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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Zaccagni-Italia, il problema è solo di natura tattica…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI (RAI) in collegamento a ‘NMM’!

L’Italia contro la Francia ha giocato bene, ma io personalmente sono molto scettico sulla guida della nazionale francese, Didier Deschamps. Spalletti ha dato scacco matto ai transalpini con giocatori normali a dispetto della grande qualità della Francia. Deschamps sta perdendo appuntamenti su appuntamenti avendo a disposizione una delle migliori nazionali al mondo.

Zaccagni in versione Nazionale? La morale delle sue esclusioni è tattica, l’Italia gioca con il 3-5-2, assetto che non prevede un giocatore esterno offensivo come lui. E’ difficilmente collocabile in questo assetto di gioco. Lui non si discute, è all’altezza ma non gioca per questo motivo. Nel finale di una partita, quando magari devi recuperare e vai solo all’attacco ci può stare di più”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Provedel è il futuro: la pausa dà nuovo slancio

Porte che sbattono a Formello, rumore di storie in frantumi, che vanno in mille pezzi. Rimbombano ancora gli addi di Felipe, Luis e Ciro. Simboli sacri diventati profani. Consacrazioni e dissacrazioni fanno parte di una vecchia retorica della Lazio di Lotito. Non risparmiano nessuno. S’è visto in estate con Provedel, l’idolo perfetto. Dopo i pissi-pissi sul presunto rientro ritardato dopo l’infortunio di marzo è finito al centro di voci indirette di mercato neppure sei mesi dopo la firma del rinnovo: non più incedibile stando ad alcuni resoconti diffusi prima delle sfide con Venezia, Udinese e Milan. Voci che hanno fatto seguito agli improbabili sondaggi di Parma e Genoa, fatti evidentemente perché nelle condizioni di farli. Veline e veleni che non hanno sicuramente agevolato il debutto stagionale. E’ il paradosso di certe dinamiche. La chiusura del mercato e la pausa di campionato servono a rischiarare gli orizzonti. Ivan Provedel ha una grande forza di carattere, è sempre stata una sua risorsa nei momenti difficili. Il 19 settembre si celebrerà il gol segnato all’Atletico in Champions, un gol da eroe omerico. Provedel è ancora oggi il muro della Lazio e al tempo stesso lo sweeper-keeper, il portiere-libero. Parate provvidenziali, lettura di gioco, compiti di regia arretrata, tutto questo è stato Provedel nei suoi anni laziali. Moderno, completo. E’ difficilissimo trovare tutto questo in un portiere. 

Lazio, la fiducia a Provedel

Baroni si riferisce molto a lui quotidianamente, quando parla di squadra di capitani tiene in conto anche Provedel. Riferimento dentro, arma in più in campo. Stanno mettendo a punto lo schema che prevede i suoi lanci, erano millimetrici con Sarri, l’allenatore che l’ha voluto a tutti i costi. Con Baroni vanno codificati meglio, spesso i movimenti dei nuovi esterni (in particolare Noslin e Tchaouna) non sono conformati a sufficienza ecco perché (s’è visto a Udine e col Milan) sono sembrati imprecisi. I gol presi col Milan hanno esposto il portiere a critiche. Il primo, rivedendo l’azione, è arrivato su corner, dopo un blocco di Terracciano. Provedel gli sbatte contro, il difensore era davanti alla linea. L’uscita, disturbata, è stata imprudente, ma qualcuno si sarebbe dovuto occupare di Terracciano. Sul secondo si poteva fare sicuramente meglio. Il rodaggio stagionale, il lavoro e la serenità favoriranno il potenziamento individuale e di squadra.  Corriere dello Sport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Offerta Galatasaray per Pellegrini vera, servono 4 milioni. La Lazio la sta prendendo in considerazione…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“E’ arrivata una richiesta del Galatasaray nei confronti di Luca Pellegrini, la Lazio la sta prendendo in considerazione. Il club non è riuscito a trovare una sistemazione ad Hysaj e la Lazio nella prossima estate dovrà riscattare il giocatore dalla Juventus per 4 milioni di euro. Se la società dovesse trovare una club disposto a dare quella cifra potrebbero esserci i presupposti. Il Galatasaray sta facendo una trattativa parallela, c’è anche l’interesse per Zawelsky, chiaro che ne prenderà solo uno dei due. Anche per quanto riguarda Akpa Akpro c’è l’ipotesi Turchia. Il Galatasaray deve garantire quattro milioni alla Juventus, questo è il senso.

