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DICHIARAZIONI

Lazio, Lotito smentisce la sua voce: “Telefonata contro Sarri ed i tifosi? Non sono mie parole…” (VD)

Non devo chiarire, non sono mie parole, sono parole che vengono diffuse con la mia voce. E’ diverso”. Claudio Lotito si dissocia dalla propria voce all’uscita dall’audizione in commissione Antimafia dove è stato ascoltato (“E’ andata bene”) in merito all’interno della questione sulle infiltrazioni mafiose nelle manifestazioni sportive e i legami tra criminalità organizzata e società sportive. Il riferimento è alla telefonato diventata virale con un tifoso della Lazio, le cui risposte hanno generato anche la reazione dialettica da parte di Sarri nel post partita di ieri contro l’Atalanta.

Pomeriggio iniziato verso le 14,00, quando all’ingresso lo stesso Lotito ha risposto in modo brusco ad una domanda sul brutto momento della Lazio e della sua gestione: “Il periodo nero finirà quando non ci sarà la gente come te che va girando.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Sarri e tifosi: scontro sempre aperto con Lotito. E la squadra…

La Lazio vive una fase delicata tra tensioni interne e contestazione della tifoseria. Il rapporto tra Maurizio Sarri e Claudio Lotito resta al centro del dibattito, mentre sugli spalti dell’Olimpico continua la protesta organizzata dai gruppi della Curva Nord. Il tecnico biancoceleste ha ribadito la sua posizione con fermezza: le decisioni tecniche spettano all’allenatore. Un messaggio chiaro che arriva in un momento complicato della stagione, segnato da risultati altalenanti e da un clima sempre più caldo attorno alla squadra.

Il rapporto tra l’allenatore e il presidente resta uno dei temi principali in casa LazioSarri continua a difendere il proprio lavoro e la gestione del gruppo, rivendicando autonomia nelle scelte tecniche e nella gestione della squadra.

Lotito, dal canto suo, segue con attenzione la situazione e continua a mantenere un ruolo centrale nelle dinamiche del club. Il confronto tra i due è costante e riguarda soprattutto il futuro del progetto tecnico e le prospettive della squadra. Nonostante le tensioni, l’obiettivo resta quello di chiudere la stagione nel miglior modo possibile e mantenere la Lazio competitiva nelle posizioni di vertice.

Nel frattempo sugli spalti dell’Olimpico la situazione resta tesa. I gruppi organizzati della Curva Nord hanno deciso di portare avanti la loro protesta, annunciando l’assenza allo stadio e rinunciando anche al tradizionale ritrovo a Ponte Milvio.

La contestazione nasce da un clima di malcontento che si trascina da tempo e che riguarda diversi aspetti della gestione societaria. Le ultime settimane non hanno portato segnali di distensione e la posizione della tifoseria resta ferma.

In questo contesto la squadra è chiamata a rimanere concentrata sul campo. Le prossime partite saranno decisive per il finale di stagione e per gli obiettivi europei.

La Lazio prova quindi a isolarsi dal rumore esterno e a ritrovare compattezza. Il finale di campionato dirà se il gruppo riuscirà a trasformare le difficoltà in una spinta per reagire. Il Corriere dello Sport.

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DICHIARAZIONI TIFOSI

Lazio-Sassuolo, il tifo organizzato: “Chi sta consigliando Lotito è il male assoluto. Non saremo neanche a Ponte Milvio…” (FT)

Attraverso i social è arrivata la decisione dei gruppi organizzati in vista di Lazio-Sassuolo:

“ANCORA PER UNA VOLTA…

Il ‘Presidente’ Lotito è riuscito a convincerci che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta! L’immobilismo della società nel non aver permesso al pullman della squadra di passare a Ponte Milvio è l’ennesimo atto che dimostra la totale lontananza della società rispetto alla tifoseria.

Ma rappresenta anche il totale disinteresse rispetto al volere della squadra e del mister che più volte hanno sollecitato un atto distensivo.

Crediamo che chi sta consigliando il sig. Lotito, specialmente nell’ambito della comunicazione verso la tifoseria, sia oggi il male assoluto di questa società e, se si vuole cercare un minimo di dialogo, debba essere assolutamente allontanato dai posti decisionali perché sta portando ad un muro contro muro senza via di uscita!

