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Felipe papà: “Helena, la Lazio, sono grato alla vita. Rinnovo? Presto l’incontro decisivo con Lotito”

Ha dormito poco in questi giorni. Prendere sonno nell’ultima settimana non sarà stato semplice in casa Anderson, tra l’ansia da derby e l’arrivo della piccola Helena. Attraversa le porte dello Stadio Fersini subito dopo pranzo, Felipe ci concede mezz’ora del suo tempo prima di tuffarsi in palestra. A 31 anni ancora da compiere, la sua vita è cambiata completamente: «Diventare padre è sempre stato uno dei miei sogni, anche quando ero più giovane. I bambini mi sono sempre piaciuti. È un’emozione che non si può spiegare».

Com’è andata la prima notte?

«Grazie a Dio sta andando tutto bene. Dorme, anche se c’è qualche momento in cui piange. La madre da mezzanotte alle otto non mi sveglia, vuole che mi riposi, poi durante il giorno ci sono di più».

Le mancano nove presenze per tagliare il traguardo delle 300 partite: che cosa rappresenta la Lazio per Felipe Anderson?

«Da quando sono tornato mi sono sposato, ho avuto la bambina, è l’ottavo anno qui. La Lazio come ho sempre detto non è più una squadra o un club, è molto di più. Soprattutto adesso che è arrivata questa fantastica novità nella nostra vita, sono sempre grato di essere qui. Non so ancora spiegare a parole quanto sia importante la Lazio per me».

Ci sono speranze che sua figlia Helena farà l’asilo nido qui a Roma?

«Con il presidente abbiamo un rapporto ottimo, stiamo parlando. Secondo me siamo sulla buona strada, per me e per la Lazio. Presto ci saranno delle novità, avremo un incontro i prossimi giorni e vediamo gli ultimi dettagli. Credo che manchi poco per prendere una decisione. Ho sempre detto a tutti di voler dare priorità alla Lazio e trovare un accordo che faccia felici tutti quanti. Anche il presidente ci ha dimostrato la voglia di voler continuare insieme. Vediamo nei prossimi giorni quello che succederà».

Cosa è successo in estate con le offerte che le sono arrivate dall’Arabia Saudita e non solo?

«A fine giugno ci hanno chiamato per capire come fosse la situazione, se avevo voglia di andare via dalla Lazio. Sapendo che ero in scadenza, tante squadre mi hanno contattato, ma si è trattato di sondaggi, mai di trattative vere e proprie».

Ci racconta qualcosa sul suo ritorno alla Lazio?

«Dopo l’esperienza al Porto, dove ho giocato poco, sono tornato a Londra e ho chiesto a mia sorella, che era già la mia agente, di capire se ci fosse la possibilità di tornare alla Lazio, magari anche solo in prestito. Appena ho capito che si poteva fare, ho preso la palla al balzo. Ho parlato sia col presidente che con il mister, ma quando ormai era tutto definito».

Quando pensa a casa tua, le viene in mente il Brasile o Roma?

«Quando vado in Brasile è perché vado da mia madre, lì non ho ancora casa mia. Io penso di restare ancora tanto tempo in Europa, casa mia è qui a Roma».

Sulla dichiarazione d’amore di Sarri per lei e sul vostro rapporto…

«Quando lo sento che dice cose così belle su di me, mi viene ancora più voglia di ripagarlo sul campo per questa fiducia. Non è facile trovare un allenatore che punti su di te, che dice queste cose. Io con lui devo solo dare tutto sul campo e migliorare. Lui ci sta chiedendo più movimenti, più giocate veloci e più gol».

Felipe Anderson come sta vivendo questo inizio di stagione difficile con la Lazio?

«Secondo me tutto il gruppo pensa al bene della squadra, i singoli però devono migliorare. Stiamo iniziando ad avere solidità, questo ovviamente sul lungo periodo ci porterà i punti che ci mancano. Serve ancora qualcosa in più dal punto di vista degli spunti individuali. Soprattutto quando non arrivano le prestazioni e non posso incidere come vorrei mi resta un po’ di amaro in bocca perché non siamo nella posizione di classifica dove dovremmo essere. Nelle ultime partite però abbiamo visto che la squadra sta tornando».