E’ una situazione che a me dispiace, è un mancino con energia, un bel piede, non è riuscito ad imporsi, anche lui pensava di trovare maggiore spazio, in particolare nel periodo con Sarri. Non è riuscito a trovare continuità anche per colpe sue. ora c’è questa situazione, la trattativa è vera e dipenderà dalla scelta dei turchi che come detto sono anche sull’esterno della Roma.

Ricci? Il corteggiamento di Sarri era continuo, già in quei tempi pensava che il ragazzo avrebbe avuto un futuro importante come playmaker. Va dato merito all’ex tecnico della Lazio per questa cosa. Lotito fece un’offerta importante sia per lui che per Sanabria, ma Cairo chiese dieci milioni in più. Poi venne scelto Rovella sul quale Sarri ha lavorato molto sulla posizione da tenere per affermarsi in quel ruolo di regia”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, centrocampo da gestire e scelte azzardate alla prova del calendario

Reparto accorciato a fine mercato: Via Cataldi, non sostituito, depennato pure il nome di Castrovilli, fuori dalla lista per l’Europa League. Cinque pedine in campionato, una in meno per le gare internazionali: il centrocampo è il centro dello sforzo maggiore. Una mossa azzardata, solo il campo dirà se la Lazio riuscirà a reggere l’impatto con tutte le competizioni in cui sarà impegnata.

La Serie A, le 8 partite europee del nuovo girone unico, l’esordio in Coppa Italia previsto a inizio dicembre. Baroni dovrà gestire la rosa, le forze da dosare sono soprattutto in mediana. In una situazione simile ogni infortunio rischia di essere pagato caro. Sarebbe meglio prevenire, che preoccuparsi. Si punta tutto sui quattro prescelti: Guendouzi, Rovella, Vecino e Dele-Bashiru. Il nigeriano, tra l’altro, in carriera ha giocato maggiormente mezzala o come trequartista, piuttosto che da centrocampista puro. Gli interrogativi e i timori sono aumentati con la rinuncia a Castrovilli, ora utilizzabile soltanto in Serie A. È rimasto a riposo negli ultimi due giorni, il lavoro differenziato ha seguito l’esclusione dolorosa. Una coincidenza, rassicurano da Formello. Il classe 1997, a maggior ragione, va però inserito nella mini-lista dei calciatori da monitorare durante la sosta. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Siviglia: “Baroni una garanzia, sta nascendo un nuovo ciclo. Gila? Non molla mai, mi rivedo in lui” (AUDIO)

SEBASTIANO SIVIGILIA in collegamento a ‘NMM’!

“Baroni per me è una garanzia. Ha fatto un lavoro straordinario a Lecce e a Verona, anche in condizioni difficili. E’ riuscito a mettere a posto le cose nonostante – a Verona – abbiano cambiato tanto sul mercato a stagione in corsa. Ha fatto la gavetta, viene dal basso e la le cose nel modo giusto. E’ normale che un tecnico sia sul banco degli esaminati, adesso il bilancio è solo iniziale e non può avere un grande peso, stiamo solo intravedendo qualcosa. Con Baroni sono tranquillo. La Lazio ha perso giocatori che erano qui da tanto tempo, che hanno avuto modo di inserirsi e di migliorarsi. Qui alla Lazio, in questo contesto sono cresciuti tanto. Diamo tempo anche ai nuovi di farlo”.

“La scelta della società è investire su nuovi elementi da far crescere, una boccata d’aria fresca su tutto, compreso lo staff tecnico. Serviranno almeno sei mesi, secondo me, per cominciare a vedere la Lazio di Baroni. Le aspettative è giusto averle. Sono convinto che Baroni vorrebbe vincere sempre, così come la società. Poi c’è il lato pratico, dei limiti da dover migliorare. Penso che serva maggior equilibrio, nei giudizi ma anche sul campo. Si vuole aggredire alto, per trovare la chiave giusta serve tempo e lavoro. Possiamo fare un paragone, forse, con il primo Simone Inzaghi. Anche lì stava finendo il ciclo e ne stava nascendo uno nuovo. Penso che i giocatori ci siano, giovani, almeno diversi di loro. Forse questo nuovo ciclo può durare anche più di 4-5 anni”.

“Gigot non lo conosco benissimo. Mario Gila? Lo farei giocare. E’ attento e aggressivo, forse a volte troppo. Mi piace molto, non è molto elegante, ma pratico. Mi ritrovo nelle sue caratteristiche”.

