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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Liverani: “Assenza Tavares pesa, ma Pellegrini convince. Col Bologna sarà partita a scacchi…” (AUDIO)

Fabio Liverani in collegamento a ‘NMM’

“La sosta porta sempre dei punti interrogativi, bisogna avere un pizzico di fortuna per non avere giocatori infortunati alla ripresa delle operazioni. Fino ad ora, la Lazio non ha avuto grandi grattacapi. Le assenze contro il Bologna possono essere pesanti però (Pedro e Tavares, ndr), anche perché si prospetta una gara molto impegnativa. Di solito i campionati si vincono vincendo contro le squadre alla tua portata. Da ora in poi non ci sarà riposo, sarà tutta una tirata fino a marzo. Vedremo chi avrà forza mentale e non solo, per rimanere in alto in classifica”.

“Tavares a livello difensivo è una perdita. Forse Pellegrini conosce meglio Orsolini, ma certamente sotto il profilo offensivo la Lazio perde davvero tanto. Bisogna essere bravi ad arginare, Pellegrini ha fatto benissimo contro il Cagliari e ha le qualità per essere una minaccia. E’ una partita a scacchi col Bologna, molto tattica. Entrambe giocano a viso aperto, mi aspetto tanti gol”.

“Vedremo cosa sceglierà Baroni. Tatticamente bisogna studiare l’avversario, ma questo non significa adattarsi a lui. Vanno date delle indicazioni tecnico tattiche, questo sì. Marusic a sinistra? Non credo, anche perché significa cambiare il messaggio che ha dato alla squadra fin dal primo giorno. Questo è un gruppo dove ognuno si sente partecipe, mi sembrerebbe un controsenso”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Liverani: “Crespo era speciale, Dia il migliore che ho allenato. Ecco in chi mi rivedo…” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NON MOLLARE MAI’!

La Nations League va presa con le pinze, non che non sia una competizione importante, ma le gare di agosto saranno sempre diverse da quelle che si giocano più avanti.

L’inizio dell’Italia forse ci ha fatto pensare che i problemi fossero risolti, ma comunque il percorso intrapreso è giusto. Ci può stare la sconfitta con la Francia, sono stati superiori. In questo momento siamo al di sotto delle big d’Europa, ma poi nelle gare può succedere di tutto.

Centravanti? Noi oggi abbiamo Retegui che è il capocannoniere e Kean che forse sta facendo il salto definitivo ma sono calciatori che stanno uscendo ora, non hanno conoscenze in campo europeo. Il centrocampo invece ad oggi per me è uno dei più forti d’Europa, anche considerando i ricambi; in mezzo al campo ci sono tutte le qualità, velocità, gol, dinamicità. Davanti siamo ancora alla scoperta dei nostri attaccanti, non abbiamo certezze.

È evidente che ogni società ha dei momenti storici, la Lazio per tanti anni è stata nell’Olimpo. Questo significa che la società è importante, quindi i giocatori devono sentirsi al top. Devono alzare l’asticella e crescere insieme alla squadra. Il tifoso è giusto che sogni e si affezioni, ma è altrettanto giusto che la società comprenda quando è il caso di cambiare qualcosa per ricostruire e dare entusiasmo.

Ora la Lazio ha chiuso un ciclo con Milinkovic, Immobile, Luis Alberto, Felipe e credo sia stato giusto per tutti. Allo stesso tempo si è scelto un tecnico e lo si sta seguendo, mettendogli anche a disposizione giocatori funzionali.

Guendouzi e Rovella stanno vivendo un buon momento; bene entrambi ieri.

In chi mi rivedo? Come caratteristiche non ce ne sono tanti come me. Se devo scegliere un calciatore dico Nico Paz, mancino anche se gioca più avanti. Mi piacerebbe allenarlo, ha qualità e intelligenza.

Il mancino ha un qualcosa in più? Si dice ma di certezze non ce ne sono, sostengono che il mancino sviluppa una parte più estrosa e fantasiosa di un destro.

Durante i miei anni si cercavano più gli esperti, non i giovani. Oggi la Primavera si vede in tv, prima no. Io in Primavera a Viaregeggio facevo 20-25 gol, ora i ragazzi che ne fanno 15 sono più seguiti. C’era meno visibilità, meno attenzione alle categorie minori e quindi era più difficile arrivare in A.

