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TIFOSI

Genoa-Lazio, il Ferraris si riempie: 11.000 biglietti venduti

Se la vendita per il settore ospiti del Luigi Ferraris si è sbloccata solo nelle ultime ore, quella del resto dei settori prosegue spedita. Sono 11.000 i tagliando staccati per il match delle 12.30 in programma a ‘Marassi’ fra Genoa e Lazio. La capienza dell’impianto è di circa 36.000 spettatori, i prezzi per domenica sono 5 euro per la gradinata sud, 9 per la nord, 18 per i distinti.

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INDISCREZIONI

Acerbi si allontana: chiesta la cessione, la Lazio valuterà le offerte

Come riporta l’edizione odierna de ‘Il Messaggero’, nel faccia a faccia di ieri fra Lotito, Sarri e Tare, si è parlato anche di Acerbi. Il difensore ha chiesto la cessione e ha dato mandato al proprio procuratore ci cercare una sistemazione per la prossima stagione. Una notizia che non pare certo un fulmine a ciel sereno, considerando che i rapporti con la tifoseria sono ai minimi termini e che le caratteristiche del giocatore non sembrano sposarsi alla perfezione con l’idea del tecnico. La situazione appare fluida, almeno adesso. La Lazio valuterà le offerte che le arriveranno per Acerbi senza fare barricate. Il centrale ha un contratto pesante (da oltre 2 milioni a stagione) fino al 2025. Per il club dunque, c’è anche l’opportunità di abbassare il monte ingaggi o comunque, di riversare gran parte della cifra dovuta al ‘Leone’ in un altro contratto.

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ARBITRI

Designazione, Genoa-Lazio a Manganiello: i precedenti

La 32ª giornata di Serie A TIM Genoa-Lazio, in programma domenica 10 aprile 2022 alle ore 12:30 allo Stadio Luigi Ferraris di Genova, sarà diretta dal signor Gianluca Manganiello (sez. Pinerolo). 

Assistenti: Baccini-Prenna

IV uomo: Gianpiero Miele

V.A.R.: Luigi Nasca

A.V.A.R.: Alberto Tegoni 

Il direttore di gara piemontese ha arbitrato i biancocelesti in sette circostanze: la prima risale al 15 maggio del 2016, giorno nel quale la Prima Squadra della Capitale sfidò la Fiorentina allo Stadio Olimpico in occasione dell’ultima giornata della Serie A TIM 2015/16. I Viola si imposero per 2-4.

Manganiello, inoltre, ha arbitrato il 27 agosto 2017 la seconda giornata di campionato della formazione biancoceleste. In quest’ultima occasione i biancocelesti espugnarono il Marcantonio Bentegodi di Verona battendo il Chievo per 2-1. Manganiello ha poi diretto la Prima Squadra della Capitale il 25 febbraio 2018, giorno in cui la Lazio superò il Sassuolo in trasferta per 3-0. L’ultimo incrocio risale a Lazio-Venezia del 14 marzo 2022, gara vinta dai biancocelesti per 1-0 grazie al rigore realizzato da Immobile. 

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STATISTICHE

Sarri e la tradizione con il Genoa: i numeri lo premiano

Maurizio Sarri ha sfidato il Genoa ben 13 volte e non ha mai perso. Numeri incoraggianti per il tecnico della Lazio pronto a sfidare il Grifone nell’anticipo di domenica (ore 12.30). La prima gara da allenatore dell’Arezzo nella stagione 2006/2007 in Serie B: 0-0 in casa. L’ultima invece, è il 3-1 dei biancocelesti a fine 2021. Ora il ritorno, con la voglia di prendere punti, troppo importanti per la corsa all’Europa.

