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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Rinnovo Pedro, Cardone: “La Lazio si è fatta avanti, lui prende tempo”. Oddi: “Se stai bene in un posto…”

GIULIO CARDONE SUL RINNOVO DI PEDRO

Pedro ha rilasciato delle dichiarazioni significative dopo la gara con la Juventus. Quando gli è stato chiesto del rinnovo del contratto, ha fatto capire che vuole prendere del tempo, non vuole affrettare decisioni. Evidentemente vuole capire come starà o magari riflette anche sull’ipotesi di chiudere la carriera in Spagna, nel suo paese. Mi sembra di aver capito che la Lazio si è fatta avanti e sia stato lui ha chiesto di rinviare il discorso. Poi bisogna capire il contesto, che tipo di chiacchierata c’è stata con Lotito. Magari è stato solo un pourparler”

GIANCARLO ODDI

“Pedro è ben accetto. Ha fatto bene e continua a farlo, ma il fatto che lui prenda tempo il rinnovo non mi piace. Se tu stai bene in un posto non vedi l’ora di restare. Se fosse andata così, se fossi la società il rinnovo non lo chiederei più”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Messaggi chiari di Sarri al club, ecco i nomi che ha fatto per il mercato… Problema indice liquidità, chiave Luis Alberto” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

Ieri Sarri ha lanciato messaggi chiari al club. Non è possibile che la Lazio quando mancano 3 giocatori non riesce più ad essere se stessa. Con Lotito e Tare, Sarri di mercato ha già parlato. Dei nomi li ha già fatti, quello di Parisi e Valeri per il terzino sinistro, quello di Ilic per il centrocampo ed il vice-Immobile. Lui non vorrebbe un attaccante di peso, non a caso ha fatto il nome di Rafa Silva del Benfica. Non vuole una prima punta vera, ma uno alla Raspadori, alla Mertens. In questo momento non sono fattibili interventi, c’è il solito problema dell’indice di liquidità da sbloccare. Bisogna capire che in uscita ci possano essere delle possibilità di piazzare Luis Alberto. Ha chiesto la sua cessione, ma in questo momento sono poche le possibilità di cederlo”

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RASSEGNA STAMPA

Romero scalpita, Lotito promette: “Sará il futuro della Lazio”

[…] Luka Romero gli darà il cambio in corsa, c’è un patto per almeno 10 presenze in questa stagione perché a breve firmerà il rinnovo: «I tifosi devono stare tranquilli, lui è e sarà il futuro della Lazio», assicura Lotito. Discorso diverso per Luis Alberto, ma per due sfide dev’essere messo da parte ogni rumors di mercato. Il Mago è in ballottaggio con Basic e Vecino, ma in questa sfida parte in vantaggio con Cataldi e il ritorno di Milinkovic a centrocampo. Il turnover in questo turno infrasettimanale è poco contemplato, più avanti ci sarà tempo per tirare il fiato. Perché non avrebbe senso pensare alla Juve e non ottenere il successo contro il Monza all’Olimpico. E perché bisogna fare i conti con più di un acciacco. Hysaj insidia Lazzari, diffidato e con la spalla non al meglio. Straordinari invece per Casale e Romagnoli al centro. Patric non può dare il cambio, continua ad essere tormentato da quest’estate dai dolori al ginocchio. Durante lo stop, lo spagnolo cercherà di recuperare al meglio. A proposito, si continua a lavorare sul ritiro: o Antalya (Turchia, discorso economico permettendo) o Formello, Sarri non vuole sentire parlare di Argentina, nonostante la dottoressa Nastri continui a insistere invano con Lotito. Il Messaggero

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Incontro Lotito-Tare, il rinnovo di Milinkovic e quello del Ds gli argomenti

