato per caso in finale e ha fatto un’ottima gara che è andata male anche per errori dei singoli come quelli di Lautaro. Rimarrà all’Inter? Se fosse per me senza dubbio, ma nel calcio di oggi di scontato non c’è nulla.

Per quanto riguarda il mercato, si naviga troppo a vista. Io onfido solo su Sarri che ha ottenuto che uscisse dalla scena Tare. Mi auguro che lui prenda in mano la situazione perché altrimenti non sono fiducioso. Sarri è l’unico che può alzare l’asticella”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “La carriera di Fabiani parla per lui. Berardi sarebbe acquisto fantastico” (AUDIO)

Fabiani Ds? Massimo Piscedda a ‘QUELLI CHE…’

“Non si possono lasciare giudizi su persone che devono ancora iniziare a lavorare. Per Fabiani parla il curriculum: ha una storia importante e trentennale e sono sicuro farà bene. Tra l’altro ha buoni rapporti sia con Sarri che con Lotito ma lo giudicheremo nel tempo.

Calveri lo conosco poco sotto questo aspetto, ma non è possibile mettere in dubbio il valore e la carriera di Fabiani.

A me Berardi piace molto e lo considero uno dei migliori giocatori italiani. Sarei strafelice. Poi se piace all’allenatore sono ancora più contento. Un giocatore così arricchisce senza dubbio la qualità tecnica di una squadra e sarei contento di vederlo giocare con la maglia della Lazio. Ha un mancino preciso e perfetto, sa fare assist, sa fare gol, tira punizioni e rigori, ha fatto oltre 110 gol in serie A ed è un 94 che gioca nel Sassuolo. Ne faccio un discorso squisitamente tecnico, poi su ingaggi e costo cartellino, parli chi è del mestiere.

Casadei cresce nel Cesena e l’ho avuto in Nazionale a 17 anni. Poi lo prese l’Inter che intelligentemente (è ironico n.d.r.) ha confermato Dzeko che è un 86 e ha piazzato Casadei che è un 2003. Quelli sono giocatori che devi far crescere e non vendere all’estero perché potenzialmente è un giocatore fortissimo. Rinnovare ai quarantenni non aiuta bilancio né livello tecnico. Secondo me chi fa operazioni come quella di Casadei andrebbe cacciato. E’ vero che gioca in Football League, ma a 20 anni non può di certo fare il titolare al Chelsea”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Ferrari: “La Lazio è l’unica big a non avere scouting. Non credo si andrà su Parisi” (AUDIO)

Lotito a Sarri… Fabrizio Ferrari a ‘QUELLI CHE…’

“Il discorso di Lotito a Sarri a gennaio è stato di vendere Maximiano e di non prendere nessuno. Ovviamente Sarri a queste condizioni non ha accettato. Aggiungo inoltre che Maurizio finché non ha dato le dimissioni Tare, non sapeva con chi fare mercato e con chi parlare. A oggi ovviamente non si è ancora risolto il problema dato che le dimissioni sono cosa recentissima.

C’è anche da dire che la Lazio è l’unica squadra di quelle di vertice che non ha un’area scouting. Lo so che si sta cercando di provvedere, ma si sta partendo molto in ritardo.

E’ vero che il Milan sta rivoluzionando la situazione, ma è anche vero che ha già – ad esempio – Moncada che sta facendo mercato. Non è vero che il Milan è fermo. Al Napoli manca un direttore sportivo, ma ha una grande area scouting che sta ancora lavorando e che porterà il proprio lavoro al nuovo direttore. La Lazio invece è in stallo. Se alla Lazio fa tutto Fabiani, doveva già essere ufficializzato, ma a me non risulta. Anzi a me risulta che Fabiani continuerà ad occuparsi del settore giovanile. E allora va coperto rapidamente un ruolo.

Il discorso di Lotito a Sarri fino all’altro giorno che era in Molise era che finché non ha dato le dimissioni Tare, non aveva proprio pensato alla successione dell’albanese. Per quanto riguarda Fabiani, Lotito in Molise diceva che aveva dubbi a dargli la carica di direttore sportivo perché non avrebbe saputo chi mettere al settore giovanile.