Sarri e i numeri con il Genoa 

La Lazio in trasferta ha spesso sofferto. Nel computo degli impegni esterni, la squadra di Sarri sarebbe ottava in classifica a quota 21, con 6 vittorie, 3 pareggi e 7 sconfitte. Va sfruttata la tradizione dell’allenatore contro il Genoa. Nelle ultime sei gare non ha mai perso. Cerca la settimana con la Lazio per lanciarsi sempre di più in zona Europa League. Manca sempre meno alla fine del campionato, i biancocelesti non possono permettersi scivoloni. Ora o mai più per concludere al meglio la stagione. Corrieredellosport.it

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma, Sarri-Lotito: “Perplesso dal fatto che si proceda senza garanzia del rinnovo” (AUDIO)

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘NMM’!

“Quello di ieri è stato un incontro iniziale, interlocutorio. Si è parlato più su come ripartire piuttosto che del rinnovo del contratto di Sarri. Questo mi lascia un po’ perplesso dal punto di vista dell’organizzazione del futuro. La squadra va fatta adesso per Sarri che ha ancora un anno di contratto. Lui ha necessità specifiche che riguardano la sua idea di calcio. Sono un po’ stupito del fatto che si vada verso una rivoluzione con un tecnico che non ha ancora la certezza di restare oltre la scadenza dell’attuale contratto. Credo che se si riparte con sintonia, si deve lavorare anche sul prolungamento di un contratto che era stato sbandierato a dicembre. La sensazione è che si proceda con una programmazione annuale e poi si vedrà“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone, rapporto Sarri-Tare: “Ripresa collaborazione buona base di partenza. Il tecnico vuole solo essere coinvolto” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Nell’incontro di ieri a Formello era presente anche Tare. L’ha voluto Sarri per capire e affrontare le cose che non sono andate dal punto di vista strategico. Per mettere un punto ed andare avanti. La collaborazione tra i due è ripartita da tempo, è già una buona base di partenza ed una risposta perentoria a chi diceva che ci fosse una sorta di aut aut tra i due. Si può andare avanti insieme, sappiamo quanto Lotito si fidi del suo direttore sportivo. Sta cambiando un po’ la linea anche da parte di chi è vicino a Sarri. Al tecnico non interessa fare fuori qualcuno, vuole fare il tecnico, ha solo l’interesse di essere informato e coinvolto nelle situazione che riguardano il suo lavoro”

Contratto Sarri

“Quella di dicembre da parte di Lotito non era una provocazione, ma un messaggio chiaro nei confronti del gruppo che in quel momento non era allineato. Aveva un’altra funzione, voleva mandare un messaggio chiaro alla squadra, diciamo che voleva provocare una reazione. Ieri di rinnovo non si è parlato, la necessità ora era quella di mettere dei paletti per ripartire. Credo si stia sottovalutando la questione campo, raggiungere o no l’Europa sposta molto nell’ottica dell’autofinanziamento”.

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RASSEGNA STAMPA

Sarri, ok ad un mercato di giovani e svincolati ma con più voce in capitolo. E oggi braciata con la squadra

Mezza città col fiato sospeso per un giorno intero. Alla fine, come prevedibile, si consuma soltanto alle 20.30 il fatidico incontro fra Sarri, Tare e Lotito, e va avanti sin oltre mezzanotte a Formello. Mica facile contenere in una cena i piani di mercato, le strategie della Lazio, non resta tempo per parlare del futuro di Maurizio. In fondo l’allenatore ha ancora un anno di contratto. Sebbene non sia un bel presagio tenerlo ancora in bilico, dopo un rinnovo biennale sbandierato cinque mesi fa dal patron, proprio per dare un segnale di continuità a tutto il gruppo. Proprio ora che Sarri lo ha conquistato e che oggi i ragazzi ricambieranno con una grigliata il pranzo costoso offerto dal mister a gennaio. Lì è stato stretto un patto nello spogliatoio che Lotito ha apprezzato, e ieri sera lo ha ribadito. Non è stato invece gradito l’utilizzo iniziale dell’organico completo né il “baccano” fatto in pubblico dall’allenatore nella sessione d’inverno. Allora con Tare c’erano state diverse frizioni (l’affare Casale in assoluto) e un aut aut annunciato per giugno. Nelle ultime settimane, i chiarimenti e l’improvviso dietrofront. Pur di restare alla Lazio, Sarri ora è disposto al compromesso, ha giurato di voler collaborare col ds davanti a Lotito. Non vuole però ingoiare nessun altro boccone amaro (Kamenovic) né accontentarsi di ripieghi sconosciuti (Cabral tornerà in Portogallo) senza essere coinvolto. Va bene insomma un mercato contenuto con giovani e parametri zero, ma serve una programmazione con quelli adatti al suo gioco. In altre parole, vuole più voce in capitolo e anche una collocazione anticipata di almeno 15 esuberi (casi spinosi Muriqi e Vavro), che rientreranno dal prestito. Prove d’intesa a Formello, ma chissà se Lotito si è davvero persuaso della sostenibilità di questo percorso o è ancora tormentato. La notte gli avrà portato consiglio? 