Si sente così al di sotto rispetto all’anno scorso?

«Noi mettiamo sempre al primo posto la squadra e se la squadra non è nella posizione che noi vorremmo ognuno si guarda dentro per cercare di fare meglio. Ci dispiace non riuscire a fare il massimo per la Lazio».

L’ultima partita era stanchissimo…

«Siamo calati un po’ fisicamente, anche su questo lavoreremo in vista delle prossime partite».

Lo scorso anno ha giocato tanto da falso nove, ma qual è il suo ruolo preferito?

«Il mio posto preferito in campo è dove posso giocare più palloni. In quel momento da attaccante mi sono divertito tanto perché ero al centro del gioco. Sull’esterno ho giocato la maggior parte della mia carriera e devo crescere ancora con il movimento senza palla».

Cosa successe quella sera contro il Genoa? Non le andava di giocare esterno del centrocampo a cinque e lo ha detto a Inzaghi…

«Mi dispiaceva perché non potevo fare ancora bene quel ruolo. In quella posizione stavo tanto tempo senza giocare la palla. Sarà stato per l’età, mancanza di maturità, sicuramente non ripeterei certi atteggiamenti. Però mi ha fatto crescere giocare in quella posizione: non è che non volessi farlo, provavo a dare tutto. Quel periodo però è stato quello che mi ha fatto crescere di più perché ho imparato a fare la fase difensiva».

Quanto pesa a Felipe Anderson l’assenza di Milinkovic?

«È una questione di sintonia tra i giocatori che giocano da quella parte. Dobbiamo parlare di più, conoscerci maggiormente. Anche perché nel calcio di oggi non c’è tempo, bisogna fare tutto in modo automatico. Ma nelle ultime partite siamo cresciuti molto, anche per le cose che ci chiede il mister».

Rimpianti per quanto riguarda il derby?

«Se avessimo avuto una posizione migliore di classifica avremmo rischiato un po’ di più, anche se eravamo un po’ calati fisicamente perché avevamo speso tanto. Se avessimo avuto più punti sarebbe stato più facile anche a livello mentale. Ora la Lazio ha solo bisogno di punti, è questa la priorità».

Arrivare agli ottavi di Champions è uno dei vostri obiettivi?

«Se vogliamo cambiare mentalità, non solo noi ma tutto l’ambiente, dobbiamo puntare a passare il turno. Ma non solo in Champions, lo stesso discorso va fatto in Coppa Italia e in campionato. Sempre alzare l’asticella. Tutti devono capire che la Lazio vuole lottare sempre per tutti gli obiettivi. Non sarà facile perché ci sono tante squadre che al di là della qualità hanno anche l’esperienza di giocare questo tipo di partite, lo abbiamo visto molto bene in Champions».

Parla con Isaksen, gli dà dei consigli? Pensa che sia un calciatore forte?

«Secondo me in Italia serve sempre un po’ di tempo, anche io ne ho avuto bisogno. Per me lui farà cose grandiose perché ha tanta voglia, lo dimostra in ogni allenamento, è umile. Io ho una bellissima amicizia con lui. Gli dico sempre: “quando entri devi segnare, hai un dribbling incredibile”. Ha tantissima voglia di lavorare e di prendersi il posto».

Sulla possibilità del suo amico Neymar di vincere ancora il Pallone d’Oro…

«Ci dispiace per gli infortuni degli ultimi anni che lo hanno allontanato dai vertici e dall’élite del calcio mondiale. Però lui ha tanta voglia, c’è gente che lo cura ogni ora del giorno per farlo tornare al top anche per il Brasile. E penso che il suo obiettivo è il prossimo Mondiale: se lo vince può ancora pensare di conquistare il Pallone d’Oro perché uno come lui se lo merita». Il Tempo

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Felipe papà, ma a tempo determinato: c’è la proposta della Lazio sul rinnovo, lui prende tempo

Un papà con il contratto a tempo determinato. Ma è un discorso che oggi lo tocca fino a un certo punto. Gli occhi e i pensieri sono solo per la piccola Helena. Sarebbe strano se fosse il contrario. È diventato da poco padre, Felipe Anderson, si sta godendo la bambina che la moglie Lohanne Nascimento ha dato alla luce lunedì. Prima o poi, però, dovrà prendere una decisione riguardo il suo rinnovo (o non rinnovo) di contratto con la Lazio.

