A Formello, per la Lazio, la preparazione della gara contro la Juventus inizierà ufficialmente la prossima settimana. Il tecnico Marco Baroni infatti, ha concesso il weekend di riposo alla squadra. Rosa orfana, in questo momento, di Marusic, Mandas, Dele-Bashiru, Guendouzi, Isaksen, Dia e Tchaouna, tutti impegnati con le rispettive Nazionali. Discorso diverso per Lazzari, che si appresta a saltare a piè pari il prossimo tour de force. Il tecnico sta pensando all’alternativa di Adam Marusic e al tempo stesso, si appresta a riabbracciare Vecino. L’uruguaiano sta lavorando per garantirsi la trasferta di Torino ed è reduce da un fastidio muscolare.
Gigot invece, sta completando il ricondizionamento atletico e sarà pronto a breve. Non ci sono squalificati, il tecnico potrebbe avere quindi la rosa completa a disposizione per la Juventus, eccezion fatta per Manuel Lazzari.
FORMELLO – Vigilia d’Europa League per la Lazio di Marco Baroni che nel suo debutto stagionale all’Olimpico è chiamata a confermare le buone cose viste in campionato e nel match di Amburgo contro la Dinamo Kiev: ci sarà spazio per diversi calciatori non scesi in campo dal primo minuto a Torino. Verso una maglia da titolare Marusic, Pellegrini, Vecino, Tchaouna e Dele-Bashiru. Spera anche Pedro dopo la buona prestazione di una settimana fa. Da segnalare il ritorno in gruppo di Gigot (può essere convocato) e l’iniziale lavoro differenziato di Patric che in un secondo momento ha lavorato con il resto della squadra. Gila-Romagnoli verso la conferma
Di seguito le immagini della parte della rifinitura aperta ai media:
A Formello Baroni ritrova tutti i suoi, esclusi ovviamente quelli fuori dalla lista Serie A. Rientrati tutti i Nazionali, oggi primo giorno di lavoro anche per il Taty Castellanos, dopo l’emozione per l’esordio con l’Albiceleste. Il lavoro oggi è spezzato in due sedute, ma l’idea del tecnico è quella di proseguire sulla strada tracciata contro il Milan. Sarà quindi il 4-4-2 il dispositivo tattico, con tutte le appendici del caso, frutto delle caratteristiche dei giocatori.
In difesa, davanti a Provedel, Marusic è favorito su Lazzari (a destra). Tavares sul lato opposto, mentre Gila è in vantaggio su Patric per una maglia da titolare accanto ad Alessio Romagnoli. Rovella e Guendouzi quasi sicuri del posto. Vecino insidia, ma dovrebbe entrare a gara in corso. Zaccagni, capitano, partirà a sinistra. Il vero ballottaggio riguarda la fascia opposta. Ad oggi Isaksen sembra avere qualche chance in più di scendere in campo dal 1′ a discapito di Noslin e Tchaouna. Occhio, perché l’olandese può diventare anche un jolly come seconda punta, sempre a gara in corso. Dia e Castellanos partono favoriti per comporre il tandem offensivo.
Qui Formello, a tre giorni da Lazio-Hellas Verona. La doppia seduta prevista per oggi è stata spostata a domani, stamattina è andata in scena l’unica seduta di lavoro della giornata. Buone notizie per Baroni, che ha potuto lavorare con gran parte dei giocatori che hanno preso parte agli impegni con le proprie nazionali. Assenti solo Castellanos, Hysaj e Dele-Basiru. Per loro tre, il rientro è previsto per la prima seduta di domani. Zaccagni ha svolto lavoro differenziato: è stato impiegato solo per pochi minuti nella gara dell’Italia contro Israele. In campo Marusic (il più utilizzato), Guendouzi, Isaksen e Mandas.
Prove tattiche che sono l’antipasto per il lavoro di domani, suddiviso in due sedute. Gila regolarmente in campo, ormai l’infortunio (il secondo della sua tormentata estate) è alle spalle. Sfida spagnola con Patric per una maglia da titolare al fianco di Romagnoli. A centrocampo pochi dubbi, così come in attacco. In entrambi i reparti dovrebbero essere replicate le scelte fatte contro il Milan. L’unico dubbio è a destra, dove Isaksen insidia Noslin e Tchaouna. Marusic in ballottaggio con Lazzari.
Angelo Fabiani, DS della Lazio, ha introdotto in conferenza stampa Dia e Gigot. Sul centravanti ha esordito spiegando alcuni retroscena della trattativa: “Lo abbiamo già visto all’opera, come Tchaouna lo seguivamo da tempo. Speravo che l’epilogo potesse essere questo. Ci sono voluti un po’ di giorni, non per colpa nostra o di Dia, ma per questioni tra l’entourage e la Salernitana. Quando sono state risolte le problematiche, ci siamo risentiti con lui e il procuratore. A differenza di quanto si è detto, per noi è sempre stato una priorità”.
