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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Qatar e paternità: Milinkovic scalpita

MonzaJuventusMondiale e famiglia. Tutto nel giro di un paio di settimane, emozioni concentrate in un attimo. Sarà un periodo che non dimenticherà mai, Milinkovic, quello appena iniziato. Ieri è tornato a lavorare dopo lo stop forzato nel derby. Lui lo ha vissuto a distanza, ma è più che giustificato. Neanche volendo avrebbe potuto sostenere i compagni dalla panchina in stile Immobile, l’altro grande assente. Colpa di quel cartellino giallo ingiusto ricevuto con la Salernitana, lo ha privato della possibilità di partecipare alla partita più attesa. Ma l’ha vista, ovviamente, come certificato dal post pubblicato su Instagram a fine partita: «Oggi come un Gladiatore in gabbia ho guardato i miei fratelli combattere per nostri colori. Fiero di noi. Godo». 

Serbia

Una gabbia lontana da Roma, per la precisione collocata a Belgrado. È lì che sta la sua compagna, Natalija Ilic, che tra poco lo farà diventare padre per la prima volta. Il conto alla rovescia è quasi ultimato, la data del parto è fissata orientativamente tra il 20 e il 22 novembre, cioè quando il Sergente sarà impegnato con la sua Nazionale in Qatar, visto che il 24 ci sarà l’esordio contro il Brasile. Ecco perché l’ingiustizia della squalifica sotto un certo punto di vista ha avuto pure i suoi vantaggi, almeno a livello familiare. Ha infatti permesso a Sergej di stare vicino a Natalija nel weekend, due giorni pieni insieme prima di un periodo denso di impegni che di fatto gli impedirà di godersi i primi giorni di paternità, obbligandolo a vedere il figlio solo a Mondiale concluso (salvo permessi speciali). Ieri intanto era già in campo a Formello, pronto per le due prossime gare contro Monza e Juventus. Servirà il miglior Milinkovic per aiutare la squadra di Sarri a chiudere in bellezza la prima parte del campionato e poi, subito dopo il match a Torino, partirà alla volta del Qatar per cominciare l’avventura con la Serbia.  

Rinnovo

Una serie di appuntamenti che vuole vivere al massimo, da protagonista e leader indossando entrambe le maglie. Un “Sergente” che la Lazio vorrebbe continuare a godersi ancora a lungo, ecco perché Lotito ha investito il ds Tare di mettersi al lavoro con Kezman per fargli accettare un nuovo rinnovo di contratto (attualmente in scadenza a giugno 2024). Sarebbe l’unica condizione per poter puntare ancora su di lui ed evitare, la prossima estate, di essere “costretti” a cederlo per scongiurare un suo addio a parametro zero. Il rapporto con il suo agente è storicamente ottimo, ma non è un mistero che nell’entourage del serbo ci sia l’ambizione di un definitivo salto di qualità. Ci sarà bisogno di lavorare, di parlare e valutare tutte le opzioni a disposizione. Ma tutto sarà fatto più avanti. Ora gli obiettivi principali sono quelli nel breve periodo. Più che una firma, adesso la Lazio chiede alla sua stella di essere decisivo e trascinare la squadra contro Monza e Juventus. Sarebbe il modo migliore per presentarsi al Mondiale. E anche quello per festeggiare, seppur a distanza, la nascita del suo primo figlio. Tutto nel giro di un paio di settimane, emozioni concentrate in un attimo. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Lazio senza capitano e sergente: la prima volta per Sarri

Una volta, una sola su 240 partite, la Lazio ha dovuto rinunciare contemporaneamente in campionato a Immobile e Milinkovic, come succederà nel derby a meno di un miracoloso recupero di Ciro. In Europa no, è successo in 6 occasioni, ma quasi sempre perché Inzaghi preferiva lasciarli a riposo, magari perché la Lazio era già qualificata come nel 2017-18 dopo le 4 vittorie iniziali nel girone di EL; solo in una di quelle 6 partite, persa 1-0 all’Olimpico contro il Siviglia nei sedicesimi di finale di EL nel 2018-19, erano entrambi infortunati.

