Massimo Maccarone, ex attaccante dell’Empoli, a ‘NMM’: “Sarri ha avuto delle difficoltà, ma credo sia normale. Ha ereditato una squadra abituata a una filosofia di gioco completamente differente e questo – per forza di cose – ha rallentato il processo. Credo comunque, che in questa seconda parte di campionato ci possa essere un’evoluzione. Con Sarri si prendono pochi gol, non mi sorprende infatti che le maggiori difficoltà di apprendimento la Lazio le abbia riscontrate dietro, è proprio quello il reparto da tenere sott’occhio e su cui lavorare intensamente. Lazio-Empoli sarà una partita divertente: sono due squadre a cui piace giocare e nessuna delle due ha voglia di coprirsi e attendere. La ricerca spasmodica del gol, la voglia di aggredire la partita è il terreno comune. L’Empoli ha una fisionomia ben precisa e un’identità che la porta ad imporre il loro gioco senza paura e questo – a mio avviso – è il vero punto di forza. La Lazio non deve pensare che sia una passeggiata, non deve essere presuntuosa. Sarri in questo è una garanzia: riesce sempre a caricare i suoi ragazzi al meglio. Dall’eterno è difficile commentare alcuni cali di tensione da parte di un gruppo, non saprei spiegare le debacle contro Verona, Bologna o Napoli. Per certe cose bisognerebbe esser dentro lo spogliatoio. Lacune? Alla Lazio manca un playmaker di grande qualità. Jorginho, per intenderci. Difensivamente – come dicevo – con Sarri cambia il mondo e serve tempo per apprendere i nuovi dettami, il tempo è fondamentale. Io vicino alla Lazio? Sì, nel 2004, ma poi non se ne fece nulla. Mi offrirono un prestito, le condizioni erano difficili, ma avevo dato la mia parola al Parma”.