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POLITICA SPORTIVA

Figc, passa l’indice di liquidità allo 0,5. La Lega Serie A vota contro

Nell’atteso Consiglio federale in programma oggi è passata la modifica voluta dalla Figc per ottenere le licenze nazionali vincolandole al famoso indice di liquidità: è stato fissato dunque a 0,5 per la A con due correttivi che riguardano il patrimonio e al parametro ricavi/costo del lavoro allargato e a 0,7 per Lega B e Lega Pro. La Lega Serie A come preventivabile ha votato contro, dopo aver proposto lo 0,4 con dei correttivi, la Lega B si è astenuta. “Non è una questione di contrapposizione – ha commentato il presidente Figc Gabriele Gravina -, il mio unico obiettivo è l’evoluzione del calcio italiano. Non possiamo dire cambiamo il calcio e poi fare di tutto per conservare lo ‘status quo’. Non è accettabile. Bisogna spingere al massimo sull’acceleratore per un percorso di riforme. Questa è la mia posizione politica e quella della maggior parte dei consiglieri federali”.

PARAMETRO VINCOLANTE 

L’indice di liquidità è un valore che mette a rapporto attività e passività correnti e che consente di verificare la capacità di un club di far fronte agli impegni finanziari per la durata di 12 mesi. Finora quando non si raggiungeva la soglia stabilita (durante la pandemia era scesa a 0,6) non si poteva operare sul mercato. Adesso invece sarà fondamentale essere in regola per potersi iscrivere al campionato. Gazzetta.it

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NAZIONALI

Italia, Mancini verso il sì a Gravina: “Allineati su tutto, ora ripartiamo. Immobile? Obbligato io a lasciare il ritiro…”

orna a parlare Roberto Mancini. Quattro giorni dopo la disfatta del Barbera, la sconfitta contro la Nord Macedonia che costringerà l’Italia – per la seconda volta consecutiva – a guardare il Mondiale da casa, il ct azzurro parlerà di quella sconfitte e delle prospettive future. L’occasione è la gara di domani contro la Turchia, gara imposta dalla FIFA contro la perdente dell’altra semifinale playoff.

Che cosa hai deciso? Rimarrai?
“Abbiamo parlato col presidente in questi giorni, siamo allineati su tutto. Fa piacere, poi ne riparleremo nei prossimi giorni: ora pensiamo a questa partita, poi con calma discuteremo sulle cose da migliorare per il futuro. Tutto qui”.

Con la Turchia sarà l’inizio di un nuovo ciclo?
“Bisogna ripartire, ricordando che ci saranno poi in futuro anche gare importanti”.

Perché Jorginho, Immobile e Insigne sono andati via?
“Io li ho obbligati ad andare via perché se posso fare qualcosa per loro e per i club noi lo facciamo… Non avrebbero giocato, alcuni non erano al meglio fisicamente. Alcuni di loro li ho obbligati ad andare: il Chelsea ci ha mandato Jorginho tre giorni prima, non gli ha fatto giocare l’FA Cup. Anche Florenzi e Politano, non al meglio, li ho rispediti a casa perché non avrebbero giocato”.

Immobile e Insigne avevano problemi fisici?
“Lorenzo aveva problemi fisici già da prima. Immobile sarebbe andato in tribuna, Mancini e Verratti sì. Insigne al 50% sarebbe andato in tribuna per provare soluzioni alternative. I ragazzi in questi anni hanno meritato tanto, non è stato solo un Europeo ma un tragitto lungo tre anni con una serie di partite senza sconfitte e va dato merito a questi ragazzi. Ci sono qui calciatori speciali, è stato creato un gruppo speciale: non sono nel gruppo squadra, ma anche tutto ciò che c’è intorno.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Piscedda: “Disastro Italia, il dito va puntato sui settori giovanili e la colpa è dei presidenti!”

MASSIMO PISCEDDA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sono molto dispiaciuto per l’eliminazione mondiale. Dispiace da italiano, queste cose possono accadere. Questo è il bello ed il brutto del calcio, ieri una nazionale mediocre ha fatto il colpaccio. C’è stata molta sfortuna nel match di ieri, poi possiamo fare tutte le considerazioni del caso sulle scelte di Mancini, ma ora prevalere il dispiacere. Il dito va puntato sui settori giovanili. La colpa è dei presidenti, sono loro che lo riducono in quella maniera. Pensando a casa nostra, bastata riflettere sullo stato della Primavera della Lazio. Cosa c’entra la federazione? Cosa c’entra Mancini? E’ normale che i nostri settori giovanili non riescono a produrre giocatori migliori rispetto a Emerson o Joao Pedro. E chi è che deve investire nei settori giovanili? Il problema è a monte, parte da dieci anni fa.

