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RASSEGNA STAMPA

Lotito a Il Foglio: “L’Expo di Roma e SPQR sulla maglia ce lo mettiamo noi”

Sponsor arabo della Roma, Lotito replica

Il presidente Lotito affida alle pagine de Il Foglio di oggi a firma Gianluca De Rosa, lo sfogo sulla vicenda sponsor arabo della Roma : “Ma sa che quella della Raggi è proprio una bella type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea, a ‘sto punto l’Expo di Roma sulla maglia ce lo mettiamo noi, ci dovrei pensà, quello e SPQR”. Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, va di corsa, ma l’idea non gli dispiace: se la  Roma leva SPQR per scrivere Riad sulla sua maglia da gioco, allora, a sostenere la gara di Roma all’esposizione universale del 2030,  potrebbero pensarci il club biancoceleste.  E’ ancora incredulo. “Scusi – dice –, ma se ho capito bene metteranno sulla maglietta della Roma un riferimento alla città che compete con noi per l’Expo, a lei le pare normale?”.  “Io – prosegue il patron laziale – non voglio fare polemica con la Roma, gli sponsor servono a tutti, portano soldi, ma uno si deve anche chiedere qual è la finalità di quello sponsor”. Sembrerebbe proprio fare pubblicità alla principale avversaria della capitale, a un mese dal voto del Bie su quale sarà la città che ospiterà l’esposizione del 2030. “Appunto, una finalità che cozza con l’interesse di Roma e dell’Italia. Io dico: una società privata fa come vuole, però  che qui c’è anche un questione di opportunità, qualcuno si dovrebbe porre dei problemi. Sa quante volte  ho avuto l’opportunità di fare dei ricavi che ho ritenuto non fossero type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idonei per, come dire, essere reclamizzati perché magari cozzavano con alcuni dei nostri principi?”.

Il Foglio

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, è sempre derby: in soccorso del Campidoglio per Expo 2030

Derby sponsor per la Lazio

È sempre derby per Lotito, stavolta sullo sponsor. Ora Expo 2030 può finire sulle maglie vergini della Lazio. È la contromossa del patron, suggerita da tifosi biancocelesti, per contrastare l’ufficializzazione dell’accordo tra la Roma e Riyad Season (biennale da 25 milioni di euro), recepito come uno schiaffo dal sindaco Gualtieri, a meno di 60 giorni dal pronunciamento dei 180 membri del Bureau International des Expositions sulla sede di Expo. Il principale competitor della Capitale in Arabia Saudita sarà pubblicizzato dal club giallorosso. La Lazio invece non ha ancora trovato un brand in grado di valorizzarne il marchio e allora decide di correre in soccorso del Campidoglio: «Abbiamo sempre manifestato la nostra azione volta a tutelare l’aspetto valoriale dello sport nella sua interezza e degli interessi della città di Roma essendo la prima squadra della Capitale. A tal fine metteremo in atto ogni iniziativa possibile per sostenere la candidatura della città ad ospitare una manifestazione internazionale così importante, per consentire alla Capitale d’Italia, ai suoi abitanti e all’intero Paese di avvalersi dei benefici di carattere economico e sociale che ne deriveranno nel presente e nel futuro». Questa la nota diramata ieri sera da Lotito, tramite il nuovo responsabile della comunicazione, Stefano Di Traglia (ex portavoce Bersani), di cui ormai manca solo l’ufficialità e l’annuncio. L’offerta della Lazio però ha un prezzo, bisogna sedersi a trattare a un tavolo. Il numero uno biancoceleste, nonché senatore di Forza Italia, potrebbe pure concedere la pubblicizzazione gratis sulle proprie casacche, magari in cambio di altro. C’è sempre il tema stadio, il Flaminio o i terreni sulla Tiberina sullo sfondo. L’iniziativa ha anche un valore politico all’interno del suo partito. Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Sarri-Lotito, Fabiani: “Caso che non esiste”