Invece in serie A, dove da quando giocano insieme (2016-17) hanno segnato ben 206 gol, 156 il centravanti e 50 il sergente, è capitato solo il 23 maggio 2021, proprio nell’ultima partita di Inzaghi sulla panchina della Lazio: Immobile aveva la febbre, Milinkovic era stato operato al naso, a Reggio Emilia il Sassuolo vinse 2-0, un ko ininfluente perché il 6° posto era già in cassaforte insieme alla qualificazione europea. Per Sarri, domenica, sarà (sarebbe?) la prima volta. CorriereDellaSera

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DICHIARAZIONI

Lotito e il giallo a Milinkovic: la reazione alla domanda dice tutto

“Arrabbiato per l’ammonizione a Milinkovic? Lasciamo perdere. Parliamo d’altro”. Claudio Lotito risponde così ai giornalisti all’uscita dal Consiglio Federale Figc andato in scena a via Allegri. Nemmeno al patron è andato giù il giallo dato al Sergente durante il match con la Salernitana. Niente derby per lui. La Lazio non commenta, nemmeno ieri, a caldo, il tecnico Maurizio Sarri si era esposto: “Non mi fate parlare sennò mi danno sei mesi di squalifica”Lotito, prima di salire in macchina, si è intrattenuto in un breve faccia a faccia con il presidente dell’Associazione italiana arbitri Alfredo Trentalange. Al centro del dibattito, probabilmente, la conduzione di Manganiello e quel cartellino che ha fatto arrabbiare tutta la squadra. Ma ora è tempo di voltare pagina, è iniziata una settimana importantissima. Giovedì c’è il Feyenoord per la qualificazione al prossimo turno di Europa League, domenica il derby. Senza Milinkovic, vero, ma con tanta voglia di fare bene. Corrieredellosport

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “L’AIA non considera un errore l’ammonizione di Milinkovic. Giusto che Sarri chieda lo stesso trattamento della Roma” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Lazio-Salernitana ha dato tanti spunti, compreso le dichiarazioni di Sarri che ha chiesto lo stesso trattamento arbitrale riservato alla Roma. Vi dico che secondo l’AIA non è considerato un errore il giallo di ieri a Milinkovic da parte di Manganiello. Siamo al surreale, non si pronunciano sull’ammonizione, ma non è una decisione tale da fermare il direttore di gara per la prossima gara. Si fa fatica ad andare avanti ed a credere in questo calcio. Detto questo, la Lazio ha le sue responsabilità per la sconfitta di ieri con la Salernitana. L’amonizione di Milinkovic è arrivata sul 2-1 per i granata che hanno giocato una gara sorprendente. Gridano vendetta gli errori di Vecino sotto porta ed è stato completamente sbagliato l’approccio al secondo tempo.

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RASSEGNA STAMPA

Ora tocca alla fantasia di Luis Alberto trascinare la Lazio

Il danno è stato quasi peggiore del risultato che inchioda la Lazio a quota 24 punti, raggiunta dall’Inter, staccata di nuovo dall’Atalanta e con il possibile sorpasso della Roma. Milinkovic salterà il derby. Un bel problema per Sarri considerando lo spessore, la personalità e la fisicità del gioiello serbo, in grado di orientare il destino della Lazio ancora più di Immobile. Sergej giocherà a Rotterdam con il Feyenoord, ma avrebbe giocato lo stesso in Europa League: a maggior ragione non ci saranno dubbi sul suo impiego nella partita decisiva del girone. Il tecnico semmai dovrà riflettere su come sostituirlo con la Roma. Non ci sono incertezze sull’utilizzo di Vecino e Cataldi. Luis Alberto, è probabile, completerà la linea mediana e bisognerà aggrapparsi alla sua fantasia, ai suoi colpi, alla voglia di tornare a correre e sprintare come non gli riesce da qualche settimana. Ieri è stato decisivo, lanciando a rete Zaccagni, per il gol dell’illusione: 49 assist in Serie A, il migliore in Italia dal 2016/17 (era appena arrivato), eguagliando Papu Gomez, ex Atalanta. Il Mago non giocava dallo 0-0 con l’Udinese, quando era entrato in corsa: due panchine con Atalanta e Midtjylland. Si era allenato poco e male, frenato da una contusione all’anca. Avrà una settimana di tempo per prepararsi bene e trascinare la Lazio nel derby. Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, la frase rubata in campo spiega tutto

