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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Sarà Lazio di coppa, ma vorrei vedere M. Antonio. Campo Olimpico? Bene l’ispezione in corso…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Se la Lazio fa 4 punti tra la gara di domani contro il Midtjylland e Feyenoord si qualifica, se come prima o seconda dipende dai risultati delle altre e dalla differenza reti. E’ un girone complicato da pronosticare, credo sia giusto fissare questo obiettivo, poi vedremo lo sviluppo. Ci sarà turnover, per esempio difficilmente Pedro potrà fare tre gare nell’arco di una settimana. Non credo parta titolare, penso possa giocare Cancellieri, da ala o da ‘falso nueve’. Penso ci sarà la possibilità di vedere il solito centrocampo di coppa con Luis Alberto, Cataldi e Basic. Mi piacerebbe vedere all’opera Marcos Antonio. Ricordo che in Champions fece una grande partita al Bernabeu contro il Real Madrid. Fatico ora a pensare che non possa giocare in Europa League contro il Midtjylland”.

Tema campo

“Anche Lotito nella sua ultima intervista ne ha parlato del manto erboso dell’Olimpico, ha dato ragione a Sarri. Giusto che oggi ci sia un’ispezione allo stadio con membri della staff tecnico di Sarri nell’ottica della gara di domani contro il Midtjylland

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GIUDICE SPORTIVO

Milinkovic entra nella lista dei diffidati: Cataldi a rischio

Confermato l’ingresso in diffida per Sergej Milinkovic-Savic: quarta sanzione, il serbo ora è a rischio squalifica. Terza sanzione stagionale per Cataldi.

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DICHIARAZIONI

Milinkovic: “Lazio perfetta, Immobile orgoglioso di noi!”

A margine di Atalanta-Lazio, il centrcampista biancoceleste Milinkovic-Savic ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel, 233 Sky:

“Siamo venuti qui solo con l’idea di vincere giocare una bella partita. Abbiamo preparato bene la sfida Portiamo a casa tre punti meritati. Abbiamo vinto per il compleanno di Radu (ride n.d.r.).

Abbiamo giocato la partita perfetta, l’Atalanta non aveva mai perso. Abbiamo siglato due reti con altre occasioni a disposizioni. Siamo felici, dobbiamo continuare a lavorare.

In casa abbiamo un grande tifo, ma serve qualcosa per quanto riguarda le condizioni del terreno di gioco. A Formello abbiamo dei campi ottimi, all’Olimpico non è così. In ogni caso, godiamoci questa vittoria e andiamo a casa felici.

Ogni tanto, senza Immobile, mi sto forzando a spingermi un po’ avanti, ma Sarri mi chiede di rimanere nella mia zona. Penso che prima o poi avrò l’occasione di giocare davanti.

È giusta l’ammonizione subita oggi. Ora sarò diffidato e dovrò entrare in campo con più calma. Nel primo tempo loro forse potevano subire qualche ammonizione in più”.

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RASSEGNA STAMPA

Sergente e capitano: senza Ciro doppio titolo per Sergej. E quando vede la Dea…

Lui. Sergente e capitano, doppio “titolo” per Milinkovic. Il ko di Immobile costringe anche al cambio di fascia al braccio. Sergej è il vice capitano, gli toccherà il titolo di caposquadra finché non rientrerà Immobile. Muscoli e fiato, colpi di suola e d’alta scuola. Perso il fenomeno del gol, la Lazio si affida al gigante Sergej, che di Ciro è uno dei suggeritori principali. Sarri chiederà ai suoi assi di centrocampo un lavoro ancora più minuzioso e prezioso. Dovranno scortare il tridente leggero e proiettarsi al tiro quando sarà possibile. Nel contempo non dovranno creare vuoti in fase di non possesso, il segreto della nuova tenuta difensiva passa anche per i mediani. Milinkovic sente la responsabilità, le difficoltà del momento, sa che molti dei destini della Lazio dipenderanno da lui, ancora di più: «Immobile è il capitano, io sono il vice e sono contento di questo», disse ad inizio stagione. Il ruolo di vice capitano l’ha assunto con coscienziosità e trepidazione. 