In settimana ci sono stati dei botta e risposta tra Sarri e Lotito, ma a calmare le acque ci pensa il ds Fabiani. Prima del match di ieri sera, il ds è intervenuto ai microfoni di Mediaset: “Non c’è da mediare nulla, semmai sono stati estrapolati alcuni concetti espressi in una dialettica calcistica dall’allenatore al termine della gara che si prestavano a qualche situazione interpretativa da parte della stampa ed è venuto fuori un caso che non esiste. Non c’è Sarri contro Lotito o Lotito contro Sarri, nuovi contro vecchi. C’è un gruppo coeso e che vuole fare bene, il nostro Presidente lo conosciamo, è una persona che tiene moltissimo alla squadra e alla propria gente e a volte esterna il disappunto: quando è costruttivo sprona tutti a fare meglio.”

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CALCIOMERCATO

Rinnovi, ora tocca a Felipe: firma in arrivo

In arrivo la firma sul rinnovo con la Lazio per Felipe Anderson. Lo scrive questa mattina Il Messaggero. L’accelerata della società per trovare l’accordo con l’entourage del giocatore è arrivata dopo la vittoria a Napoli. Lotito ha mantenuto la promessa e dato seguito ai colloqui che c’erano già stati in estate, mettendo sul piatto un’offerta per un nuovo triennale da 2,8 milioni più bonus a stagione. L’attuale accordo dell’esterno brasiliano col club capitolino scadrà a giugno 2024, mentre con questo prolungamento si arriverebbe fino al 2027, legando di fatto fino quasi a fine carriera il calciatore alla Lazio, sulle orme di quanto annunciato ieri per Luis Alberto.

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Lotito dice no a Tudor, Sarri “sente” ancora la squadra: “Ma serve coesione”

Sliding door e coesione

C’è sempre una sliding door nella trama di un racconto. Se Felipe avesse segnato nel vivissimo primo tempo di San Siro, forse oggi parleremmo della crisi superata dalla Lazio in campionato. Invece, siamo a sette punti e a capo. Con un terribile sedicesimo posto (a +4 dal terzultimo), con i nervi tesi fra Sarri e Lotito, e la delicata sfida di Champions a Glasgow fra un giorno, prima dell’Atalanta all’Olimpico. Il patron è arrabbiato, ma ha voluto esprimere le sue type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee con un tono abbastanza costruttivo e diplomatico: «Siamo una grande squadra e lo abbiamo dimostrato anche nel primo tempo a Milano. Purtroppo episodi sfortunati ci stanno remando contro e, per uscire da questo momento, serve uno spirito coeso, anche da parte del tecnico».

FIDUCIA

Lotito non lo ha messo in discussione né con le spalle al muro: non a caso, gli è stato proposto il cambio con Igor Tudor (libero) e lui ha detto no. Avanti con Sarri, perché c’è ancora fiducia che tutto possa cambiare presto con una squadra comunque in progresso: «Nulla è perso». Un dato può strappare un sorriso alla Lazio, ma farla arrabbiare ancora di più sul calendario.