IL PRIMO CONFRONTO 

Nessun rinvio all’incontro, questo è un buon inizio. Come vi avevamo anticipato, ieri Lotito è piombato alle 14.30 a Formello. Ha prima ricevuto il Sottosegretario, Rossano Sasso: passeggiata in pompa magna nel centro sportivo. Sarri in quel momento stava conducendo il secondo allenamento quotidiano, finalmente con Radu a mezzo servizio, ma senza Luis Alberto, ancora febbricitante a letto. A fine seduta, alle 17.15, il presidente avvistato a bordocampo: ha solo dato appuntamento in serata a Maurizio e si è rinchiuso negli uffici di Tare per un confronto propedeutico col diesse, prima di quello a tre col tecnico. Faccia a faccia su Acerbi (che vuole essere ceduto), sui rinnovi (Patric e Radu) e sugli eventuali rinforzi già sul tavolo. È chiaro che, con e senza quella qualificazione in Europa League, che darebbe ossigeno alle casse e al bilancio, cambierebbe parecchio.

DIPENDE DALL’EUROPA

Diversi movimenti sono in parte legati al posizionamento in questo campionato. Sarri e Tare però hanno già visionato parecchie “occasioni” e profili su Wyscout: Carnesecchi o Sergio Rico in porta, Provedel come secondo; Romagnoli, Rojas, Casale, Emerson Palmieri (in prestito) dietro; Vitinha, Maxime Lopez o Kamara a centrocampo, oltre Vecino, Djuricic, Saponara al posto di Luis Alberto; fra i giovani piace Pinamonti, meno Onuachu, ma Bernardeschi e Mertens sono i sogni in attacco del tecnico. Che abbraccerebbe di corsa pure Allan, pronto a svincolarsi dall’Everton come sostituto di Milinkovic, che in estate sarà ceduto. Anche questo Sarri lo sa benissimo, ha già dato l’ok da tempo al sacrificio del serbo per ricostruire la nuova Lazio. Ma ieri ha voluto guardare negli occhi Lotito e Tare per capire se qualcosa nei suoi confronti è cambiato, se entrambi sono al suo fianco o qualcuno sta bluffando. Gli sono arrivati all’orecchio i sondaggi per Conceicao e Gattuso, ma patron e diesse smentiscono. Non è stato però un incontro risolutivo senza prolungamento: il segretario Calveri (fondamentale per i contratti) era già andato via da Formello a metà pomeriggio. Era il tramonto. Sarri attende l’alba di un nuovo giorno con la Lazio. 

Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Sarri, il rinnovo resta un rebus. Occhio alla penale: può liberarsi entro il 30 maggio

“Sarri e la penale: può liberarsi dalla Lazio entro il 30 maggio” scrive il Corriere dello Sport. Ieri è andata in scena la cena tra Lotito, Tare e Sarri, molto importante per i piani futuri della Lazio. Sarri ha chiesto chiarezza sul futuro dei big. Il rinnovo in questo momento rimane un rebus. Mau ha un contratto fino al 2023 con la Lazio e se Lotito decidesse di cambiare dovrebbe accollarsi uno stipendio lordo di 7 milioni o trovare un accordo sulla buonuscita. Ma spunta anche una penale nelle mani di Sarri che potrebbe liberarsi entro il 30 maggio, attraverso il pagamento di una penale. Altri dettagli sono top secret.