Oggi Milinkovic è una stella multitasking. E’ primo in A per assist (7), è primo per chilometri percorsi (11.811 di media a partita), ha segnato 4 gol (3 in campionato e uno in Europa). Non è una stella che sta a guardare, che si limita al suo compitino. Ed è la stella ideale per affrontare le prossime 7 partite (5 di campionato, 2 d’Europa), indirizzeranno il cammino Champions della Lazio e il futuro in Coppa. Milinkovic è l’uomo ideale per tentare un nuovo blitz a Bergamo. Ha segnato 5 gol all’Atalanta, è l’incubo di Gasperini. Quattro colpi li ha rifilati in campionato, uno nella finale di Coppa Italia del 2019, sono quei prodigi che non si dimenticano. L’Atalanta è una delle squadre che ha bersagliato di più, 5 gol li ha segnati anche all’Inter, quando vede nerazzurro… Corriere dello Sport

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic ed un futuro da scrivere, l’ag.: “Dopo il Mondiale parleremo di tutto con Lotito e gli altri”

Mateja Kezman, agente di Milinkovic-Savic, è intervenuto ai microfoni del Corriere dello Sport dove ha parlato del futuro del proprio assistito, rimandando i discorsi a dopo il Mondiale:

“Non è il momento di discutere del prezzo e del trasferimento di Sergej. La Lazio è al top, la squadra ha bisogno di pace. Dopo la Coppa del Mondo sarà il momento di discutere prima con il presidente e poi anche con tutti gli altri. Abbiamo rispettato la Lazio Lotito, ma io devo pensare prima all’interesse del giocatore e poi anche all’interesse del club”.

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RASSEGNA STAMPA

Lotito: “Ora Milinkovic vale 120 milioni di euro. Flaminio? Non dipende più da me”

[…] In realtà, in tanti a Formello cominciano a farci un pensiero, ma solo dopo gli scontri diretti contro Udinese, Atalanta, Roma (già 7 mila biglietti venduti) e Juve sarà tutto più nitido. Se il 14 novembre la Lazio si sveglierà ancora così in alto, Lotito dovrà fare per forza uno sforzo a gennaio: «Vedremo». Sarri invoca uno fra Parisi e Valeri come terzino sinistro e il solito Ilic a centrocampo. Prima avrà un vantaggio: rispetto alle altre big, durante lo stop Mondiale, Maurizio dovrà rinunciare soltanto a Vecino e Milinkovic e ha già in mente un richiamo di preparazione in ritiro (Spagna o Formello) per ripresentarsi al top. Dita incrociate ovviamente per le sorti di Sergej, valore aggiunto assoluto di questa Lazio, di nuovo re dei tacchi (3) e degli assist (7) del torneo in corso. Sorpassato addirittura De Bruyne, il serbo ha partecipato a 10 gol, come lui nessuno nei primi 5 campionati top. A Lotito non interessa sia in scadenza nel 2024: «Non ho nessun accordo con Kezman per cederlo alla Juve o a nessun altro in inverno. Anzi, ora vale 120 milioni, non più 100. Ogni mese sale il prezzo». 

LO STADIO DEL MAESTRO

I tifosi venerano questo Sergente maturo, ma ora hanno pure un nuovo beniamino al comando. Sarri ha conquistato il mondo Lazio, la sua ultima dichiarazione d’amore ha mandato in tilt web e radio: «Dopo anni i laziali mi hanno fatto tornare la voglia di allenare. Qui sto bene con i miei giocatori e il mio popolo. Il sogno è giocare al Flaminio con lo stadio intitolato a Maestrelli all’esordio». Nessun allenatore era mai stato così romantico, nonostante le ultime scintille societarie in Campidoglio: «Ho scelto Maurizio perché è un grande maestro di calcio, ma anche per il suo aspetto umano. Io ho proposto per primo il rilancio del Flaminio, sto approfondendo il discorso con la famiglia Nervi, la sovraintendenza, ma non dipende più da me – chiosa Lotito, domani ufficialmente investito al Senato – perché devono avere garanzie sulla copertura e la capienza. La Lazio ha una media di 42mila spettatori, in quell’impianto ne entrerebbero un quarto. Non partecipo col Comune a una conferenza dei servizi al buio». Serve un’illuminazione dall’alto. Il Messaggero

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APPROFONDIMENTI

Suola, slalom e linguaccia: quella prima gioia di Milinkovic proprio al Franchi

Come dimenticare lo sfogo di Pradè: «Noi non dobbiamo pregare nessuno per venire alla Fiorentina, tantomeno un ragazzo di 20 anni che dovrebbe venire qui col fuoco dentro». Era il 25 luglio 2015 e di lì a poco Milinkovic avrebbe messo da parte la Viola per firmare con la Lazio. Una storia d’amore, quella tra Sergej e il club capitolino, che dura ancora, nonostante le infinite voci di mercato sul suo conto. Sette anni conditi da 62 gol e 50 assist. Ora sul cammino del miglior centrocampista goleador della storia biancoceleste riecco spuntare la Fiorentina e c’è da giurare che il serbo vorrà ancora essere protagonista.

