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RASSEGNA STAMPA

Esasperazione Lazio: Lotito solo contro tutti e la minaccia sciopero abbonamenti. Intanto Sarri…

La Lazio sta attraversando una delle fasi più complesse dall’arrivo di Claudio Lotito alla guida del club. Contestazioni sempre più forti caratterizzano l’ambiente biancoceleste, accompagnate dalla crescente probabilità dell’addio di Maurizio Sarri e da uno stadio Olimpico che fatica a riempirsi. Un ambiente esplosivo tra accuse e contestazioni. A descrivere la crisi è anche l’analisi pubblicata da Il Messaggero: la Lazio appare sempre più isolata attorno alla figura del suo presidente. Negli ultimi giorni, le dichiarazioni di Claudio Lotito hanno infatti esacerbato il clima già teso con i tifosi. Dal Foro Italico a Montecitorio, il patron ha lanciato messaggi duri: «Sarri ha un contratto, ma nessuno è indispensabile». Ma soprattutto la frase «Non vengano allo stadio, ce ne sono tanti in Cina» ha scatenato polemiche durissime tra i sostenitori. 

Le sue parole hanno alimentato il malcontento di una tifoseria già esasperata. Lotito difende però il proprio operato rilanciando piani ambiziosi come quello per lo stadio di proprietà: «Ho presentato il piano per lo stadio di proprietà che renderà la Lazio immortale con un guadagno da 3 miliardi di euro». Un progetto che però appare distante dai problemi urgenti della squadra.

Il presente resta incerto: Maurizio Sarri sarebbe ormai vicino alla rescissione del contratto e avrebbe chiesto un incontro chiarificatore con Lotito. Sullo sfondo, il tecnico toscano valuterebbe possibili future esperienze su altre panchine di Serie A come Napoli o Atalanta. Anche le questioni legate alla rosa alimentano la preoccupazione: Hysaj, Basic e Pedro sono in scadenza, mentre diversi giocatori importanti come Provedel, Gila, Romagnoli, Patric e Cataldi hanno il contratto in scadenza tra un anno. Un ulteriore fattore che contribuisce alle incertezze tecniche.

Presenza allo stadio e rottura tra società e tifosi Intanto la protesta dei tifosi monta: dai social alle radio, passando per i gruppi organizzati, sono in aumento gli appelli a non rinnovare l’abbonamento. La contestazione verso Lotito va avanti da mesi e si teme che possa sfociare in uno sciopero del tifo nella prossima stagione.

I dati dello stadio Olimpico confermano il momento difficile: per l’ultima gara interna contro il Pisa sono stati venduti poco più di duemila biglietti, segnando così una frattura profonda tra club e pubblico. C’è il rischio di ritornare ai numeri negativi del 2016, quando la campagna abbonamenti fu la peggiore della gestione Lotito. Un’ulteriore perdita di incassi aggraverebbe le difficoltà economiche e gestionali della società.

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Lazio, post Sarri: corsa a due Palladino-Pisacane. Sullo sfondo gli ex…

Ogni giorno un nome diverso, ogni giorno una suggestione nuova. La Laziovive una fase di riflessione profonda attorno alla propria panchina, con il futuro di Maurizio Sarri che resta il tema centrale. La società non ha ancora aperto ufficialmente il casting per il dopo, ma osserva, valuta e prepara eventuali mosse nel caso in cui il tecnico dovesse salutare.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, i nomi più forti al momento sono due: Fabio Pisacane e RaffaelePalladino. Profili differenti, ma accomunati da un percorso recente in crescita e da un’idea di calcio moderna, capace di sposarsi con un progetto tecnico da ricostruire.

Il nome di Pisacane rappresenta la scelta più sorprendente e, per certi versi, più coraggiosa. Reduce dall’esperienza con il Cagliari, ha conquistato risultati importanti e una salvezza considerata significativa alla prima esperienza tra i professionisti. Il suo profilo piace perché giovane, emergente e abituato a lavorare con idee chiare. A 40 anni, Pisacane è indicato come il più giovane allenatore italiano del campionato. Un dato che racconta bene il tipo di prospettiva: non una soluzione di conservazione, ma una possibile scommessa su un tecnico in ascesa, capace di portare entusiasmo e nuove metodologie.

