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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma: “Fuori ogni logica le parole di Lotito sullo scudetto. Aumenta il rischio di perdere Romagnoli” (AUDIO)

ALBERTO DALLA PALMA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Pensavo fosse stato necessario spingere per il tesseramento di Romagnoli, poi abbiamo capito che bisogna avere pazienza perché molto passa dalla cessione di Acerbi. Il rischio di perdere quest’opportunità di mercato è alto, tra l’altro ora credo che tutti gli sforzi saranno concentrati sulla soluzione della situazione indice di liquidità. Dire come ha fatto Lotito che la Lazio stia lavorando per lo scudetto sembra fuori da ogni logica. Mi auguro, piuttosto, che torni ad esserci un metodo di mercato basato sulle idee

Ipotesi Flaminio

“Verificheremo se ci sono delle novità dell’ultima ora visto che Lotito è tornato a parlare di Flaminio. Da quanto ne sappiamo e da quanto detto spesso dall’Assessore Onorato reali possibilità non ce ne sono”

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CALCIOMERCATO

Stallo Acerbi, Romagnoli quanto aspetterà la Lazio?

Lo avevamo scritto più volte che non sarebbe stato facile trovare una squadra ad Acerbi, che – in accordo con la Lazio – da gennaio ha programmato il suo addio da Roma. E così si sta rivelando, perché a due settimane dalla fine del campionato ancora non si muove nulla di concreto sul suo futuro. Due i motivi, sicuramente non tecnico-tattici: la decisione di Lotito – anche legittima – di non regalare il suo cartellino (valutato 3-5 milioni) e l’ingaggio pesante di Acerbi, che da poco ha rinnovato il suo contratto fino al 2025 a 2,5 milioni di euro più bonus. Non una cifra irrisoria, considerando l’età non più giovanissima (34 anni). Logico che le squadre si facciano due conti prima di metterlo sotto contratto. Su di lui a fari spenti c’è la Juventus, che deve sostituire Chiellini, e può inserirsi l’Inter, se dovesse vendere Bastoni al Tottenham: Acerbi è un fedelissimo di Inzaghi, che nel 2018 si mosse in prima persona per portarlo dal Sassuolo a Roma.

Lo stallo su Acerbi è il motivo per cui la Lazio non accelera su Romagnoli: nei piani del club, l’ormai ex Milan prenderebbe il suo posto nella rosa di Sarri. La distanza economica (ballano circa 500 mila euro) con Romagnoli ancora c’è, ma a Formello sono convinti di chiudere una volta che si sblocca la cessione di Acerbi. Per questo hanno chiesto all’ex Milan, che nei giorni scorsi è tornato a casa sua a un’ora da Roma, di temporeggiare. Ma fino a quando aspetterà, il nuovo campione d’Italia? È una ghiotta occasione, Lotito non può farsela scappare. Tuttomercatoweb.com

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CALCIOMERCATO

Cabral, c’è l’ok di Sarri: ora la Lazio può trattarlo per 4-5 milioni

Mosse e strategie di mercato, la Lazio pronta a valutare la conferma di Jovane Cabral. Il capoverdiano sembra destinato ad essere ancora il vice Immobile. Arrivato in prestito a gennaio, ha giocato pochissimo negli ultimi sei mesi. I termini per il riscatto sono scaduti lo scorso 31 maggio, eppure a Formello c’è l’intenzione di confermarlo. L’affare si può chiudere intorno ai 4-5 milioni di euro, non di più. Cabral ha passato il periodo di apprendistato con Sarri. Prendere un altro attaccante vorrebbe dire iniziare un percorso con una nuova punta. Il tecnico ha dato il suo ok all’eventuale riscatto. Entro due settimane si conoscerà il suo futuro. Da apprezzare sicuramente il suo impegno: Jovane aveva esordito a febbraio in Europa League nella trasferta con il Porto. Poi era sparito dai radar. Rilanciato solo nell’ultima di campionato in cui ha pure segnato il suo primo gol. Sogna la conferma, la Lazio valuta. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Contestato perché ho eliminato privilegi. Sarei dovuto essere più conciliante. Flaminio? Favorevole, ma…”