Dite pure grazie al Milan e, dietro, ad Atalanta e Roma. Lo sguardo fisso sulla classifica deve dare un’ulteriore spinta. Se dopo la stracittadina, Sarri poteva temere un nuovo calo di concentrazione contro una “piccola”, adesso la missione secondo posto regala un’altra bella scossa nella testa: «Il derby dà una motivazione fortissima. La svolta sarà entrare in campo con il Monza ed essere quelli visti contro la Roma», il messaggio recapitato dal Comandante nell’ultima conferenza post-vittoria. E allora stasera in posticipo bisognerà giocare ancora con il coltello fra i denti, smaltire la sbornia e alzare subito l’asticella fuori dal GRA. Con tre punti la Lazio aggancerebbe l’ex Pioli a -8 lunghezze dalla vetta, staccherebbe a +3 Inter e Atalanta e a +5 la Roma nella corsa all’Europa che conta; si presenterebbe al top domenica contro la potenziale quarta (la Juve se vice oggi a Verona) per l’ultimo big match prima della sosta. Cataldi suona la carica: «Il derby ci lascia tanta consapevolezza, ma ora dobbiamo evitare altri black out, altrimenti rischiamo di capitombolare come contro la Salernitana. Gli errori del passano non si ripeteranno, se avremo la stessa solidità». Parole da capitano vero, ma stasera Milinkovic si riprenderà la fascia. Sergej è tornato da Bergrado, sta per diventare papà, ma da giorni sono riprese le manovre affinché possa restare a Roma: ieri sera alle 21.30 Lotito era a Formello, ha incontrato Tare legato all’agente Kezman. A sorpresa rispetto agli annunci, la trattativa per il rinnovo di Sergej a 5 milioni (con una clausola) è partita prima del mondiale in Qatar ed è legata a doppio filo al prolungamento triennale di Tare con la società. Intanto, il serbo si rimette alla guida. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Sarri, il suo popolo e Lotito: “Ora non sento più baccano in giro”

Non esclude il ritorno, ma l’obiettivo è sempre stata l’ultima gara prima dello stop: «Ancora non lo so se ce la farò col Monza, ma dopo il derby sono già contento. Dire che è stato bello è persino poco». Ieri mattina Immobile si è sottoposto in Paideia alla risonanza al bicipite femorale sinistro. Sono passati appena 23 giorni dalla lesione di secondo grado rimediata contro l’Udinese, Ciro è pronto a tornare in gruppo perché è un alieno. I medici però vogliono scongiurare qualunque rischio prima di rimetterlo in campo: per questo, il 13 novembre contro la Juve può diventare il giorno giusto. Ieri riposo per tutti, oggi tornerà Milinkovic, che ha visto il derby dalla Serbia, perché sta per nascere il figlio e, dopo la trasferta di Torino, volerà direttamente in Nazionale in ritiro.


LA GIOIA DI LOTITO


Senza Immobile e Sergej, Maurizio ha snaturato il suo credo, ha sacrificato se stesso per amore della Lazio. La vittoria di Sarri nel derby, contro tutti e tutto, è un magnifico trucco tattico «per il nostro popolo». Al fischio di Orsato il tecnico è entrato subito dentro gli spogliatoi, ha deciso di lasciare gli applausi ai giocatori e ha invitato tutto il suo staff a cena nella sua villa all’Olgiata per ringraziare tutti del lavoro svolto. La Lazio arrivava da due ko, nella piazza molti avevano rimesso in discussione un anno e mezzo. Non certo, Lotito, ieri sera a cena da Pietro: «Sempre dalla parte di Maurizio. Ora c’è silenzio in giro, non sento più baccano. Godiamoci il terzo posto». Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Lotito e il giallo a Milinkovic: la reazione alla domanda dice tutto