L’altro nome forte è quello di Palladino. La sua esperienza in Serie A, prima a Monza e poi all’Atalanta, lo rende un profilo più riconoscibile e già rodato. Per la Lazio sarebbe una scelta meno romantica, ma forse più immediata dal punto di vista della gestione del gruppo e della conoscenza del campionato. Palladino è considerato un tecnico moderno, attento alla proposta di gioco e alla crescita dei calciatori. La sua candidatura resta sul tavolo, anche se il quadro delle panchine italiane è ancora fluido e molte società attendono gli incastri definitivi.

Sullo sfondo resistono anche le ipotesi più suggestive. Sergio Conceiçao e Miroslav Klose rappresentano due nomi dal forte impatto emotivo, legati in modo diverso alla storia recente della Lazio. Due piste romantiche, capaci di accendere la piazza, ma oggi meno concrete rispetto a Pisacane e Palladino.

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RITIRO ESTIVO

Lazio, verso la conferma del ritiro estivo a Formello: i dettagli

Come riporta la Gazzetta dello Sport nella sua edizione odierna, il ritiro estivo della Lazio per la stagione 2026-2027 con ogni probabilità si svolgerà a Formello. Partirà il 13 luglio con la squadra che effettuerà le classiche visite di idoneità nei 2-3 giorni precedenti. La Lazio si allenerà dunque a Formello per circa 15 giorni e poi disputerà alcune amichevoli all’estero. Il primo impegno ufficiale ci sarà invece nel weekend del 15-16 agosto quando i biancocelesti saranno impegnati nei trentaduesimi di Coppa Italia.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Pancaro: “Situazione inverosimile, manca consapevolezza e la Lazio ha perso credibilità”

GIUSEPPE PANCARO in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La situazione attuale della Lazio è veramente inverosimile. Siamo arrivati al limite, bisogna che la società faccia qualcosa perché tutto ciò non è più sopportabile. Un mio presidente non ha mai detto cose simili pubblicamente, per questo dico che si è superato il limite. Alcune cose si fa fatica a credere siano vere. Rimango senza parole, è difficile commentare una situazione del genere. Purtroppo la Lazio sta perdendo sempre più credibilità, dispiace anche per quello che stanno subendo i tifosi: il dolore che stanno subendo nel vedere la propria squadra in queste condizioni, con la sensazione che non ci sia mai fine al peggio, è il problema più grosso. E disertare lo stadio lo dimostra.

C’è una sensazione di confusione, mancanza di programmazione e di futuro, è ciò che al momento sta creando più dolore ai tifosi. Non c’è lettura obiettiva delle situazioni: una stagione sbagliata può starci, ma serve consapevolezza della squadra che si rappresenta. La squadra di calcio esiste grazie ai tifosi e un presidente deve esserne consapevole, il rapporto con la tifoseria va messo al primo posto. E se i tifosi decidono di disertare in massa lo stadio bisogna capire che qualcosa non va e bisogna trovare una soluzione. 

Non saprei cosa aspettarmi dalla Lazio il prossimo anno. È scontato dire che oggi la Lazio abbia perso appeal, non solo rispetto ai miei tempi ma anche rispetto al passato, quando giocatori e allenatori avrebbero fatto carte false per venire a giocare e allenare alla Lazio. In questo momento uno ci pensa due volte per forza di cose, per quanto la Lazio rimanga sempre la Lazio. Con Sarri il divorzio era annunciato per me: penso che allenatore e società debbano prendere ognuno la propria strada per il bene della Lazio perché non si può pensare a un’altra stagione con lo stesso rapporto e con la stessa comunicazione. Separarsi è la scelta migliore”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Lazio, Agostinelli: “Tifosi-Lotito, Ko definitivo. Squadra senza attributi? No, senza qualità” (AUDIO)

ANDREA AGOSTINELLI in collegamento a ‘NMM’

“Mi aspettavo che prima o poi Lotito si riprendesse la scena con dichiarazioni non concilianti. Ma certo, non che gettasse tutta questa benzina sul fuoco. Ho avuto l’impressione che la sua reazione rabbiosa sia da addebitare a quanto ha sofferto tutta questa situazione. Così, è chiaro, dissenso e malumore aumentano ulteriormente. Questo è un braccio di ferro senza fine, questo è il colpo del Ko definitivo. Possibile mai che un passo indietro debba essere considerato un segno di debolezza? E di passi indietro, nel tempo, i tifosi ne hanno fatto diversi. Non vedo una via d’uscita, ormai la partita da vincere non sono più le partite.

