Inversione di tendenza. A inizio campionato la Lazio vinceva più spesso all’Olimpico, adesso va meglio in trasferta. In casa ha frenato, ha vinto solo 4 delle ultime 11 gare. Ultimamente è andata meglio fuori: 4 vittorie nelle ultime 6 uscite (Salernitana, Fiorentina, Cagliari e Genoa, in più il pari di Udine) più il derby (giocato in casa della Roma). Sarri riparte da una mini-striscia di risultati e cerca la cinquina prima di prepararsi alla trasferta di Torino con la Juventus, in programma alla penultima giornata di campionato. Restano due gare in casa e due trasferta: la sfida con lo Spezia è una tappa decisiva per l’Europa. Bisogna porre rimedio ai punti persi contro il Milan per garantirsi un altro anno europeo, il sesto di fila. Lotito aspetta tutti al varco, ha rinviato ogni decisione a fine stagione, quando si potranno finalmente fare i conti. Non ha ancora pattuito con la squadra i premi collettivi, ma è probabile che lo faccia prossimamente.
Foto Massimo Paolone/LaPresse
5 febbraio 2022 Firenze, Italia
sport calcio
Fiorentina vs Lazio - Campionato di calcio Serie A TIM 2021/2022 - stadio Artemio Franchi
Nella foto: Sergej Milinkovic-Savic (SS Lazio) esulta dopo aver realizzato il gol 0-1
Photo Massimo Paolone/LaPresse
February 5, 2022 Florence, Italy
sport soccer
Fiorentina vs Lazio - Italian Football Championship League A TIM 2021/2022 - Artemio Franchi stadium
In the pic: Sergej Milinkovic-Savic (SS Lazio) celebrates after scoring goal 0-1
Spezia-Lazio può diventare un’occasione, per Sergej Milinkovic. Il Sergente può diventare il terzo centrocampista nella storia della Lazio capace di andare in doppia cifra di reti in due diverse stagioni di Serie A, dopo Hernanes (due) e Antonio Candreva (tre). Occasione anche per Ciro Immobile, che dopo aver realizzato 4 reti in tre incroci nel massimo campionato contro lo Spezia, può diventare il 10° giocatore nella storia della Serie A capace di segnare 150 gol con una singola squadra – al momento è a 149 con la Lazio. Lo Spezia è una delle quattro squadre contro cui la Lazio ha sempre vinto (insieme ad Ancona, Fidelis Andria e Maribor), tra quelle affrontate in almeno tre occasioni dai biancocelesti in tutte le competizioni dalla nascita della Serie A a girone unico (1929/30).
“In questo campionato non ci sono certezze, lo abbiamo visto con tutte le squadre impegnate nella lotta Scudetto e in Europa League. Credo che la Lazio affronterà l’avversario che ha meno acqua alla gola. La loro posizione di classifica è abbastanza solida, anche se non possono disi ancora salvi. Chi rischia davvero è la Sampdoria, visto il calendario. Manaj è un buon giocatore, in generale hanno una buona struttura e non mi aspetto una gara semplice per la Lazio. La squadra di Sarri è reduce da un paio di partite complicate, ma certamente i recuperi hanno rimesso un po’ di fiducia nelle gambe. La Lazio deve fare nove punti, con l’incognita Juventus, che sarà reduce dalla finale di Coppa Italia. Se la Lazio dovesse arrivare quinta, avrebbe fatto bene in una stagione di transizione. Arrivare sesta non cambia un granché, ma avresti comunque 5 squadre davanti. Sarebbe gratificante arrivare quinti proprio perché ti saresti messo alle spalle le tue dirette concorrenti, anche la Fiorentina che quest’anno è la variabile impazzita”.
“E’ – fra i centrali – il giocatore più affine alle caratteristiche del gioco di Sarri. Molto più di Luiz Felipe ed Acerbi, per intenderci. Si è meritato il posto, se l’è guadagnato impegnandosi al 100% andando oltre le sue difficoltà e i suoi limiti. L’altra faccia della medaglia, è il peggioramento delle prestazioni di Luiz Felipe ed Acerbi. Per il centrale italiano, credo che abbiano inciso anche i fischi e l’ambiente. Sa di aver sbagliato, ha cercato di difendersi ma sinceramente, mi aspettavo che la società gli desse una mano ad uscire da questa situazione. Mi aspetto che alle dichiarazioni seguano i fatti: ha detto di amare questa maglia, ora può dimostrarlo nelle prossime partite”.
“La comunicazione riguarda il presidente della Lazio. Ed è prossima allo zero. Non sa comunicare e quando lo fa, è sempre polemico e pronto ad addossare le colpe ad altri. Ma soprattutto, la comunicazione deve partire da un presupposto fondamentale: la lazialità. Lotito non ha mai saputo trasmettere questo concetto. Ha meriti indiscutibili, perché la Lazio non è fallita, ma la lazialità è un concetto a lui lontano. Si occupa di politica, sportiva e non, ma non si è mai calato nei panni del tifoso. Cragnotti era un freddo, un finanziere, ma c’erano dei momenti in cui – anche grazie al fratello – veniva fuori la lazialità. Questa è una società con brave persone, laziali, che non possono esprimersi. Lotito è geloso perfino della sua stessa ombra. Il rapporto coi tifosi va coltivato, io ne avevo fatto una malattia. Era naturale essere presenti e curare ogni piccola esigenza dei tifosi e adesso, questa mancanza è chiara. Lui è una presuntuosità tale che alcuni discorsi non lo scalfiscono neanche e non può ammettere di aver commesso errori. Una soluzione? No, non la vedo. Non c’è niente da fare”.