In occasione della partita di lunedì 9 marzo Lazio – Sassuolo i gruppi del tifo organizzato hanno deciso di non entrare e, a differenza delle precedenti partite, non saranno presenti neanche a Ponte Milvio per dimostrare alla città intera ed alle sue istituzioni che lo svuotare lo stadio porta enormi riflessi anche sull’economia locale.

Per la partita Lazio – Milan chiediamo a tutti coloro che vogliono liberamente seguirci di non acquistare i biglietti, daremo comunicazione in merito alla nostra decisione con un comunicato martedì 10 marzo alle ore 12:00.

Siamo estremamente dispiaciuti per queste decisioni che ci allontanano dalla NOSTRA Lazio ma, a chi vuole ancora provare a cambiare le cose, chiediamo di seguirci in questo ulteriore ESTREMO ATTO D’AMORE! Avanti Lazio. Avanti Lazio!

I Gruppi del Tilo Organizzato”.

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ESCLUSIVE

‘9 GENNAIO’ – Paparelli: “‘Morì in Curva pe sta c***o di storia’, una reazione ad un insulto incomprensibile. Ho pensato subito a papà e…” (AUDIO)

GABRIELE PAPARELLI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“‘A pa’…Ma chi te lo ha fatto fare te ne potevi sta a casa …. Mori in curva pe sta CAZZO de storia!!’”. E’ stato uno sfogo social che ha avuto un grande clamore. Sinceramente, prima di pubblicarlo, c’ho pensato tantissimo. Quando ho sentito quella frase della telefonata di Lotito con il tifoso (‘la vostra cazzo di storia‘, ndr), ho pensato a mio padre, alla Lazio dello scudetto, a tanti beniami in campo e quelli che hanno perso la vita, alla storia che mi è stata tramandata nella mia vita. L’ho vissuta come un insulto a tutto questo. Ho sentito la necessità di esprimermi, non riesco a capire come si possa trattare così male i tifosi della Lazio e la propria storia. I tifosi, in fondo, hanno solo l’interesse che questa società resti sempre in alto. Oggi il presidente Lotito ha dichiarato che quelle non fossero sue parole, ma nessuno credo abbia creduto a questa versione. Sembra che i tifosi siano diventati il male assoluto, in realtà chiedono solo rispetto.

A distanza di tempo non riesco ancora a capire anche quanto accaduto nel giorno in cui la Curva ha voluto ricordare mio madre. E’ incredibile che non sia stato permesso quello che era stato organizzato dai tifosi per una mera ripicca. Non capisco, c’era solo da ricordare una persona che ha perso la vita allo stadio per la Lazio. Non ho una spiegazione, anche perchè la società si è sempre comportata bene nei miei confronti, ha sempre ricordato mio padre”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Oddi: “Lazio, Lotito-Sarri? Alcune cose andrebbero dette in faccia” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘NMM’

“Onestamente il pareggio con l’Atalanta ci poteva stare, ma la delusione riguarda la rimonta subita. Ora sarà ancora più complicata a Bergamo, ma la prestazione è stata buona. Fino a poco tempo fa non c’era preoccupazione per la fase difensiva, ora le cose sono cambiate.

Dele-Bashiru? Non mi è dispiaciuto per niente, forse è la prima volta che lo vedo così sveglio. Mi è piaciuto anche Tavares. Ha una forza incredibile, è un peccato che in zona difensiva commetta degli errori grossolani. Cercherei di fare in modo che si occupi solo di attaccare.

La risposta di Sarri a Lotito su Maldini? Alcune cose andrebbero dette in faccia, non tramite telefonate ai tifosi. Parli con il tuo tecnico per avere contezza delle sue decisioni tecniche. Allenatore e presidente devono essere un corpo unico. La scelta di Sarri in estate è stata utile per salvare la società, se non dico male. Poi mi chiedo cosa si possa definire in quel modo Baroni…”

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Zazzaroni: “Lotito si ama ma non piace più. C’è una storia da salvare ed un contegno da tenere”

Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, analizza sul quotidiano l’ennesima capitolo della saga ‘telefonate Lotito-tifoso’: “So perfettamente che Lotito se ne fotte bellamente degli altri, non li considera, ci passa sopra. E non solo perché è troppo concentrato su sé stesso, ma perché si ama. Si piace come nessuno. Ama il suono della propria voce, la sua logorrea da Satta Flores scoliano, il suo umorismo di grana grossa, la sua dialettica monca in cui uno, lui, ha sempre ragione e gli altri, tutti gli altri, hanno sempre torto. Nella sua bulimia di spiegare il mondo a modo suo, pensa ancora di essere nel 2004.

