Meno Mago, più scolaretto, poi di nuovo Luis Alberto. Può perdere il pelo, ma non quel brutto vizio. C’eravamo lasciati domenica al 71’, nel derby un minuto sempre magico. Nell’ultimo, invece, col soldato abbattuto: lo spagnolo si accascia per terra e tutti tremano. Il fantasista mima il gesto di un crac, si contorce sul campo. Sarri teme addirittura che si sia rotto il crociato, ordina il cambio immediato, senza accorgersi che poco dopo il numero 10 sta chiedendo di aspettare un attimo, è lontano. Entra Basic, il Mago s’infuria e, zoppicando verso la panchina, urla di tutto: «Avevo già avviato la sostituzione con il quarto uomo – ha spiegato poi il tecnico – e non ci potevamo permettere di rimanere 3-4 minuti in inferiorità numerica in quel frangente così delicato». Nessuna polemica dopo il trionfo, anche se Sarri non tollera più da un anno questi atteggiamenti – plateali e non solo – di Luis Alberto. Li trova una mancanza di rispetto verso di lui e il resto del gruppo, un esempio sbagliato.
APPLAUSI PER L’IMPEGNO
Il suo ginocchio è a posto e stavolta lo spagnolo è perdonato. Sia perché resta in panchina ad incitare tutta la Lazio e, alla fine, festeggia a squarciagola sotto la Nord. Sia perché finalmente nel primo tempo onora il compito impartito. Luis Alberto centrocampista box to box, come richiedeva Sarri in uno schema ben studiato alla vigilia, e riuscito il giorno dopo. Stavolta nessuno invocava i suoi giochi di prestigio, ma il sacrificio. Contavano di più l’impegno in copertura a centrocampo, la corsa e la lotta col veleno. È anche merito suo, se la Lazio ha percorso 122 chilometri nel derby, un dato disumano. Applausi a Luis Alberto diligente e ordinato, al servizio del credo di Sarri e della Lazio. Fosse stato sempre così, forse Vecino non gli avrebbe soffiato il posto, magari non si sarebbe mai arrivati a questo gelo. Anche se in realtà già in estate il Mago sembrava in bilico con il malcelato desiderio dell’allenatore di sostituirlo e abbracciare Ilic a Formello. Chissà se il Mago può ancora riprendersi la Lazio. Rischia di avere appena una settimana di tempo, dopo aver sciupato l’ultimo mese fra un male e un altro. Una volta rimasto, Sarri aveva deciso di riabilitarlo in un nuovo ruolo: in avvio di campionato il Mago subentrava e faceva gol, poi questo show part-time ha iniziato a stargli stretto: 9 volte titolare su 19, 5 in campionato, 819’ in campo, si è depresso. Da settimane la mezzala lamentava dolori all’anca (rifiutando però qualunque controllo) ed era mogio in allenamento. Chissà se la gioia del derby riuscirà a risollevarlo di nuovo.
RESTA IN VENDITA
Alla vigilia del Monza si ripropone il dubbio: Luis Alberto sì o no? Ora che torna Milinkovic, il testa a testa con Vecino diventa più serio. A premiare lo spagnolo potrebbe però essere il doppio incontro ravvicinato. A livello tattico, Sarri potrebbe schierarlo domani nel turno infrasettimanale e poi farlo partire da fuori a Torino. C’è il solito ballottaggio con Basic, ma stavolta dipende anche da quello fra Cataldi e Marcos Antonio. Nel derby Maurizio ha deciso all’ultimo di schierare il Mago perché non poteva permettersi di demotivare uno dei big rimasti con la quarta panchina in 5 match fra Coppa e campionato, ma il pensiero del tecnico non è cambiato. C’è un retroscena in ritiro: sabato sera, Sarri ha chiesto ancora a Lotito la cessione di Luis Alberto a gennaio. Soprattutto perché, con l’indice di liquidità di nuovo bloccato, può essere l’unico modo per fare mercato e puntellare la rosa nei ruoli in cui c’è più bisogno. Il presidente non vuole però né svendere né “regalare” Luis Alberto, anche se l’allenatore invoca sempre uno fra Parisi e Valeri come terzino e sogna Rafa Silva in attacco. Guarda caso due pedine che sarebbero già servite in questo turno di mezzo. Il Messaggero