Milinkovic voleva giocare dall’inizio. Non è abituato a entrare dalla panchina, fa fatica a trovare il ritmo giusto. Sarri, invece, si è pentito della scelta iniziale. Tornando indietro, non lo lascerebbe fuori dai titolari. «Tanto quello che decidi a tavolino viene stravolto dal campo» ha bofonchiato nella notte dell’Olimpico senza trovare conforto o giustificazione. Lo aveva spiegato più volte in relazione al turnover. Guai farsi condizionare dai calcoli. Neppure ha sposato l’idea che sarebbe stato meglio tenere il gioiello serbo fuori per 90 minuti. Un discorso senza senso. Sotto di un gol, doveva entrare per forza nel tentativo di riequilibrare il risultato. Nessuno peraltro poteva mettere nel conto cosa sarebbe successo in campo, a meno che non si vogliano tirare fuori altri ragionamenti e allora bisognerebbe cambiare mestiere. Il cartellino giallo, guardando e riguardando le immagini, è assurdo. Non trova alibi e attenuanti, perché Sergej era in possesso di palla e il movimento congruo rispetto all’intervento di Bronn. Stava correndo, cercava un naturale appoggio a terra, non voleva schiacciare il piede del difensore tunisino, ex Metz.

Le proteste

Manganiello neppure ha fatto finire l’azione: ha cercato Sergej e ha sventolato l’ammonizione, immaginando di aver visto un intervento volontario (neanche nei film) e con il piede a martello. Il Var non poteva intervenire per ribaltare la decisione arbitrale. Addio derby. L’Olimpico si è imbelvito all’istante, come tutta la Lazio. Milinkovic si è avvicinato all’arbitro, ha protestato, come se non stesse aspettando altro e solo il primo contatto per ammonirlo. Si è interpretato meglio il labiale quando Sergej ne stava parlando con Candreva. «Avevo io il pallone, come fa a essere fallo?» ha chiesto all’ex laziale, eversore di Provedel e autore di un pallonetto che ha cambiato la partita oltre a lanciare la Salernitana verso la tripletta. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

Sarri: “Brutta botta, forse pensavamo di averla già vinta. Milinkovic? Sconcertante, non fa neanche fallo” (AUDIO)

L’analisi di Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta con la Salernitana. “Prima del gol dell’1-1 stavamo facendo bene, l’avevamo in mano fino al loro pareggio. Ci ha colto impreparati perché molto probabilmente avevamo dato la partita per vinta, poi la reazione è stata confusionaria e ci ha portato a perdere. La partita è cambiata dopo l’1-1, l’arbitraggio non ha contribuito a tenere serena la partita ma bisognerebbe aver la forza di sopportare tutto. Dobbiamo riordinare le idee e ripartire, prima andremo in Olanda per strappare la qualificazione e poi penseremo al derby”.

CONFERENZA

Si è dato una spiegazione sul giallo a Milinkovic?
“Non ne ho, lui era in possesso palla, stava giocando la palla. Non è possibile neanche il fallo, figuriamoci l’ammonizione. L’avversario non ha toccato la palla. Non ho mai visto nulla di simile in 50 anni di calcio”. 