Dario Cadeddu

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DICHIARAZIONI

Lazio, Pedro: “Rinnovati ed affamati”. Poi sul gioco di Baroni ed i nuovi…

Parola all’esperienza, in casa Lazio è il giorno di Pedro che dopo esser stato scelto da Baroni anche in Europa, fa il punto della situazione ai microfoni di Lazio Style: “Dobbiamo essere concentrati perché non possiamo permetterci di prendere gol nei primi minuti. Quando inizi che prendi gol nei primi minuti, la partita successiva entri in campo con la paura. Devi entrare forte e cercare di non concedere nulla ai rivali.

Europa League? Sarà bellissimo questo nuovo format, è molto diverso giocare quattro partite in casa e quattro fuori. Vedremo come fare. Sono tutte buone squadre quelle che ci sono capitate al girone. Abbiamo fame e è una grande opportunità. Ci siamo rinnovati, abbiamo tanti nuovi giocatori e sarà un bello stimolo per tanti giovani giocare in Europa contro queste squadre che sono forti. Sono partite molto importanti per noi”.

Poi sui nuovi: “Dele può fare il trequartista, anche Castrovilli. Abbiamo giocatori che possono farlo, il mister ha visto che siamo più pericolosi con un giocatore dietro Taty. Come ha fatto l’altro giorno Dia con Taty, il mister sta cercando di trovare questo giocate tra le linee e possiamo farlo perché abbiamo delle opzioni che possiamo fruttare tantissimo. Tavares è molto forte e fondamentale per noi, è fortissimo e può aiutare tantissimo sulla fascia sinistra. Guendouzi è stato importante per loro che parlano francese, può spiegargli come sta lavorando il mister, come funziona con i tifosi e la società. Ma non solo lui, siamo in tanti a essere veterani e possiamo aiutare i nuovi come me, Zaccagni, Patric…”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – De Cosmi: “Un posto in difesa è di Gila, caratteristiche perfette per il gioco di Baroni…” (AUDIO)

ROBERTO DE COSMI in collegamento a ‘NMM’!

Mario Gila è un elemento prezioso, uno che sa marcare, ha delle caratteristiche perfette per il calcio che vuole fare Baroni. Gigot è un elemento di esperienza, ha giocato campionati di un certo livello, darà il suo contributo, ma quel posto lì sarà del calciatore spagnolo. La Lazio ha esterni difensivi che vanno molto, il tecnico chiede ai terzini di affondare ed avere un giocatore rapido come Gila che ti può permettere di sopportare questo è fondamentale. Lui non ha timori, l’abbiamo visto anche con Tudor come non abbia timore di andare in conduzione palla, in percussione”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Taty in rampa di lancio, Rovella finalmente ok fisicamente, tra poco vedremo se Baroni…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Lo storico clinico di Rovella era preoccupante già quando arrivò alla Lazio. Diciamo che negli ultimi mesi, anche grazie ad una buona gestione, le cose si stanno stabilizzando. I segnali sono tornati positivi. Vi dico la verità, io continuo a preferirlo a Ricci che questa sera sarà titolare nell’Italia. Ripetiamo tutti i giorni che la Lazio a centrocampo è corta, auguriamoci non ci sia problemi ulteriori.

Sono contento per il Taty Castellanos che ha fatto il suo esordio in nazionale, non era facile da prevedere. Giovedì dovrebbe già essere a Roma dopo la gara con la Colombia. La Lazio giocherà con il Verona lunedì, spero che rientri ancora più motivato.

Stanno per i iniziare gli impegni infrasettimanali, tra poco capiremo che tipo di modalità scegliere Baroni in termini di turnover. Per lui è la prima esperienza da questo punto di vista. Credo che la partita con la Dinamo Kiev possa essere il giorno giusto per l’esordio di Gigot. Ci sono tecnici che fanno rotazioni alla terza gara a settimana, altri che utilizzano l’impegno infrasettimanale. Il calendario in quella porzione di stagione è particolarmente duro per la Lazio, tre trasferte ravvicinate. C’è stata un po’ di irritazione ma nulla di più nel club”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Fiorentina-Dinamo-Torino, il trittico che ci svelerà la vera Lazio”. Poi su Rovella… (AUDIO)

STEFANO MATTEI (Rai Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“La domanda sulla Nazionale è significativa, questa sera ci saranno più telespettatori vogliosi di guardare la gara di Sinner o dell‘Italia di Spalletti? La risposta fa capire molto, secondo me. Poi se andiamo a vedere la differenza di qualità tra l’Italia e la Francia, le perplessità aumentano. Noi abbiamo poca roba e non è colpa dell’attuale CT ovviamente.

La curiosità di vedere Ricci in Nazionale? Strano che Sarri l’avrebbe voluto alla Lazio, evidentemente non è così incompetente. Siccome si parla molto di questo centrocampo corto a disposizione di Baroni, vorrei far notare che Rovella negli ultimi anni ha saltato molte gare per problemi fisici. Sperando che questo non avvenga più, resta comunque un ulteriore fattore da considerare.

