Andrea Agostinelli, allenatore ed ex giocatore della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Radiosei
Obiettivo minimo
“Per la Lazio sarà fondamentale entrare in Europa League. Il Sassuolo ha preso sei punti all’Inter, il calcio è strano. Poi domani ci commuoveremo con Eriksson, poi saluteremo Felipe Anderson. Il brasiliano tecnicamente e potenzialmente, è tra i primi cinque nella storia della Lazio. Avrebbe potuto giocare con Barcellona e Bayern Monaco”.
Felipe Anderson, spesso discontinuo, ma…
“A Formello qualche anno fa vidi un allenamento di Felipe Anderson con la Lazio. Si è avvicinato per bere mentre ero in panchina. Gli dissi che per me era tri primi cinque nella storia della Lazio ma se non lo dimostrerai sarà solo colpa tua. Felipe centravanti? Questa trasformazione gli ha tolto un po’ di talento. Ricordo le 13 partite con Pioli. Non ho mai visto nessuno, decidere da solo, l’esito di tante gare. Lui si merita una standing ovation da parte di tutta la gente”.
ROME, ITALY - OCTOBER 22: (L-R) SS Lazio President Claudio Lotito and the FIGC New President Gabriele Gravina attend the Italian Football Federation (FIGC) elective assembly on October 22, 2018 in Rome, Italy. (Photo by Marco Rosi/Getty Images)
Il decreto sport è stato approvato ieri in Consiglio dei Ministri con alcune modifiche rispetto alla prima bozza. Come noto, al centro del provvedimento, l’istituzione di un ente terzo per monitorare i conti dei club di serie A e della serie A1 di basket. Tecnicamente, il ministro dello Sport, Andrea Abodi, l’ha definita una «Commissione indipendente per la verifica e l’equilibrio economico finanziario delle squadre professionistiche».
Come ribadito più volte, a dare ultima spinta alla nascita di questa Commissione, le vicende che hanno coinvolto le proprietà di Milan e Inter. Come si legge anche sul Messaggero, la Commissione dovrà anche indicare «le misure correttive e riparatrici» che i club dovranno adottare, le rettifiche da apportare per «neutralizzare gli eventuali effetti economici, finanziari e patrimoniali di specifiche operazioni di natura ordinaria o straordinaria», svolgere «verifiche e ispezioni presso le sedi delle società» e chiedere «chiarimenti, informazioni e documentazione, anche quanto ai soggetti, sia persone fisiche che giuridiche, che controllano direttamente o indirettamente le società».
La Commissione, come sottolinea Via del Tritone, per il primo anno sarà finanziata dal ministero ed entrerà in vigore il 1 luglio 2025. Dal secondo anno costerà 3,5 milioni: 1,9 a carico delle federazioni, i restanti 1,6 milioni li pagheranno i club.
Ovviamente, la neonata Commissione non fa dormire sonni tranquilli alla Figc che lamenta una perdita di autonomia, nonché di potere. Il presidente Gabriele Gravina ha preso carta e penna, inchiostro rivolto a UEFA e FIFA. Al centro della missivale nomine governative previste dal provvedimento per alcuni dei sei componenti della Commissione.
Da quando è arrivato sulla panchina della Lazio, nonostante l’eliminazione in Coppa Italia e il dolorosissimo ko nel derby di campionato, Igor Tudor ha impresso una svolta nella stagione biancoceleste.
Come scrive Il Messaggero, cinque successi in sette gare, zero pareggi e i rovesci già citati con la Juventus e la squadra di Daniele De Rossi. Numeri che però fanno sì che con Tudor in panchina la Lazio sia seconda solo all’Inter, già campione d’Italia.
Se in attacco non si fanno faville, in difesa le cose sono migliorate con cinque reti incassate. Di queste solo due in serie A (1 nel derby e 1 a Salerno, ndr), con tre clean sheet. “La solidità difensiva dipende dalla mentalità, ma il bello è che finora ci abbiamo lavorato per il 20% rispetto all’80% speso per l’attacco”, ha spiegato ieri Tudor in conferenza.