Claudio Lotito chiediamo come spiega l’astio contro di lui, nonostante sia, per numero di trofei, il presidente più vincente della storia della Lazio. “Nella vita si fanno delle scelte. Io ho scelto sin dal primo giorno di dire la verità. All’inizio delle mia avventura, ho detto che bisognava fare dei sacrifici, perché avevamo 550 milioni di debiti, che aumentavano di anno in anno. A molti le mie parole non sono piaciute. Si pensa sempre che il patron è quello che mette i soldi alla cieca e, invece, in una società per azioni, bisogna badare non solo al risultato sportivo, ma prima di tutto alla sopravvivenza e, quindi, a una gestione sana e vincente. Io non sono solo il proprietario della Lazio, ma il custode di una di passione secolare, che ho il dovere di preservare per tramandarla alle future generazioni. Devo essere, e mi sento, un presidente tifoso e non un tifoso presidente”.

Il clamore dilagante contro la Lazio è a pelle o è promosso da chi gravitava nel mondo Lazio e si è visto, con il suo avvento, chiudere i rubinetti?

“La Lazio ha il centro sportivo più grande e più moderno d’Italia, una invidiabile situazione economico-patrimoniale ed è la squadra che in questi anni ha vinto il maggior numero di trofei, dopo la Juventus. Per certi versi, la contestazione è un mistero. La verità è che una gestione trasparente elimina privilegi consolidati. Sarebbe stato facile per me continuare con le elargizioni pubblicitarie a pioggia alle radio e ai giornali. E’ per questo che molti, invece di mettere in luce quello che facciamo, cercano di demolirlo”.

Maurizio Sarri ha detto che per lui è molto più bello essere l’allenatore di una squadra, di proprietà di una famiglia e non di un fondo di investimento. Come pensa che il calcio sostenibile di una famiglia possa essere competitivo in un mondo, dove l’insostenibile sembra essere diventato la regola universale?

“Io sono convinto che si possano coniugare i risultati sportivi con quelli economici. Io voglio spendere, non sperperare. Per anni la Lazio era stata una mucca da mungere. Tutti pretendevano una collaborazione, un contratto, un’elargizione. Nel momento in cui chiudi i rubinetti, tu diventi un nemico da abbattere. Vede, nel mondo del calcio non mancano né i giocatori, né i direttori sportivi, né gli allenatori. Quel che manca sono le idee. Con le idee, prima che con il denaro, abbiamo ottenuto risultati importanti. Con le idee abbiamo, fra tanti altri trofei, conquistato la Supercoppa italiana, battendo la corazzatissima Inter di Mourinho. I soldi aiutano, ma non sono tutto”.

A proposito di sostenibilità, come è riuscito a trattenere i giocatori, che nella Lazio sono diventati top player e forse potevano ambire a ingaggi superiori?

“L’attaccamento alla maglia non è retorica, ma qualcosa che si può coltivare. A Formello il biancoceleste è un brand a vista d’occhio e il colore dell’appartenenza. Sono i colori della prima Olimpiade, che aveva come motto la vittoria per merito e senza scorciatoie. Noi siamo, prima ancora che una società sportiva, un ente morale. Noi siamo presenti sul campo e fuori dal campo, nella nostra città e nel paese, per abbattere con le nostre iniziative sociali, barriere e steccati a livello economico, culturale e razziale. Siamo diversi. E’ normale che qualche campione lo capisca e voglia restare”.

I suoi rapporti con la Curva Nord sono storicamente complicati. Un punto di incontro è nella sua agenda dei desideri?

