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DICHIARAZIONI

Guendouzi: “Siamo stati anche un po’ sfortunati. Continuando così vinceremo molte partite”

Termina in parità la quinta sfida di Europa League: Lazio e Ludogorets non vanno oltre lo 0-0. Il centrocampista biancoceleste Guendouzi a Sky ha così analizzato il match:

Volevamo vincere ma quando si gioca contro una squadra schierata con undici uomini dietro la linea della palla è molto complicato. Abbiamo cercato di spostarli, di muoverli, abbiamo creato qualche occasione da gol, ma siamo stati anche un po’ sfortunati. Comunque, abbiamo giocato bene, mostrando buone trame di gioco. Dobbiamo continuare a lavorare e a giocare come stasera. Ci è mancato qualcosa per fare gol, per fare la differenza, ma abbiamo mostrato diverse giocate di qualità. Abbiamo avuto diverse occasioni, cross, tiri, ma stasera è andata così. L’importante è non aver perso. Siamo in un buon momento e dobbiamo continuare a lavorare come stiamo facendo. Sono convinto che vinceremo molte partite“.

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DICHIARAZIONI

Lazio-Ludogorets, Baroni pre match: “Gara da non sbagliare. Pedro leader, Vecino e Guendouzi garanzie. E su Noslin…”

Il tecnico della Lazio Marco Baroni, a pochi minuti dall’inizio della gara di Europa League contro il Ludogorets, ha presentato la sfida a Sky.

Su Pedro –Conosco un grande atleta, un grande professionista. Gioca perché si allena giocando anche. È un giocatore che ha grande energia. Quando l’ho definito un po’ il leader emotivo, parlavo delle emozioni che lui porta sul campo, nel lavoro. Oggi, avendo qualche piccolo problema, ho cercato di rimettere in campo Vecino e Guendouzi, che ci danno comunque garanzia, perché oggi è una partita che la squadra non deve sbagliare. Non deve sbagliare dal punto di vista mentale e sono anche un po’ curioso perché dobbiamo veramente affrontare questa gara con il piglio giusto. Credo di avere anche la possibilità di fare qualche cambio, specialmente nei ruoli dove c’è un po’ più usura“.

Sulla partita – Alla squadra chiedo un salto ancora di spessore, perché noi dobbiamo fare bene anche se giochiamo un’amichevole. Oggi siamo davanti a una squadra importante, con un percorso importante in campionato. La squadra non deve sbagliare l’atteggiamento. Poi le partite si possono vincere, perdere, pareggiare. Ma l’atteggiamento non deve mai mancare. È quello che chiedo, che non possiamo sbagliare“.

Noslin – Mi sono preso un po’ di responsabilità perché un ragazzo così giovane che arriva in una piazza importante dove c’è pressione. Io non l’ho certamente aiutato, perché gli ho cambiato molti ruoli. Ha giocato sia attaccante esterno, sia da punta centrale, sia a destra che a sinistra. Ma lui è un giocatore forte, bravo, ha tanta energia. Oggi lo riporto in quello che forse lui interpreta meglio, però dobbiamo anche creargli un percorso di crescita. Purtroppo queste tre gare dove lui è squalificato lo hanno penalizzato anche dal punto di vista del minutaggio e dell’opportunità di giocare partite importanti. Da questo punto di vista è un pochino più indietro degli altri, però è un giocatore che arriverà sicuro“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Guendouzi e Rovella hanno qualità superiori alla media. Ecco il ruolo di Dele-Bashiru…” (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio:

Se potessi scegliere la data del derby, lascerei quella stabilita. Non conta il momento, ma come si gioca. Poi quando giocavo io spesso aveva la meglio la squadra in difficoltà.

Rovella? In questo momento sta davvero bene, è determinante. Avere tutti i protagonisti contro il Napoli sarebbe importante. La gestione dei cartellini è comunque da valutare.

Sono contentissimo dei giudizi che ci sono e dell’entusiasmo: questo è già un successo per calciatori, tecnico, società e tifosi.