Il giocatore più talentuoso con cui ho giocato? Sono tanti, Nesta, Crespo, Stankovic, Mutu. Crespo aveva eleganza, era speciale, faceva gol in tutti i modi. Il più forte che ho allenato è Dia, anche se non l’ho avuto molto. Nelle mie squadre un giocatore così non l’ho mai avuto“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

“QUELLI CHE…” – Liverani: “Rovella giocatore box to box. Lazio come l’Atalanta? Ora vi spiego tutto…”

L’ex centrocampista della Lazio, Fabio Liverani, è intervenuto stamattina ai microfoni di Radiosei nella trasmissione “Quelli che hanno portato il calcio a Roma”, soffermandosi sul momento di Rovella e sullo stato di grazia dell’Atalanta”.

“L’Italia sta facendo molto bene ma ho qualche dubbio sulla Nations League. Non sempre le squadre sembrano dare il meglio. Rovella sta crescendo molto, è maturato grazie a Sarri poi lo scorso anno qualche infortunio l’ha limitato. Ora è divenuto un giocatore box to box”.

“Il duello Isaskesen-Tchaouna sulla fascia destra? Il calciatore danese ha spiegato che l’arrivo di Baroni lo sta agevolando. L’esterno evidentemente si sente più considerato. A livello tattico rispetto al francese appare più disciplinato. Tchaouna diversamente sembra muoversi ancora d’istinto”.

“Lazio come modello Atalanta? Luca Percassi, ad orobico, sta a Zingonia dalle 7 alle 21. Sono quattro responsabili: il tecnico, l’ad, il ds D’Amico e il responsabile dello scouting. Nella ricerca dei giocatori il segreto dell’Atalanta è questo: caratteristiche tecniche, prezzo, ingaggio e sostenibilità economica”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Liverani: “Rovella promosso, è all’altezza della maglia Azzurra. Isaksen? Dipende spesso dalla panchina…” (AUDIO)

Fabio Liverani in collegamento a ‘NMM’

“Io e Pirlo molto diversi da Rovella. Niccolò come primo pensiero cerca di ‘mettere in sicurezza’, il nostro no. Avevamo mento interdizione e contrasto, ma la nostra prima idea era andare in verticale, rischiare la giocata. Si tratta di avere o meno la naturalezza in questo tipo di giocata, si riduce tutto alle caratteristiche. Ieri ha fatto un’ottima partita, ha confermato il suo momento di forma. Partita non semplicissima, ha dimostrato di poterci stare tranquillamente con la maglia azzurra. Il primo anno alla Lazio è andato così così, adesso invece tutto è cambiato. Un giocatore completo, completato ancor di più dalla Nazionale e dalle gare europee. Il difficile sta nel mantenere questi standard. Subentrano pressioni mentali che ti mettono a dura prova. Ha raggiunto un livello in cui ora gli si chiede continuità.

“Analogie Lazio-Nazionale? Qualcosa c’è. Credo che il punto sia attaccare la profondità e riempire l’area di rigore. Qui c’è un terreno comune. Ancora non riesco ad esprimermi al 100% sulla Nazionale, perché due Mondiali non fatti e l’ultima figura all’Europeo, fanno riflettere. Inoltre, ho l’impressione che non tutte le Nazionali approccino allo stesso modo alla Nations League. La base di Spalletti è ottima. Il nostro centrocampo è fra i migliori a livello europeo. Bisogna attendere i test importanti per maturare un giudizio completo”.

Isaksen? Ci sono giocatori che hanno bisogno del costante supporto del tecnico. Soprattutto quelli che giocano sugli esterni, fanno prestazioni diverse in base alla vicinanza alla panchina. Possono cambiare drasticamente la prestazione”.

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‘NMM’ – Liverani: “Lazio, puoi giocartela per la Champions. Dia straordinario, Rovella cresce come Tonali…” (AUDIO)

FABIO LIVERANI in collegamento a ‘NMM’

“E’ evidente che nella Lazio c’è un’armonia totale. Squadra e gruppo sono mossi da grande entusiasmo, mentre nell’ultimo periodo i malumori erano evidenti e traspariva una non unione d’intenti. Con Baroni e i giocatori nuovi, anche i ‘vecchi’ sono stati coinvolti in questa nuova energia. La squadra va forte, unita. Gioca in verticale e mantiene le linee molto vicine. C’è corsa, c’è pressing. L’unione di fondo è alla base di questo inizio della Lazio. Oggi penso che la Lazio se la possa giocare per la Champions League. Ad inizio stagione pensavo all’Europa League come piazzamento massimo. Non vedo attualmente la Lazio inferiore ad Atalanta e Milan”.

