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Anderson, l’Al Shabab offre 15 milioni: Lotito tratta. In ballo anche la percentuale del West Ham


AGGIORNAMENTO – La proposta contrattuale sembra rimanere di 3,5 milioni di euro a stagione. L’accordo non è stato trovato. E, come riportato dal Corriere dello Sport, adesso si starebbe aprendo anche la possibilità Arabia Saudita. A volerlo sarebbe l’Al Shabab, ma i 15 milioni offerti sarebbero stati rispediti al mittente. Lotito ne vorrebbe 20, anche perché il 50% della cessione dell’esterno brasiliano spetterebbe al West Ham.

— L’indiscrezione del cronista di Skysport riguardante l’attaccante brasiliano⤵️

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Anderson in bilico tra Lazio e Juventus: i dettagli delle due offerte

Complice il contratto in scadenza con la Lazio ed una via per il rinnovo decisamente impervia, Felipe Anderson è divenuto un nome molto caldo per la Juventus in proiezione estate 2024. Tanto che, come riporta Tuttosport oggi in edicola, nel primo contatto fra la squadra mercato dei bianconeri, composta da Cristiano Giuntoli e Giovanni Manna, e la sorella-manager Juliana Gomes sono state già palesate le richieste contrattuali dell’attaccante: proposta triennale da 4 milioni di euro netti a stagione.

Cifre, queste, che ricalcano esattamente quanto messo sul piatto nei mesi scorsi con Claudio Lotito e la dirigenza biancoceleste che aveva ribattuto con un’offerta sì, fino al 2027, ma con un ingaggio da 3 milioni più bonus per un massimo di 500mila euro. Una differenza, dunque, non propriamente impossibile da colmare fra l’ex West Ham e la compagine capitolina, ma con la Juventus in agguato la situazione si profila più complicata rispetto all’estate scorsa quando la comune volontà era di continuare il percorso insieme.

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Rinnovo Anderson, la Juve incontra la sorella e Lotito si defila. Occhi su Gil

Nessun rilancio per Felipe Anderson, rientrato dal West Ham nell’estate 2021. Da Formello escludono possa essere sottoscritto un nuovo accordo con il numero 7 brasiliano nelle prossime ore. I segnali, non solo sul campo, portano verso un divorzio a fine stagione. La Lazio aveva presentato un’offerta da 3,5 milioni di euro (compresi bonus, assai rilevanti) per rinnovare e prolungare sino al 2027. Felipe ha preso tempo, non ha accettato e non ha declinato la proposta, specificando di averne ricevute anche altre e di riflettere sul proprio fuuro. Le parti si erano aggiornate a metà gennaio per un punto definitivo sulla trattativa, ma non era ancora decaduto il Decreto Crescita. Ora i numeri cambieranno qualsiasi dovesse essere la destinazione scelta dal brasiliano, libero di accasarsi a parametro zero.

La Juve su Felipe, occhi su Bryan Gil

Ieri sono arrivate ulteriori conferme, abbinate alle indiscrezioni già circolate. Esiste un dialogo aperto tra la Juve e Felipe Anderson. Juliana Gomes, la sorella agente del brasiliano (31 anni da compiere ad aprile), avrebbe avuto due incontri a Torino con la Juve. Giuntoli stima il giocatore dai tempi del Napoli. Secondo alcune indiscrezioni, l’accordo sarebbe già chiuso, ma non è così. La Signora lo sta valutando per il futuro, lo considera un’opzione possibile. La Lazio, invece, si sta defilando. Lotito peraltro puntava da agosto su Isaksen e sa come far decantare le situazioni un po’ alla volta. Ora si può creare un problema sulla fascia destra, come ha raccontato la notte dell’Olimpico con il Frosinone. Felipe era totalmente assente, stralunato. E Sarri, che lo ha sempre difeso, ha bisogno di due titolari per ogni ruolo. Occhio alle possibili sorprese. In estate la Lazio aveva valutato Bryan Gil, spagnolo ex Siviglia e di proprietà del Tottenham, poco utilizzato dagli Spurs nella prima parte del campionato. Piace Candreva e sarebbe un ritorno suggestivo, ma non ha l’età per un nuovo ciclo e la Salernitana si deve salvare, non lo cede. Corriere dello Sport

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Rinnovo Anderson, niente rilanci: ora il brasiliano deve decidere

Come riporta il Corriere dello Sport, l’ultimo contatto tra la società e Felipe Anderson è stato alla festa di Natale. Lotito è convinto che accetterà il rinnovo, ma la trattativa è in fase di stallo. Il brasiliano si aspettava qualcosa in più, dunque si guarderà intorno prima di decidere. La società confida nella voglia del calciatore di restare nella città che lo ha adottato. Lotito è legato a Felipe da un rapporto profondo. Lo ha fregato la discontinuità, altrimenti, come dice anche Sarri, avrebbe giocato nel Real Madrid. La Lazio ha proposto quattro anni di contratto a 3,5 milioni annui, bonus compresi. Lotito è disposto a trattare gli incentivi e i premi, invece Felipe chiede un rialzo della quota fissa. Ad aprile il calciatore compirà 31 anni e deve firmare l’ultimo contratto importante della sua carriera.