In serie A il reparto offensivo della Lazio è nono per gol fatti (43), 15-esima per tiri effettuati (374), peggio addirittura di Frosinone, Udinese e Sassuolo.
La stagione della Lazio è ancora tutta da scrivere quando mancano quattro turni alla fine del campionato. Intanto il mercato attende. Un buon percorso in Europa con l’eliminazione dalla Champions ad opera del Bayern Monaco. Tedeschi che sono reduci dal 2-2 casalingo contro il Real Madrid nell’andata delle semifinali. Ora Immbile&Co devono cercare di centrare almeno l’Europa League.
Senza giri di parole, arrivare in Champions per il club di Claudio Lotito vorrebbe dire impostare una campagna acquisti diversa, ovvero un mercato che non dipenda molte dalle uscite. Il cambio di panchina, con l’avvento di Tudor, fa sì che il lavoro intrapreso la scorsa estate dal ds Fabiani vada in parte rivisto.
Nella rosa ci sono molti esterni e pochi trequartisti, Felipe Anderson andrà al Palmeiras mentre Luis Alberto e Pedro restano ancora in bilico. Insomma, previsto traffico nella prossima sessione di mercato, con un ospite inatteso che torna a farsi sentire.
Ancora tu: sul mercato Lazio sbuca l’indice di liquidità
Nonostante lo sforzo profuso negli ultimi 12 mesi, in casa Lazio i costi “ordinari” sono ancora alti, leggi soprattutto i compensi di giocatori che di fatto non hanno mai fatte dei piani tecnici degli allenatori avvicendatisi a Formello. Proprio per questo motivo, al momento il budget Lazio per il prossimo mercato non è ancora noto e in tal senso nessuna trattativa è stata approfondita. Bisognerà attendere due cose: il piazzamento finale del club; le scelte del tecnico in merito all’attuale rosa.
Detto ciò, in proporzione a quanto illustrato, la Lazio ha bisogno di incassare dalla cessione di qualche giocatore la cifra atta a modificare l’indice di liquidità, parametro assai caro a Gabriele Gravina. Il presidente FIGC, a maggior ragione dopo gli ultimo sconti verbali con Lotito, non farebbe alcun sconto a Formello laddove l’indice non fosse perfettamente allineato a quanto previsto dalle norme.
Manca solo il comunicato ufficiale del club e del Comune di Auronzo, ma la Lazio – per la prima volta allenata da Tudor – per il 17-esimo anno effettuerà il ritiro in Veneto. Dopo la nota congiunta di Media Sport Event e dell’amministrazione locale, serve solo l’ultimo sì di Claudio Lotito. Annuncio che dovrebbe aver luogo entro la prossima settimana.
Dal 2008 la Lazio svolge la preparazione estiva all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo, restando in quota per almeno tre settimane. Quest’anno però la situazione sarà diversa, con la permanenza che dovrebbe scendere da 21 a 14 giorni.
La scelta è tutta in capo a Igor Tudor. Secondo il tecnico croato infatti, fondamentale è lavorare in tranquillità, recuperando il sonno e in tal senso, lavorare a Formello o altrove non comporterebbe differenze sensibili.
Infine, l’ex allenatore dell’Udinese – coadiuvato dal vice, Javorcic che in passato ha portato da tecnico il Venezia proprio ad Auronzo – avrebbe manifestato la volontà di poter lavorare alcuni giorni in modalità “top secret”. Ovvero, l’allenatore vorrebbe svolgere alcuni giorni lontani da tifosi e stampa, cosa che non avverrebbe restando in Veneto tre settimane.
Il giornalista del Cittadino di Monza e Tuttosport, Diego Marturano, è intervenuto ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno” per presentare Monza-Lazio, gara numero 35 del massimo campionato italiano.
“Per il Monza al momento registriamo trattative per la cessione del club. Si parlava di Rent Capital Partner, fondo guidato da Augusto Balestra. Al momento è tutto più rallentato perché ci sono altre pretendenti. I tifosi sono un po’ preoccupati: ci sono voluti 110 anni per arrivare in A e non vorrebbero vedere il club tornare indietro”.
