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DICHIARAZIONI ESCLUSIVE

Lazio senti Bonato: “Un buon Direttore? Quello in sintonia con l’allenatore”. E su Valeri…

“Il ruolo del Direttore si è modificato negli anni. Prima esisteva la visione diretta dei calciatori, ora le piattaforme ti permettono di arrivare in ogni parte del mondo, con dati e statistiche. – Spiega Nereo Bonato ex Ds della Cremonese – Detto questo per me il fattore determinante resta sempre il rapporto con l’allenatore, l’intesa, il fattore umano, anche per scegliere le pedine giuste da inserire in un particolare sistema di gioco con il minor fattore di rischio possibile”.

Un lavoro difficile, certosino, fatto di compromessi quello del Diesse. Alla base c’è l’unione dei bisogni tecnici e necessità economiche del club. “Come propongo i calciatori? – spiega Bonato – Ascolto e recepisco le caratteristiche che l’allenatore si attende da un calciatore e poi io vado sul nome, o sui nomi. Il Direttore dovrebbe avere una conoscenza dei giocatori da sottoporre anche in funzione alle potenzialità del club”.

Contratti in scadenza come Milinkovic:

Tra le operazioni più complesse che un Direttore deve affrontare ci sono i contratti in scadenza di calciatori importanti. “La gestione di queste scadenze negli ultimi anni è diventata problematica. Le agenzie che rappresentano certi calciatori, prossimi alla fine del contratto, negli anni sono divenute molto potenti. Il caso Milinkovic? Io mi accorderei con il giocatore inserendo una clausola rescissoria consona per tutti. Da un lato il club si tutela con la monetizzazione del cartellino, dall’altro comunque si da garanzia al giocatore di potersi svincolare dal contratto…”

Bonato su Valeri:

Valeri? Si l’ho preso io. Ha avuto una crescita lenta. Ha affrontato tutte le categorie. In passato ha giocato da quinto, ma come vedo Sarri sa lavorare molto plasmando i suoi. Credo che con la Lazio migliorerebbe molto. Il mio consiglio? Prenderlo a giugno…”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Luis Alberto vuole solo il Siviglia. Zielinski prima alternativa a Milinkovic, ma a giugno” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

“Nel caso in cui Milinkovic lasciasse la Lazio in estate, il primo nome di Sarri è Zielinski. Anche lui scadenza 2024, la scorsa estate sarebbe costato circa 30 milioni. Difficile che Sergej lasci Roma a gennaio. Luis Alberto? Il Siviglia è sempre la sua prima opzione, onestamente non credo alla Fiorentina. Non mi risulta abbia aperto ad altre destinazioni”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Abbate: “Accordo di massima per Lazzari e Cataldi, Milinkovic? Lotito proverà…” (AUDIO)

ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!

Fares è tornato ad allenarsi in gruppo, se dovesse rimettersi in sesto, potrebbe diventare una pedina da spendere sul mercato per portare un po’ di soldi freschi. Lazzari? C’è un accordo di massima, ma bisogna ancora ‘sedersi al tavolo’ delle trattative. Cataldi nelle prossime settimane farà lo stesso, anche lui – dopo il sostanziale passo in avanti – può prolungare il suo contratto con la Lazio. Milinkovic? Per quanto Lotito possa fare il grande sforzo, non arriverà mai ad offrire cifre da top club. Ritiro dal 12 al 23 dicembre, al momento Formello sembra l’ipotesi più gettonata”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Luis Alberto-Sarri, non è una questione tattica, ma di atteggiamenti…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Un contatto diretto tra Lazio e Siviglia per Luis Alberto non c’è mai stato. Erano gli agenti dello spagnolo a fare la spola, è stata recapitata una proposta con l’inserimento di Oliver Torres. Ma era più un interesse dell’agenzia del calciatore che voleva piazzare nella Capitale i il suo altro suo assistito. Uno spiraglio c’è stato, l’idea era quella del conguaglio in denaro con l’inserimento di Torres, ma la Lazio non ha mostrato interesse. Poi il club andaluso ha preso Isco. Successivamente c’era stata una situazione legata al Milan. I rossoneri erano interessati, ma non ci furono poi le condizioni per chiudere l’affare. Il Milan ha diversi calciatori che non sono funzionali al proprio progetto, tra questi non Messias che è tenuto in grande considerazione da Pioli”.

