Il mignolo del piede destro è nero, tumefatto, ma Guendouzi non molla, lotta col tempo e col tormento, vuole giocare ed esserci a ogni costo. Ecco perché da Formello fanno trapelare addirittura un cauto ottimismo per il big match di Torino, nonostante Mattéo rimanga in forte, fortissimo dubbio. È più un grido di speranza che un reale sospiro di sollievo. Si parla di una pesante contusione dopo gli esami di ieri mattina a Villa Mafalda, ma non c’è un comunicato ufficiale che escluda la frattura del dito calpestato durante Francia-Belgio.
Lo staff medico biancoceleste era in ansia, temeva addirittura un mese di stop, da ieri mattina studia invece il modo per coprire l’infortunio ed evitare di peggiorarlo. Merito della disponibilità e della forza di volontà di Mattéo, pronto persino a stringere i denti, magari con una fasciatura e un sostegno interno allo scarpino, pur di non abbandonare il centrocampo
Il dolore di Mattéo resta intenso. È fondamentale schierare il miglior soldato nello scacchiere di sabato sera contro la Juventus, ma solo domani si avrà un responso definitivo. Il centrocampista starà fermo anche oggi, cure e riposo assoluto, poi farà un provino per testare il grado di sopportazione del suo mignolo malconcio. L’esito è ancora incerto, c’è anche un po’ di pretattica dietro questo fiato sospeso. Guendouzi e Rovella sono i polmoni di Baroni per reggere il peso offensivo del 4-2-3-1. Il francese ha riposato solo all’esordio in Europa contro la Dinamo ad Amburgo, il tecnico non ha mai rinunciato alla sua interdizione nelle prime sette giornate di questo campionato. Spremuto già 717′ con la sue corse a perdifiato, figuriamoci quanto mancherebbe contro la Juventus, in uno Stadium in cui da sette anni il successo è un tabù. Sinora Mattéo ha macinato 11,5 chilometri a gara, ha intercettato più palloni (9) di qualunque altro compagno e segnato anche una rete decisiva contro il Toro, anzi due nell’anno solare proprio a Torino. Il Messaggero