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Lazio, mal di gol cronico: Sarri ripensa a Felipe “falso nueve”?

Adesso il mal di gol è cronico. Non solo in campionato. Al Wanda Metropolitano la Lazio resta a secco dopo 13 partite consecutive a segno in Champions. Adesso il problema è gigantesco perché c’è pure un blocco psicologico. Immobile non riesce più a ritrovare se stesso né la continuità sotto porta o l’intesa col resto dell’attacco. Castellanos vive nella sua ombra, si sta perdendo lì dentro: entra per spaccare il mondo, ma non spacca mai il risultato. E il suo acquisto a caro prezzo (19 milioni) sta oltretutto paralizzando l’alternativa trovata lì davanti l’anno scorso. Sarri ha ripensato tante volte a Felipe falso nueve, ma poi si è sempre auto-boicottato per non demoralizzare i due centravanti di ruolo. E se invece fosse questo l’antidoto? Magari è il momento di provare tutto. Anderson e Immobile insieme hanno segnato 5 reti, un misero bottino. Per intenderci, pari a quello di Lucca-Pereyra dell’Udinese, quartultima in campionato. Fra gli esterni biancocelesti anche Pedro è fermo a un centro. Zaccagni ha ritrovato un meraviglioso tacco a Verona, ma è solo il secondo timbro, e anche lui si è spento a Madrid dopo un lampo. La Lazio ha il dodicesimo attacco in serie A, con 16 gol in 15 partite è arduo puntare al quarto posto. Perché sono arrivate sette vittorie su dieci di corto muso (con un gol di scarto), ma spesso c’è l’intoppo. È successo al Bentegodi, con una buona prestazione mortificata da un pareggio al primo errore di Provedel unito al Fato avverso. Una volta ritrovati il palleggio e in parte – la solidità dietro, la sterilità offensiva sta vanificando il resto. E non prendiamocela più col gioco in verticale o orizzontale, l’attacco non è in difficoltà per questo, la controprova è arrivata con l’Atletico. C’è un mal di gol da superare ed ogni soluzione è lecita. Il Messaggero

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Felipe, il tempo scorre e la svolta non arriva: “Non c’è accordo per il rinnovo”

Al termine del match di Champions perso dalla Lazio contro l’Atletico Madrid, il biancoceleste Felipe Anderson ha parlato ai microfoni di TNT Sports. “Sapevamo che era una partita difficile. Abbiamo creato alcune occasioni, almeno due o tre chiare nel primo tempo e altre tre nel secondo. Purtroppo non abbiamo preso il primo posto, ma siamo felici di aver centrato la qualificazione. Era il nostro obiettivo principale, adesso lavoriamo per migliorarci e per essere pronti ad affrontare grandi squadre”.

Quale squadra ti piacerebbe affrontare agli ottavi?
“Sono tutte squadre abituate a giocare la Champions con continuità. Questa è la Champions. Dagli ottavi in poi si affrontano grandi club. Sappiamo che sarà difficile, ma dobbiamo sempre fare il nostro gioco”.

A che punto è il tuo rinnovo con la Lazio?
“Non ho deciso. Abbiamo parlato per trovare un accordo ma ancora non l’abbiamo trovato. È un momento importante per il club e la mia testa è solo sul campo. Vedremo che succederà”.

Come hai preso la retrocessione del Santos?
“Come tutti i tifosi sono devastato. Sapevamo che era difficile e che bisognava lottare fino alla fine. C’è tanta tristezza, ma bisogna stare uniti per risalire il prima possibile”.

Ti piacerebbe tornare al Santos?
“Sicuramente. È una squadra che mi ha dato tanto. Mi piacerebbe un giorno tornare lì per aiutare il Santos”. 

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Felipe Anderson, rinnovo in stallo: cosa può succedere adesso

Tracce, parvenze di Felipe Anderson. Le ha intraviste Sarri a Verona e non si riferiva solo all’assist servito a Zaccagni: «Mi è sembrato leggermente più vivo rispetto alle altre partite», la consolazione di Mau. E’ stato il quinto assist in campionato, nessuno della Lazio è riuscito a produrne tanti (due col Napoli, uno con Torino, Atalanta e Verona). Pur vagando da simulacro, sta cercando di essere utile. «Felipe ha sempre i soliti dati fisici degli anni scorsi, ma sembra che cominci a spegnersi come in passato, ora ha blackout più lunghi», il rimpianto di Sarri, l’uomo che più di tutti ci ha puntato, che più di tutti cerca di capirlo. Il Felipe di Verona ha permesso a Zaccagni di sbloccarsi. Ora dev’essere Pipe a scuotersi. I suoi inverni sono sempre stati lunghi, solo l’anno scorso era riuscito ad affrontarli senza sofferenza.  