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NEWS RASSEGNA STAMPA

Sarri ed il mercato: i nomi del tecnico

Ieri il vertice tra tecnico, presidente e Tare. Si è parlato di acquisti: nuovo portiere, intesa per Rico. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, si tratta di un incontro per impostare la Lazio della prossima stagione. Lotito lo aveva preannunciato a Sarri il giorno prima, visto che sarebbe andato a Formello per accompagnare il sottosegretario all’Istruzione Sasso in visita al centro sportivo biancoceleste. Il vertice tra il tecnico e il patron si è svolto in due atti: il primo, nel tardo pomeriggio al termine della seduta pomeridiana svolta dalla squadra, e il secondo, a cena nel ristorante del training center laziale. Incontro, quest’ultimo, al quale ha preso parte pure il direttore sportivo Igli Tare. Si è parlato esclusivamente, di mercato. Sette sono i giocatori in scadenza di contratto. La società e anche Sarri avrebbero volentieri trattenuto Luiz Felipe e Patric, ma i due hanno preso strade diverse (andranno al Betis Siviglia il primo, al Valencia il secondo), mentre per gli altri sarà una separazione consensuale (l’unica eccezione potrebbe essere Radu, pronto a firmare per un altro anno). Una prima intesa pare essere stata trovata sul portiere con cui rimpiazzare Strakosha: Sergio Rico è un nome gradito al tecnico e alla società. E il suo vice potrebbe essere Provedel, in uscita dallo Spezia. Per gli altri ruoli da coprire, ci sono solo idee – tra cui, Romagnoli, Casale. Per il futuro terzino sinistro, Sarri spinge per Emerson, ma il club preferirebbe Parisi; per il play di centrocampo, i nomi indicati dal tecnico sono Vitinha e Maxime Lopez. E questo al netto della cessione di un big, che quasi sicuramente andrà realizzata (Milinkovic il candidato principale). Dovrà essere colmato un altro vuoto (il belga De Ketelaere, che piace anche al Milan, è il sogno). Al vertice di ieri ne seguiranno altri, per sciogliere i nodi di mercato e arrivare a parlare del rinnovo contrattuale di Sarri. E va anche chiuso un campionato nel quale, per la Lazio, è fondamentale centrare la qualificazione in Europa League.

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NEWS RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri chiede Allan: la situazione

Allan e Sarri, atto secondo? Il centrocampista, che con il tecnico toscano a Napoli è esploso, è uno dei nomi che il mister vorrebbe avere in biancoceleste. Il giocatore però ora è di proprietà dell’Everton, che lo hanno prelevato dal Napoli, due anni fa, per 28 milioni di euro, garantendogli un ingaggio importante da quasi 4 milioni annui. Allan vorrebbe lasciare l’Everton, a prescindere dal destino della squadra che è in piena lotta per evitare la retrocessione in Championship e il desiderio sarebbe quello di tornare in Italia, Paese nel quale s’è trovato benissimo. La Lazio rappresenterebbe una meta gradita, soprattutto per la presenza di Sarri. Rumors sostengono che il giocatore abbia chiesto lo svincolo all’Everton, non c’è certezza che la richiesta venga accolta, anzi si dice che i Toffees possano chiedere, a loro volta, 15-20 milioni per il cartellino. Se così fosse, Allan verrebbe preso in considerazione solo in caso di partenza di un big di centrocampo, con Milinkovic maggiore indiziato a lasciare la Capitale. Non solo, ci sarebbe poi da discutere sull’eventuale ingaggio: Lotito non può garantire ad Allan i soldi percepiti in Premier, servirebbe un taglio, anche per non appesantire troppo il monte ingaggi.