È in scadenza a giugno e, rimanendo in questa condizione, tra poche settimane sarà libero di accordarsi con altri club per la prossima stagione. Un’eventualità che vorrebbe scongiurare il presidente Lotito, che proprio pochi giorni fa ha assicurato di continuare a puntare su “Pipe”, il figliol prodigo tornato a Roma dopo le esperienze al West Ham e al Porto per diventare un punto fermo del progetto tattico di Sarri, tanto da non aver saltato una sola partita con il tecnico (114 su 114): «Lui è un ragazzo d’oro, con il quale ho un’affinità elettiva, c’è un bel rapporto e da parte mia e della società c’è totale disponibilità nel rinnovare il contratto al ragazzo». Dando seguito a queste parole, il patron biancoceleste ha messo sul piatto un’offerta da 3 milioni di euro più bonus (circa 3,5), superiore alla precedente di 2,8 complessivi. Ma l’agente del brasiliano, sua sorella Juliana Gomes, ha preso ancora tempo per capire quale possa essere la soluzione migliore per il fratello.

Sirene saudite e brasiliane per Felipe Anderson che prende tempo

D’altronde, non mancano le società che sarebbero interessate a un Felipe Anderson a parametro zero. Su tutte, c’è l’opzione Arabia Saudita, che consentirebbe al 30enne di appesantire il proprio portafoglio in questo momento di carriera. Subito dietro, poi, ci sono le possibilità (meno probabili) di un rientro in Brasile: il Santos lo riaccoglierebbe a braccia aperte, non lo ha mai nascosto negli ultimi mesi. E adesso si è aggiunto il Palmeiras, come confermato da vari esperti di mercato sudamericani nelle ultime ore. Tante opzioni tra le quali poter scegliere, anche se per ora non è arrivata una vera e propria offerta (tecnicamente solo da gennaio potranno essere firmati eventuali precontratti per la stagione 2024-2025): «Sono arrivati molti sondaggi, devo prendere la decisione giusta. Mia sorella è in contatto con i club. Io ora penso alla Lazio», aveva detto intorno alla metà di ottobre il brasiliano. La situazione non è ancora cambiata e il conto alla rovescia si è ridotto, il tempo scorre. Da parte della società c’è sempre l’intenzione di proseguire insieme, ma se non arriverà un passo avanti anche da parte del brasiliano, allora le strade si dovranno inevitabilmente dividere. Felipe prende tempo. Corriere dello Sport

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Anderson sblocca tutto, gol e rinnovo: fumata bianca vicina

Si sblocca anche la questione rinnovo per Felipe Anderson. Dopo essere tornato a segnare sabato scorso a Sassuolo, l’attaccante della Lazio insieme al suo entourage ha trovato un’intesa di massima con Lotito per il prolungamento di contratto. Servirà un ultimo incontro per mettere tutto nero su bianco, ma l’ufficialità è attesa nelle prossime settimane: si va verso un accordo fino al 2027 con opzione per l’anno successivo e adeguamento dell’ingaggio a 3 milioni netti a stagione più bonus.

Sembra scongiurata quindi l’ipotesi di vederlo andare via a zero a giugno. Il 30enne brasiliano è entrato ormai stabilmente nella top 20 dei marcatori biancocelesti all time, con 54 reti in 286 presenze in tutte le competizioni (16°, a un gol da Inzaghi). Alla sua prima rete stagionale al Mapei, l’esterno avrebbe aggiunto anche un altro assist – sarebbe stato il 5° da inizio anno – se non fosse stata decisivo il pasticcio della difesa del Sassuolo nel gol di Luis Alberto. In ogni caso, Felipe Anderson resta un elemento cardine nella rosa di Sarri, che infatti da oltre due anni non gli fa saltare nemmeno una partita, da titolare o da subentrato. Un’importanza che ora l’ala destra si vedrà riconosciuta anche in termini economici, appena arriverà la firma. La Repubblica

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Felipe, bentornato gol: “Ora provo ad arrivare in doppia cifra. Rinnovo? Con calma…”

La Lazio vince contro il Sassuolo con un super Felipe Anderson. Proprio il brasiliano, ai microfoni di DAZN, dice la sua su questa prima parte di stagione”Quest’anno è molto più una sfida per noi. Abbiamo fatto molto bene l’anno scorso e per mantenere questo livello devi fare qualcosa di più.