“Le variabili per mantenere questo livello sono tante. Ci può essere un calo di condizione fisica, ma lì vedremo come la squadra saprà sopperire a questa mancanza. Andare avanti in Europa League può levare qualcosa. Va detto che finora, Baroni ha cambiato sempre 7-8 elementi e la sofferenza non è emersa. Chi riesce a creare un’alchimia nella rosa e a mantenere un livello eccellente di risultati, ha un grandissimo vantaggio. Oggi è inevitabile fare tanti cambi, dare fiducia a tutti. I ritmi sono serratissimi, oggi la Lazio è la squadra che pur cambiando, ha mantenuto lo stesso standard”.

Su Dia e Tchaouna non avevo dubbi, li ho avuti con me. Il francese va accompagnato e aspettato, ma può essere un giocatore di forza e corsa, è molto importante. Dia ha qualità straordinarie, peccato non poterlo allenare in condizioni normali. Giocatore di livello europeo. Rovella lo conoscevo, aveva solo bisogno di diventare ‘grande’. Nuno Tavares non lo conoscevo alla perfezione, ma è straordinario per diversi fattori”.

La carriera di Rovella mi ricorda quella di Tonali. Incontrai Sandro in B quando giocava da play. Son Sarri quel tipo di ruolo lo ha migliorato, ma come Tonali, credo possa dare il meglio in un centrocampo a due. Abbina corsa, tecnica e intelligenza. Sa fare praticamente tutto e questo lo rende un giocatore straordinario. Riuscisse a fare qualche gol, aggiungerebbe qualcosa al suo repertorio”.

Non è il singolo giocatore ad avermi attirato della Lazio, ma proprio quel senso di gruppo che traspare. Chiaro che sui singoli, Nuno Tavares è uno che cambia questa squadra”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Liverani: “Baroni da panchina d’oro, ma Roma non è Verona. Adatto per un nuovo ciclo con giovani. Tchaouna forte, serve l’ultimo step…” (AUDIO)

FABIO LIVERANI IN COLLEGAMENTO A ‘QUELLI CHE…’

“Tudor è stato diretto senza girarci intorno. Ha fatto bene perché meglio essere chiari prima che si inizi, piuttosto che cominciare e rovinare tutta la stagione. Probabilmente così sono rimasti ciascuno sulle proprie posizioni e hanno fatto la scelta giusta.

Sarri, Tudor e Baroni sono tre idee di allenatori completamente diverse. Baroni per quello che ha fatto a Lecce e a Verona, merita un applauso, la panchina d’oro. Ovvio che Verona e Lecce sono realtà completamente diverse rispetto alla Lazio. So quello che è la piazza della Lazio e quello che è abituata ad avere. Alla Lazio devi giocare per vincere. A Verona c’è un ambiente unito indipendentemente dai risultati, a Roma no.

Facendo l’esempio della Roma è evidente che non vanno mai dati giudizi a priori: De Rossi sembrava non potesse allenare a questo livello, eppure… Oggi la piazza laziale aveva bisogno di sentirsi legata a qualcosa e capisco che Baroni non sia quello che ci si aspettava.

Ripeto, a me non piace giudicare prima perché molte volte nbel calcio è stato fatto sbagliando totalmente. Dipende tutto da cosa si cercava da parte della società. Magari iniziare un ciclo nuovo con alcuni giovani è un mestiere per cui si ritiene più adatto Baroni di altri.

Tchaouna è un buon prospetto, un giocatore tecnico, veloce e con grande forza fisica su cui lavorare. Deve fare uno step ulteriore per imporsi in una grande squadra, ma è un acquisto intelligente”.

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Alessio Buzzanca

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DICHIARAZIONI

‘QDL’ – Liverani su Tchaouna: “Buon giocatore, ma non è Felipe Anderson” (AUDIO)

Intervenuto a Quelli della Libertà, Fabio Liverani, che in stagione ha allenato la Salernitana, ha parlato di Loum Tchaouna e di Boulaye Dia in ottica Lazio.