UN PUNTO IN PIÙ
In sei delle sette partite sinora disputate (eccezion fatta per il Genoa, neopromossa) i biancocelesti avevano addirittura racimolato un punto in meno (6) l’anno scorso: Lazio-Monza (1-0) del 23 settembre, Juventus-Lazio (3-0) del 10 novembre, Lecce-Lazio (2-1) del 4 gennaio, Napoli-Lazio (0-1) del 3 marzo, Lazio-Torino (0-1) del 22 aprile e Milan-Lazio (2-0) del 6 maggio. Certo, i 4 ko in sette giornate fanno paura, ma ha ragione Sarri su questo: «La classifica non va guardata adesso, dobbiamo ritrovare le nostre certezze piano piano». Questo si sposa con il concetto di Lotito: «Il mercato non c’entra nulla con quello che sta succedendo». Perché in effetti è la “vecchia guardia” ad essere venuta meno. Discorso diverso sarebbe se Mau avesse chiesto un certo tipo di rinforzi pronti all’uso (Milik, Berardi, Zielinski e Ricci) proprio perché aveva già intuito a fine maggio una crisi di appagamento da secondo posto. Ad Auronzo il tecnico sembrava però quasi commosso dalla determinazione del suo gruppo, tanto da legare a una sorta di riconoscenza allo spogliatoio la sua permanenza alla Lazio, nonostante la campagna estiva non l’avesse soddisfatto. Sarri vede ancora la squadra unita al suo fianco, ieri l’ha spronata insieme al ds Fabiani in un confronto alla ripresa a Formello, ma è evidente il crollo psico-fisico dei senatori sul campo. Per esempio, cosa sta succedendo proprio all’insostituibile (ora è 106 gare di seguito) Felipe Anderson? Dodici reti l’anno scorso, oggi ancora zero tiri nello specchio, 4 in totale in sette giornate, di cui l’ultimo sinistro sballato a San Siro. Il brasiliano è a digiuno dal 3 maggio con il Sassuolo, ma ha sfornato 3 assist che, non è un caso, coincidono con le uniche due vittorie biancocelesti contro Napoli e Torino. Il Messaggero

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Divergenze, Celtic ed Atalanta, la settimana più complicata di Sarri

La settimana più complicata della gestione Sarri

È iniziata ieri la settimana più complicata della gestione Sarri da quando è arrivato a Roma. E non è iniziata nel migliore dei modi. Aperta dalle parole di Lotito, che senza mezzi termini ha risposto alle dichiarazioni in conferenza stampa del tecnico. Insoddisfazione per il calciomercato e divergenze sulla qualità della rosa messa a disposizione dell’allenatore. Nonostante i tentativi di presentare un fronte unito attraverso comunicati congiunti, la crepa tra i due è diventata sempre più evidente. La situazione ha raggiunto il suo apice dopo la sfida di San Siro, dove Sarri ha apertamente criticato le scelte del mercato da parte del club. Questo tipo di disaccordo pubblico tra un allenatore e la dirigenza di solito rimane nelle segrete stanze del centro sportivo, e per questo getta seri dubbi sulla sostenibilità della loro collaborazione. Ma oggi la priorità della Lazio è rispondere sul campo.

Domani è in programma la seconda gara del girone di Champions League contro il Celtic, e il tecnico si interroga su cosa non sia andato fino a questo momento. Diverse componenti che hanno contribuito a un avvio di stagione del tutto deludente. Dalla crisi del gol perduto a quella del gol regalato. Il tridente che segna poco, troppo poco. La difesa che imbarca acqua da tutte le parti. Segnali in totale controtendenza rispetto alla scorso anno. A questo c’è da aggiungere una condizione fisica lontana da quella ottimale e da una fragilità psicologica preoccupante. La famosa cilindrata mentale. Possibile che tutta questa situazione dipenda dal mercato tardivo? Dall’addio di Milinkovic? Dall’eccessiva lentezza di Sarrinell’inserire gli ultimi arrivati?

Eppure la sensazione è che giri tutto intorno al centrocampo. Dall’inizio della stagione, Sarri ha variato diverse volte la formazione, cercando di trovare l’equilibrio giusto tra fase difensiva e offensiva. Ha iniziato con la combinazione Kamada, Cataldi e Luis Alberto, ma ha poi introdotto nuovi volti come Vecino, Guendouzi e Rovella in diverse posizioni. Una costante in tutte queste scelte è stata la presenza di Luis Alberto, un giocatore chiave per la Lazio e per Sarri. Ieri sera la società ha ufficializzato il suo rinnovo fino al 2027. Con la sua qualità, il Mago è il fulcro attorno al quale Sarri sta cercando di costruire il suo centrocampo. Eppure non è stata trovata ancora la giusta formula. Questo potrebbe essere dovuto a vari fattori, tra cui l’adattamento dei nuovi giocatori al sistema di Sarri, la necessità di rotazione a causa del fitto calendario e la ricerca di un equilibrio tra solidità e creatività.