“Io ho cercato senza tentennamenti di far rispettare le regole a tutti i tifosi. Continuerò a mettere in campo ogni azione volta a prevenire e a reprimere comportamenti illegittimi. Poi, è chiaro che le notizie artatamente false o a senso unico, messe in giro un giorno sì e l’altro pure, non aiutano. Guardi il contratto a Sarri. Tutti a metterlo in dubbio e a remare contro. E, invece, il contratto è firmato”.

Il Flaminio, come nuovo stadio della Lazio, potrebbe favorire il miglioramento dei rapporti?

“Lo stadio Flaminio appartiene alla storia della Lazio. E’ il luogo di una passione senza tempo. Io sono favorevole e disponibilissimo, ma non dipende solo da me. Ci sono da superare tutta una serie di ostacoli burocratici e concreti per renderlo lo stadio che vogliamo”.

C’è qualcosa che non rifarebbe?

“Smusserei gli angoli più aspri del mio carattere e sarei, in tante situazioni, più conciliante. Io, purtroppo o per fortuna, sono fatto così ed è difficile cambiare in corsa”.

Il suo sogno nel cassetto è lo scudetto?

“Abbiamo vinto tutto il resto. Manca solo quello. Non è solo un sogno, ma l’obiettivo. Ci stiamo lavorando”. Il Foglio

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, nulla si muove: Sarri spera nella sua permanenza

Nulla si muove. Può essere descritta così la situazione Milinkovic. Infatti, non sarebbe ancora arrivata nessuna offerta per il serbo. Il suo agente Kezman starebbe perlustrando l’Europa, ma di concreto ora ci sarebbe poco. I top club, quantomeno al momento, sottolinea il Corriere dello Sport, avrebbero altri obiettivi. Sergej resterebbe fuori dalla giostra, anche se United e Psg sarebbero sempre interessate. Un problema potrebbe essere la valutazione, con Lotito che sparerebbe alto e lo staff convinto che 65-70 milioni siano la cifra. Non resta che attendere cosa accadrà a giugno, ma, se le cose non dovessero cambiare, il Sergente si presenterà regolarmente in ritiro. E a quel punto, come spera Sarri, la permanenza sarebbe un’ipotesi sempre più probabile.

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CALCIOMERCATO

Indice di liquidità, servono almeno 5 milioni: il piano cessioni

Le cessioni in casa Lazio rimangono la priorità per sbloccare l’indice di liquidità. In uscita ci sono Muriqi, Vavro e Escalante. Tutti e tre sono andati in prestito a gennaio e possono garantire un tesoretto utile per le casse biancocelesti. Lotito vorrebbe sistemare tutti e tre entro il 22 giugno, data ultima per coprire il deficit dell’indicatore di liquidità, senza mettere mani al portafogli (come accaduto nell’estate scorsa con un esborso di 3,9 milioni di euro). Stavolta servono 5 milioni, di cui 4 potrebbero entrare grazie alla cessione a titolo definitivo di Vavro al Copenaghen. Altri 2 milioni dal Cadice per Escalante. Nel caso sarebbero sufficienti per colmare quel gap e sbloccare l’indice di liquidità. Corriere dello Sport

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CALCIOMERCATO

Casale, il neo Ds D’Amico vuole portarlo all’Atalanta

Sorpresa nella corsa a Nicolò Casale, difensore dell’Hellas Verona che fa gola a molti. Su tutti alla Lazio, con Maurizio Sarri che lo considera uno dei primi nomi per rinforzare la rosa biancoceleste in vista della prossima stagione. Secondo quanto riporta L’Eco di Bergamo, ci sarebbe anche il ds Tony D’Amico, arrivato proprio dal Verona alla Dea, sulle tracce del centrale della formazione scaligera.

