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CALCIOMERCATO

Una rivale per la Lazio: Barcellona su Wieffer

Il calciomercato non finisce mai

Il calciomercato non finisce mai. Si avvicina la finestra di trattative invernali e i profili già sondati in estate tornano di moda. Per la Lazio, uno dei nomi accostati alla squadra che verrà resta quello di Matts Wieffer. Il centrocampista, 24 anni compiuti il 16 nove,bre, è vincolato al Feyenoord fino al 2027.

Il riccio interno, formatosi nel settore giovanile del Twtente, nel 2020 è approdato da svincolato all’Excelsior, club che nel 2022 l’ha ceduto alla compagine di Rotterdam per soli 575.000 euro. Prospetto in crescita, già 6 i gettoni con l’Olanda per lui, il nostro in questa Eredivisie ha segnato 2 gol in 11 match; 1 assist nelle 4 recite di Champions. In due di queste Wieffer ha incontrato la Lazio, i biancocelesti già lo scorso anno erano stati colpiti dalle qualità del ragazzo. Tanta corsa e molti inserimenti nelle corde del ragazzo che già l’anno scorso, in Europa League, aveva fatto male ai capitolini.

Wieffer fino alla scorsa estate aveva un costo di circa 15 milioni, ma ora il cartellino vale ancora di più. Aumentano le concorrenti, come scrive Il Corriere dello Sport, citando a sua volta Sport, il ds del barca, il portoghese Deco, insieme con il tecnico blaugrana Xavi, avrebbero messo gli occhi sul gioiello di Arne Slot. Pretendente ostica per la Laziom, considerando come dai tempi di Cruyff, il Barcellona per gli oranje rappresenti uno dei lidi di mercato più desiderati.

Foto: profilo Instagram mattswieffer

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RASSEGNA STAMPA

Il ritorno di Tare: “Ho lasciato io la Lazio. Giroud era nostro”

Parla Tare, lo scudiero di Lotito

Se Claudio Lotito è il presidente più longevo della Lazio, Igli Tare, almeno fino all’estate scorsa, è stato certamente il suo scudiero più fidato. La rottura è stata graduale, le strade si sono separate. L’ex ds biancoceleste si racconta così al Corriere dello Sport.

“Lotito è una grande mente, ha una determinazione e una forza di volontà pazzesche. Sono il suo pregio, ma anche il maggior difetto. Io gli sono grato per tutte le cose che ho imparato. Questa lunga storia è il mio orgoglio. Alla Lazio ho dato tutto me stesso, per lei ho addirittura rischiato la vita”, spiega Tare. Il dirigfente si rifersice a quanto avvenuto nel 2016, quando i medici gli hanno consigliato di lasciare la Lazio che gli procurava troppo stress. Tutto fortunatamente si è risolto per il meglio.  

Rispetto al suo addio alla Lazio, dice: “Io ho preso la decisione e Lotito l’ha condivisa, gli andava bene di cambiare percorso”, svela. L’annuncio della fine del rapporto anticipata a giugno. Arrivano poi le secche smentite dei dissapori con Sarri.

Sarri: “Mai un problema. Mi ha dato tanti meriti”

“Niente di più falso. Sarri non è mai stato un problema, ma una soluzione. Il suo carattere non era una novità. Mi ero informato tanto e volevo che fosse lui ad allenare la Lazio. Prima della penultima partita dello scorso campionato, a Empoli, volle parlarmi. Siamo stati insieme tre, quattro ore. Ha usato parole di miele, di cuore, spero, mi ha riconosciuto un sacco di meriti”, precisa con orgoglio l’ex punta di Brescia e Bologna.

Sul Comandante che finisca la carriera alla Lazio, come auspicato dal diretto interessato, ha qualche dubbio: “Conoscendolo, dico di no. Tuttavia lo auguro alla Lazio e a Maurizio. Soprattutto alla Lazio». 
 

 Tare parla anche degli allenatori avuti a Roma. Petkovic definito “Persona onesta intellettualmente”, le parole affettuose sono per Pioli. «Grande uomo e grande tecnico. Stefano è sincero. Mi dispiacque l’esonero il secondo anno, lui stesso ha ammesso che è stato il dolore professionale più forte. Per sua stessa ammissione, soffrì di meno quando fu costretto a lasciare la Fiorentina e l’Inter»
 
Immancabile il passaggio su Simone Inzaghi, da Tare stesso definito un predestinato. “Mio fratello. Diciotto, o forse vent’anni insieme. Lo trovai nel 2009 al campo, allenava i Giovanissimi nazionali, pensai che avrebbe fatto una splendida carriera”. 