Problema datato

“Non parliamo di un giocatore normale, è un top-player, non era una questione facile da sbrigare. Sarri non è vero che non lo vede tatticamente, la questione riguarda gli atteggiamenti, il suo modo di fare. Se Luis Alberto avesse accettato l’utilizzo part-time avrebbe rappresentato solamente una risorsa. Da Bergamo, dove lui non è neanche entrato, lo spagnolo si stacca. Ha lamentato un problema all’anca che l’ha limitato negli allenamenti, ma non ha voluto svolgere accertamenti per chiarire la situazione. Lì è esploso nuovamente il problema”.

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, la Juve ci riprova. Sarri chiede la svolta…

Sbaglia solo chi fa. È vero che Milinkovic ha perso 269 volte palla, in teoria con una media di 19 a partita. Ma la statistica è incompleta se non se ne considera un’altra: 733 passaggi tentati da Sergej in 15 giornate, più di qualunque altro giocatore di movimento biancoceleste, fra i primi in Italia. L’ultimo mese con la testa in Qatar e il contrasto rovinoso con Rabiot allo Stadium non possono far dimenticare i 3 gol e i 7 assist sfornati sino alla nona giornata, ma anche i duelli vinti (100 di cui 31 ae- rei) come nessun altro in Serie A. Senza Immobile (Ciro ringrazia: «Credo alla Champions, io e i miei compagni dobbiamo proseguire su questa strada»), Sergej è stato la chiave tattica con le sponde per Felipe alla ricerca della profondità. Al momento insostituibile, anche quando sembra più mogio. Sarriè il primo a rimproverarlo per qualche sbaglio di troppo, ma non lo toglie mai dal suo centrocampo. Prima della batosta con la JuveMaurizio aveva parlato a quattrocchi con Milinkovic (durante il mondiale papà), a gennaio vuole ritrovarlo sgombro da qualunque pensiero e avere più certezze sul suo futuro alla Lazio, in un senso o in un altro. Lotitonon lo cederà comunque in inverno, ma ora servono garanzie anche per giugno. La verità bella o scomoda nel prossimo mese e mezzo.

OFFERTA JUVE – Il rinnovo di Milinkovic resta al centro di ogni discorso. Non a caso, Lotito ha anticipato la trattativa lo scorso week-end, ha messo 5 milioni a stagione sul tavolo. Ma l’agente Kezmanè poi volato a Torino: la Juve offrirebbe addirittura l’ingaggio da 7 milioni di Rabiot, in scadenza in bianconero. È la meta preferita del serbo, ma dopo gli applausi ruffiani dello Stadium (ancora cori discriminatori dai tifosi biancocelesti ospiti, già sotto indagine della Procura), Lotito continua a far muro sul cartellino: «Contano i soldi e non vedo offerte da almeno 100 milioni, come ho sempre detto». La “Vecchia Signora” infatti insiste con l’antica proposta da 50 più bonus, forte di un anno in meno dal termine (2024) del contratto capitolino. Chissà se il mondiale di Milinkovic darà una mano alla Lazioe se Tare riuscirà a far valere i rapporti fraterni col manager Kezman, ma Sarri non aspetta più e chiederà una svolta nel prossimo vertice di mercato. Non si può sempre ripartire da capo. O almeno bisogna saperlo e adoperarsi subito. Il Messaggero

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NAZIONALI

Mondiali, Sarri sorride: la Lazio la big con meno nazionali

Di seguito la lista completa dei calciatori delle big che parteciperanno al Mondiale in Qatar:


ATALANTA: Pasalic, Maehle, De Roon, Koopmeiners;
FIORENTINA: Zurkowski, Milenkovic, Jovic, Nico Gonzalez, Amrabat;
INTER: Lautaro, Correa, Dumfries, De Vrij, Brozovic, Onana, Lukaku;
JUVENTUS: Szczesny, Danilo, Bremer, Alex Sandro, Kostic, Vlahovic, Milik, Di Maria, Paredes, Rabiot, McKennie;
LAZIO: Milinkovic, Vecino;
MILAN: Kjaer, Dest, Hernandez, Giroud, De Ketelaere, Leao, Ballo – Tourè;
NAPOLI: Lozano, Anguissa, Zielinski, Olivera, Kim;
ROMA: Rui Patricio, Vina, Zalewski, Dybala;