Il crollo delle prestazioni ha inevitabilmente bloccato il rinnovo di contrattoLotito, che si stava spingendo oltre ogni calcolo pur di blindarlo, si è ritratto e ha ritrattato alcune cifre. Il presidente era pronto a riconoscergli 3,5 milioni netti, adesso sembra che alla cifra arrivi inserendo dei bonus. Da giorni si vocifera dell’interesse della Juve per il brasiliano, in scadenza a giugno. Ovviamente a parametro zero. Felipe continua a pensare alla Lazio, aspetta di capire se la società ha ancora voglia di continuare con lui riconoscendogli il contratto fino al 2028 ipotizzato nei mesi scorsi. La sua priorità è restare a Roma. Sarri prima di Verona aveva respinto l’idea secondo cui Felipe si sarebbe eclissato di pari passo con lo stallo del rinnovo: «Penso che costante non è mai stato. L’anno scorso ha avuto un lungo periodo positivo. E’ croce e delizia, ora siamo nel periodo della croce. Contratto? Lui è un ragazzo estremamente sensibile ma non penso sia sensibile rispetto a questi aspetti materiali, lo è nelle critiche e nei rapporti. Conoscendolo direi di no». Corriere dello Sport

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Bentornato gol su azione, ma Felipe non si rialza: rinnovo congelato, ma occhio alla Juve…

Vecchi vizi del passato, non sono piaciuti alcuni ingressi quasi contro voglia, col freno a mano tirato. Sicuramente la Champions toglie energie mentali e fisiche, questa squadra fatica a reggere i ritmi del doppio impegno. Ma per esempio Vecino era riposato, non aveva giocato contro il Celtic Glasgow. Continua invece l’involuzione di Anderson: nemmeno in corsa, il brasiliano torna incisivo. La Lazio ha congelato il suo rinnovo, ma teme anche ci sia la Juve dietro, pronta a prenderlo a giugno a parametro zero. Così Felipe però rischia il posto. Pedro ha finalmente trovato il suo primo gol in A (mancava dal 2 aprile), ma soprattutto la prima rete su azione dopo 40 giorni di astinenza biancoceleste in campionato. Dopo la Champions altra prestazione super di Isaksen, un esempio insieme a Guendouzi della grinta che serve in campo. Non c’è solo il brodino, gustatevi almeno un gelato. Il Messaggero

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Involuzione Anderson e la Lazio congela il rinnovo

Non è sicuramente un buon periodo quello sta attraversando Felipe Anderson con la maglia della Lazio. Come riportato stamane dal Messaggero, quello sceso in campo con Salernitana Celtic sembra infatti solo un lontano parente del giocatore capace (nelle scorse stagioni) di guidare l’attacco biancoceleste. Eppure le ultime prestazioni del brasiliano sono state sicuramente giù di tono, al punto da allertare tifosi e soprattutto dirigenza.

Lo stesso Fabiani non a caso, si legge, aveva annunciato proprio per questa settimana la possibile firma sul rinnovo del contratto del giocatore, prima però di convincere il Presidente Lotito a congelare il tutto. La speranza è che il classe ‘93 possa tornare ai livelli di gioco ai quali aveva abituato la Lazio, per poi procedere col già menzionato rinnovo da all’incirca 3,5 milioni fino al 2028 (ad ora il suo contratto è in scadenza a giugno).

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Romagnoli, non si possono fare errori. Pedro titolare” (AUDIO)

Problemi all’Arechi, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’

“Per la trasferta all’Arechi c’è questo problema di Romagnoli al polpaccio che andrà valutato. Oggi il centrale si allena e questo allenamento è un vero e proprio provino. Si sa che il polpaccio è un muscolo infido e bisogna stare attenti perché da ora in poi le partite saranno tante e ogni tre giorni, quindi non si possono fare errori.

La notizia del giorno è proprio il ritorno da titolare di Kamada e il centrocampo fatto solo di nuovi, perché dovrebbero giocare Guendouzi, Rovella e Kamada. Ieri l’ex Monza è stato gestito per non affaticarlo, ma domani dovrebbe essere schierato titolare.

Guendouzi ha spesso giocato con un centrocampo a due davanti alla difesa, ma sta facendo alla grande la mezzala. Kamada che è più un trequarti, sta facendo più fatica ad adattarsi al ruolo. Anche Rovella sta imparando cose nuove. Per quanto riguarda Zaccagni, anche in caso di recupero al 100% non mi aspetto di vederlo dal primo minuto in ottica Celtic. Penso che davanti ci saranno Felipe Anderson, Immobile e Pedro. I ruoli mi sembrano ora ben definiti e non penso che Isaksen giocherà dal primo minuto.

Ieri nel doppio di Coppa Davis dell’Italia, mentre si giocava hanno inquadrato un signore con la maglia del primo scudetto della Lazio. L’ho trovata una cosa magnifica e l’ho pubblicata”.

Alessio Buzzanca