Sapevamo che c’erano tante difficoltà da affrontare, abbiamo iniziato in un modo non buono ma ora ci siamo ripresi e spero di continuare così. Obiettivo stagionale di gol? Provo ad arrivare a 10 gol, ma ho iniziato un po’ lento e devo sbrigarmi”.

Rinnovo di contratto?
“Abbiamo già avuto qualche incontro, abbiamo un rapporto ottimo. Tutti sanno che a me piace stare qui e con calma prenderemo la miglior decisione”.

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Felipe sorride, c’è il Sassuolo. Ma non ancora il rinnovo…

Quale squadra se non il Sassuolo? Tra picchi e qualche scivolone, la stagione di Felipe Andersonsta tornando in carreggiata, ma dopo 4 assist è arrivato il momento del primo centro stagionale e i neroverdi sone l’avversario giusto. A dirlo è il bilancio del brasiliano, che con 4 timbri vede gli emiliani la terza vittima preferita dopo Inter (7) e Torino (5). Lo scorso anno l’esterno biancoceleste è stato un incubo per la retroguardia di Dionisi. Ha messo la firma all’andata, ma anche al ritorno, anche se da li è rimasto a secco.

Quella fu la prima gioia all’Olimpico contro i neroverdi. Le altre tre erano arrivate tutte al Mapei Stadium, tra cui quella dell’ottobre 2015 e soprattutto il fantastico destro a giro di sette mesi prima. Ecco perché la sfida di sabato può essere quella perfetta per sbloccarsi. Si tratterà della partita numero 109 di fila da quando è tornato nella Capitale. L’aria di casa lo ha fatto rinascere dopo i rallentamenti con West Ham e Porto, aiutandolo nella trasformazione di giovane talento a calciatore maturo.

Affascinato da anni dal suo potenziale inespresso, Sarri è stato l’uomo giusto per permettere la rifioritura di Felipe, che diventerà definitiva con la nascita della figlia Helena, nome che significa “la splendente”, proprio come il talento del papà. Dopo gli allenamenti il numero 7 biancoceleste si rilassa leggendo libri e imparando a cucinare per farsi trovare pronto quando a metà novembre diventerà padre, uno dei sogni d’infanzia. L’altro era giocare la Champions League, ascoltando quell’inno che prima del Santos utilizzava addirittura come sveglia al mattino.

FUTURO – Il nuovo Felipe non ha paura di realizzarsi in campo, ma anche fuori, dove è in attesa della chiamata di Lotito per il rinnovo del contratto. Di recente l’esterno ha detto la sua ai media brasiliani: «Sono arrivati molti sondaggi, devo prendere la decisione giusta. Mia sorella, che mi fa anche da agente, è in contatto con i club. Io devo concentrarmi solo sulla squadra dove sono ora». Gli interessamenti sono arrivati sia dall’Europa che dall’Arabia, ma adesso la priorità ce l’ha la chiamata di Lotito, prevista presto, ma difficilmente in questa settimana come si pensava. Il Messaggero

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Felipe Anderson, appuntamento per il futuro

Secondo il Corriere dello Sport l’appuntamento per il rinnovo di Felipe Anderson ormai non può più essere oggetto di ulteriori rinvii. L’incontro con la sorella-agente avverrà settimana prossima, se non già nel weekend. Meno di tre mesi e il brasiliano sarà libero di accordarsi con altre squadre, visto il contratto in scadenza in estate.

Felipe Anderson non ha mai nascosto il desiderio di tornare nel Santos e aveva confidato di aver ricevuto un’offerta dall’Arabia Saudita. Il calciomercato Lazio ora deve allontanare ogni rumors. Per tornare in biancoceleste i giocatore si era abbassato lo stipendio che percepiva al West Ham: da 3 milioni a 2,2 più bonus. Adesso Felipe vorrebbe 3 milioni lordi mentre Lotito si è spinto fino a 2.5 più bonus. Serve trovare in fretta un punto d’incontro.