Nella Lazio gli acquisti li condivideva con Lotito. Così, ad esempio, tutela gli acquisti di Muriqi e Vavro, rivelatisi in Italia un flop.”Hanno subìto il calcio di Sarri, ma prima di andare via l’hanno voluto salutare e abbracciare. Ricordo che Maurizio mi disse: “Sono stato a Napoli, ad alcuni ho dato la vita, mai nessuno mi ha rispettato come questi due ragazzi”.  
 
Aggiunge poi che Caicedo all’inzio non piaceva ad Inzaghi, mentre il rimpianto su Giroud è fortissimo: «Era nostro, solo che all’ultimo il Chelsea si mise di traverso e non lo lasciò partire. Le tentai tutte”
 Tare sul suo futuro non si sbilancia. “Io sono cittadino del mondo, la mia famiglia in ogni caso vivrà a Roma”. 


Le ultime battute sono sia sulle telefonate alle 2 di notte di Lotito,
“Parlava solo lui”, spiega il ds albanese, sia sui famosi affari extra-calcio che avrebbe realizzato con il presidente della Lazio. “So anche chi metteva in giro queste porcherie. Io e Lotito non abbiamo mai avuto società, mai affari insieme, nessun business. L’unico suo rapporto con l’Albania ha a che fare con il compleanno dei miei quarant’anni. Organizzai una festa a Tirana e lo invitai. Lui non poté venire perché aveva un impegno di lavoro, ma per rispetto si presentò il giorno dopo”.  

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ESCLUSIVE

Ernesto Calisti a “QUELLI CHE…”: “Prendiamo troppi gol: uno dei centrali deve spezzare la linea” (AUDIO)

L’ex terzino della Lazio, Ernesto Calisti, è intervenuto stamattina ai microfoni di “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”. Il ragazzo cresciuto nel vivaio biancoceleste si è espresso così sulla prestazione della Lazio a Bologna.

“Il primo tempo bellissimo per intensità e qualità, distanze tra i reparti. Però non hai avuto palle gol e nelle poche dovevi esser cinico, indirizzare la gara come col Sassuolo. Quello che noto è che la Lazio accompagna poco le sue trame, non attacchiamo mai l’area. Lo abbiamo visto fare con Vecino che in qualche modo imita Milinkovic Savic. Vedo solo due calciatori in area, su questo devi lavorare tantissimo”, ha specificato.

Le note dolenti riguardano anche il reparto difensivo. “Prendiamo troppi gol. Non deve essere sempre il centrocampista a staccarsi sulla punta o su chi si inserisce, ma uno dei due centrali deve spezzare la linea. Ieri con Zirkzee nella ripresa è successo troppe volte che nessuno lo andasse a prendere”.

L’ex esterno di Verona e Fiorentina si è espresso anche sui singoli. “Anderson è stato tra i pochi nel primo tempo a saltare l’uomo, poi a volte a causa dei ripiegamenti è poco lucido davanti alla porta. Certamente è resistente, ma alla lunga senti la fatica. Poi se nessuno attacca l’area lui può perdere il tempo del passaggio, ma io non lo toglierei mai. Lo ripeto, non riusciamo a essere cattivi sotto porta, devi fare male”

Chiusura su Castellanos. “Mi piace, fastidioso, fa salire la squadra ma è chiaro che non sia un grandissimo goleador. Anche lui avrebbe bisogno di altri compagni in area. Lo scorso anno la riempivamo con quattro, cinque elementi. Si creano tante occasioni potenziali, ma nessuna palla gol pulita”, ha concluso.

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STATISTICHE

La Lazio non cresce: il cratere rispetto a un anno fa

Che cosa sta succedendo alla Lazio? Ovvio che la sconfitta di Bologna non dipenda da una sola causa, le componenti negative sono tante.

Martedì sera all’Olimpico e poi in campionato sarà la volta del derby, una settimana che potrebbe dare verdetti definitivi, almeno per quanto riguarda la corsa europea. Ovviamente i numeri non spiegano tutto, ma basta osservare la classifica dopo 11 giornate dello scorso campionato per cercare di abbozzare un’analisi.

Nella stagione 2022-2023, dopo 11 turni in punti in classifica erano 24, frutto di 7 successi, trec pareggi e un solo ko. Da evidenziare il gap nelle reti segnate e in quelle incassate. Immobile&Co 12 mesi fa avevano già realizzato 23 gol, +10 rispetto alle marcature nel campionato in corso.

Passando alla difesa, le reti incassate erano 5, determinando una differenza reti di +8. In questa serie A, Provedel è stato bucato già 13 volte, differenza reti pari a zero. Ovvero, in 11 gare la Lazio ha preso 8 gol in più, con una media di 0,72 reti in più per match.

Il gol preso da Ferguson al Dall’Ara arriva con una squadra larga, l’unico a seguire i dettami di Sarri è Guendouzi che esce in pressing su Calafiori, tutti gli altri si trovano nella terra di nessuno.