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CALCIOMERCATO

Lazio, Acerbi vuole partire: i biancocelesti valutano scambi

Acerbi vuole sempre partire, la Lazio non gliel’ha vietato. Ma tra il dire e il fare ce ne vuole, ce ne passa. Il Leone è in Nazionale, aspetta offerte. Spera nella chiamata di una big del Nord, finora non arrivata. Giugno è appena iniziato, il mercato deve decollare, sarà lunga l’estate. La fretta è della Lazio, per far posto a Romagnoli vuole cedere Acerbi. E’ in una morsa, la società. Rischia di perdere il capitano del Milan, sa che la cessione del Leone, se si chiuderà, prevede tempi lunghi. Acerbi si concentra sugli azzurri, poi andrà in vacanza. Il ritiro di Auronzo scatterà il 5 luglio sera, il raduno è previsto per il 3 luglio. La sua presenza si valuterà rispetto al periodo di riposo che gli spetterà. Sarri freme, è senza portiere, deve rintracciare almeno due centrali dopo l’addio di Luiz Felipe, è rimasto con il solo Patric più Radu e Kamenovic. Corrieredellosport.it

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COPPA ITALIA

Coppa Italia, il tabellone 2022-2023: possibile Lazio-Juve ai quarti

Definito il tabellone per la prossima Coppa Italia 2022-2023. Già stabilito, infatti, il posizionamento delle otto teste di serie che entreranno in gioco, per l’appunto, agli ottavi di finale della competizione che prevede una partecipazione (compreso il turno preliminare) di 44 squadre complessive.

Si diceva delle otto big. Che entreranno in gioco subito dopo i Mondiali del Qatar. Le date degli ottavi della Coppa Italia saranno, infatti, il 10, 12, 17 e 19 gennaio in gara “secca” e in casa della testa di serie in questione. Le teste di serie corrispondono, di fatto, alle prime otto in classifica dell’ultimo campionato di Serie A. Con un’ordine minimamente diverso dal momento che la prima in ordine gerarchico è ovviamente la formazione detentrice del trofeo, l’Inter. Quindi, nell’ordine, Milan, Napoli, Juventus, Lazio, Roma, Fiorentina e Atalanta.

Coppa Italia: Inter-Juve possibile solo in semifinale

Già deciso, si diceva, il loro posizionamento nel tabellone “tennistico”. Ammettendo che tutte le otto “big” passino il turno, avremmo i seguenti abbinamenti ai quarti di finale: Inter-Atalanta (1 v 8), Juventus-Lazio (4 v 5), Milan-Fiorentina (2 v 7) e Napoli-Roma (3 v 6). L’incrocio tra Inter e Juve non sarebbe più possibile in finale ma solo in semifinale. Nell’altro lato del tabellone, il Milan – siamo sempre nel ramo delle ipotesi a lunghissimo orizzonte – potrebbe arrivare ad affrontare una tra Napoli e Roma. Finale come sempre prevista allo stadio Olimpico il 24 maggio 2023. Corrieredellosport.it

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CALCIOMERCATO

Muriqi, il Maiorca chiede lo sconto: “Vogliamo riscattarlo, ma 10 milioni sono troppi”

Manca l’ultimo tassello, quello più importante, per vedere Vedat Muriqi ufficialmente un nuovo giocatore del Maiorca. Il Pirata arrivato in prestito dalla Lazio nel mercato invernale ha già trovato l’accordo per rimanere: 4 anni di contratto con gli stessi soldi garantiti in biancoceleste (circa 2,2 milioni a stagione). Ma la società spagnola deve riscattare il suo cartellino. Pablo Ortells, direttore sportivo del Maiorca, in una lunga intervista a OkBaleares ha dichiarato: “É molto difficile per il Maiorca pagare 10 milioni di euro per un giocatore. Il mercato di gennaio è molto complicato e pensavamo che Muriqi fosse un profilo diverso da quello che avevamo. La verità è che alla fine siamo rimasti piacevolmente colpiti da lui. Se resterà qui? Come ho detto prima siamo molto soddisfatti della sua prestazione e del suo coinvolgimento e vedremo se riusciremo a convincerlo a restare. Questo è il nostro obiettivo”.