Per quanto riguarda il mercato, per il ruolo di terzino sinistro non credo sia fattibile la pista Parisi perché si andrà su profili più adatti alla Champions o sulla conferma di Pellegrini sul quale l’allenatore sta facendo riflessioni. Per quanto riguarda le priorità, ovviamente l’attacco ha la precedenza”.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giulio Cardone: “Indice di liquidità non preoccupa. Fabiani è il nuovo Ds” (AUDIO)

Indice di liquidità e altro, Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’

“Volevo rassicurare il popolo laziale che se è vera la cosa dell’indice di liquidità, è anche vero che dal primo luglio arriveranno molti soldi.

Onestamente non penso che quest’anno l’indice sarà un problema. Certo, sarebbe bastato accettare di vendere Maximiano a 15 milioni di euro a gennaio e ora non avremmo alcun problema.

Sarri ha preferito non accettare perché erano le ultime 48 ore di mercato e si sarebbe aperta una voragine in porta.

La Lazio non ha ufficializzato nulla dal punto di vista dirigenziale e al posto di Tare a oggi siamo a zero. Poi in via informale sappiamo che sta lavorando chi già ha un ruolo in società, cioè Fabiani e Calveri.

Ma un po’ di preoccupazione c’è, perché se Sarri non sa chi stia facendo mercato, è un problema serio.

Il campionato è appena finito, il Milan ha in atto una rivoluzione clamorosa con l’addio di Maldini e Massara in 24 ore, il Napoli non ha allenatore, né direttore sportivo. Non è che la Lazio possa in cinque minuti risolvere l’uscita dopo 15 anni di Tare. Tra l’altro Calveri e Fabiani già stanno lavorando nell’ombra anche se non ufficializzare i passi, non è roba da grande club.

Nel settore giovanile della Lazio è stato già inserito il nuovo responsabile che è legato a Fabiani e Enrico Lotito ed è Bianchi. Dunque è evidente che sia stato già investito Fabiani del ruolo di direttore sportivo. Anzi, ne sono certo.

Cancellieri è stato riscattato perché c’era l’obbligo, ma va anche detto che la somma che è stata pagata per lui andrà a bilancio divisa per cinque anni, quindi non incide se non minimamente sull’indice di liquidità. Immagino che Cancellieri possa finire nelle trattative per Berardi come moneta di scambio o altro.

La situazione Berardi è abbastanza complessa, ma non c’è dubbio sul fatto che voglia giocare la Champions. Certo che l’investimento per l’ala del Sassuolo è di circa 50 milioni di euro complessivi considerando ingaggio lordo e cartellino”.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Serve un altro centravanti e non un vice. Berardi perfetto per il 4-3-3” (AUDIO)

Quartetto per il mercato, Stefano Mattei a ‘QUELLI CHE…’

“Con l’idea del quartetto a fare mercato dopo i saluti a Tare, Lotito risparmia un altro stipendio scegliendo la soluzione interna.

Detto questo, ritengo che per il mercato della Lazio serviranno giovani interessanti, ma soprattutto da due o tre elementi di caratura internazionale che possano condurre la squadra su palcoscenici importanti senza avere timori reverenziali.

Su alcuni giornali mi sembra di leggere più consigli per gli acquisti che notizie di mercato. Il nome di Berardi accostato alla Roma mi sembra assurdo, sia per motivi tattici che per motivi di bilancio e limiti imposti dalla Uefa. Per quanto riguarda la Lazio, ritengo che il 4-3-3 di Sarri sia il più adatto a lui.

L’idea Candreva ci può stare, ma vorrebbe dire che Pedro va via. Servirà un quinto giovane ma di valore, che possa sostituire Cancellieri che non ha reso quanto ci si aspettava. Poi ovviamente c’è il discorso attaccante in più. Milik sarebbe perfetto perché sarebbe non il vice Immobile, ma il giocatore da alternare a Immobile. Affare a prezzo non eccessivo e soprattutto di livello internazionale. C’è da dire che entro un paio di anni ti troveresti comunque a dover cercare il nuovo Immobile perché Milik ne fa 30 a gennaio.

Con una frase semplice: non serve il vice Immobile, ma un altro centravanti“.