“La squadra è tranquilla. Non risente di questa situazione, con Atalanta e Napoli ha fatto bene. La maggior parte dei calciatori hanno contratti molto lunghi, rinnovati la scorsa estate da Galliani. Il cuore del club è italiano, anche chi deve rinnovare sta cercando di dare il meglio”.
“Contro la Lazio Gagliardini e Ciurria non ci saranno, la prima è una perdita importante anche se Palladino ha provato molto Bondo e Akpa Akpro. Manca anche Macin mentre Mota dovrebbe essere recuperato. Anche Caprari sarà tra i convocati e potrebbe avere un po’ di spazio alla fine se la gara fosse già determinata”.
“Tatticamente si è passati dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1, modulo che ha aiutato Colpani e Mota Carvalho perché li fa faticare meno. Potremmo avere Pessina in mediana con Bondo a sostegno, l’ex Atalanta nelle ultime sfide ha giocato da trequartista. Contro la Lazio, in attacco dietro a Djuric, Colpani a destra, Zerbin a sinistra e Carboni trequartista centrale”,
“Colpani? La differenza nei due moduli è prettamente difensiva, lui è nato trequartista di destra in supporto ad un’unica punta nel 3-4-2-1 che usa Tudor. Deve crescere a livello fisico perché è il più sostituito della serie A. Come lui ce ne sono pochi, deve migliorare nel gestire le energie e dare maggiore continuità sia nella stessa gara che nel campionato”.
“Il prezzo? Credo che alla fine per 20 milioni si potrebbe chiudere. Non so se li valga, ma in quel ruolo ha pochi rivali. Già dallo scorso anno ha fatto un salto verticale, essendo quasi in doppia cifra. Su di lui hanno mostrato interesse sia la Fiorentina, se partisse Nico Gonzalez, sia la stessa Atalanta dove è cresciuto con il suo amico Bastoni, ora all’Inter”.
Tutte le altre info sulla formazione del Monza le puoi ascoltare nel nostro podcast.
Oggi alle 15, dopo il successo all’andata per 1-0 il 22 dicembre scorso, la Lazio Primavera scende in campo al Tre Fontane per affrontare la Roma di mister Guidi nel derby di categoria.
Dopo la promozione dello scorso anno, la squadra di Sanderra in modo sorprendente ha centrato l’accesso ai play-off ma nella stracittadina odierna in palio c’è un altro traguardo importante.
Le due compagini capitoline, come scrive gazzettaregionale.it, si sfidano per il secondo posto. Il secondo gradino del podio, infatti, consentirebbe di qualificarsi direttamente alla semifinale Scudetto. A tre giornate da fine campionato, la graduatoria vede la Roma favorita, +6 sulla Lazio e +5 sull’Atalanta. Ai giallorossi basta un solo punto per arrivare secondi, considerato il vantaggio nello scontro diretto con gli orobici.
Se la Lazio facesse suo il derby Primavera, invece allora gli aquilotti potrebbero ancora sperare, sarebbe un’impresa ma potrebbero contare sul vantaggio nei confronti diretti con i giallorossi.
La stupidità e l’ignoranza non hanno patria. A dimostrarlo, ancora una volta, quanto accaduto a Tammy Abraham, vittima di insulti e minacce. L’attaccante, come scrive gazetta.it, è finito nel mirino di alcuni sedicenti tifosi della Roma dopo l’errore commesso nei minuti finali della sfida con il Bayer Leverkusen.
Sotto 2-0 in casa, l’ex Chelsea ha sbagliato un gol quasi fatto colpendo di testa il pallone. La sfera, colpita da neanche due metri, è finita sopra la traversa. Abraham è stato attaccato sui social, venendo insultato con epiteti quali “scimmia”, chiaramente discriminatori. A questo vanne aggiunte espressioni quali “devi morire”.
Non bastasse, sulla pagina del calciatore anche minacce verso la compagna Leah e il figlio della coppia, Amari. Abraham ha quindi deciso di eliminare la possibilità di far commentare i suoi post. Contro gli stupidi, purtroppo, le armi risultano sempre spuntate.