“Credo che ci prende Tchaouna prenda un buon giocatore, anche se per me non può giocare a tutta fascia. Nel modulo di Tudor può fare il trequartista. Dia è un giocatore invece è esclusivamente una punta. Castellanos tra i due trequartisti? Il calcio di Tudor è fatto di giocatori offensivi, ha fatto pochi gol però è la prima stagione ci può stare. Non so come lo vede Tudor, io credo che i due trequartisti siano giocatori più diversi, a oggi pensarlo mi diventa difficile ma dipenderà dal lavoro e dall’applicazione che possono mettere. Guendouzi? Io credo che lui sia uno dei due centrocampisti centrali, ma proprio in maniera naturale non adatto. Atalanta? Io non credo che regalerà nulla a nessuno, per mentalità non è una squadra che regala. Ma negli ultimi anni tutti si giocano tutto, con un calendario così programmare non facile. Su chi punterei il prossimo anno alla Lazio? I portieri sono forti entrambi, Romagnoli e Gila in difesa. Poi Kamada, Marusic, Guendouzi e Vecino sa centrocampo. Davanti Zaccagni e punterei sulla rivalsa di Ciro”.

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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Liverani: “L’assist a Di Canio nel mio cuore. Per Sarri sarei il play basso ideale” (AUDIO)

Un solo assist ha fatto la storia. Quello di Fabio Liverani a Paolo Di Canio, nel derby del ritorno a Roma dell’attaccante. Fabio Liverani ai microfoni di Radiosei

Fabio, quel lancio millimetrico che ti ha cambiato la carriera a Roma

“E’ incredibile come uno giochi per 300 o 400 partite e poi un solo gol o un solo assist diventano il tuo ricordo più importante. E questo è accaduto per l’assist a Di Canio in quel famoso derby del 6 gennaio del 2005. In quella partita ho fatto anche l’assist per il terzo gol a Rocchi che tecnicamente era più difficile e che chiude la partita, ma quello più indelebile nella memoria dei tifosi è il primo. Tra l’altro a Natale quell’anno avevamo 17 punti, in piena lotta salvezza. Ci presentammo con Giannichedda-Talamonti coppia centrale ed Emanuele Filippini terzino. A bocce ferme qualche preoccupazione ci poteva stare, ma uscì fuori una partita di abnegazione e coraggio eccezionale”.

Di più su quel derby

“Mi ricordo che mancavano 10 minuti alla fine e i Filippini fecero una partita di tale furia agonistica che dissi a Dabo: ‘Gli menerei anche io. Basta! Sono terribili!’. Loro erano così, era il loro modo di interpretare il calcio.Della vecchia guardia della Lazio eravamo rimasti in cinque o sei e sapevamo che avremmo dovuto ricostruire la Lazio dalle macerie. Fu una stagione difficilissima e ricordo il mio gol decisivo contro l’Atalanta in zona Cesarini. Se avessimo pareggiato sarebbe stato terribile. Ci dovemmo accontentare di un pareggio in un derby di paura nel quale tutte e due le squadre rischiavano la B. Senza considerare il pareggio 1-1 con la Fiorentina con la parata di mani di Zauri”.

Dario Cadeddu

18/10/2023

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RADIOSEI

Grave lutto per Fabio Liverani

L’ex centrocampista della Lazio, oggi allenatore del Cagliari, piange la scomparsa della moglie Federica Frangipane, 46 anni, che da tempo lottava contro un cancro. La donna si è spenta nella giornata di martedì 20 settembre in un ospedale di Roma. Lascia due figli, Mattia di 17 anni e Lucrezia di 13. La Lazio nella giornata di ieri si è stretta all’ex biancoceleste con un tweet.

Numerosissimi sono stati i messaggi social di vicinanza dei laziali che non hanno fatto mancare il loro affetto all’ex calciatore.

Liverani aveva conosciuto la moglie da giovanissimo, a 13 anni, entrambi, coetanei, frequentavano la stessa scuola a Roma.

Tutta Radiosei esprime profondo cordoglio a Fabio Liverani e ai figli Lucrezia e Mattia.

Alessio Buzzanca