Sulla falsa riga anche l’introduzione di Samuel Gigot: “Cercavamo un difensore con determinate caratteristiche e le abbiamo individuate in lui. Non è stato facile portarlo alla Lazio perché aveva molte altre richieste, poi secondo me si è informato con il suo amico Guendouzi e ha iniziato a pensarci seriamente. Ha rifiutato anche altre squadre in Italia che oggi disputano la Champions League… Come società abbiamo capito subito che è un ragazzo che cercava un progetto e un programma dove poter lavorare tranquillamente. Lo ringraziamo e gli diamo il benvenuto”.
Alberto Abbate: “Gila ok, c’è un dubbio…” a Radiosei
A Formello si lavora in vista della gara di lunedì prossimo (Lazio-H. Verona) allo Stadio Olimpico. Il punto: “Gila è recuperato e viaggia verso una maglia da titolare contro il Verona. Fastidio alla caviglia per Dia, verrà gestito. Contro l’Hellas potrebbe spuntarla Noslin dal primo minuto. Mancano all’appello ancora pochi Nazionali, fra tutti Marusic è quello che è stato più spremuto”.
“Pellegrini? Il Galatasaray ha fatto un sondaggio, ma la prima scelta dei turchi è Zalewski. E’ stata fatta una chiamata all’entourage del giocatore, non direttamente alla Lazio”.
ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!
“In questo momento Alcaraz al Flamengo è ancora in bilico. Il Southampton ha accettato l’offerta del club brasiliano, è atteso per le visite mediche, ma c’è un tentativo quasi disperato della Lazio. E’ lui il prescento come jolly di centrocampo per provare a dare qualità e quantità. Più di Folorunsho, anche se va detto che teoricamente uno non esclude l’altro nel caso in cui il Napoli, anche nell’ultimo giorno di mercato, accettasse la formula del prestito. Occhio alla situazione Isaksen. E’ reale l’offerta del Celtic, lo vuole in prestito con obbligo di riscatto. La Lazio sta valutando, nel caso in cui andasse in porto potrebbero riaprirsi delle piste under 22 come Cherki e Pardo. Escludo totalmente l’ipotesi di Ngonge, malgrado le voci che parlano di un incontro con gli agenti”.
È riapparso dalla sua lontananza forzata, Claudio Lotito. La sua presenza in ritiro è stata solo fantasmatica, una rarità del suo ventennio da presidente. E’ riapparso ieri a Formello, era atteso nel giorno del ritorno in campo della squadra. Può essere stata l’occasione per parlare con Baroni dopo l’allenamento delle 18. Non vedeva il tecnico dai giorni che hanno preceduto la partenza per Auronzo. Le prime riflessioni, la scelta del nuovo capitano, il mercato da concludere. Di argomenti ce n’erano e ce ne sono da trattare. Baroni aspetta sempre un’ala in più, la pista più concreta resta Laurientédel Sassuolo. Lotito ha stanziato 10 milioni e non è disposto a rilanciare per avvicinarsi ai 15 milioni chiesti dai neroverdi. Con Laurienté c’è un accordo a 1,5 milioni a stagione. Non ci sono stati incontri tra le società, non si può escludere che avvengano nei prossimi giorni. Dev’essere la Lazio a fare il passo. L’operazione non è facile perché il Sassuolo ha fissato un prezzo bloccato e per adesso non dà segnali di cedimento. E’ pur vero che Laurienté non vuole restare in B e forse non può neppure farlo. E’ altrettanto vero che non sono ancora partiti Pinamonti e Thorstvedt, gioielli vendibili. Nonostante la retrocessione la società ha una forza economica che le permette di prendere tempo e aspettare offerte convenienti. Sempre che arrivino. Corriere dello Sport
Il DS della Lazio Fabiani, a margine della presentazione di Noslin, ha risposto alle domande dei cronisti presenti nella sala stampa di Formello: “Immobile? Sono abituato ad agire quando ci sono le carte e le richieste ufficiali. Dovesse arrivare da parte del club che vuole Immobile, la società ne prenderà atto e valuterà il da farsi. I se e i ma lasciano il tempo che trovano. Ho sentito di questa eventualità, parliamo di uno che ha fatto la storia della Lazio, un campione, e va trattato nelle dovute maniere. Se arriverà la proposta del Besiktas e Ciro la prenderà in considerazione la società ne prenderà atto e si muoverà di conseguenza. Il calciatore non ha chiesto di andare via a zero, ho sentito dire che a lui sarebbe gradito il trasferimento. Nessuno ha messo alla porta nessuno, chi è andato via lo ha fatto per una sua volontà. Dovesse verificarsi, vuol dire che c’è la volontà del calciatore. Io spero possa rimanere, da parte mia e della società c’è stima dell’uomo. Noi dobbiamo ragionare con dati oggettivi e situazioni attinenti ai fatti, non su situazioni che rimbalzano a livello mediatico. Ad oggi è convocato per Auronzo“.