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RASSEGNA STAMPA

Lotito su Milinkovic: “Gli applausi degli juventini? Portino 100 milioni se lo vogliono”

[…]  I simboli di questa Lazioun po’ rintuzzata e spenta sono Provedel, sfinito da tempo e in uscita a corpo nudo, e Milinkovic sbadato e deleterio al primo pallone perso. Con l’avvicinarsi dei Mondiali, cruciali forse per la carriera del serbo, era pure comprensibile il suo risparmio energetico. Ma per i tifosi biancocelesti sono un pugno allo stomaco gli applausi ruffiani dello Stadium, pensando alla solita scadenza del contratto nel 2024. Il destino di Sergej va risolto al più presto, in un senso e in un altro, per il bene della Lazio: «Non lo vendo, e non me ne frega nulla degli applausi. Contano i soldi, portino almeno 100 milioni per vederlo in bianconero», ha subito replicato in giro Lotito all’eco proveniente da Torino. Lo scorso week-end il patron ha trattato con l’agente Kezman il rinnovo del serbo, bisognerà trovare un punto (magari con una clausola) entro la fine del mercato. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Milinkovic, applausi al contrario: ora Mondiale, poi un futuro da definire

Gli applausi al contrario hanno fatto da contrasto alla sua esibizione mogia, senza magia. Li ha ricevuti dallo Stadium, sanno di corteggiamento juventino, di acclamazione di mercato. I laziali, per quanto adorino Milinkovic e non si sognerebbero mai di contestarlo, si sono infastiditi per l’ovazione dei tifosi bianconeri e si sono indispettiti perché s’aspettavano un contributo diverso dal Sergente-capitano. Ma cominciamo dalla fine. Il ko di Sergej per il colpo alla tibia destra sembra essersi rivelato solo colpa di una botta, non mette a rischio il Mondiale. Quando Sergej è caduto a terra s’è temuto per lui e per il suo sogno. Ripartiamo dall’inizio: dopo la squalifica-derby non s’è più visto il vero Sergente. Che abbia affrettato, inconsciamente, la partenza per il Qatar è un dubbio insinuante. Anche Milinkovic è un eroe che ogni tanto ci ricorda quanto sia difficile esserlo sempre giocando e rigiocando, soprattutto alla vigilia di un appuntamento Mondiale. Non è riuscito a prendere campo contro il Monza e neppure a Torino, contro due squadre diverse, agli antipodi in tutto. Non è riuscito a garantire i suoi strappi gladiatori, le parabole che conosciamo. Allo Stadium s’è macchiato di quell’errore in costruzione che è costato il primo gol di Kean. Aveva Rabiot davanti, s’è allungato troppo il pallone e se l’è fatto sfilare senza neppure reagire facendo valere il suo fisico, la sua forza.

La responsabilità

In una Lazio senza Ciro e con altri big fuori, il centrocampo era l’unico reparto rimasto integro. Sarri s’aspettava una notte diversa da Milinkovic, non che fosse a rimorchio dei centrocampisti juventini. Lo immaginava freddo nei momenti caldi, voleva vedere il trascinatore che ammira spesso. Sergej ha orientato la partita al contrario, distante un mondo dalla versione battagliera che ne ha fatto uno dei migliori giocatori d’Italia e d’Europa. Vederlo in sofferenza, vago, senza quell’anima di ferro che lo contraddistingue, ha meravigliato tutti. Ha combinato poco dopo averla combinata grossa. Forse sarebbe stato diverso se non avesse beccato quel giallo contro la Salernitana che lo ha stravolto, che gli ha negato la gioia del derby. E’ stato un punto di rottura, l’ha avvicinato di più ai Mondiali che al rush finale di questa prima parte del campionato.

Il futuro

Milinkovic, prigioniero di se stesso, è uscito dopo il colpo alla tibia destra, era deluso anche lui. Allo Stadium era presente il suo manager Kezman, in settimana ha incontrato Lotito e Tare. Hanno parlato di futuro, in anticipo sui tempi indicati dall’agente serbo, in un primo momento aveva chiesto di rinviare ogni discorso a dopo il Mondiale. Non c’è stata svolta, il futuro del Sergente resta un rebus. Ci saranno nuovi aggiornamenti. Il mercato di gennaio rimane un rischio e il rinnovo rimane appeso ad un’ipotesi. Lo Stadium ieri ci ha provato.