“Arrabbiato per l’ammonizione a Milinkovic? Lasciamo perdere. Parliamo d’altro”. Claudio Lotito risponde così ai giornalisti all’uscita dal Consiglio Federale Figc andato in scena a via Allegri. Nemmeno al patron è andato giù il giallo dato al Sergente durante il match con la Salernitana. Niente derby per lui. La Lazio non commenta, nemmeno ieri, a caldo, il tecnico Maurizio Sarri si era esposto: “Non mi fate parlare sennò mi danno sei mesi di squalifica”Lotito, prima di salire in macchina, si è intrattenuto in un breve faccia a faccia con il presidente dell’Associazione italiana arbitri Alfredo Trentalange. Al centro del dibattito, probabilmente, la conduzione di Manganiello e quel cartellino che ha fatto arrabbiare tutta la squadra. Ma ora è tempo di voltare pagina, è iniziata una settimana importantissima. Giovedì c’è il Feyenoord per la qualificazione al prossimo turno di Europa League, domenica il derby. Senza Milinkovic, vero, ma con tanta voglia di fare bene. Corrieredellosport

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Vertice Sarri-Lotito: il tecnico insiste per uno tra Parisi e Valeri. Rafa Silva il sogno

Sabato c’è stato un nuovo vertice SarriLotito per parlare delle prossime scelte di mercato: il tecnico biancoceleste torna invocare uno fra Parisi e Valeri come terzino sinistro e, dopo quanto accaduto in attacco, di nuovo un vice-Ciro. Sarri in settimana è rimasto stregato da Rafa Silva, seconda punta del Benfica, che ha punito la Juve con una doppietta in Champions. Non è un attaccante vero, ma come rinforzo preferisce un centravanti più tecnico (in estate sognava Raspadori) con il fiuto del gol: il 29enne portoghese ha abbandonato la Nazionale, vanta 7 centri e 5 assist in questo avvio, ma è in scadenza nel 2024 e ora potrebbe costare meno nonostante la trattativa per il rinnovo. Anche lui è un sogno, anche perché Lotito, senza uscite (c’è sempre Luis Alberto in bilico), non è disposto ad accontentarlo a gennaio. Il Messaggero

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SOCIETA'

Lotito: “La Lazio ha un pubblico straordinario. Al lavoro per lo stadio nuovo”