Ha parlato con Manganiello?
“No, il quarto uomo mi ha detto che stavano guardando il var (ride, ndr). Se è in malafede? Se parlo mi danno 6 mesi di squalifica, fai tu le conseguenze. Io quest’anno ho visto un giocatore mettere le mani addosso all’arbitro e non venire squalificato, ci piacerebbe avere lo stesso trattamento”

Immobile può tornare al derby?
“Non lo so, ha un controllo domani, quindi avremo le idee più chiare”.


Nel post partita di Lazio-Sampdoria, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di Lazio Style:

“Se ti dico quello che penso sul giallo a Milinkovic subisco sei mesi di squalifica. È un episodio sconcertante. Non c’è neanche fallo, è impossibile ammonire. Anche lo scorso anno con Zaccagni ci voleva fantasia per fischiare la simulazione.

Nel primo tempo e ad inizio ripresa abbiamo fatto bene. Eravamo padroni della partita, non pensavamo di poter prendere gol. La reazione al gol dello svantaggio non è stata da squadra vera. Abbiamo reagito d’impulso perdendo i nostri equilibri.

Nel calcio attuale bisogna fare i conti con le partite ravvicinate che ti obbligano a determinate scelte sugli uomini.

Abbiamo preso una brutta botta, dobbiamo rialzare subito la testa e capire perché abbiamo avuto una reazione scomposta allo svantaggio.

Il giallo a Milinkovic ci ha portato a un eccesso di nervosismo. Tornassi indietro Milinkovic lo farei giocare da subito, ogni volta che provo a gestire queste situazioni ne esce un problema”.

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SERIE A

La domenica stregata della Lazio: la Salernitana passa all’Olimpico, Sergej salta il derby

La più classica delle partite stregate. Dopo aver chiuso il primo tempo in vantaggio (quinto gol di Zaccagni), la Lazio subisce la rimonta dei granata. Errori difensivi, gol sbagliati (due clamorosi di Vecino) consegnano la vittoria alla squadra di Nicola. Oltre al danno, ovviamente la beffa: Milinkovic ammonito, salterà il derby di domenica 6 novembre. Prima della stracittadina il match cruciale in Europa League contro il Feyenoord, giovedì. I biancocelesti chiudono il match dell’Olimpico con grande nervosismo, la partita cambia (psicologicamente) proprio al giallo del Sergente. Manganiello è apparso piuttosto frettoloso. La Lazio inciampa dunque, all’inizio di una settimana chiave per la stagione.

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic al comando, Lotito ha un piano ambizioso: 5 milioni a stagione per convincerlo

Un’altra medaglia cucita sul petto, il Sergente sempre più al comando della Lazio. Milinkovic, quinto gol e tanto spettacolo. Lotito non si è affatto rassegnato a cederlo né a perderlo a zero, è pronto a tutto per trattenerlo. «Non lo vendo a gennaio. Ora vale 120 milioni e, ogni mese che passa, sale il prezzo. Gli offrirò il rinnovo», aveva confessato al Messaggero proprio alla vigilia della gara contro il Midtjylland, in cui Sergej si è esibito col compasso, con un altro colpo da biliardo. Il presidente euforico, adesso ha un piano per infrangere quella maledetta scadenza nel 2024 e superare le resistenze dell’agente Kezman, che da mesi getta ombre inquietanti sul futuro del suo assistito: una proposta di prolungamento quasi proibitiva per le casse della Lazio, 5 anni di contratto a 5 milioni a stagione, compresi i bonus. Nemmeno capitan Immobile guadagna così tanto, è un tentativo ambizioso. Lotito guarda sempre più un alto, a piccoli passi sogna davvero lo scudetto, ha bisogno del suo fenomeno. Vuole fare di Milinkovic il simbolo del presente e del futuro, convincerlo a restare a vita alla Lazio. Non si è affatto arreso al primo mezzo rifiuto né alla corte di Juve, Arsenal e United, di nuovo in agguato.