Continua a specchiarsi e, anche se gli inciampi hanno lasciato qualche segno, si sente ancora saldamente al comando e naturalmente si piace moltissimo. È un’illusione ottica perché, come dimostra il desolante colpo d’occhio dell’Olimpico, Lotito non piace più agli altri. A tutti gli altri. E si ha la sensazione che la linea rossa, nel campo della cosa più importante tra le meno importanti, sia stata superata da un pezzo. C’è però una storia, anche aziendale, da salvare. E un contegno da tenere. Un’apparenza che diventa sostanza”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Lotito provoca ma Sarri ieri è stato duro e chiaro. Tifosi? D’accordo con l’ultimo comunicato” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Ottime immagini andate in onda ieri, complimenti ad Italia 1: la passione dei tifosi era fuori l’Olimpico e lo hanno fatto vedere. Complimenti anche a Ivan Zazzaroni per l’editoriale odierno. Complimenti pure alla società che avrà un buon incasso per Lazio-Milan visti i prezzi, ma saranno presenti tutti tifosi rossoneri. L’ultima considerazione la faccio su una richiesta da fare alla Federcalcio: quand’è che si potrà chiedere il cambio nome da ‘S.S.Lazio’ a ‘Claudio Lotito? Visto che il presidente dice che la società si chiama così.

La partita è stata disputata ‘giocandosi la vita’, come ha detto Cataldi. Non vivono su Marte i giocatori. Gara giocata bene, purtroppo le distrazioni ci sono. Il timore è che al ritorno ci saranno molte insidie; sarà dura. Fra 40 giorni chissà come staranno i giocatori, chi sarà a disposizione: è troppo lontano il ritorno per fare calcoli. Questo risultato lascia aperto l’esito e forse permetterà anche alla Lazio di fare la partita come preferisce.

Sono d’accordo con il comunicato diramato ora dal tifo organizzato. Io, se seguissi da cronista la Lazio tutti i giorni, farei anche uno squillo alla questura per capire se la società si è mossa per chiedere la possibilità di deviare il tragitto per raggiungere i tifosi a Ponte Milvio.

Ieri Sarri, parlando delle questioni legate a Noslin e Maldini, è stato duro, netto, chiaro. Non so quanto possa averla presa bene Lotito. Il presidente lo sta provocando per portarlo alle dimissioni ma Sarri lo ha capito, e già una volta lo ha fatto, quindi ora non molla”.

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SOCIAL

Il telefono squilla, Lotito ci ricasca. Lo “scemo” a Baroni, le “colpe” di Sarri: “I nostri giocatori non piacciono solo a lui”. Poi su tifosi e storia…

Nessun passo indietro, solo un altro salto carpiato nel vuoto della contestazione, un’altra botta al malcontento, una serie incontrollata di frecciate velenose verso un Sarri “colpevole” dei risultati negativi, della mancata valorizzazione degli investimenti del club e del malumore dei partenti. Il punto di non ritorno è anche un ritorno al punto di partenza: il telefono squilla, Lotito risponde, il video torna virale (con tanto di numero di telefono in bella vista). “Le mie parole sono spesso fraintese, mal interpretate”, leggeva nel giorno della presentazione del progetto Flaminio. Difficile sostenerlo ascoltando la sua voce nella nuova telefonata dell’ennesimo temerario tifoso. Dallo “scemo” a Baroni alla negazione di un ridimensionamento tecnico come prima ripercussione della difficoltà dei conti, passando per gli appunti tecnico-tattici diretti a Sarri (ma l’esonero ancora non si vede). Senza dimenticare l’immancabile lezione di economia e la ripassata di storia laziale. Di seguito l’edulcorato contenuto di una chiacchierata a cielo aperto durata circa 10’:

“La società ha un nome e cognome, Claudio Lotito. Se Sarri se la vuole comprare, lo facesse

Va valutato il parco giocatori. Il bravo allenatore è quello che fa giocare bene i giocatori che ha. Altrimenti non è bravo. Il tema è creare l’alchimia nello spogliatoio, sennò si rompono le scatole. Se fai le liste di chi gioca e chi no, poi ti mandano a quel paese…

