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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Attacco, Cardone: “Pedro a disposizione, Zaccagni possibile con la Juventus. Oggi giornata decisiva per Immobile” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Nel derby i calciatori italiani e romani hanno investito molte energie nervose, per questo temo che per esempio Cataldi abbia un piccolo calo di tensione. C’è anche l’ipotesi Marcos Antonio che non va scartata. Il brasiliano sta diventando sempre di più un titolare aggiunto, ma per le scelte in ottica Monza bisogna capire la condizione fisica di alcuni calciatori. Su Pedro non mi risulta un allarme particolare, c’è un pessimismo esagerato. Mi dicono che sarà a disposizione. Zaccagni non ci sarà, si parla di una contrattura al polpaccio. E’ in dubbio anche per la Juventus, ma se i controlli di oggi confermeranno l’assenza di lesioni potrebbe anche farcela per Torino”.

Immobile

“Ieri ha lavoro a ritmi intensi, però un conto è allenarsi da solo, un’altra fare la partitella. Oggi farà anche quella ed in relazione alle sensazioni successive si deciderà se potrà far parte della gara. Magari partendo dalla panchina

Ipotesi mercato

Lotito anche per il mercato futuro si sta affidando molto a Sarri, credo che a gennaio un tentativo per Parisi dell’Empoli e Valeri della Cremonese sarà fatto. Nulla è certo, si parla di tentativi per giocatori importanti per le rispettive squadre, ma sono questi i nomi su cui rifletterei in chiave futura per il terzino sinistro. Kerkez dell’Az? Dicono che sia davvero un talento, vediamo”.

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APPROFONDIMENTI

Sarri avverte la Lazio: “Non accontentiamoci…”

Prova di maturità? Quando faremo prestazioni del genere in stadi mezzi vuoti e contro avversari che non hanno grande appeal, lo considererò un traguardo…“. Parole e musica di Maurizio Sarri ripetute dopo i successi contro Atalanta e Roma, tradotto: ‘Vietato abbassare la guardia’. Il tecnico della Lazio pensa solo alla gara con il Monza. Vuole i tre punti. L’imperativo da qualche ora a Formello è quello di smorzare l’euforia post-derby per evitare un calo mentale. Il lavoro tra ieri e oggi è senza dubbio più sulla testa dei giocatori che sulle gambe.

Mancano due gare alla sosta del campionato in vista dei mondiali: Monza appunto e Juventus. L’obiettivo di qui alla pausa è sfruttare l’energia positiva scaturita dal successo sulla Roma per il tratto finale. Ecco perché Mau si è voluto intrattenere con la squadra ieri, nel quartier generale, per sottoporre il gruppo ad una sorta di ramanzina“Non accontentiamoci! Non fermiamoci a gioire di quanto fatto fino ad ora..”. Ci sono altri 180 minuti da giocare per arrivare alla sosta nella miglior posizione in classifica. Un messaggio chiaro e diretto senza rischio di equivoci. Missione Monza e poi Juventus!

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DICHIARAZIONI

Derby, Mourinho ci ripensa: “Se avessi vinto come l’ha vinto Sarri…”

José Mourinho, in conferenza stampa, presenta il prossimo match della Roma contro il Sassuolo. Non manca il passaggio sul derby: “In casa ci sono tre partite nelle quali non abbiamo segnato: Napoli, Atalanta e Lazio. Posso anche piangere io? Gli altri lo fanno sempre. Abbiamo giocato tre partite senza il nostro giocatore più creativo e con più mobilità nel campo. Un giocatore che apre un blocco compatto e l’Atalanta lo ha fatto così. Non parliamo della Lazio, che se avessi vinto io una gara così come l’ha vinta Sarri mi avrebbero ucciso“. 

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CURIOSITA'

Sarri lascia la scena ai suoi ragazzi: i festeggiamenti (sobri) del tecnico

Al termine del derby, i giocatori (ed altri tesserati) hanno festeggiato sotto la Curva Nord. Sarri invece, ha preso subito la via degli spogliatoi. La cosa non è passata inosservata, probabilmente ai tifosi sarebbe piaciuto vederlo festeggiare insieme ai suoi ragazzi, sotto il settore. Il tecnico toscano ha lasciato la scena ai suoi giocatori e – dopo la conferenza stampa – ha invitato tutto il suo staff a cena, nella sua villa all’Olgiata.