SARRI
“Speravo che l’arrivo di Sarri potesse rappresentare un cambiamento epocale per l’era Lotito, ma adesso, non vedo motivi per essere ottimista. Mi pare che la Lazio stia finendo di pagare le rate dell’agenzia delle entrate. Lotito continua ad avere il ‘braccio corto’ a non fare investimenti seri. Le campagne acquisti sono spesso mediocri, non posso dimenticare che qui a Roma sono arrivati giocatori improbabili. In tutta Italia, purtroppo, ci stiamo riempiendo di giocatori di basso livello che arrivano dall’estero e così facendo, il calcio italiano ha ammazzato i propri vivai. La Lazio, ad esempio, era uno dei migliori settori giovanili del paese, insieme all’Atalanta. Adesso i risultati parlano chiaro: la Lazio è in Serie B, ci sono stati errori gestionali clamorosi. Senza la cessione di Milinkovic sarebbe complicato fare la prossima campagna acquisti, ed è stato l’acquisto più azzeccato”.
LA SOCIETA’, LE SCELTE
“Lotito si è affidato soltanto a Tare, non ha voluto altre persone intorno. Una società moderna deve essere composta da tante figure operative, ma anche nel passato, la Lazio aveva una struttura diversa, più ampia. Mi auguro possa rimanere Sarri, perché ho visto un gioco importante, che se avesse avuto i giocatori desiderati, sarebbe venuto fuori in maniera più evidente. La tifoseria sostiene Sarri, ma il rapporto col presidente si è incrinato. Sul rinnovo, non puoi dire a Natale che ‘il contratto è pronto’ e poi, che ‘i conti si fanno alla fine’. Spero che la campagna acquisti finanziata da Milinkovic, possa portare giocatori affini alle caratteristiche del gioco del tecnico”.
Sarri non cambia più la ‘sua’ Lazio. Stamattina sono andate in scena le ultime prove pre-Spezia a Formello e il tecnico, sembra voler confermare gli 11 visti in 3 delle ultime 4. E’ il ‘suo’ blocco di titolari, quello che prevede Patric in campo – dal primo minuto – per la quinta partita consecutiva. Affiancherà lui Acerbi, mentre Lazzari giocherà destra e Marusic – completamente recuperato – a sinistra. Tutti davanti a Strakosha, fra i pali. Centrocampo e attacco sono già fatti: Leiva, Miliknovic e Luis Alberto; Felipe Anderson, Immobile e Zaccagni. Pedro non c’è e non ci sarà per la trasferta ligure di domani. E’ l’unico assente.
ALBERTO DALLA PALMA (CdS) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Viviamo tra presente e futuro. Inizia il rush finale, parte da La Spezia, si finisce con il Verona, poi Samp e Juve, sono tutte gare alla portata per centrare l’obiettivo europeo. Per quanto riguarda il portiere del futuro, la Lazio sta parlando con l’entourage di Sergio Rico e con il PSG che è il proprietario del cartellino. Mi auguro che questa trattativa sia stata avallata dal tecnico, altrimenti si ripeterebbe il corto circuito di gennaio. Al tecnico piace Carnesecchi, ma la valutazione dell’Atalanta è alta, circa 15 milioni di euro. Fosse per me terrei aperta una porta al rinnovo di Strakosha, ma arrivano conferme sulla valutazione negativa del tecnico“.
GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Per la gara di domani con lo Spezia l’unico non disponibile è Pedro. Gli altri ci sono, c’è un dubbio in difesa in cui Patric e Luiz Felipe si giocano un posto. Ci sono tanti ragionamenti da fare, anche dal punto di vista psicologico. Alla fine credo che Acerbi giocherà, malgrado non sia nelle migliori condizioni. In questo momento la coppia favorita è la coppia Patric-Acerbi. A metà campo mi aspetto che Luis Alberto possa tornare decisivo, sono alcune gare in cui non è pervenuto. Servono le reti degli esterni offensivi, Zaccagni e Felipe da questo punto di vista sono in flessione”
Romagnoli
“C’è distanza che richiesta ed offerta, c’è una differenza importante di circa un milione di euro. La Lazio se vuole prenderlo deve arrivare almeno a 3 milioni di euro, altrimenti è un affare che può stimolare altri club. Sarebbe un segnale importante per diversi motivi. Per Sarri, per la questione ambientale. In alcuni momenti bisogna anche ricorrere ad alcune situazioni extra-campo che possono aiutare a rigenerare entusiasmo”.
“La Lazio deve entrare in Europa League, il calendario lo permette e non ci sono alibi. Nelle prossime due gare con Spezia e Sampdoria devono arrivare sei punti. Se sei una squadra forte devi perseguire il tuo obiettivo senza la scusa della ricostruzione.
Possibile cessione di Milinkovic e Romagnoli
“Bisogna sempre vedere chi arriva al suo posto. Puoi comunque alzare la qualità della squadra cedendo, ma se lo vendi solo perché ti servono i soldi è un altro conto. Per la Lazio Milinkovic vale tantissimo, un nove, ma se con la sua cessione ne prendi 3 che valgono sette va bene lo stesso. Affare Romagnoli, ma voi siete sicuri che lui voglia davvero venire alla Lazio? Sono i soldi che fanno la differenza, il resto lascia il tempo che trova”.