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DICHIARAZIONI

Figc, Gravina: “Tra due-tre anni per partecipare ai campionati i club dovranno aver pagato tutti i debiti”

Gabriele Gravina – presidente della Figc – in un’intervista al quotidiano ‘La Repubblica’ ha parlato dell’utilizzo dell’indice di liquidità come parametro per l’iscrizione al campionato: “Il tema delle licenze è delicato. Se la A non comincia ad adeguare il propri modus operandi a logiche aziendali vere, avrà un risveglio violento quando sarà la Uefa, con la commissione che ho l’onore di presiedere, a inserire indicatori rigidi per giocare le coppe dal 2024-2025. La mia preoccupazione coincide con quella di Fifa, Uefa e tante altre federazioni. Non capisco le reazioni scomposte senza fornire possibili soluzioni. Tra due o tre anni, per partecipare ai campionati non si potrà spendere oltre una certa cifra. E bisognerà aver pagato tutti i debiti“.

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SERIE A

Figc, l’indice di liquidità diventa parametro per l’iscrizione al prossimo campionato

Il Consiglio Federale della Figc ha deciso oggi che l’indice di liquidità sarà parametro per iscriversi al prossimo campionato (2022/23). Da stabilire – nel prossimo Consiglio – percentuali e coefficienti dell’indice per l’ammissione.

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POLITICA SPORTIVA

Lega di A: manovre pericolose con vista sul commissariamento

Venerdì 11 marzo potrebbe essere il D-Day per il nuovo presidente della Lega di A, ma all’orizzonte si addensano nubi di tempesta. Non il solito bailamme sulla scelta del papabile (che c’è eccome), ma grossi problemi di ordine giuridico che pesano sulle spalle dei due nomi sui quali nelle ultime ore sembrano essersi polarizzati e coagulati gli interessi dei 20 potenti di A.

Parliamo di Lorenzo Casini e Andrea Abodi. Al di là delle competenze in materia di pallone evidentemente sbilanciate a favore di Abodi grazie ai 7 ottimi anni di presidenza di Lega di B, per entrambi ci sono problemi di eleggibilità.

Problemi ovviamente da valutare e non aprioristicamente ostativi, ma decisamente rilevanti.

L’art. 53, comma 16-ter introdotto nel Decreto Legislativo n. 165/01 ad opera della legge n. 190 del 2012 (c.d. legge anticorruzione) introduce il concetto di pantouflage nell’ordinamento italiano. In buona sostanza i dipendenti che negli ultimi tre anni di servizio hanno esercitato poteri autoritativi o negoziali per conto delle pubbliche amministrazioni, non possono svolgere nei tre anni successivi alla cessazione del rapporto di pubblico impiego, attività lavorativa o professionale presso i soggetti privati destinatari dell’attività della pubblica amministrazione svolta attraverso i medesimi poteri.

Andrea Abodi è presidente dell’Istituto di credito sportivo, banca di diritto pubblico di proprietà all’80% del MEF.

Lorenzo Casini è capo di gabinetto al MIBACT. Entrambi dunque lavorano per la pubblica amministrazione con incarichi di primo piano.

Se per il primo il pantouflage sarebbe evidente perché l’Ics serve proprio a finanziare società sportive come quelle di serie A, che infatti ne hanno già beneficiato, per il secondo la situazione è leggermente più sfumata, seppur critica. Critica comunque, perché è vero che tra MIBACT e serie A non c’è rapporto diretto automatico, ma ci sono molti ambiti nei quali i soggetti privati (le squadre di A) potrebbero essere destinatari positivi delle attività del MIBACT stesso.

La situazione è piuttosto ingarbugliata anche perché la norma appena analizzata presenta profili ancora dibattuti. Ad esempio essa non esplicita quale sia l’ente col potere di irrogare la sanzione in caso di violazione.

Davanti a questo scenario, chi si frega le mani in attesa del giorno del giudizio è il presidente della Figc Gravina.

Nel caso in cui dovesse essere impugnata e sospesa l’elezione di uno dei due nomi proprio per le incompatibilità succitate, o se dovesse ritirarsi dalla corsa Abodi e non essere eletto Casini proprio per gli stessi timori, il commissariamento da parte della Figc sarebbe quasi automatico, con Gravina stesso nella veste di commissario.