Noslin è un buon giocatore, col Cagliari poteva giocare prima, no? O il Cagliari è più forte di noi? Io ho pagato Noslin ben 20 milioni, lo fa giocare? No. Belahyane l’ho pagato 14 milioni, e mi pare che abbia giocato bene. Lo fa giocare? No. Castellanos non giocava e ci hanno dato 30 milioni. Guendouzi era perfetto nella mediana a due, Sarri lo ha fatto giocare a tre e lui si è rotto le scatole ed è voluto andare via. Al suo posto è arrivato Taylor, non è un ridimensionamento. Przyborek non lo ha mai fatto giocare. Maldini l’ho preso per fare l’esterno d’attacco e lui lo mette centravanti. Dia piace a tutti, lo vendo a 18 milioni e risolvo il problema: com’è che i nostri calciatori piacciono a tutti meno che a Sarri?!

Il tifo sciopera? E che problema c’è?! Mica vi ho chiesto i soldi! Faccio un aumento di capitale e risolvo il problema. Sto facendo l’Academy, ora faccio pure lo stadio, che vuoi di più?! Con quali soldi? Lo vedrete, mi vuoi fare i conti in tasca?! Mi sono accollato un debito da 550 milioni…

Se ti senti inferiore all’Udinese è un problema tuo, gli altri spendono miliardi e non vincono nulla, guardate la Fiorentina. Lo scorso anno eravamo primi in Europa, poi il Bodo ci ha eliminato perché quello scemo dell’allenatore ha fatto calciare il rigore a Castellanos che era infortunato…Quest’anno è andata male, capita. Ma prima di me, salvi due anni con Cragnotti, cosa aveva vinto la Lazio? Galleggiava. Ho vinto 6 trofei, ho mantenuto il numero di matricola, ora non posso pensare al passato, devo preservare la Lazio, altrimenti fallisce”. D. B. Radiosei

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Mattei: “Sarri ora sa cosa pensa realmente Lotito di lui. Da cittadino italiano…” (AUDIO)

STEFANO MATTEI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Per quanto riguarda la telefonata di ieri, io non vorrei tanto parlare del presidente della Lazio; io provo vergogna solo a pensare che in Senato, da cittadino, sono rappresentato da chi utilizza questo tipo di linguaggio. Questo mi fa arrossire. Rappresenta la Lazio ma anche lo Stato italiano, il che è ancora peggio.

Siccome si deve pensare a tutto quando si parla di certi personaggi, non vorrei che queste telefonate servano per mandare segnali e non siano state ‘rubate’. Definire ‘scemo’ Baroni, persona di oltre 60 anni, da una vita nel calcio, non è possibile; è proprio questione di etica. Sarri ora sa realmente cosa pensa Lotito di lui, a meno che non non chieda scusa chiarendo che ha detto quelle parole in un momento di impeto; ha sottolineato che la squadra è forte, che sono tutti bravi, valgono tutti 30 milioni e quindi il problema è Sarri che non è un bravo allenatore.

Per il linguaggio utilizzato e il livello raggiunto, io provo vergogna e tristezza”.

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COPPA ITALIA DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Bello se tutti avessero la mia pazienza. Il prossimo sia un anno con investimenti. Atalanta? Ecco cosa ha detto Fabiani” (AUDIO)

La conferenza stampa del tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, alla vigilia della semifinale di andata di Coppa Italia contro l’Atalanta:

Giornata di vigilia in casa Lazio. Domani alle ore 21:00 i biancocelesti saranno impegnati all’Olimpico contro l’Atalanta nella gara di andata delle semifinali di Coppa Italia. Proprio in vista del match va in scena da Formello la conferenza di Maurizio Sarri. Di seguito le sue parole.

È ancora un anno zero è cambiato qualcosa?

Era chiaro dall’inizio, l’ho detto io ma anche la società. Bisogna per forza avere pazienza da parte di tutti. Io una bella dose ce l’ho messa, sarebbe bello la mettessimo tutti”.

Che valore dà a questa partita in prospettiva?

Per il futuro penso non abbia grande peso. Il prossimo anno deve essere un anno uno, non zero, con ogni evenienza. Poi sappiamo che domani sarà difficilissima, contro l’unica italiana ancora in Champions. Sappiamo che sarà difficile, servirà orgoglio. Abbiamo fatto fuori le due finaliste dello scorso anno, serve la mentalità di chi sa che per quanto difficile ce la possiamo gicoare”.

Sente la vicinanza del club?