Dele-Bashiru? Non credo abbia qualità, anche mentali, per ragionare da centrocampista; ragiona da seconda punta, da trequarti, e per metterlo in mezzo ci vuole tempo. Guendouzi e Rovella, a livello di tecnica, sono superiori alla media.

La comunicazione di Baroni? Chiara, semplice. Parla così sia ai calciatori che alla stampa.

Comprare una punta? Gli attaccanti della Lazio la condizione la trovano giocando bene. Castellanos più gioca e più trova la forma. Anche Immobile era così. Davanti siamo a posto. Credo che la società deve fare uno sforzo per prendere un profilo di livello a centrocampo“.

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RASSEGNA STAMPA

Guendouzi: “Lazio capolavoro, merito di Baroni. Champions dura ma possiamo provarci. Rovella già top in Italia”

Rinato grazie alla cura Baroni, ora la Lazio si gode il miglior Guendouzi. Il centrocampista francese si è raccontato così ai microfoni de La Gazzetta dello Sport: questo uno stralcio delle sue parole.

Guendouzi, è proprio il caso di dire che il suo matrimonio con la Lazio sta facendo la fortuna di entrambi.

«Alla Lazio e nel campionato italiano mi trovo molto bene, sono soddisfatto della scelta fatta. Anche se sono qui da poco più di un anno credo di essere cresciuto parecchio come calciatore. Il vostro campionato è secondo solo alla Premier e, dal punto di vista tattico, è il massimo che ci sia. E questo, specie per un centrocampista, è un fattore molto importante».

Il suo ritorno in nazionale è stato la ciliegina sulla torta di quest’ultimo periodo, anche considerando quanto sia folta e valida la concorrenza.

«Sì, la Francia può contare su tanti giocatori di grande livello. Da questo punto di vista penso che siamo la nazionale migliore al mondo. Solo nel mio ruolo ci sono campioni come Kante, Camavinga, Tchouameni, Rabiot, Zaire-Emery, Fofana. Non è facile essere convocati. Per me esserci è una soddisfazione enorme. Per ogni calciatore giocare per la propria nazionale è il massimo che ci sia, il sogno di bambino che si realizza».

A proposito di nazionale. Vi siete ritrovati proprio contro l’Italia…

«È una partita alla quale tenevamo molto, specie dopo la netta sconfitta che avevamo subito in casa. L’Italia è una squadra forte e dalla grande tradizione, non era facile vincere a San Siro con due gol di scarto. Ce l’abbiamo fatta grazie a una ottima prestazione. E così abbiamo cancellato anche le ultime prove che non erano state all’altezza della situazione».

I suoi duelli con Rovella nel finale di gara hanno fatto trattenere il fiato ai tifosi laziali…

«Sì, Nicolò ha fatto un paio di interventi al limite su di me, ma giusto così perché la partita era importantissima. Ci abbiamo scherzato su alla fine. Ha tutto per diventare un top player ed essere in tempi brevi il miglior centrocampista italiano, anzi forse lo è già. È una fortuna giocare con lui nella Lazio. Insieme stiamo facendo cose importanti e potremo farne altre ancora più interessanti».

Già. Questa Lazio non finisce di stupire. Ma come è nato questo piccolo-grande capolavoro?

«I meriti maggiori vanno a Baroni, non c’è dubbio. Ci ha dato un gioco bello ed efficace, in cui tutti attaccano e tutti difendono. Il mister è stato bravo a coinvolgere ogni giocatore della rosa. Ci ha dato entusiasmo, ma anche una organizzazione quasi perfetta. Sin dai primi giorni di ritiro abbiamo capito che si poteva andare lontano. Poi, quando sono cominciate le partite ufficiali, ci siamo resi conto che era esattamente come pensavamo».

Dopo quasi un terzo di stagione siete primi in Europa League e secondi in campionato a un punto dalla vetta. Ma dove volete arrivare?

«Beh, innanzitutto dobbiamo restare con i piedi per terra perché siamo ancora alle battute iniziali e abbiamo avversari fortissimi sia in A sia in Europa. Detto questo, dobbiamo continuare così senza porci limiti. Di obiettivi meglio non parlare, però sono onesto: a me piacerebbe tornare in Champions, quindi dobbiamo cercare di arrivare tra le prime quattro. Non sarà facile, perché in Italia ci sono almeno 7-8 squadre che possono ambire a quel traguardo e inoltre la classifica è molto corta. Però abbiamo dimostrato di poter competere».