Nel prossimo editoriale che sarà pubblicato sul numero di novembre della rivista ufficiale della Lazio, il presidente Lotito affronta molti temi cari al pubblico laziale. La redazione de LLSN ha avuto in anteprima le parole del Patron che riportiamo: “Cari tifosi biancocelesti,
siamo entrati nel vivo della stagione sportiva e la nostra Lazio è ancora una volta tra le grandi protagoniste. A suon di prestazioni convincenti, con tanti gol fatti e pochissimi subiti, la squadra sta dimostrando di avere tutte le carte in regola per rimanere nella parte più alta della classifica.
Non siamo più una sorpresa, ma una certezza. La continuità data al progetto societario e sportivo costruito negli anni e confermato anche per questa stagione attorno a Mister Maurizio Sarri sta dando i suoi frutti e credo che tutti i tifosi ne possano essere fin qui soddisfatti.
Perché questa Lazio non smette mai di stupire. Un triplo 4-0 come quello realizzato con Cremonese, Spezia e Fiorentina non si era mai visto in serie A. Così come non è facile trovare su un campo di calcio, in Italia e oltre i nostri confini, un gioco così spettacolare e concreto come quello visto a Bergamo in occasione della trasferta vittoriosa contro l’Atalanta e una determinazione volitiva come quella dimostrata nella sfida dell’Olimpico contro i danesi. Un vero “marchio di fabbrica” del suo allenatore e di una squadra che lo segue. L’intelligente gestione degli spazi in campo e dei momenti della partita fa veramente riflettere sulla qualità del lavoro svolto in questi mesi: la Lazio oggi è molto più matura di ieri.
I nostri giocatori sono ambìti da molti club e stanno dimostrando una continuità eccezionale in termini di prestazioni, gol, assist, giocate spettacolari: non tutti sono contenti di questo, specie alcune testate che ad ogni exploit dei nostri tesserati cercano di far emergere estemporanee trattative per portarli lontano da Roma. Mentre la Lazio è ormai da tempo un punto di arrivo: qui si arriva per la realizzazione personale, da qui si parte per grandi obiettivi con questa maglia.
Ad accompagnare la Lazio c’è un pubblico che non stento a definire straordinario per attaccamento, in casa e in trasferta: finalmente numeroso come ho sempre sperato e voluto che fosse, per stare vicino alla nostra Lazio dalle curve e dalle tribune. Merito certamente di una campagna abbonamenti importante e di altre iniziative come “effetto domino”, una sorta di pacchetto per fare risparmiare chi sceglie di vedere più partite di fila, che certamente replicheremo in altre occasioni per avvicinare tante persone, tante famiglie allo stadio.
La Lazio è una grande famiglia: ce lo diciamo sempre, senza eccedere in retorica, sapendo di dire una verità incontrovertibile. E in queste settimane la famiglia biancoceleste ha voluto celebrare, in diverse occasioni istituzionali come quella della Protomoteca al Campidoglio ma anche a Formello e soprattutto allo stadio, i 100 anni dalla scomparsa di un Padre di questa società: parlo ovviamente di Tommaso Maestrelli.
Il Maestro, così lo ricordano tutti i tifosi laziali, ci guarderà dalla curva opposta alla Nord, a lui intitolata per le partite casalinghe della Lazio. Vorrei che quel bellissimo ritratto che lo raffigura in uno dei momenti più “iconici” possa essere sventolato dagli stessi tifosi, in una Curva “Tommaso Maestrelli” piena di amore. E un domani, speriamo e lavoriamo per questo, in uno stadio tutto nostro.
La Lazio è quindi pronta alle sfide, a testa alta, con grande rispetto e senza paura di alcuno dei suoi avversari. Dovremo fare a meno per qualche partita del grande bomber e capitano, Ciro Immobile, a causa di un infortunio. A lui un abbraccio e l’augurio di ritrovarlo ancora più forte e carico di prima. Tutti tifiamo per lui e per chi scende in campo al suo posto con la maglia biancoceleste, come fa una grande e bella famiglia, come la sua che ha accolto in questi giorni il quartogenito Andrea.
Concludo con una mia considerazione personale: nei giorni scorsi, come sapete, sono entrato a far parte del Parlamento italiano come Senatore della Repubblica. È per me un grande onore e una grande responsabilità, cui voglio adempiere con disciplina e onore, come recita l’articolo 54 della nostra Costituzione. Questo però non mi distoglierà da essere guida e riferimento per questa Società, per mantenerla ai livelli più alti raggiunti e spingerla verso gli ambiziosi traguardi che merita”.

Alessio Buzzanca

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Romero e il ‘patto’ per il rinnovo

E’ piaciuto tanto per spirito e voglia di fare. Luka Romero ha lanciato un segnale importante entrando nel match di giovedì, contro il Midtjylland. I tifosi sperano di poterlo vedere più spesso, a maggior ragione visto che – adesso – le rotazioni offensive di Sarri si sono ristrette per l’infortunio occorso a Immobile. Così Luka Romero – già nella lista dei pre convocati di Scaloni – cercherà di imporsi, mostrandosi sempre “arrapato”. La Lazio vuole blindarlo: come riporta l’edizione odierna de ‘Il Messaggero’ il club ha stipulato un patto con l’argentino. Dovesse firmare il rinnovo (il suo contratto scade a giugno) troverebbe più spazio. Il quotidiano parla di (almeno) 10 partite in questa stagione, con la prospettiva di giocarne 20 la prossima. Primi passi verso la permanenza di Romero, quindi.