Squadra senza carattere? Purtroppo manca la qualità. Se avesse parlato di mancanza di reazione sarebbe stato diverso, ma messa così ci sono due errori. Non si attacca mai il giocatore nello specifico e le difficoltà vanno attribuite alla mancanza di qualità della squadra”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Casinelli: “Lazio, tifosi insultati e mortificati. Se potessi tornare a 22 anni fa preferirei…” (AUDIO)

FABRIZIO CASINELLI (Dir. Comunicazione Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Sono tanto disperato perchè nella Lazio non vedo luce, ma solo un tunnel che si protae. Mi sento mortificato, rassegnato e preso in giro, in un momento di grossa difficoltà calcistica rispetto al mio stato d’animo nei confronti di questa società.

Parole Lotito? Manca educazione e rispetto. Il calcio muore quando viene meno il rapporto tra il tifoso e le propria società. Non è solo un modo di dire, concettualmente è quello che sta avvenendo alla Lazio. Senza questo fondamento tutto è finito. Se non si comprano giocatori all’altezza di Roma poi alla fine queste sono le conseguenze sportive. Il mio sogno è che domani mattina arrivi un fondo o un signore con tanti soldi. Il problema è che Lotito non vuole neanche farsi aiutare. Vista la situazione devo trovare il modo per restituire un sorriso ai tifosi.

Lo dico, pur sapendo di farmi tanti nemici: se potessi tornare indietro a 22 anni fa sceglierei di ripartire dalla serie C pur di non vivere questa situazione. Lo dico dopo, ovviamente, ma arrivo a dire che sarebbe stato meglio un percorso azzerato come quello del Napoli. Sono mortificato ed insultato sistematicamente”.

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ARBITRI

Designazioni, Lazio-Pisa a Ferrieri Caputi

La designazione arbitrale della 38ª giornata di Serie A Enilive ha assegnato la direzione della gara Lazio-Pisa alla signora Maria Sole Ferrieri Caputi della sezione di Livorno.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Niedda ed Emmanuele: Di Marco sarà il IV ufficiale mentre Ghersini e Piccinini sono stati indicati nei ruoli di VAR e AVAR.

Sarà il 2° incrocio tra Ferrieri Caputi e i biancocelesti, una vittoria, così come con i toscani, una sconfitta.

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Intanto Sarri tiene il Napoli in sospeso: Atalanta in forcing, il Comandante prende tempo

La situazione tra il Napoli e Sarri è diventata più scomoda ieri, al culmine di una giornata in cui la posizione dell’allenatore scelto per sostituire Conte non è cambiata rispetto a martedì. O comunque non è cambiata in meglio: quello che al Maradona, all’epoca San Paolo, avevano battezzato il Comandante non ha sciolto il groviglio di dubbi che finora gli ha impedito di accettare la proposta di De Laurentiis e Manna. Un biennale con opzione sul terzo anno e soprattutto la prestigiosa eredità di Antonio in panchina nell’anno del Centenario. Il pressing dell’Atalanta e l’offerta di Giuntoli, prossimo a diventare il direttore delle operazioni tecniche della Dea, evidentemente hanno creato un solco importante e ampliato le distanze. E così quella deputata a diventare la giornata dell’avvicinamento, s’è invece trasformata in quella dell’allontanamento. Dire che da ieri Sarri sia più distante dal Napoli significa fotografare la realtà: probabilmente oggi sarà più chiaro se il revival salterà definitivamente, ma di certo non sono stati compiuti quei passi che il club s’aspettava. De Laurentiis ha fretta: di capire e di individuare un allenatore pronto a guidare la squadra con entusiasmo e ambizione in un momento speciale. Un gruppo forte, pieno di talento e pronto a ripartire dopo un biennio di vittorie e grandi sacrifici. E così è stato anche intensificato il lavoro su altri fronti: innanzitutto Massimiliano Allegri, l’uomo che con Conte ha dominato la scena degli ultimi sedici anni del calcio italiano, già un’estate fa bloccato con la penna tra le dita dopo la decisione di Antonio di proseguire l’avventura dopo lo scudetto. E poi Vincenzo Italiano, un vecchio pallino, un profilo mai sparito dai radar tinti di azzurro attraverso le epoche di Spezia e Fiorentina. Le rispettive situazioni con il Milan e il Bologna sono coperte dalle nuvole. Il Napoli lavora.Calciomercato Napoli