Corriere dello Sport

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Lazio, assenze pesanti: a Torino per una prova di resistenza: Felipe-Sergej devono trascinare

La Lazio alza un muro a difesa del secondo posto. Quella di stasera sarà un’altra prova di resistenza e maturità. Dopo Patric, Lazzari e Zaccagni, anche Immobile si ferma, di nuovo, ai box. L’infortunio rimediato contro l’Udinese è smaltito, è la gamba destra a dare fastidio stavolta. Si era arreso già dopo la partitella di venerdì pomeriggio, ecco perché il ct Mancini non lo ha convocato per le amichevoli della Nazionale.

Toccherà dunque di nuovo a Felipe Anderson, che trova nella Juve la sua bestia nera: affrontata 13 volte, 0 vittorie, 0 gol e 0 assist. Il nuovo Pipe cercherà di infrangere anche questo tabù con Pedro e uno fra Cancellieri e Romero.

Dovrà pensarci Milinkovic a prendere per mano la Lazio e a far passare ai tifosi un felice Natale. Anche in caso di sconfitta, la Lazio arriverebbe alla sosta comunque in zona Champions, ma Sergej deve dimostrare che ora ha in mente solo la Lazio e che al mondiale ci penserà da domani. Oggi potrebbe esserci un nuovo contatto tra il suo agente Kezman e la Juventus, ma in ogni caso Milinkovic stasera non tradirà la Lazio e cercherà il gol come l’ultima volta. Luis Alberto spera nel posto da titolare, potrebbe essere la sua ultima dal primo minuto prima dell’addio a gennaio.

Per quanto riguarda la difesa, Radu e Hysaj ci saranno anche se ieri avevano ancora la febbre. Senza di loro, Marusic sarebbe rimasto l’unico terzino disponibile e i ruoli da coprire sono due. Sarri si prepara al peggio, ma può anche sorridere perché la Lazio ha imparato a vincere “di corto muso”, per citare il suo avversario di stasera: Casale e Romagnoli reggono l’urto, Provedel fa il suo, e sono già arrivati al nono clean sheet stagionale (proprio come la Juve). L’unico gol fuori casa l’hanno subito dalla Samp, da Gabbiadini al 92′.

Il Messaggero

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Incontro Lotito-Tare, il rinnovo di Milinkovic e quello del Ds gli argomenti

Dite pure grazie al Milan e, dietro, ad Atalanta e Roma. Lo sguardo fisso sulla classifica deve dare un’ulteriore spinta. Se dopo la stracittadina, Sarri poteva temere un nuovo calo di concentrazione contro una “piccola”, adesso la missione secondo posto regala un’altra bella scossa nella testa: «Il derby dà una motivazione fortissima. La svolta sarà entrare in campo con il Monza ed essere quelli visti contro la Roma», il messaggio recapitato dal Comandante nell’ultima conferenza post-vittoria. E allora stasera in posticipo bisognerà giocare ancora con il coltello fra i denti, smaltire la sbornia e alzare subito l’asticella fuori dal GRA. Con tre punti la Lazio aggancerebbe l’ex Pioli a -8 lunghezze dalla vetta, staccherebbe a +3 Inter e Atalanta e a +5 la Roma nella corsa all’Europa che conta; si presenterebbe al top domenica contro la potenziale quarta (la Juve se vice oggi a Verona) per l’ultimo big match prima della sosta. Cataldi suona la carica: «Il derby ci lascia tanta consapevolezza, ma ora dobbiamo evitare altri black out, altrimenti rischiamo di capitombolare come contro la Salernitana. Gli errori del passano non si ripeteranno, se avremo la stessa solidità». Parole da capitano vero, ma stasera Milinkovic si riprenderà la fascia. Sergej è tornato da Bergrado, sta per diventare papà, ma da giorni sono riprese le manovre affinché possa restare a Roma: ieri sera alle 21.30 Lotito era a Formello, ha incontrato Tare legato all’agente Kezman. A sorpresa rispetto agli annunci, la trattativa per il rinnovo di Sergej a 5 milioni (con una clausola) è partita prima del mondiale in Qatar ed è legata a doppio filo al prolungamento triennale di Tare con la società. Intanto, il serbo si rimette alla guida. Il Messaggero