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Milinkovic al comando, Lotito ha un piano ambizioso: 5 milioni a stagione per convincerlo

Un’altra medaglia cucita sul petto, il Sergente sempre più al comando della Lazio. Milinkovic, quinto gol e tanto spettacolo. Lotito non si è affatto rassegnato a cederlo né a perderlo a zero, è pronto a tutto per trattenerlo. «Non lo vendo a gennaio. Ora vale 120 milioni e, ogni mese che passa, sale il prezzo. Gli offrirò il rinnovo», aveva confessato al Messaggero proprio alla vigilia della gara contro il Midtjylland, in cui Sergej si è esibito col compasso, con un altro colpo da biliardo. Il presidente euforico, adesso ha un piano per infrangere quella maledetta scadenza nel 2024 e superare le resistenze dell’agente Kezman, che da mesi getta ombre inquietanti sul futuro del suo assistito: una proposta di prolungamento quasi proibitiva per le casse della Lazio, 5 anni di contratto a 5 milioni a stagione, compresi i bonus. Nemmeno capitan Immobile guadagna così tanto, è un tentativo ambizioso. Lotito guarda sempre più un alto, a piccoli passi sogna davvero lo scudetto, ha bisogno del suo fenomeno. Vuole fare di Milinkovic il simbolo del presente e del futuro, convincerlo a restare a vita alla Lazio. Non si è affatto arreso al primo mezzo rifiuto né alla corte di Juve, Arsenal e United, di nuovo in agguato.


COME DE BRUYNE


Un gigante da blindare a ogni costo. Sergej sta bene a Roma, diventerà presto papà e per i tifosi è un idolo assoluto. Eppure non ha ancora sciolto i dubbi sul prossimo anno. In estate nessuno ha superato i 50 milioni per strapparlo a Lotito, che ora spera ancora di convincere il serbo. Il discorso verrà affrontato subito dopo il mondiale, Milinkovic ha sempre in testa la Champions: a quasi 28 anni vuole compiere il salto, ma con lui non c’è mai nulla di scontato. Con Sarri è cresciuto, anzi ora è semplicemente mostruoso in terra e in cielo. Maurizio lo riprende per qualche pallone perso, ma è normale per chi ne gioca di più in tutta Europa a centrocampo. Anche contro il Midtjylland, Sergej prende per mano i compagni e riporta la qualificazione ad un passo. Cinque reti e 7 assist in 16 partite, non era mai partito così bene dal 2016, l’anno del suo sbarco. Il ritmo è forsennato, solo De Bruyne ha preso parte a un gol in più in stagione (13, due reti e 11 passaggi vincenti) in tutte le competizioni in corso. Milinkovic mostra rispetto: «Il belga è il numero uno. Io posso solo allenarmi bene per far meglio».


ANSIA DIFFIDA E QUALIFICAZIONE


La Premier non è il nostro campionato. Qui Milinkovic è quasi il re indiscusso, insieme a Immobile nella top 11 finale del Gran Gala del calcio, premio consegnato in ritardo a entrambi ieri mattina a Formello. Ciro sorride raggiante nonostante sia ai box, lunedì farà gli esami per sondare i miglioramenti al bicipite femorale sinistro lesionato: sogna di andare in panchina contro la Roma, ma esserci il 10 e 13 novembre – contro Monza e Juve – sarebbe già un miracolo. Il bomber non rientrerà senz’altro all’ultima giornata in Europa Legue giovedì prossimo: alla Lazio basta un punto per la qualificazione matematica, ma il primato del gruppo F dipende anche dallo Sturm Graz (appaiato a 8 punti), potrebbe quindi servire un altro successo contro il Feyenoord. La Federazione olandese ha concesso però al club un turno di stop nell’Eredivisie, proprio per concedergli una settimana piena per prepararsi al meglio allo scontro. I biancocelesti invece domani giocheranno contro la Salernitana alle 18 e Sarri dovrà decidere se utilizzare Milinkovic oppure no. Sergej ha preso un giallo nell’ultima giornata a Bergamo, è diffidato: un’altra ammonizione e salterebbe l’imminente derby all’Olimpico. Tutti sono già in ansia per l’assenza di Ciro, salvate il vice-capitano, il Sergente ormai al comando. Il Messaggero