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GIUSTIZIA SPORTIVA

Lazio, cori antisemiti nel derby: aperta ufficialmente inchiesta della Procura. Il comunicato

La Procura Federale ha aperto un’inchiesta in merito ai cori antisemiti dei tifosi nel derby. Di seguito il comunicato: “Il Giudice sportivo, in relazione al rapporto della Procura federale pervenuto in data 7 novembre 2022, ha altresì disposto in ordine ai cori beceri, oltraggiosi e discriminatori di matrice religiosa rivolti da parte dei sostenitori della SS Lazio assiepati nei settori di pertinenza, e rivolti verso la tifoseria avversaria, intervenuti più volte prima dell’inizio dell’incontro nonché, in un caso, anche durante l’incontro stesso, un supplemento di indagine da parte della Procura Federale volto a confermare che tali cori sono stati percepiti nell’intero impianto, precisando ulteriormente il numero degli occupanti dei settori nei vari momenti descritti, acquisendo se del caso elementi anche dai responsabili dell’Ordine pubblico. Ha disposto inoltre di acquisire e segnalare le iniziative assunte dalla detta Società, anche nei confronti della tifoseria, per prevenire, dissociarsi, individuare i responsabili e non da ultimo impedire il ripetersi di simili cori incresciosi”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Un derby così aumenta l’autostima. Casale il miglior acquisto estivo” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Sarri è come se si fosse snaturato per amore, pur di far felici i propri tifosi ha rinunciato a qualche concetto del sarrismo. Del derby resta anche la grande prestazione dei due centrali difensivi. Casale mi ha sorpreso molto, non sapevo bene come poteva inserirsi in questo contesto. Sarri l’ha voluto ed ha fatto bene, si sta rivelando uno degli acquisti più azzeccati del mercato estivo. Quando si giocò Lazio-Verona nella scorsa stagione lui non fece benissimo, ma già sperava di poter vestire questa maglia. La Lazio ci lavorava da mesi”.

Post derby

Vincere il derby aumenta consapevolezza ed autostima, la Lazio ha giocato in un ambiente ostile, anche se spesso si sono sentiti più i laziali. Vincere così in quel contesto ti fa credere più in se stesso. Su questo si dovrà puntare per i prossimi impegni. Peccato che ci sarà subito la lunga pausa, l’onda lunga del derby poteva essere sfruttata ancora di più”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Felipe prima punta, scelta che ha pagato. Difesa? Gioco di squadra e concentrazione” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Siamo reduci da un derby giocato e vinto con cuore ed intelligenza e da un week-end di campionato con risultati positivi anche per la classifica”

Felipe Anderson prima punta

“Lui è bravo, se sblocchi la gara subito con spazi ampi è devastante. Dopo l’infortunio di Immobile abbiamo pensato più a Pedro, il brasiliano non ha le caratteristiche del centravanti. Poi Felipe si è fatto trovare pronto, nell’emergenza Sarri ha fatto di necessità virtù e si è adattato bene”.

Difesa impermeabile

Sono tanti indizi che fanno una prova, c’è gioco di squadra e collaborazione, c’è affiatamento e ci sono le qualità di Romagnoli e gli altri difensori. Poi dipende anche dall’avversario, la Roma dal punto di vista offensivo è stata davvero poca cosa. Con la Fiorentina, per esempio, sono state concesse più occasioni da rete. Detto questo, il merito è del grande lavoro collettivo e di un reparto sempre molto concentrato. C’è stata anche la scelta della società di puntare su elementi italiani, ma la cosa più importante è che sono giocatori bravi”.

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RASSEGNA STAMPA

Cataldi da leader, il derby della consacrazione

Quella fascia è già un testamento. Subito dopo il derby, Danilo torna a casa e la lega al braccio di Tommaso. Di Padre in figlio, il nome di Cataldi è nella storia della Lazio. Romano, simbolo fuori e dentro al campo: «Per un ragazzo nato e cresciuto nella capitale come me, quella di domenica non è stata solo una partita, ma la partita e la serata perfetta, degna della città più bella del mondo. Tutto quello che ho provato all’Olimpico è stato qualcosa di meraviglioso». Il giusto epilogo per un capitano coraggioso, che ha vissuto tre giorni con il cuore nello stomaco e domenica vagava all’alba da solo per Formello: «Non ho dormito per almeno tre notti, non sono riuscito a chiudere occhio perché immaginavo come sarebbe potuta andare, la giocata giusta da fare, i movimenti, il passaggio». Il risultato è la perfezione di Danilo lì in mezzo. Persino l’ex Di Canio gli dedica un giudizio unico: «Cataldi è stato un leader vero. Ricordo quando è stato contestato ed era al Genoa in prestito. Si è riconquistato la credibilità con la disponibilità e ha giocato da vero guerriero». Chissà se anche il ct Mancini prima o poi tornerà a farci un pensiero, intanto se lo gode Sarri. 