E poi ci sono le coppe.

«Sia in Europa League sia in Coppa Italia possiamo dire la nostra. Con l’Arsenal ho vinto la FA Cup e perso una finale di Europa League, sono esperienze fantastiche. A me piacerebbe da matti, quest’anno o anche nei prossimi, vincere un trofeo con la Lazio. Ne sarei felicissimo per i tifosi che ci seguono dappertutto e ovviamente anche per il club».

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio, Guendouzi-Rovella da tenerseli stretti. L’infortunio di Tavares mi preoccupa” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

Rovella-Guendouzi in Italia-Francia è stato bello, significativo. Parliamo di due giocatori che stanno facendo grandissime cose. Rovella da giocatore anonimo è diventato davvero un ottimo centrocampista. A me piace molto, non può far altro che migliorare. La Lazio questa coppia di centrocampisti deve tenerseli stretti. Parliamo di due nazionali, è stato davvero un affare portarli a Roma.

Tutta la Lazio sta facendo grandi cose, non si può circoscrivere solo a loro, ovviamente. Chi entra fa bene, c’è un collettivo vero, una squadra che fa anche sognare. Ora ci sarà un trittico di gare importanti, se la Lazio ne viene fuori bene possiamo anche pensare ad una squadra competitiva per lo scudetto.

L’infortunio di Tavares mi preoccupa molto, con tutto il rispetto per l’apporto di Pellegrini. Il portoghese è stato tra i più decisivi, sarebbe un grosso peccato perderlo”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – De Cosmi: “Baroni pensa più all’uomo che al calciatore. Tra Rovella e Guendouzi ecco chi scelgo…” (AUDIO)

ROBERTO DE COSMI in collegamento a ‘NMM’

Il riconoscimento di ieri fa vedere la direzione che sta prendendo questa società. E’ un lavoro che parte da lontano e mira ad andare avanti.

Vedere Baroni lavorare così bene con umiltà ci fa arrivare un messaggio forte. Bene anche Guendouzi e Rovella in Nazionale.

Dal campo arrivano segnali positivi. La gara di domenica contro il Bologna rappresenta tantissimo per noi, affrontiamo un avversario di spessore e valore.

Gli infortuni in Nazionale penalizzano Baroni, anche se i singoli grazie a lui si sentono valorizzati. Aspettiamo il ritorno di tutti per capire chi potrà scendere in campo.

Baroni mette sempre la persona prima del valore del calciatore o dell’allenatore stesso. Tutti i giocatori hanno riconosciuto al tecnico questo pregio. Faccio un applauso a quello che si sta facendo, ma è chiaro che la strada intrapresa è per andare avanti, per proiettarsi al futuro.

Chi è più importante tra Guendouzi e Rovella? Sono due calciatori con caratteristiche diverse. Abbiamo visto anche come Spalletti abbia evidenziato le doti da play di Rovella. Guendo è leader dallo scorso anno, è un ‘invasore’, sa attaccare alto e spesso esce anche dallo schema. Sono due giocatori diversi: Guendo ha qualcosa in più nei panni del leader, a livello carismatico.

Women? Nel primo tempo del derby la Lazio poteva finalizzare, nella ripresa il raddoppio giallorosso è viziato da fuorigioco. Sabato al Fersini ci sarà una gara difficile contro la Sampdoria, andiamo a sostenere le ragazze che stanno facendo bene in questa Serie A“.