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L’Al Shabab ci riprova con Immobile. Incontro per il contratto di Felipe, Pedro più vicino…

Niente Italia, al momento lo ha richiamato solo l’Arabia. Forse per questo a Glasgow Immobile ha dribblato col silenzio la risposta alla domanda: «Dopo tutte queste critiche per l’avvio di stagione, ti sei pentito di non essere andato in là?». Forse non è finita, l’Al Shabab sarebbe tornato alla carica. Entro agosto non era arrivato l’ok dal governo saudita per formalizzare l’offerta ufficiosa (biennale da 35 milioni) recapitata al telefono a Ciro quando si trovava ancora in vacanza Ibiza. Per gennaio sarebbe diverso, ci sarebbero già nuovi club in fila, avrebbero contattato l’entourage per approfittare della sua crisi in Serie A. Appena due reti (una su rigore) in sette giornate, a digiuno in Champions, e ora un’altra doccia fredda. Fuori dalle convocazioni di Spalletti per le qualificazioni contro Malta e Inghilterra, un po’ per la forma precaria un po’ (come si evince anche dai tagli di Romagnoli e Casale, non di Provedel e Zaccagni) anche per scelta tecnica. Il capitano si è confrontato col ct, in Scozia è peggiorato l’affaticamento al flessore destro che si trascinava da San Siro, ma la lesione è esclusa sia dall’ecografia che dalla risonanza. E infatti a Formello lo considerano abile e arruolabile per l’Atalanta: ieri pomeriggio Immobile ha corso e ha partecipato alle prove tattiche, ha svolto l’intera seduta senza nessuna pena. Eppure sente dolore e deciderà con Sarri, fra oggi (a pranzo scatta il ritiro obbligatorio) e domani, se partire o meno dalla panchina.

RINNOVO ANDERSON

Nessuna angoscia, Sarri è pronto a qualsiasi contingenza. Quasi un anno fa, il 23 ottobre a Bergamo, i biancocelesti giocarono una delle migliori partite dell’era Mau con il tridente leggero Pedro-Felipe-Zaccagni contro la Dea. Alla luce delle condizioni di Immobile, la tentazione di riproporlo domani pomeriggio all’Olimpico è tanta, ma Sarri ha in rosa un vice-Ciro stavolta. Castellanos merita un’altra chance, ha dimostrato d’essere in grado di non dare punti di riferimento al Meazza. Allo stesso tempo riavvicinare Felipe alla porta, potrebbe sbloccare la sua vena realizzativa come l’anno scorso contro l’Atalanta. Il brasiliano attende con ansia la nascita del figlio, sta attraversando un momento particolare della sua carriera e oggi è atteso l’incontro (forse decisivo) fra Lotito e la sorella manager Juliana: «Il contratto in scadenza nel 2024 è importante le parole di Anderson in patria perché è il momento di prendere la decisione giusta, dopo i sondaggi ricevuti nella sessione estiva». Il 30enne era stato il primo biancoceleste ad avere contatti con l’Arabia.

Gli sceicchi hanno esplorato l’attacco biancoceleste quasi in toto. Anche Pedro ha detto no all’Oriente a giugno e ha firmato il rinnovo di un anno: «Io ho scelto la Lazio, ma non biasimo chi ha deciso di andare lì di fronte offerte irrinunciabili rispetto a quelle del calcio europeo». Al Celtic Park lo spagnolo ha confermato di voler restare a gennaio, non sente nemmeno il richiamo di casa al Tenerife, ma la Lazio deve decidere il suo futuro. A 25 presenze scatterà automaticamente il rinnovo sino al 2025, domani il 36enne potrebbe collezionare l’ottavo gettone, forse addirittura dall’inizio. La sua permanenza ovviamente escluderebbe lo sbarco di Lorenzo Insigne, che si è proposto e vuole lasciare Toronto. Chissà se ritroverebbe poi l’amico fraterno Ciro, Lotito a luglio era stato chiaro: «Se gli sceicchi mi offrono 50 milioni per il cartellino, forse ne riparliamo». Intanto c’è già un erede di Immobile a Formello. Il Messaggero

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Sollievo Immobile, non c’è lesione. Ma con la Dea non si rischia: Castellanos scalpita, ma ricordate Felipe a Bergamo?