Sarri nella morsa di una Sirena e di una Dea: Parthenope e Atalanta, Napoli e Bergamo, Aurelio e Cristiano. Il trio di ieri che oggi è un triangolo. Le prospettive sono diverse a cominciare da Champions e Conference :dopo una stagione infernale alla Lazio – ieri riunita alla festa di addio di Pedro senza Maurizio, unico assente – certe riflessioni che coniugano passato, presente e futuro sono comprensibili. Fanno anche rima con scelte di vita: tutto legittimo e da rispettare. Ma il Napoli, dicevamo, ha una fretta del diavolo di programmare il futuro e non può permettersi frenate: ha accontentato Sarri su tutta la linea ma a questo punto è ovvio che non aspetterà più di tanto. O magari non aspetterà più. Corriere dello Sport

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Lazio, una squadra sempre più smontata. E Lotito incentiva la smobilitazione

Il puzzle attuale, con tutti i tasselli completi e sistemati, non è che abbia ottenuto risultati eccezionali. Il problema, in ottica estiva, è che rischiano di cadere tanti altri pezzi, alcuni fondamentali per la rosa. Una Lazio smontata, ancora di più. Scadenze vicine e pericolose. La difesa è il reparto che ha dato risposte migliori e il primo che preoccupa per i nomi in ballo. Gila e Romagnoli con il contratto che termina nel 2027, la loro coppia ha rappresentato il punto di forza della squadra e adesso simboleggia quello debole in vista del prossimo mercato. Senza pensare che Romagnoli, uomo-guida della linea di Sarri, ormai prossimo all’addio, aveva in realtà già salutato a gennaio, non fosse stato per la diatriba con la società legata alle ultime mensilità a cui si è rifiutato di rinunciare. Affare fatto con l’Al-Sadd, poi saltato l’ultimo giorno della sessione invernale dopo smentite e comunicati, confronti accesi a Formello e nuove tensioni tra le parti. 

Il futuro di Romagnoli e Gila

Tra poco si capirà se i qatarioti si rifaranno sotto con convinzione centrando un acquisto a quel punto soltanto rinviato di 6 mesi. La Lazio deve decidere cosa fare a un anno dallo svincolo a parametro zero. Il discorso si complica nel caso di Gila: nessuna possibilità di rinnovo, cartellino dal valore più alto, ma anche il 50% dell’eventuale cessione da riconoscere al Real Madrid come pattuito del 2022. Sullo spagnolo c’è l’interesse di diversi top club, in Italia ci hanno pensato soprattutto Inter e Milan, Lotito e Fabiani sperano in un’asta che possa portare nelle casse una cifra importante da reinvestire per il sostituto. Nei ragionamenti, così non fosse, non va esclusa l’idea di una permanenza fino a scadenza. Vanno tenuti in considerazione gli aspetti tecnici ed economici. Lazio

I giocatori che potrebbero salutare

Gila e Romagnoli in uscita, non finisce qui. In difesa Marusic è l’unico ad aver rinnovato e certo di rimanere (prolungamento fino al 2028, con opzione 2029). Hysaj si libererà dal 1° luglio, come lui Basic a centrocampo e Pedro in attacco, dove non sarà riscattato Maldini dall’Atalanta (ci sarebbe stato l’obbligo a 14 milioni in caso di qualificazione europea). In bilico, per ovvi motivi, ci sono tutti gli altri in scadenza nel 2027: Patric, Cataldi, Gigot, Lazzari, Pellegrini, Cancellieri e Provedel, che potrebbe finire all’Inter come nuovo dodicesimo di Chivu. Uno smantellamento progressivo già iniziato a stagione in corso con la partenza di Castellanos e Guendouzi. Mezza rosa medita l’addio, volutamente o forzatamente. Anche Tavares e Isaksen erano nella lunga lista dei calciatori finiti in discussione a gennaio. Le nuove valutazioni dipenderanno dalle offerte che verranno recapitate, in parte dal tecnico che prenderà il posto del Comandante. Le possibili modifiche della rosa, in attesa di conoscere i margini di manovra sul mercato, destano apprensione e inquietudine. Le parole di ieri di Lotito possono accentuare la frattura con lo spogliatoio e incentivare la smobilitazione. Pochissime certezze, interrogativi a non finire. La Lazio è un puzzle che si sta smontando un pezzo alla volta senza che ci sia la forza di ricostruirlo. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito senza freni: “Se i tifosi non vogliono non vengano, stronzi che si sfogano su di me. Squadra senza attributi. Su Sarri…”