Il giornalista di Sky, Matteo Petrucci, è intervenuto stamattina ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno”.
“Il primo Tudor alla Lazio? Con Javorcic lui parla in croato quindi provare a capire non è semplice. Si confronta molto in panchina ma lo fa nelle sua lingua. Rispetto a Sarri non ha pause. Cosa scriveva Sarri? Scriveva molto piccolo, ma appuntava quello che non andava per parlarne poi con la squadra. Il croato è un bel martello, anche in modo duro e parla in modo diretto”
“A livello tattico parla molto col vice e coinvolge anche i giocatori in panchina, spiega a loro ciò che in campo non va. Le indicazioni tattiche sono rare, sono più motivazionali poi cercherò di lavorare sul croato. Da Papadopulo in poi ho vissuto tutti i tecnici dell’era Lotito”.
“Tudor ha avuto un impatto molto positivo, sono sorpreso perché ha raccolto la squadra in un momento pesante, quasi a fin stagione con un’annata quasi compromessa. Riuscire a farsi seguire dal gruppo è stato importante, la Lazio ha scelto Tudor per aprire un nuovi ciclo e lavorare con molti calciatori che potrebbero andare via non è assolutamente facile. Questo il merito principale di Tudor che ha dato spazio a tutta la rosa”.
Ascolta l’intervento integrale per sentire anche la parte dedicata al futuro di Luis Alberto ed Immobile:
Quando mancano cinque giornate alla fine della stagione, la lotta per l’accesso alla Champions League resta ancora accesa, con la Lazio spettatrice interessata. Certe delle qualificazione al momento sono Inter, Milan e Juventus. Con quasi due piedi nella massima competizione continentale anche il Bologna, quarto a quota 62.
Come noto, grazie al ranking Uefa, quest’anno anche la quinta classificata si qualificherà per la Champions. Al momento, la Roma è in vantaggio forte dei 58 punti, segue a 54 l’Atalanta che deve recuperare un match e che potrebbe contare anche sullo scontro diretto in programma a Bergamo il prossimo 12 maggio.
A quota 52, nella corsa Champions, c’è la Lazio, tre lunghezze sotto il Napoli che però dovrebbe compiere un vero miracolo. Una mano a chi vuole godere della Coppa più ricca, come scrive Il Corriere dello Sport, arriva dalla Uefa. Secondo Nyon infatti, anche la sesta classificata potrebbe partecipare alla prossima Champions League, ma servono due condizioni concomitanti.
Lazio in Champions da sesta: ecco come
Una tra Roma e Atalanta dovrebbe infatti vincere la prossima Europa League e contestualmente chi il prossimo 22 maggio dovesse alzare il trofeo a Dublino in serie A, al termine del campionato, dovrebbe classificarsi dal quinto posto in giù. Giova specificare che diversamente, se la vincitrice dell’Europa Laegue arrivasse tra le prime quattro, allora le squadre a partecipare alla Champions resterebbero cinque e non sei come il caso in oggetto.
Se l’Italia riuscisse a portare sei squadre in Champions, allora la settima andrebbe in Europa League e l’ottava in Conference, comunque ci sarebbe una sola italiana nelle due competizioni minori. Diversamente, con 5 in Champions, avremmo due squadre in Europa League (la sesta e una fra la vincitrice della Coppa Italia o la settima se la vincitrice della Coppa Italia arrivasse tra le prime cinque in campionato) ed una in Conference League.
Italia pigliatutto: l’ipotesi di 10 squadre in Europa
Infine, potremmo avere 10 squadre se due italiane vincessero Europa League e Conference arrivando entrambe dall’ottavo posto in giù. Scenderemmo a quota 9 se la Fiorentina alzasse la Conference League arrivando in serie A dal noo posto in giù. Infine, se la squadra di Italiano finisse ottava e alzando la Conference si qualificasse in Euroleague, aggiungendosi alle altre qualificata, l’Italia perderebbe la sua casella in Conference.