Sospiro di sollievo per Ciro Immobile. La sofferenza al flessore (che già nella scorsa stagione l’ha fatto penare)c’è, ma la risonanza magnetica effettuata oggi ha scongiurato la presenza di una vera e propria lesione muscolare. Con il Celtic, il capitano biancoceleste era tornato dall’inizio dopo l’iniziale stop di Milano. L’affaticamento non è stato smaltito, anzi è tornato a farsi sentire dopo le fatiche scozzesi: molto probabile, a questo punto, che contro l’Atalanta Sarri non correrà rischi, portando Immobile in panchina. Per la sua sostituzione doppia ipotesi: Castellanos o l’accentramento di Anderson da “falso nueve” e la promozione di Pedro a destra. Ricordate la scorsa stagione a Bergamo come andò a finire?

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CALCIOMERCATO

Rinnovi, ora tocca a Felipe: firma in arrivo

In arrivo la firma sul rinnovo con la Lazio per Felipe Anderson. Lo scrive questa mattina Il Messaggero. L’accelerata della società per trovare l’accordo con l’entourage del giocatore è arrivata dopo la vittoria a Napoli. Lotito ha mantenuto la promessa e dato seguito ai colloqui che c’erano già stati in estate, mettendo sul piatto un’offerta per un nuovo triennale da 2,8 milioni più bonus a stagione. L’attuale accordo dell’esterno brasiliano col club capitolino scadrà a giugno 2024, mentre con questo prolungamento si arriverebbe fino al 2027, legando di fatto fino quasi a fine carriera il calciatore alla Lazio, sulle orme di quanto annunciato ieri per Luis Alberto.

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Felipe a singhiozzo, i rinnovi e la crisi dei “vecchi”

[…] Perché in effetti è la “vecchia guardia” ad essere venuta meno. Discorso diverso sarebbe se Mau avesse chiesto un certo tipo di rinforzi pronti all’uso (Milik, Berardi, Zielinski e Ricci) proprio perché aveva già intuito a fine maggio una crisi di appagamento da secondo posto. Ad Auronzo il tecnico sembrava però quasi commosso dalla determinazione del suo gruppo, tanto da legare a una sorta di riconoscenza allo spogliatoio e alla vecchia guardia la sua permanenza alla Lazio, nonostante la campagna estiva non l’avesse soddisfatto. Sarri vede ancora la squadra unita al suo fianco, ieri l’ha spronata insieme al ds Fabiani in un confronto alla ripresa a Formello. È evidente il crollo psico-fisico dei senatori sul campo. Per esempio, cosa sta succedendo proprio all’insostituibile (ora è 106 gare di seguito) Felipe Anderson? Dodici reti l’anno scorso, oggi ancora zero tiri nello specchio, 4 in totale in sette giornate, di cui l’ultimo sinistro sballato a San Siro. Il brasiliano è a digiuno dal 3 maggio con il Sassuolo, ma ha sfornato 3 assist che, non è un caso, coincidono con le uniche due vittorie biancocelesti contro Napoli e Torino. Pensate quanto possa dipendere questa Lazio dai guizzi di Felipe Anderson. Si è svegliato a singhiozzo in questo avvio, magari c’entra il rinnovo. Dopo le magie del Maradona, Lotito era stato chiaro: «Per me è un figlio ed è una stupidaggine che la Lazio voglia mandarlo a scadenza di contratto fra un anno». E infatti una settimana dopo, il presidente aveva incontrato l’entourage a Formello per chiudere l’accordo a 2,8 milioni, ma ancora manca l’annuncio. Felipe doveva essere il primo di una serie di big (in fila Zaccagni, Immobile, Romagnoli, Casale e Provedel) a firmare il prolungamento. Su questo Sarri era stato chiaro a giugno, la grana rinnovi andava risolta subito, non solo con Pedro e Luis Alberto: ieri l’ufficialità del quadriennale (con opzione sino al 2028) firmato ad agosto da un Mago, guarda caso mai così combattivo. Forse è un fattore marginale in questo momento, ma va analizzato tutto nel dettaglio, finché si è in tempo. Domani si capirà anche se tanti nuovi stimoli torneranno in Champions. Anderson non si è acceso al debutto con l’Atletico, vuole tornare Felipe a Glasgow. Il Messaggero