Alessio Buzzanca

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‘QUELLI CHE…’ – Abbate: “Passo indietro Tare, ma la decisione era presa. Successore? Nessun incarico conferito…” (AUDIO)

Tare nell’intervista afferma… Alberto Abbate a ‘QUELLI CHE…’

“Tare nell’intervista afferma che per la Lazio ha rinunciato ad andare in squadre più importanti e soprattutto che gli garantivano più soldi. Poi ha detto che ha aiutato Sarri ad avere il rinnovo sino al 2025, successivamente dice che qualcosa si è rotto con l’allenatore, ma lui non sa cosa e perché.

Per quanto riguarda Maximiano, la ricostruzione del fatto che sia stato Grigioni a insistere con Lotito per prenderlo risulta anche a me. Ma ovviamente i dissapori con Tare non nascono di certo solo per Maximiano.

Io non sono mai stato tenero con Tare, ma onestamente stavolta è stato di parola: aveva detto di non voler aspettare la scadenza e così è stato. Ha fatto un passo indietro ancor prima dell’incontro paventato dal Presidente. La decisione da parte di entrambi era comunque stata presa già da un mese senza che uno lo avesse comunicato all’altro.

Per quanto riguarda la successione a Tare e la riorganizzazione interna, a ieri nessuno aveva avuto comunicazioni da parte del Presidente. Anche Sarri ha sentito Lotito ieri – che è in Molise per motivi politici – e si spera che i due si incontrino entro la settimana anche perché Sarri vorrebbe partire per le vacanze. Non so nemmeno se verrà conferito un incarico ufficiale di Ds a qualcuno e non è stato detto nulla ad alcuno di come si agirà”.

Alessio Buzzanca

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ESCLUSIVE

Binance non sarà più sponsor sulla maglia. Lazio alla caccia di nuovi partner

Come riferito da Radiosei durante la trasmissione Sei volte buongiorno, la Lazio Binance si sono legate con un contratto di due anni come main sponsor più opzione per il terzo (stagioni 2021/22, 2022/23 e opzione per il 2023/24). Il contratto attuale prevede la sponsorizzazione sulla maglia per due anni come main sponsor, mentre il terzo solo come sponsor e non più sulla maglia. Poiché l’opzione per il terzo anno è scaduta senza che Binance l’abbia esercitata, la Lazio sta trattando nuovi nomi da mettere sulla casacca per l’anno del ritorno in Champions. Anno in cui la squadra biancoceleste giocherà anche le final four di Supercoppa italiana in Arabia saudita.

Binance rimarrà comunque tra gli sponsor (non più sulla maglia però) anche per la stagione 2023/24.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Tare gioia e amarezza. Bilancio del Ds alla Lazio assolutamente positivo” (AUDIO)

Tare gioie e amarezze, Giulio Cardone a ‘QUELLI CHE…’

“Ho sentito Tare e ovviamente ha ripercorso tutti gli anni alla Lazio tra gioie e amarezze: dalle qualificazioni in Champions allo scudetto spezzato e non raggiunto per colpa dell’interruzione a causa del Covid. C’è anche un po’ di sfortuna…

Tare e Lotito non si sono lanciati i piatti come due coniugi che si separano male, ma il Direttore ha capito la situazione e ha voluto togliere le castagne dal fuoco al Presidente dimettendosi in anticipo sulla scadenza del contratto.

Del resto quindici anni è un ciclo lunghissimo ed è normale sia per la Lazio che per lui trovare un nuovo progetto su cui far convergere le proprie energie.

Il bilancio di Tare tra cose positive e cose negative dal mio punto di vista è estremamente positivo. Per molti anni non ha sbagliato giocatori sopra i 4 milioni di euro, poi dal 2018 ha cominciato a perdere qualche colpo con giocatori pagati parecchio e che non hanno reso. Ma il saldo anche a livello economico e non solo sportivo è decisamente positivo.

Quando si valuta Tare bisogna considerare che gli investimenti per il mercato della Lazio non la fanno stare nemmeno nei primi 10 della Serie A. Fare il direttore sportivo così e dover fare la differenza, non è facile.

Per quanto riguarda il futuro, lo sto dicendo da settimane e ci sarà un gruppo di lavoro con Sarri, Picchioni, Fabiani e Calveri con Lotito a sovrintendere. Non credo ci sarà una svolta particolare sui giocatori italiani in entrata. Si valuterà e si deciderà”.

Alessio Buzzanca