Ho visto il ds anche mezz’ora fa. È chiaro che i programmi saranno sempre e comunque fatti dalla società. Ma il prossimo anno dovrà essere un anno uno, di investimenti per essere più competitivi. Penso che programmare ora sia difficile, capire chi potrà essere sul mercato tra tre mesi è difficile”.

Si può ritrovare l’entusiasmo in due giorni?

Se domenica la squadra era così non era responsabilità solo dei giocatori manche di allenatore, staff, società e ambiente. Era spenta inaspettatamente, due settimane fa abbiamo fatto tre gare in sei giorni e di buon livello. È stato inaspettato questo calo di energie nervose e mentali. Domani avremo la riprova se il motivo fosse l’attesa di questa partita o altro”.

Qual è a livello di club la principale differenza con l’Atalanta? Si è ampliato il divario?

All’Atalanta hanno fatto un percorso lungo iniziato dieci anni fa, percorso che piano piano li ha portati a conquistare l’Europa quasi ripetutamente e quindi hanno iniziato a fare altri investimenti e ora si può permettere determinati giocatori. Chiaro che il divario così possa ampliarsi. Questo percorso la Lazio deve farli e fare investimenti nell’ottica di tornare in Europa con continuità per avere forza economica superiore”.

Questa Lazio ha ancora un’anima?

Forse pensavi alla domanda e non mi hai ascoltato: l’ho detto, veniamo da tre partite di livello in sei giorni.abbiamo sbagliato una partita in maniera totale, nell’arco del percorso può succedere e le responsabilità sono di tutti. Ma in un’annata così ci stanno anche gare come questa. Non è che succede solo a noi, anche ad altre squadre che hanno fatto 91 punti perdendo 3-0 a Udine”.

Recupera qualcuno per domani?

Ieri si sono allenati Gila e Pedro, non Basic che valuteremo oggi. Vedremo chi di questi 3-4 può essere recuperabile in maniera totale o parziale”.

Cosa ha sbagliato la Lazio negli ultimi due anni per arrivare a una stagione simile?

Se la società dice che noi in Europa siamo convinti di non andarci perché è un anno zero e l’allenatore dice le stesse cose di che speranze parliamo? Le ambizioni erano quelle di ricostruire la squadra, i risultati ci interessano fino a un certo punto. La differenza è che la squadra precedente era forte e a fine ciclo, con un nuovo ciclo ora dobbiamo vedere. Al momento la squadra attuale è inferiore per valore tecnico, poi vedremo gli investimenti e cosa accadrà alla fine di questi tre anni. C’erano giocatori qui da tanti anni, preferivano andare a un’esperienza diversa per gli ultimi anni di carriera. Le solite cose che succedono a fine ciclo”.

Quanto sarà importante la reattività dei mediani? 

A Torino tatticamente potevamo cambiare sette moduli ma il risultato sarebbe stato lo stesso. Per primo conta l’atteggiamento, questo è evidente. Chiaramente i nostri tre centrocampisti dovranno fare un gran lavoro con gli esterni che dovranno rompere sui quinti. È una gara difficile non tatticamente, ma per la grande qualità dell’avversario. Sarà una gara di sofferenza anche se nell’ultima con loro abbiamo perso ma la sensazione era che ce la potessimo giocare”.

Le dà ancora gusto allenare qui?

Se uno a Roma sta dietro le polemiche si ammazza dopo pochi giorni. Non ascolto quello che viene detto all’esterno. È chiaro che faccio l’allenatore e tutti vorrebbero la squadra più forte di quella che hanno”.

I tifosi hanno richiesto di far passare il pullman a Ponte Milvio. Sarà possibile?

Purtroppo mi sono informato con la società e la Questura non concede di cambiare il tragitto, dispiace perché sarebbe stato importante avere un contatto. Rispetto le scelte delle persone, hanno i loro motivi e li rispetto. Sottolineo che a noi mancano”.

I tifosi saranno presenti sotto la curva, si aspetta che questo possa influire? 

Io spero che i tifosi si possano sentire da dentro, già sentirli sarebbe un grande segno di partecipazione alla partita da parte loro“.

Quando ha parlato di futuro nebuloso è una cosa che ha sentito dal gruppo o che sta venendo anche a lei?

È un concetto di sensazioni che può avere la squadra, che può vedere tutto incerto”.

Ha chiesto pazienza a tutti. Riguarda anche l’interno?

Ho parlato col ds mezz’ora fa, ha detto che in questa partita bisogna accettare ogni risultato ma non siamo andati oltre. Non è una cosa che sento all’interno”.