LA VIA CRUCIS

I tifosi ora vogliono fargli un monumento. «C’è solo un capitano», commenta il senatore Radu sotto il post. È uno di quelli che lo vedrebbero subito come il vice naturale di Ciro. Perché Cataldi non è solo quello che avete ammirato sul terreno domenica pomeriggio. Dietro c’è molto altro, c’è anima e cervello: dalla mattina Danili ha iniziato a scuotere tutti con colloqui singoli e di gruppo. Ha placato il tesissimo Romagnoli («Sei dalla parte giusta, adesso»), ha spiegato la stracittadina a Vecino («Non è come a Milano, qui ti giochi tutto»). Finita la riunione tecnica e il risveglio muscolare, ha preso persino da parte Luis Alberto: «Vamos». Tutti sapevano d’altronde che lo spagnolo era in bilico nella formazione tipo: la titolarità del Mago (a discapito di Basic) è stata decisa dopo la cena di sabato sera fra Sarri e Lotito in ritiro. Al contrario, proprio il Comandante convinse il patron a far prolungare il contratto del pupillo Patric l’anno scorso. Ora va blindato sino al 2027, questo fiore sbocciato nella Lazio. Il rinnovo da top player se lo è guadagnato. Con un attaccamento e uno spirito riconosciuto da tutto lo spogliatoio. 

E PEDRO OFFRE LA CENA

Uomo e capitano vero, in trionfo sulle spalle di un campione come Pedro, che da tempo ne ha riconosciuto il merito. Proprio lo spagnolo, assist-man di Felipe Anderson, ha pagato la cena di squadra al locale El Porteno. Festa proseguita poi per alcuni sino alle 3 di notte anche in una discoteca del centro. Nonostante la sbornia di euforia, tutti ieri ricordavano il discorso del capitano con la squadra messa a cerchio prima del fischio d’inizio: «Sono onorato di portare questa fascia nella sfida della sfida e di avervi al mio fianco. Se restiamo uniti e compatti, vinciamo, ne sono certo». Cataldi nemmeno le ha sentite le gomitate di Zaniolo, aveva l’aquila e la Curva a proteggerlo: «Siamo stati gruppo, abbiamo vinto da famiglia, con un popolo biancoceleste che ci ha aiutato a tirare fuori il meglio e l’orgoglio. Avanti verso i nostri obiettivi, sempre insieme, forza Lazio». Il bacio della moglie Elisa al ritorno a casa chiude il cerchio. È il bacio di tutta la Lazio. Il Messaggero

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STATISTICHE

I derby di Lotito: da quando è presidente, sostanziale equilibrio

Il debutto del presidente Lotito in un derby fu quel fantastico 6 gennaio 2005 quando una Lazio modesta, sorta dalle ceneri dello sfiorato fallimento, travolse 3-1 la Roma di De Rossi e Totti.

Da allora la storia dei 41 derby del papato Lotito (18 anni e 5 mesi) è in sostanziale equilibrio e in controtendenza rispetto alla storia più remota che vede i biancocelesti piuttosto indietro rispetto alla parte sbagliata della città. Da quel 6 gennaio del 2005 sono state infatti 15 le vittorie, a fronte delle 17 sconfitte, con 9 pareggi.

Anche sui gol c’è sostanziale equilibrio: 52 quelli fatti e 57 quelli subiti.

C’è un ulteriore dato fondamentale: l’unico derby della storia che ha assegnato un trofeo è stato vinto dai biancocelesti proprio durante la presidenza del neo senatore. Solo l’appagamento post “Coppa in faccia” ha permesso ai lupacchiotti di sopravanzare la Lazio. Dopo la vittoria in Coppa Italia infatti, la Lazio di Lotito era addirittura in vantaggio di 3 derby, poi si è seduta e quella serie negativa ha portato al saldo attuale leggermente a sfavore. Nel dato complessivo storico, la Roma ha vinto 18 derby più della Lazio su 179 disputati, che in percentuale si traducono in un differenziale del 10,06% a favore dei giallorossi:

37,43% vittorie Roma

27,37% vittorie Lazio

35,2% pareggi

Durante la presidenza Lotito i numeri cambiano completamente e a favore della Lazio con solo il 4,87% di differenza, che dunque è più che dimezzata rispetto al dato storico:

41,46% vittorie Roma

36,59% vittorie Lazio

21,95% pareggi

Questi numeri sono l’ennesima dimostrazione di come a Roma la stampa racconti una realtà inventata, fatta di vittorie immaginarie (da una parte) e di critiche speciose (dall’altra). Fortunatamente contro i numeri non si può vincere a cazzotti.

Alessio Buzzanca

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Concentrazione e ferocia, Sarri ha programmato tutta la settimana in funzione di questo derby” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Era stata una settimana complicata, ma Sarri l’ha programmata tutta in funzione del derby. Se pensiamo alle scelte di formazioni anti-Feyenoord ci rendiamo conto come tutti i giocatori che non sono scesi in campo in Europa erano fondamentali ieri con la Roma. La prestazione è stata da derby vero. C’è stato veleno, concentrazione e ferocia agonistica, ma il fatto che l’abbia risolto il giocatore con più classe, alla pari con Pedro, è stata una soddisfazione in più. La Lazio ha vinto la prima partita sporca della sua stagione e questo è un bel segnale. Pedro è stato come Lupin, ladro gentiluomo, in occasione dell’errore di Ibanez nell’uscita bassa della Roma. Sarri aveva preparato a tavolino anche quello”.