In vista del match di domani, le incognite maggiori riguarderanno proprio la mediana. Sarri ha ancora l’allenamento di oggi per decidere, poi la squadra volerà verso Glasgow, dove è attesa in serata per il walkaround sul terreno del Celtic ParkIl Tempo

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Lotito-Sarri, la genesi di una crisi nata in estate

Si spalancano sul futuro il panorama di questa Lazio perduta e i riflessi del rapporto Lotito-Sarri sbriciolato. Ha accentuato i fronti di guerra fredda la conferenza stampa di Mau a San Siro. La profondità delle faglie sismiche che hanno squarciato Formello appare insanabile, non ci sono toppe diplomatiche da mettere. Sarri spacca, ma va avanti, non è tipo che si dimette, mai fatto: «I giocatori indicati non sono arrivati, ho chiesto A, mi hanno dato X e Y». Lotito non rompe, per ora. Ma non può non guardare la classifica e restare sordo a certi attacchi. E’ imbufalito, non tutti pensano che non sarà sfiorato dall’idea di prendere decisioni clamorose in caso di crollo nonostante il contratto ricco e blindato che lega Sarri alla Lazio (circa 4 milioni l’anno, bonus compresi, fino al 2025). Doveva essere la coppia più bella del mercato, si è rivelata una coppia impossibile. E’ continua, da luglio, l’escalation di discordanze e incoerenze tra presidente e allenatore. E’, rimane, è sempre stata e sarà sempre una questione di rapporti di fiducia traditi, di potere. Sarri, senza Tare, aveva creduto (o gli avevano fatto credere) di poter diventare il Ferguson della Lazio. Lotito, supercult della sua gestione, dopo ogni stagione di successo si mette ai comandi con la presunzione di infallibilità, quest’anno riassunta nella definizione «gli acquisti li scelgo io. A Sarri ho chiesto di indicarmi delle posizioni da coprire e non dei nomi».

Sarri-Lotito: l’estate e le parole della discordia

«Servono giocatori forti», disse Sarri alla fine dello scorso campionato, chiuso da vicecampione d’Italia. Aveva fatto i nomi di Milik (che poi ha scelto la Juve), Berardi e Zielinski su tutti, convinto che fosse necessario alzare il livello di competizione dentro lo spogliatoio. In corsa ha aggiunto il nome di Sanabria. Mau, senza dirigenti sul campo, per tutto il ritiro di Auronzo ha aspettato acquisti, gli è arrivato solo Castellanos. Lotito ha ufficializzato il diesse Fabiani solo il 19 agosto, per quanto già fosse operativo. La crisi tra presidente e allenatore era scoppiata subito in estate anche se si è cercato di nasconderla sotto comunicati congiunti, a rileggerli oggi poco credibili: «Il presidente Claudio Lotito e il mister Maurizio Sarri, dopo l’incontro avuto ieri sera a Formello, ribadiscono “la piena sintonia nella gestione del mercato e l’unità di intenti…”»fu scritto in piena estate, l’1 agosto nella nota che fece seguito al vertice chiarificatore del 31 luglio. Sarri aveva fatto saltare Sow dell’Eintracht, ha continuato ad aspettare rinforzi che non aveva chiesto. Lotito, che aveva mire di vittoria dopo il secondo posto, ha iniziato a far sapere che Mau rifiutava giocatori su giocatori, ha continuato dicendo “ho costruito una Ferrari. Ho già speso 100 milioni”. E quando spende e spande pretende il diritto a processare. Da qui la critica mossa da Lotito a Sarri dopo il pareggio col Monza, voleva che giocasse Castellanos, rimasto in panchina. Siamo arrivati al caso “San Siro”. Andando avanti così chi ha più da perdere non sono certamente Lotito e Sarri. E’ la Lazio. Lo riporta il Corriere dello Sport

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Lotito a Sarri: “In tutti i club gli acquisti sono decisi dai dirigenti. È stato un grande mercato, nessun gap con le big”

Lotito non ci sta. Già infuriato per la classifica e per la quarta sconfitta in 7 partite, non ha apprezzato poi le parole di Sarri nel post gara di San Siro. “Non c’è nessun gap con le big, lo ha dimostrato la Lazio l’anno scorso battendole e con un piazzamento che rispecchia il valore assoluto”, dice il presidente Lotito a Il Messaggero.