La stagione reale inizierà dopo la sosta per le nazionali. Rispetto alla scorsa stagione, la Lazio ha un punto in più. Ha steccato ad Udine, ma non è partita con l’handicap. Dopo il Verona inizieranno i veri test, dalla doppia trasferta di Firenze e Torino e la gara di Amburgo con la Dinamo. Dopo l’Hellas capiremo la reale dimensione di questa squadra”.

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Lazio, è Dia l’uomo della svolta

Venti giorni per prendersi la Lazio e modificarla, pur di trovare spazio. Boulaye Dia la punta in più: come alternativa di livello in rosa, si pensava al momento dell’acquisto ufficializzato a metà agosto. Si è invece aggiunto subito in campo a Castellanos, senza più l’obbligo di contendersi l’unico posto con l’argentino. Ha spinto Baroni a cambiare modulo e piani, il tecnico ha abbandonato il 4-3-3 e scelto l’assetto iperoffensivo dopo soltanto due giornate. Manca il centrocampista di qualità? Restano dubbi sulle garanzie fisiche di Castrovilli? Non è stato aggiunto un regista o un trequartista a fine mercato? Dia è la soluzione studiata e concordata dalla società: “due attaccanti is meglio che one”, riprendendo un vecchio spot anni 90. Nessuna corsa alla maglia con il Taty, bensì entrambi a braccetto per sostenersi e suggerirsi a vicenda. 

Lazio con Dia, l’opzione soluzione

Il finale contro l’Udinese, con gli avversari rimasti in dieci, poi la sfida con il Milan, la prima dall’inizio con la formazione dal tandem pesante. Diventerà un’abitudine, l’aria presuppone una Lazio su questo nuovo spartito. Le decisioni rischiose per la composizione della rosa impongono a Baroni di puntare su una versione della Lazio poco pronosticabile durante la preparazione svolta ad Auronzo. In ritiro era stato testato anche Guendouzi su una linea più avanzata rispetto a Rovella e Vecino. Inutile girarci intorno: dalla continuità di Dia (e dal feeling con Castellanos) dipenderanno molte delle ambizioni biancocelesti. «Preferisco fare un passo avanti, che uno indietro», aveva confidato Baroni in sala stampa prima della gara al Bluenergy Stadium. «Sto pensando a questa opzione, poi naturalmente servono gli equilibri. Senza quelli, è impossibile. Ci vuole consapevolezza e spirito di sacrificio da parte di tutti».  

Lazio, la fiducia a Dia e i suoi numeri

Una settimana dopo ha rotto gli indugi e affrontato Fonseca schiacciando sull’acceleratore. Nelle criticità si possono trovare le soluzioni più efficaci. Castellanos e Dia hanno ripagato la fiducia segnando entrambi, hanno sfruttato il treno Tavares sulla fascia sinistra, si sono fatti trovare pronti in area di rigore. Già fondamentale, il senegalese. Lo sarà ancora di più vista la rinuncia a Castrovilli per l’Europa League. Ha permesso il passaggio al 4-4-2 muovendosi vicino e appena alle spalle del compagno di reparto. Niente male, l’intesa immediata: un gol a testa per cominciare, si sono cercati e trovati, per caratteristiche si aiutano e completano. Uno viene incontro, l’altro attacca la profondità. Lavoro di coppia da perfezionare con gli allenamenti e in partita. Sulla carta le alternative si chiamano Noslin e Pedro, all’occorrenza Dele-Bashiru o Castrovilli (solo per il campionato) alzati sulla trequarti. Dia era il più pronto degli innesti e l’ha confermato in poche settimane. Il trasferimento alla Lazio rappresenta un’occasione di riabilitazione: all’improvviso sembrano più lontane le criticità degli ultimi 12 mesi, che il ricordo dei 16 gol realizzati con la Salernitana nella Serie A 2022-2023. Soltanto Osimhen (26) e Lautaro (21) avevano fatto meglio rispetto alla sua prima stagione in Italia, appena acquistato dal Villarreal. Compirà 28 anni il 16 novembre, a Roma cerca il rilancio, contemporaneamente può centrare la definitiva consacrazione. La chance di livello superiore è arrivata nonostante le polemiche che hanno caratterizzato il periodo recente in granata. Dia ci ha messo venti giorni per prendersi la Lazio. Ora davanti c’è un’intera annata per non far pentire la società delle mosse azzardate di fine mercato. Corriere dello Sport