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RASSEGNA STAMPA

Rovella e Guendouzi fanno impazzire la Lazio. Oggi l’abbraccio e arriva il soprannome…

Guendouzi lo ha accarezzato, c’è una foto diventata virale sui social, perché ha fatto impazzire i laziali in amore. Rovella, invece, lo ha steso e le immagini di San Siro sono entrate nelle case degli italiani attraverso il televisore. Due legnate mica male, tanto per mettere a posto Matteo, che stava giocando a petto in fuori, come fa ogni volta, e stava cominciando a discutere con gli azzurri. Ci ha pensato il laziale, appena entrato, e ci ha strappato un sorriso, non solo ammirazione. Sana e leale competizione. Niente inchini, si contrastaGuendouzi è rimasto a terra e poi si è rialzato, perdonando l’amico. Avrebbe fatto lo stesso, c’è da giurarci. A Formello un po’ hanno tremato, come confessava sorridendo il ds Fabiani. I tifosi anche, ricche testimonianze sui profili dei due giocatori. Rovella ha postato la foto simbolo della serata, il francese l’ha ripubblicata aggiungendo un «my bro», mio fratello. La Lazio si è riempita e gonfiata d’orgoglio. Che coppia quei due. Li ha tirati su Sarri, se li gode Baroni. E la società rivendica le scelte compiute nell’estate Champions: 18 milioni per Guendouzi, 17 per Rovella, il totale fa 35. Si chiama ottimizzazione dei costi, si legge competenza.

Rovella-Guendouzi, la svolta con Baroni

Un anno di rodaggio e ora viaggiano in tandem, anzi si può dire siano diventati il vero segreto dell’orchestra di Baroni. Due punte e due esterni, un 4-2-3-1 tendente al 4-2-4, perché in mezzo ci sono quei quattro polmoni. Che poi se le siano date di santa ragione al Meazza poco importa. Anzi, se volete, sono in linea con la storia più bella della Lazio. Sul campo di Tor di Quinto, gli eroi del ‘74 si gonfiavano regolarmente sotto gli occhi di Maestrelli. Era un modo di allenarsi e di arrivare tiratissimi alla partita di campionato. Baroni, guardandoli in tv, avrà pensato al Bologna: si presenteranno in ottima condizione, così sono apparsi durante Italia-Francia.

Da comprimari a nazionali

Guendouzi ha ormai conquistato i galloni di titolare aggiunto per Deschamps che lo ha sistemato accanto al romanista Koné e all’ex bianconero Rabiot. Le cifre: 11 chilometri percorsi, 39 passaggi riusciti su 44, 54 tocchi di palla, 5 falli subìti. Rovella, dopo il debutto convincente di Bruxelles, non ha perso tempo per confermarsi. Locatelli non ingranava e Spalletti lo ha messo dentro: in 29 minuti 26 passaggi riusciti su 28, un tiro (centrale ma potente), 1 cross, 1 tackle, 3 palloni recuperati, un ingresso lucidissimo e pieno di personalità. Senza paura sul campo dove sognava di giocare da bambino. Lucio era rimasto colpito dal suo volume di corsa e di lavoro difensivo in Belgio. Deve verticalizzare di più il gioco e specializzarsi da vertice basso, ma è stato promosso a pieni voti. Resterà nel gruppo azzurro. Ha scalzato Fagioli e staccato Locatelli. Se la giocherà con Samuele Ricci, suo amico dai tempi dell’Under 21, titolare in regia. Papà Paolo e mamma Deborah erano allo stadio Re Baldovino per il suo esordio. Abitano nel quartiere milanese di Pagano, vicinissimo a San Siro. Domenica lo hanno atteso fuori dopo la partita e sono tornati a casa a piedi, come nel 2019, quando Nicolò debuttò in Serie A (Inter-Genoa 4-0). Un altro segno del destino. Rovella ieri era a Milano. Oggi tornerà a Formello e riabbraccerà Guendouzi. Chissà che risate nello spogliatoio. Corriere dello Sport

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‘NMM’ – Stendardo: “La Lazio rappresentava tutto per noi. Rovella e Guendouzi fondamentali, sulla coppia Gila-Romagnoli…” (AUDIO)

GUGLIELMO STENDARDO in collegamento a ‘NON MOLLARE MAI’!

Non mi faccio condizionare dal risultato negativo di ieri, credo che il percorso della Nazionale sia positivo. Quando incontriamo squadre come la Francia ancora la differenza si vede; al di là dei calci da fermo, i francesi sono stati nettamente superiori, con il loro talento e la loro fisicità e per lunghi tratti della gara hanno messo in difficoltà la nostra Nazionale. Lo stesso Spalletti ha evidenziato che il ko toglie delle certezze dopo le ultime bellissime prestazioni. Quando incontri squadre del calibro della Francia escono i limiti dell’Italia.