Tra le frasi incriminate del tecnico, ci sono quelle sul mercato che – a detta di Sarri – non è stato proprio avallato da lui. “Anche nel primo tempo contro il Milan abbiamo fatto vedere di poter lottare alla pari con i nuovi acquisti Rovella e Castellanos, fra i migliori in campo. Abbiamo centrato un grande mercato – rivendica Lotito – e in tutti i club del mondo gli acquisti vengono decisi dai dirigenti, e oltretutto il mercato non c’entra nulla con quello che sta succedendo”. Il patron si riferisce ad errori singoli ed episodi sfortunati che non stanno aiutando la Lazio. Che ha bisogno di uno spirito coeso, anche da parte di Sarri, per uscire da questo momento negativo.

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Lotito: “Niente drammi, chiedo umiltà, unione e consapevolezza. Mi fido di Sarri”

“Non c’è spazio per le opinioni”, Lotito sul CorSera

«Non c’è spazio per le opinioni relative al momento che stiamo vivendo – ha spiegato il presidente Claudio Lotito al Corriere della Sera – parlano i risultati. Purtroppo. Bisogna confidare nelle potenzialità della squadra. I ragazzi, tutti insieme, devono ritrovare i meccanismi che ci hanno permesso di arrivare secondi. Perché abbiamo degli obiettivi, serve una svolta».

Obiettivi fine stagione. «Le previsioni non si fanno mai. In campo vanno i giocatori, possono incidere fattori esterni o imponderabili. La squadra però è stata allestita per giocarsela con tutti».

Difficoltà. «Sono passate 5-6 partite, è presto. Dobbiamo migliorare le condizioni della squadra. Sono stati inseriti tanti giocatori nuovi che devono ancora recepire gli automatismi. Alcuni di loro non parlano la lingua. Sono fiducioso perché pure l’anno scorso siamo partiti maluccio, quindi non bisogna drammatizzare. L’importante è che la squadra sia cosciente dei propri mezzi. La consapevolezza è fondamentale per il raggiungimento degli obiettivi».

Immobile. «Non personalizziamo. C’è un tecnico, del quale mi fido, che valuta le prestazioni e individua le soluzioni. Non è un singolo a vincere o perdere, ma il gruppo».

Ritiro. «Dobbiamo ritrovarci e ricreare un clima ancor più positivo e costruttivo. Più i giocatori stanno insieme, più hanno modo di conoscersi e di affinare l’intesa. A maggior ragione quando ci sono tanti nuovi. I ragazzi devono aiutarsi a vicenda. Servono umiltà, determinazione e spirito di gruppo. Ma tutti devono aiutare a creare questo ambiente, anche lo staff tecnico, i magazzinieri, i medici. Tutti».

Acquisti. «Generalmente sono più le trattative che si chiudono nelle ultime settimane di mercato che non nelle prime. Serve tempo per fare le cose nel modo giusto». 

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Lazio, senza svolta tutti sotto esame: anche Sarri

Lazio e Sarri, serve la svolta”. Titola così Il Messaggero sulla sfida odierna contro il Torino, una gara crocevia per la stagione dei biancocelesti. Il presidente Lotito dopo il Monza era stato durissimo, le critiche erano per tutti, anche per Sarri, poi ha ripreso lucidità e ieri ha cenato a Formello.“Qualcuno lo sta mal consigliando, il ds Fabiani sta facendo da mediatore”, scrive Il Messaggero: “Ma inutile girarci troppo intorno, anche Sarri è sotto esame. E, nonostante un contratto fino al 2025, si gioca il futuro: è uno dei momenti più delicati dal suo sbarco, vuole riprendersi la sua Lazio”. I giocatori sono con lui, lo hanno ribadito in questi giorni. Fiducia massima nel tecnico, ma serve un risultato.