COME DE BRUYNE


Un gigante da blindare a ogni costo. Sergej sta bene a Roma, diventerà presto papà e per i tifosi è un idolo assoluto. Eppure non ha ancora sciolto i dubbi sul prossimo anno. In estate nessuno ha superato i 50 milioni per strapparlo a Lotito, che ora spera ancora di convincere il serbo. Il discorso verrà affrontato subito dopo il mondiale, Milinkovic ha sempre in testa la Champions: a quasi 28 anni vuole compiere il salto, ma con lui non c’è mai nulla di scontato. Con Sarri è cresciuto, anzi ora è semplicemente mostruoso in terra e in cielo. Maurizio lo riprende per qualche pallone perso, ma è normale per chi ne gioca di più in tutta Europa a centrocampo. Anche contro il Midtjylland, Sergej prende per mano i compagni e riporta la qualificazione ad un passo. Cinque reti e 7 assist in 16 partite, non era mai partito così bene dal 2016, l’anno del suo sbarco. Il ritmo è forsennato, solo De Bruyne ha preso parte a un gol in più in stagione (13, due reti e 11 passaggi vincenti) in tutte le competizioni in corso. Milinkovic mostra rispetto: «Il belga è il numero uno. Io posso solo allenarmi bene per far meglio».


ANSIA DIFFIDA E QUALIFICAZIONE


La Premier non è il nostro campionato. Qui Milinkovic è quasi il re indiscusso, insieme a Immobile nella top 11 finale del Gran Gala del calcio, premio consegnato in ritardo a entrambi ieri mattina a Formello. Ciro sorride raggiante nonostante sia ai box, lunedì farà gli esami per sondare i miglioramenti al bicipite femorale sinistro lesionato: sogna di andare in panchina contro la Roma, ma esserci il 10 e 13 novembre – contro Monza e Juve – sarebbe già un miracolo. Il bomber non rientrerà senz’altro all’ultima giornata in Europa Legue giovedì prossimo: alla Lazio basta un punto per la qualificazione matematica, ma il primato del gruppo F dipende anche dallo Sturm Graz (appaiato a 8 punti), potrebbe quindi servire un altro successo contro il Feyenoord. La Federazione olandese ha concesso però al club un turno di stop nell’Eredivisie, proprio per concedergli una settimana piena per prepararsi al meglio allo scontro. I biancocelesti invece domani giocheranno contro la Salernitana alle 18 e Sarri dovrà decidere se utilizzare Milinkovic oppure no. Sergej ha preso un giallo nell’ultima giornata a Bergamo, è diffidato: un’altra ammonizione e salterebbe l’imminente derby all’Olimpico. Tutti sono già in ansia per l’assenza di Ciro, salvate il vice-capitano, il Sergente ormai al comando. Il Messaggero

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Altro esame di mentalità superato senza Immobile. Pedro-Milinkovic colossi” (AUDIO)

“Ieri è giusto dire che nelle sabbie mobili, Milinkovic e Pedro hanno tirato fuori la Lazio. La squadra di Sarri dopo le difficoltà iniziali si è aggrappata ai suoi grandi giocatori. Hanno firmato una rimonta che sinceramente nella prima mezzora del primo tempo non sembrava per nulla facile. Sono rimasto colpito dal Midtjylland, sono una squadra organizzata e la Lazio ha ripreso una partita complicata. Quello che chiedeva Sarri prima della partita è stato soddisfatto, esame di mentalità superato e bel segnale ancora una volta senza Immobile. Era necessaria la controprova contro una squadra differente dal punto di vista tattico rispetto all’Atalanta”.

Ora Salernitana, Feyenoord e derby

“Due gare diverse e vinte entrambe in modo diverso. Ora la Lazio è chiamata a fare tre imprese nella prossima settimana. Vedremo come sarà gestito Milinkovic con la Salernitana, le sta giocando tutte. Luis Alberto? Era in panchina, è disponibile”