“Sti c…i.” Claudio Lotito liquida così Tommaso Paradiso, ex voce dei Thegiornalisti e tifoso biancoceleste, che gli aveva scritto una lettera aperta accusandolo di aver “desertificato un popolo” e allontanato i laziali dall’Olimpico. Lo show del presidente della Lazio è alla buvette di Montecitorio. Il senatore forzista non le manda a dire a nessuno: sui tifosi, sulle critiche interne alla società, sul suo futuro da patron. Un sfogo a ruota libera.La lettera del cantante romano aveva fatto rumore nelle ultime ore tra i tifosi biancocelesti. Lotito la smonta in poche parole: “Io non ascolto la musica, non ballo, non ho tempo. Dormo tre ore a notte, poi lavoro. Non so chi sia questo Tommaso Paradiso”. Poi aggiunge, con tono più distaccato: “Ognuno può scrivere quello che vuole, ma sempre nel rispetto della legge”.

Sulle curve semivuote dell’Olimpico, Lotito scarica la responsabilità sui tifosi stessi: “Lo dovete chiedere a quelli che non vengono, mica li posso inchiodare. Non vogliono venire? Non vengano”. Poi la stoccata che farà discutere: “Forse a Roma i tifosi non ci stanno, ma in tutto il mondo ce ne sono tantissimi, anche in Cina”. Ai cronisti che gli chiedono di ricucire il rapporto con la tifoseria, Lotito risponde secco: “Non lo dovete chiedere a me, io non ho mai fatto la guerra a nessuno”, aggiungendo però che qualcuno “l’ha alimentata anche dentro la società” — una frecciata verso l’interno che non specifica ulteriormente. Sul suo ruolo da presidente è netto: “Il tifoso deve tifare, io faccio il presidente. Voglio rendere la Lazio immortale, indipendente anche da Claudio Lotito. Devo tutelare la storia della Lazio, non posso farla fallire”. Infine il passaggio su Maurizio Sarri, allenatore biancoceleste dato in uscita da Formello e conteso da Napoli e Atalanta: “Ha un contratto con la Lazio, punto”

Incalzato dai cronisti, aggiusta un po’ il tiro: “Sul risultato” i tifosi “hanno ragione: abbiamo perso con le squadre piccole e abbiamo vinto con le grandi. Qualcosa non ha funzionato, è andata male- ammette Lotito- una stagione maledetta con migliaia di infortuni. Io non mi devo scusare di niente, se non dei risultati che non sono venuti. Forse all’inizio dell’anno ho delegato troppo, poi ho ripreso la società in mano e i risultati sono venuti”. Rivendica, però, di essere sempre presente: “Io faccio pure l’ammortizzatore sociale, ‘sti stronzi sennò con chi si sfogano? Faccio pure il pungiball, Friedkin invece è un fantasma…”. L’anno è finito con le sconfitte in finale di coppa Italia e nel derby: “Prendi un gol da calcio d’angolo e poi il secondo uguale, ma vuoi mettere qualcuno che marca? In campo mica ci vado io…”.

Lo sciopero degli abbonati ha inciso sul rendimento della squadra? “Giocare senza il tifo non è la stessa cosa- osserva Lotito- ma anche con i tifosi non è cambiato nulla: con l’Inter abbiamo perso 2 a 0, un autogol e una palla che gli abbiamo dato noi, poi ci siamo mangiati tre gol davanti alla porta. Che cosa ha fatto l’Inter per vincere? Abbiamo fatto tutto noi. Se i giocatori avessero gli attributi che c’ho io sarebbe già finita la partita, non c’è storia per nessuno. Il problema è che quando vanno in campo si cacano sotto…”. Per Lotito “il tifoso deve avere pazienza: al 30 di novembre del 2027 finiscono tutti i debiti fatti dagli altri, dagli scienziati esperti di calcio prima di me”. A quel punto “recupererò 30 milioni di euro l’anno di cassa. Poi sto facendo lo stadio e sto quotando la Lazio al Nasdaq di New York, capitalizzerà un miliardo e mezzo, tre con lo stadio: do you understand?”.