“Tavares interessa molto alla Lazio, ci sono delle corrispondenze tra le due società sull’accordo da trovare, ma in realtà è stato trovato ieri. Poi bisogna mettere d’accordo altre componenti, va trovata anche l’intesa con il calciatore e gli agenti, sono più che fiducioso, per motivi scaramantici non dico che è già della Lazio, ma ci sono grosse possibilità“.
“Greenwood? Già lo scorso anno lo stavamo trattando, siamo ancora in contatto con lo United, ci sono azioni di disturbo. Il consiglio del Diavolo se lo mangia la volpe. E io non sono il diavolo…”
“Mai avrei pensato a un cambio generazionale del genere, a una fine ciclo così. Sta avvenendo ora ma è partito l’anno scorso. Tutti quelli che sono arrivati hanno gli elementi giusti per iniziare un nuovo ciclo, si basano su uno, due o massimo tre anni. Quelli che saranno i risultati quest’anno o il prossimo non lo so. Ho detto di ispirarmi a modelli esteri di società, se cito un’italiana penso al Bologna e all’Atalanta, è quello che stiamo facendo. Mi assumo tutte le responsabilità. Sono convinto del lavoro che stiamo facendo, poi i risultati diranno se abbiamo fatto bene o male. Il giudice supremo è il campo, quello ci darà il responso. Dobbiamo dare fiducia ai ragazzi, possono dare tanto, dal punto di vista tecnico e caratteriale. Sono fiducioso”.
“Parlare di incedibili è un parolone, poi nel calcio le cose cambiano e uno può essere smentito. Mancherebbe, uso il condizionale, il terzino sinistro. Ma c’è Pellegrini, Marusic ha giocato sempre a sinistra. Manca un mese e mezzo alla fine del mercato, strada facendo vediamo se può migliorare. Domani la squadra parte con lo staff tecnico, gli abbiamo messo a disposizione tutti i giocatori nei vari ruoli. Il gioco di Baroni prevede interscambiabilità”.
“Sono 30 anni che faccio questo mestiere, non pensate che a Messina, Trieste, Genova, non ci sia stata la contestazione. È uno stimolo per fare sempre meglio. Ho visto una contestazione molto contenuta, non ci sono stati incidenti, è stata civile, i tifosi hanno rivendicato delle situazioni, avranno le loro ragioni. Io spero di smentire sul campo la contestazione, io sono 7 giorni su7 a Formello, lavoro per il bene della Lazio. C’è tutto quello che serve per costruire un futuro importante. Il modello Feyenoord, Atalanta e Bologna, la gente deve stare al servizio della Lazio. Siamo al secondo anno, mi auguro di terminare il discorso in tempi brevi, chi è qui deve sapere che c’è una società forte alle spalle. Io quando ci sono le critiche non le prendo male, aiutano a migliorare, ci fanno aprire gli occhi su alcuni aspetti. Uno le coglie al volo per migliorare. Ben vengano le critiche e le contestazioni. Lotito poi parla per suo conto, non mi ha mai imposto nulla, se qualcosa non va o ci sono errori mi assumo le responsabilità in prima persona”.
“Dele-Bashiru è una sorpresa per voi, esce un nome e uno va subito a vedere se il giocatore sia buono o no. Su Dele Bashiru ci sono pochi filmati, la Turchia non concede troppi filmati sui calciatori. Noi lo abbiamo studiato a fondo, ha delle performance che ci hanno fatto capire che è un elemento che corrispondeva alle nostre esigenze. Ha una gamba devastante, può garantire le due fasi come trequartista del 4-2-3-1, è quello che chiedeva Baroni per caratteristiche. Abbiamo fatto una scelta ponderata fino in fondo, per le questioni fisiche e sui report di chi ha seguito e conosce bene il ragazzo. Tchaouna l’abbiamo seguito tutto l’anno, siamo stati veloci a esercitare la clausola, ogni tanto diamoci qualche merito. Tante altre squadre che fanno la Champions hanno chiamato la Salernitana per lui”.