Gli attaccanti fanno sempre la differenza, non solo nella finalizzazione ma anche nella partecipazione al gioco. Retegui, o anche Kean, stanno facendo bene ma giocare a livello internazionale non è come giocare in Italia. Forse quel centravanti che avevamo qualche hanno fa manca; anche Ciro quando era in forma ha fatto tanto in Nazionale.

Scamacca, come Retegui e Kean, ha margini di miglioramento ma non credo abbiano completato il loro percorso tecnico-tattico. Spero che nei prossimi anni possano crescere. Guardiamo Haaland che continua a fare triplette, questo manca alla nostra Nazionale, un terminale offensivo così.

Guardo anche le cose positive della Nazionale: la squadra gioca bene, cerca di essere offensiva, ha un tecnico bravo, con personalità; provano ad imporre il loro gioco e credo che siano stati fatti passi in avanti. Sulle palle inattive è la concentrazione che fa la differenza, indipendentemente dal tipo di marcatura.

Rovella e Guendouzi? Buona prova di entrambi. Il francese è stato attento, ha giocato in un centrocampo forte e fisico. Forse sul gol di Cambiaso poteva fare meglio, ma ha fatto un’ottima prova come Rovella, che quando è entrato ha dato intensità. Si vede che vivono un grande momento di forma, sia nella Lazio che in Nazionale. Credo che siano importanti anche per il futuro della Lazio, sono bravi sia a a difendere che a impostare, oltreché a fare gol. Vecino è diverso, ha sempre fatto la mezzala. Rovella invece ha sempre fatto il play e con Baroni lo vediamo in una veste diversa, in cui anche lui potrebbe attaccare la porta. Sono entrambi fondamentali per la Lazio.

Liverani era molto tecnico, verticalizzava molto. Rovella riesce a fare le due fasi, ha un piede diverso. Liverani aveva un mancino da trequartista, ma Rovella è molto forte.

Miglior difensore italiano? Buongiorno, soprattutto per il momento che sta vivendo. E’ molto giovane e con Conte sta crescendo tanto.

Romagnoli-Gila è un’ottima coppia di centrali. Gila è molto forte, Alessio è sempre stato determinante. Hanno caratteristiche diverse che si compensano. Gigot ha caratteristiche simili a Gila, è un bel giocatore. Credi che la Lazio abbia difensori forte e credo che tutto parte dalla parte difensiva.

Il centrocampo della Lazio è forte, ha dei giocatori sia fisici che tecnici. Ci sono anche Castrovilli e Dele-Bashiru che dobbiamo aspettare. La Lazio ha calciatori lì in mezzo che permettono di cambiare anche in corsa.

Lotito qualche giorno fa alla Luiss parlava della nostra Lazio, quella del 2006, che dal punto di vista qualitativo non era eccelsa ma aveva un senso si appartenenza forte unito a voglia di andare oltre i propri limiti. La Lazio per noi e per mister Delio Rossi era l’occasione della vita, rappresentava tutto. Poteva cambiarci la carriera. Negli ultimi tempi si era perso questo senso di appartenenza, quest’anno la squadra, a partire dal tecnico, ha grande motivazioni, ha ritrovato questo sentimento e mi auguro lo mantenga fino alla fine. E’ chiaro che i risultati fanno la differenza, però la squadra ora ha ritrovato quello spirito che è alla base per costruire il successo. La Lazio è un club importante, rappresenta Roma, è un punto di arrivo ma per tanti giocatori è veramente l’occasione che gli può cambiare la vita“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘SVB’ – Rambaudi: “Bene Rovella e Guendouzi, il francese meglio non averlo come avversario. E sul Bologna…” – (AUDIO)

Roberto Rambaudi è intervenuto ai microfoni di Radiosei nella trasmissione ‘Sei Volte Buongiorno’. Le parole dell’ex calciatore biancoceleste sul momento della Lazio e della Nazionale:

All’Italia è mancata attenzione sui calci piazzati. La prestazione c’è stata, ma non sono mai stati pericolosi. Prova bella ma poco efficace. Retegui, anche se poco servito, non è stato molto d’aiuto alla squadra. Anche l’assenza di Donnarumma potrebbe aver deconcentrato i calciatori.

