Aprite le porte alla grande bellezza in serbo: Milinkovic è tornato, è ad Auronzo. Il suo sbarco sulle Dolomiti poteva slittare a oggi pomeriggio, ma il dottor Pulcini ieri mattina ha anticipato le visite mediche nel suo Lab privato e lo ha spedito a Fiumicino. Dalle 16.30 di ieri pomeriggio il Sergente è felice e contento in ritiro. Pantaloncino militare, occhiali e pollice alzato, proprio quando i tifosi gli cantano davanti all’albergo: «Resta alla Lazio». Milinkovic poi fa una sgambata da solo. Sarri non ci ha ancora parlato a tu per tu (slittato a oggi il confronto), ma il concetto rimane quello di fine maggio. Anzi, persino lo United si è tirato indietro, Sergej ora accetterà solo offerte da big che giocano la Champions, altrimenti cercherà di riprendersela con l’aquila sul petto. Forse uno strappo potrebbe essere fatto per l’Arsenal, sempre in agguato. L’agente Kezman si guarda intorno, non gli farà firmare il rinnovo, ma servono proposte da almeno 65 milioni per convincere Lotito. Il patron può regalare a Sarri Ivan Ilic (il tecnico lo vorrebbe a prescindere dall’addio di Luis Alberto) o addirittura Zielinski al suo posto, ma prima deve recuperare i 34 milioni già spesi sul mercato. Il Messaggero