“Nella vita uno deve puntare sempre al meglio. Io sono fiducioso del lavoro intrapreso da un anno a questa parte. Si è passati da un tipo di gioco di possesso asfissiante a un gioco con attacco alla profondità, con gente di gamba, strutturata, che possa tenere botta nei 90 minuti e nei turni infrasettimanali. Basta vedere in Inghilterra e in Francia. In Spagna soltanto c’è una cosa innata sul tiki taka. Ogni nazione ha la sua cultura, per essere competitivi dobbiamo puntare sulle caratteristiche a quei paesi che in Europa hanno fatto sempre bene. Perché non rubare un po’ da loro per migliorare? Penso che la Lazio farà divertire nei prossimi 5-6 anni, abbiamo preso dei giovani, mettiamoli alla prova, io chiedo a tutti un po’ di pazienza e dargli fiducia. Farli sentire a casa loro e ci toglieremo grandi soddisfazioni”.
“Si parla tanto del settore giovanile e si dicono tante cose. Quando si parla di qualcosa bisogna conoscere la materia fino in fondo. Dutu è andato a scadenza, se è affascinato dal Milan cosa possiamo fare? Il tema è posto in termini di norme. Se io chiedo qui a voi, nemmeno sapete che ruolo sia Sardo? È stato talmente pubblicizzato che è venuto da noi per fare ragionamenti che da noi non trovano riscontro. Poi il governo fa una norma e a quel punto si rimescola un po’ tutto. Prima si poteva fare un anno di addestramento tecnico, poi si decideva di fare o meno il contratto. Prima della proroga molti si potevano svincolare e non si poteva fare nulla. Io non mi faccio ricattare dagli agenti, non funziona così. Sia il governo che le istituzioni federali devono incontrarsi e trovare la quadra. Io mi costuisco un giocatore per 4-5 anni e poi lo perdo. Se qualcuno va alla Roma vuol dire che non era laziale. Io voglio lavorare con chi ha il sangue laziale. La Lazio ha costruito uno stabile solo per le ragazze, che io non ho visto in nessun altro posto in Italia. La Women si allena a Formello, non è vero che stiamo investendo sul settore giovanile. Negli anni passati c’è stato un metodo che non ha funzionato. Voglio gente che abbia senso di appartenenza e lazialità, che suda per un credo calcistico, non per un discorso economico. Se il progetto è tecnico posso discuterne, se è solo economico per me possono andare tranquillamente”.
“Tutti sono utili, nessuno è indispensabile. Non contano i tiri, semmai le reti segnate. Ho sentito parlare di annata fallimentare, una debacle, ecc ecc… Quelli non vogliono bene alla Lazio, ma al proprio portafogli, vogliono fare marchette o i capopopolo. Amo chi viene allo stadio che va sacrifici per andare allo stadio e farsi l’abbonamento. Il ciclo Milinkovic, Luis, Felipe… è chiaro che è finito. Ma se Anderson è voluto tornare in Brasile, chapeau. Gli anni passano per tutti, la Lazio non ha messo alla porta nessuno. Vale per esempio per Pedro, nessuno ha impedito le 20 presenze che hanno fatto scattare il rinnovo. Abbiamo iniziato un nuovo percorso di fare calcio, non mi interessa quanti tiri facciamo, ma i gol. Poi tiriamo le somme a fine campionato. Sono convintissimo che a stretto giro ci toglieremo grosse soddisfazioni. Io non sono abituato a prendere in giro i tifosi, potrei prendere uno a fine carriera e fare la ‘paraculata’. Una società deve essere giudicata per la serietà, la passione e il senso d’appartenenza necessario. Il derby, per esempio, è l’arena: o vita o morte, ma serve gente che si spende e dà tutto. Con le brave persone non si va da nessuna parte”.
In casa Lazio tiene banco la situazione e il futuro di Ciro Immobile: il capitano della squadra di Baroni si sta allenando in questo momento a Formello, per i test atletici in Isokinetic farà domani con altri compagni come Noslin. I test erano inizialmente previsti oggi, ma per motivi di opportunità sono stati rimandati a domani.
Per Immobile il futuro potrebbe essere al Besiktas. Dopo qualche ora di silenzio, la notizia è esplosa anche in Italia trovando di fatto solo conferme. Ciro ha già detto sì alla proposta turca, oltre 6 milioni netti di ingaggio a stagione, da capire se un biennale fino al 2026 o un triennale fino al 2027. Nel pomeriggio di ieri a Formello Immobile ha parlato con la società, dando un chiaro segnale su quella che è la sua volontà. Per lui il suo ciclo a Roma è concluso. Lotito e Fabiani non si opporranno, ma non lo lasceranno partire a zero. La prima richiesta è stata superiore ai dieci milioni di euro, una sparata che però non ha trovato terreno fertile. Si può chiudere per una cifra decisamente inferiore, ora la palla passa ai turchi che devono mettere nero su bianco la proposta per la Lazio.