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INFERMERIA

Infermeria, allarme Marusic: in dubbio per il Feyenoord

Adam Marusic è uscito al 48′ di Bologna-Lazio, un cambio che ha sorpreso tutti per la tempistica. Perché non farlo uscire nell’intervallo?

La risposta l’ha data Maurizio Sarri in conferenza stampa, spiegando il motivo della sostituzione. “Marusic ha un taglio sul tendine d’Achille, è molto gonfio. Ha provato a rientrare ma non ce la poteva fare. Martedì ci sarà? Non ne ho idea. Aspetteremo il responso”, ha spiegato il tecnico biancoceleste, lasciando più di un dubbio sull’eventuale utilizzo del montenegrino martedì sera contro il Feyenoord in Champions League.

Durante l’intervallo del match perso al Dall’Ara infatti, a scaldarsi erano stati sia Hysaj sia Pellegrini, una volta maturato lo svantaggio, Sarri ha preferito inserire l’ex romanista e non l’albanese. Su Marusic quindi valutazioni in corso, anche considerando che la prossima sfida di campionato sarà il derby.

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INFERMERIA

Rodia: “Lazzari ha una lesione al polpaccio, verrà monitorato per ottimizzare il rientro”

Il Dott. Fabio Rodia è intervenuto ieri nel post partita di Lazio-Salernitana ai microfoni dei canali ufficiali, queste le sue dichiarazioni: “Zaccagni è stato molto sfortunato, anche perché non aveva mai avuto un infortunio al Verona. Sono molto contento del suo rientro e faccio i complimenti allo staff per averlo recuperato al 100%. Lazzari ha invece effettuato degli esami che hanno riportato una lesione del polpaccio di medio basso grado ora lo stiamo monitorando per capire i tempi di recupero. Siamo cauti, aspettiamo qualche giorno e poi valuteremo i tempi. È una lesione in un punto delicato e bisogna essere attenti. Siamo in contatto con i medici delle nazionali soprattutto degli azzurri per monitorare i nostri ragazzi e per ottimizzare il rientro nei club dei ragazzi”.

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FORMELLO

FORMELLO – Due giorni di break, la ripresa mercoledì

Può sorridere Sarri, la sua creatura sta prendendo forma e in concomitanza con la pausa per le nazionali il tecnico toscano ha dato due giorni di riposo ai calciatori. Lazio in campo mercoledì, da preparare, per il 20 novembre, la sfida interna alla Juventus. Recuperato Zaccagni, certamente out Lazzari il cui problema al polpaccio – lesione – necessita almeno di altre tre settimane di stop.

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DICHIARAZIONI

Sarri dixit: “Prosciugati ma felici. Vittoria della tecnica. Ora diventiamo una squadra matura” (AUDIO)

Maurizio Sarri ha vinto il suo primo derby capitolino 3-2, una vittoria da festeggiare sotto la Curva Nord insieme ad Olympia. Il tecnico toscano così si è espresso a fine gara in conferenza. “Gara della svolta? Intanto ci prendiamo la soddisfazione per i tre punti. È venuta fuori una gara bella, spettacolare. Speriamo di aver preso la strada giusta, vedremo se diventeremo una squadra matura”. L’erede di Inzaghi individua nella tecnica un fattore determinate nel successo odierno. “Siamo passati dal 68 all’88% di passaggi riusciti. Facevamo delle prestazioni non belle”. Ultimo pensiero sulla stracittadina.”È una partita che ti prosciuga. Arrivi alla fine stanco, per fortuna abbiamo vinto. Sono gare che danno una soddisfazione incredibile”.

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DICHIARAZIONI

Pedro: “Contento di essere nella storia. Felice per Sarri”

Dopo aver messo il sigillo per la Roma nel derby del 15 maggio scorso, Pedro oggi con un piatto mancino chirurgico ha infilato il 2-0 entrato nel guiness della stracittadina. “Sono molto felice per questa vittoria, importante per noi e i tifosi – dice ai microfoni di DAZN – Non vincevamo da quattro agre, si trattava di un derby speciale per me, contento anche per Sarri perché abbiamo iniziato molto aggressivi come ci chiedeva. Il mio gol da ex? Mi sento molto comodo alla Lazio, sono felice, i tifosi mi hanno accolto al meglio così come i giocatori: c’è una famiglia. Mi piace Sarri, il suo modo di giocare, creiamo tanto. Sono molto contento, lascio tutto in campo e mi piace essere nella storia come uno dei tre calciatori che hanno segnato con le due maglie (Kolarov e Selmonsson, ndr) – conclude il fuoriclasse iberico – Questo derby uno dei più forti al mondo, se ne parla tutta la settimana, i tifosi ti fermano per strada”.