Credo che Locatelli abbia fatto bene ma non troppo. Rovella cerca la giocata chiave, mentre Locatelli quella bella che non serve.

Guendouzi? Vedendolo nella squadra avversaria, è irritante (sorride ndr). Rovella ad un certo punto gli ha anche detto di piantarla. Ad ogni modo è cresciuto molto, basta vedere come sta in campo e come è diventato sempre più leader. Il linguaggio del corpo ora ragiona con il ‘noi’, ha cambiato atteggiamento.

Baroni proseguirà con le rotazione. Tchaouna e Isaksen devono migliorare. Tchaouna ha qualità, deve abbinare la continuità. Loro due hanno diverse caratteristiche. Il loro impiego dipenderà anche da chi avranno dietro: con Tchaouna è possibile vedere Marusic, dà più equilibrio; con Isaksen va bene anche Lazzari.

Dia? Bisogna vederlo in allenamento per capire se potrà giocare domenica. Col Bologna se vuole dare un messaggio offensivo, Baroni lo mette. Altrimenti va bene anche Pedro dietro alla punta.

Dopo la sosta solo il tecnico che li ha visti in allenamento può sapere chi è pronto per giocare. Tuttavia, chiunque sceglierà andrà bene. L’allenatore ha trovato, merito anche dei calciatori, la chiave giusta. I giocatori sono stati molto bravi a farsi coinvolgere, sono un gruppo unito. Sono affamati, hanno spirito di sacrificio. Faccio i complimenti a tutti, per il modo in cui hanno ottenuto i risultati. Ci saranno dei momenti difficili, ma secondo me la squadra rimarrà compatta e con la voglia di stupire.

Castellanos a partita iniziata, se Dia sta bene, può essere una soluzione, visto che il calciatore torna da un viaggio lungo. L’altra opzione può essere Noslin centravanti per non dare riferimenti al Bologna. Io personalmente non rinuncerei mai al Taty, ha sempre voglia di vincere.

La sfida col Bologna la preparerei come se fosse una finale, soprattutto perché dopo la sosta tornare in campo come prima della pausa non è scontato. L’obiettivo deve essere fare bene in questo mini ciclo di gare, Bologna e Parma, che possono portarti primo in classifica.

Il Bologna è una squadra riconoscibile, ha un calcio propositivo. Come mentalità è un po’ come la Lazio. Servirà un ritmo alto, far girare la palla veloce. Noi dovremo essere bravi, e lo siamo, a verticalizzare rapidamente anche con i difensori“.

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RASSEGNA STAMPA STATISTICHE

Lazio, Guendouzi “leader emotivo”: è il più utilizzato da Baroni

Nonostante la filosofia democratica della Lazio, tra i 22 giocatori della rosa utilizzati in maniera abbastanza equa, senza troppe differenze di minutaggio, c’è un’eccezione, rappresentata da Guendouzi. Il francese, nelle prime 16 gare stagionali, tra coppe e campionato, è stato il giocatore maggiormente utilizzato dal tecnico biancoceleste, anche più di Provedel (di solito sono gli estremi difensori a vantare il maggior minutaggio).

Come riporta La Gazzetta dello Sport, l’imprescindibilità del calciatore francese si misura con i minuti giocati, ma anche per il numero di presenze da titolare. Baroni ha scelto come titolare Guendouzi in 14 partite sulle 16 giocate dalla Lazio (12 su 12 in campionato, 2 su 4 in Europa League).

I motivi della scelta trovano spiegazione nelle prestazioni sul campo del calciatore che venivano apprezzate, allo stesso modo, anche da mister Sarri. Poche volte, nei primi sette mesi del francese a Roma, ha rinunciato a lui. Guendouzi è diventato un leader anche per i compagni. Presente in campo, sempre reattivo nel dare indicazioni e a mantenere alta la concentrazione della squadra.