Ironia del destino in quel Franchi che ha rischiato di essere il suo stadio Milinkovic ha trovato la prima gioia con la Lazio e in Serie A. Colpo di suola, slalom e sinistro all’angolino con tanto di linguaccia per esultare. Uno scherzo da parte di un giovanissimo Sergej, ora di certo più maturo e concentrato solamente sulla crescita personale. Nel suo mirino c’è il Mondiale da protagonista con la Serbia e per questo ogni tipo di discorso inerente al rinnovo è stato rimandato. Il presidente Lotito è già pronto all’assalto per il prezzo pregiato della sua rosa che valuta ancora 100 milioni di euro e l’obiettivo sarà evitare di rimanere condizionati dalla scadenza a giugno 2024. Ilmessaggero.it

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Prestazioni top e contratto per Milinkovic: per ora non c’è spazio per il rinnovo

Lotito, non è casuale, ha ripreso ad alzare la posta: 100 milioni per il cartellino di Milinkovic. Così fa trapelare. Segnali inviati, non a richiesta, in proiezione Qatar. E’ evidente il motivo, accompagnato dalla crescita esponenziale dell’asso serbo, entrato nella scia (sotto forma di assist e gol) di De Bruyne e Neymar, top player mondiali. Non c’è alcuna possibilità al momento di rinnovare e prolungare il contratto di Sergej, in scadenza il 30 gennaio 2024. A gennaio mancheranno appena diciotto mesi allo svincolo ed è ovvio che la Lazio prepari il terreno e la resistenza, cominciare ad alzare il muro. Confidare in un prolungamento dell’accordo, anche solo annuale, è un esercizio da lasciare ai teorici delle buone intenzioni. La cronaca porta in direzione opposta. Per la prima volta, dopo tanti anni, le carte sono in mano a Kezman e l’agente del giocatore non ha alcun interesse ad accelerare la trattativa oppure a rimanere prigioniero, tenendo alto il prezzo del cartellino. Se offerte irresistibili non sono arrivate in tempi recenti alla Lazio, non è cambiato il pensiero di Sergej, che pure si sente affezionatissimo al club biancoceleste. Va verso i 28 anni. Sogna il trasferimento in un top club mondiale. A maggior ragione, potrebbe decidere in autonomia tra dodici o diciotto mesi, posto che preferirebbe andarsene con reciproca soddisfazione, cioè garantendo una bella cifra alla società.

Il futuro dopo il Mondiale in Qatar

Qualche settimana fa c’è stato un colloquio tra Lotito e Kezman. I contatti tra agente e Formello sono stati costanti anche dopo la chiusura del mercato. Non ci sono incontri in agenda e neppure viaggi a Roma previsti dall’ex attaccante. Se ne parlerà semmai dopo il Mondiale in Qatar, che potrebbe contribuire ad accrescere la visibilità e la considerazione internazionale di Milinkovic, sinora assente dal grande palcoscenico della Champions. La Serbia del ct Dragan Stojkovic peraltro punta a passare il girone e ha ampie possibilità di arrivare agli ottavi: dopo aver costretto il Portogallo di Ronaldo ai playoff, deve mettersi dietro Svizzera e Camerun per restare nella scia del Brasile. Due o tre giorni prima del debutto a Doha, proprio di fronte ai verdeoro di Neymar, Sergej diventerà padre. La fidanzata Natalija è incinta. Il gesto del ciuccio, dopo la doppietta allo Spezia, valeva come dedica. Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI

D’Amico: “Milinkovic avrebbe giocato con noi del ’74”

Milinkovic, Mr. 100 milioni. Lotito chiede il massimo per il suo gioiello, nonostante le trattative per il rinnovo non siano neanche decollate. Sergej sta bene a Roma, non ha mai fatto – né verosimilmente farà – barricate per lasciare la Lazio. Gode della simpatia dei compagni, dell’affetto dei tifosi e soprattutto, della stima dei suoi colleghi. Vincenzo D’Amico, al Corriere dello Sport, lo ha elogiato. Sul Sergente ha detto: “Avrebbe giocato con noi del ’74, non so al posto di chi, ma avrebbe giocato”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Giordano: “Conferma Lazio, ma la corsa Champions dipende da Juve ed Inter…” (AUDIO)

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“L’ultima giornata di campionato ha detto che le due provinciali non mollano. L’Udinese e l’Atalanta resistono in testa alla classifica con merito. I friulani sono più convinti dei propri mezzi, hanno la sensazione che possano tornare ai tempi di Di Natale. La Lazio è una conferma, come minimo è abituata a fare tre reti a squadre minori come lo Spezia. Da questo punto di vista per tipo di gioco e qualità di giocatori ricorda il Napoli. In generale ci sono 5-6 squadre nettamente superiori al resto del gruppone, sta venendo meno la Fiorentina che è partita male e che sta deludendo”

Champions possibile?

La corsa della Lazio al quarto posto credo che sia collegata al rendimento di Inter e Juventus. Se entrambe o una delle due venisse a mancare, la squadra di Sarri potrebbe inserirsi. Se noi facciamo il massimo e loro fanno il massimo non ci arriviamo”.