Qualcuno ha voglia di scommettere un centesimo?

Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI POLITICA SPORTIVA

Gravina all’attacco della Superlega

“Superlega inutile e dannosa”

Il presidente della Figc Gravina ha tuonato a Rai Gr Parlamento contro il progetto di Superlega: “Tutto il mondo del calcio a livello nazionale e internazionale sta soffrendo. Sotto il profilo economico-finanziario abbiamo problemi serissimi e qualcuno pensa che la Superlega sia la soluzione, invece è la risposta peggiore.

Il problema reale del calcio non è la mancanza di risorse finanziarie, ma l’utilizzo delle stesse. Bisogna andare oltre un format superato, valorizzare il brand, cercare nuovi progetti e invece si sceglie la strada più breve, andando a caccia di nuove risorse che potrebbero addirittura segnare il fallimento del calcio, perché in realtà vanno messi sotto controllo i costi di gestione.

Faccio un appello al buon senso, alla capacità di questi imprenditori di accantonare questa idea fallimentare, inutile e dannosa, concentrandosi invece per dare un contributo al calcio sotto altri profili”.

Alessio Buzzanca

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SERIE A

Figc: il fischio d’inizio tarda di 5 minuti per tutte le gare del weekend: i dettagli

La Figc ha stabilito che tutte le partite dei campionati di calcio del nostro paese di questo fine settimana (26/27 febbraio) cominceranno con 5 minuti di ritardo per protesta contro la guerra avviata dalla Russia. Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina ha sottolineato che “lo sport non fa politica, ma vuole la pace”.

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POLITICA SPORTIVA SERIE A SOCIETA'

Lega di A: fumata nera per il nuovo presidente

La prima assemblea elettiva andata in onda oggi a Milano è finita con un nulla di fatto. Ancora non maturi i tempi per l’elezione del nuovo presidente in sostituzione del dimissionario Dal Pino, emigrato negli Usa. Diciassette schede bianche su venti hanno tumulato la seduta odierna.

Ciò che emerge è che i presidenti stiano cercando un profilo più politico che manageriale per la guida della Lega (che sia d’immagine, ma senza disturbare troppo), mentre Gravina gradirebbe di più un manager che rispondesse ai suoi input. I nomi caldi sono quelli di Casini (che ha declinato), Veltroni, Alfano.

Lotito all’uscita dell’assemblea si schermisce: “Se nominiamo il nuovo presidente? Non lo so, va chiesto a chi comanda. Io non comando, non decido niente”.

Il secondo round non andrà in scena prima di sette giorni.

L’unica cosa certa è che i ritardi stanno facendo alzare i battiti del presidente della Figc Gabriele Gravina che già con Dal Pino ancora in sella, aveva dato l’ultimatum alla Lega di A per l’adeguamento dello statuto (osteggiato e respinto dalla Lega stessa). “O si allineano o si va al commissariamento” aveva tuonato. Con all’orizzonte la data della preconvocazione del Consiglio federale del 16 febbraio come linea di confine prima della decapitazione.

Ora, senza una guida, la Lega appare indebolita e facile preda per le faide esterne e interne.

Alessio Buzzanca

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POLITICA SPORTIVA

Polemica Lega di A-Figc: Gravina minaccia il commissariamento

Velenosa risposta di Gravina alla missiva dell’Ad della Lega di A De Siervo che certifica lo stato di guerra fredda tra la Federazione e la Lega: “Devo evidenziare l’imbarazzo e lo sconcerto – tuona Gravina – con la quale questa Federazione è venuta a conoscenza che nella giornata di sabato 29 gennaio 2022 è stata inviata dalla Lega Serie A alla sottosegretaria allo sport e al presidente del Coni una nota avente ad oggetto ‘Modifica dei principi informatori degli statuti e delle Leghe’ che riportava in calce i nomi delle venti società appartenenti alla Lega di A ma non la sottoscrizione dei relativi rappresentanti delle stesse”.

Gravina continua lamentando che così facendo è stata data “alle massime autorità governative e sportive l’immagine di un’evidente lacerazione nel nostro sistema. Lacerazione che non giova alle iniziative della Federazione nell’interesse del sistema calcio e della Lega”. 

Nella missiva inviata dalla Lega di A al sottosegretario allo sport Valentina Vezzali e al presidente del Coni Malagò, la proposta della Figc viene definitiva come “non conforme al diritto”.

La Lega inoltre asserisce di non poter ricevere limitazioni alla propria autonomia “se non in presenza di motivi d’interesse pubblico”.

Alessio Buzzanca