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APPROFONDIMENTI

Finali in bilico: i risultati della Lazio in ‘zona Cesarini’, come sarebbe la classifica?

Mantenere sempre alta la concentrazione in campo è la prerogativa delle grandi squadre. La Lazio, in questa stagione, ha vissuto almeno 5 finali di partite al cardiopalmo, col risultato in bilico.


PUNTI ACCIUFFATI ALL’ULTIMO RESPIRO


Prendendo in considerazione solo gli ultimi minuti (quelli intorno al novantesimo più eventuale recupero) i biancocelesti non hanno mai trovato il gol vittoria in zona Cesarini (o Caicedo, se preferite). In due occasioni però, i ragazzi di Sarri hanno rimesso in parità partite che stavano perdendo. La prima è il match di andata contro il Torino, in casa dei ‘Granata’. Al vantaggio di Marko Pjaca, rispose Ciro Immobile dal dischetto (rigore procurato da Vedat Muriqi) al 91′. La seconda è decisamente più recente: Lazio-Empoli 3-3. In questo caso Milinkovic mise a segno il gol per inchiodare il punteggio sulla parità, al 93′.


PUNTI PERSI DA SITUAZIONI DI VANTAGGIO

Tre invece sono le partite in cui la Lazio ha gettato via punti. In ordine di tempo, la prima delusione nei secondi finali è arrivata a Bergamo, nella gara d’andata contro l’Atalanta. De Roon al 94′, praticamente nell’ultima palla della partita. Situazione analoga (ancor più cocente però la delusione) nel match interno contro l’Udinese: gol di Arslan al 99′ (su punizione quantomeno dubbia) con la difesa della Lazio clamorosamente disattenta. Arriviamo così a Lazio-Napoli, al gol di Fabian Ruiz al 94′ e quindi, all’unica sconfitta oltre il 90′.


LA CLASSIFICA


Due punti guadagnati, 5 persi. E sono punti pesanti, considerando la classifica. Chiaro, è un esercizio estemporaneo, ma pensare che la Lazio avrebbe potuto esser lì, un punto sopra l’Atalanta e a meno due dalla Juventus a quota 48, rende la delusione per i finali di partita ancor più cocente.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (la Repubblica): “Prossimo mercato? Sarà tormentone Milinkovic, Vecino pista concreta, Acerbi andrà via…”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“La situazione di Leiva che regge 70′ con l’infortunio di Cataldi per dieci giorni preoccupa. Luis Alberto da regista non è andato bene, comunque sia è una soluzione utilizzabile solo in caso di necessità o in cui devi recuperare il risultato. Inutile paragonare la rosa della Lazio a quella del Napoli, la differenza è chiara. Se la Lazio dovesse arrivare quarta sarebbe un’impresa, negli ultimi anni la Lazio ha fatto delle cose che vanno oltre le proprie possibilità economiche e di fatturato. La Lazio ha il dovere di arrivare sopra club come l’Atalanta, è in quel caso che dobbiamo porci delle domande ma non nel rapporto con le altre big. Quella è la linea che va seguita, la Lazio non può permettersi di sbagliare degli acquisti come quelli che non sbagliano mai i bergamaschi. Nella Lazio quel tipo di errori pesano di più rispetto alle big che hanno più risorse. Non a caso che da quando certi giocatori non hanno funzionato ci ritroviamo in una situazione più complessa. Detto questo, non è tutto da buttare.

Prossimo mercato Lazio, tutto intorno a Sergej

Lo immagino con il tormentone Milinkovic che ci perseguirà per mesi. Credo che sia ad una svolta clamorosa della sua carriera. Chiaramente lascerebbe la Lazio nel caso in cui arrivasse una grande d’Europa come il Manchester Utd che tra l’altro perderà Pogba. Intorno a lui ruoterà moltissimo, anche se Lotito continuerà a non fare sconti. Lì bisogna capire a quanto arriverà l’offerta. Certo è impensabile che possa andare via per una cifra inferiore a 60 milioni. L’alternativa è ritrovare il Tare che tira fuori colpi importanti a cifre buone. Vecino? Pista concreta, secondo me arriverà nel caso in cui gradisse la destinazione. Bisogna prendere assolutamente calciatori a cui la Lazio non stia stretta. Acerbi? Credo che al 99 per cento andrà via, c’è una situazione che lui non accetta. Ha sbagliato, chiesto scusa, ognuno si comporta come crede sia giusto, ma questi dovrebbero essere gli sviluppi”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Lazio, manca l’ultimo step. Oddi e Giordano: “Imparare a soffrire!” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

Quando giochi a calcio ed hai la possibilità di fare gol e non lo fai, poi paghi. Quando hai in mano la partita devi chiuderla, poi è andata anche male visto che la rete di Ruiz è arrivata al 94′. Guarda caso, proprio nel momento in cui finalmente la Lazio sta facendo il calcio che vuole Sarri i risultati non arrivano. Un paradosso che non cancella le buone cose che si stanno facendo. La Lazio forse si arrende troppo facilmente quando arrivano le difficoltà. Il primo tempo è stato super, se non fai gol e lo prendi c’è il rischio contraccolpo. Le carenze della Lazio le conoscono tutti, avversari compresi. C’è sempre la sensazione che una rete si possa prendere”

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

Con il Napoli non è bastata la partita perfetta. Quando c’è chi si può permettere di lasciare per tutta la gara fuori Mertens, significa che c’è una differenza. Sarri ha avuto un solo cambio vero, Pedro. Dopo una grande ora di gioco da parte della Lazio, il Napoli è venuto fuori sfruttando la flessione della Lazio. La sconfitta penalizza oltremodo, ma i biancocelesti devono proseguire su questa strada ed imparare a gestire i momenti difficili della gara. La Lazio non sa soffrire e questo lo paghi anche se hai fatto una grande partita. Questo è il tasto più importante, bisogna imparare a stare sempre dentro la gara”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Giordano: “Solo due volte ho visto il Napoli schiacciato da un avversario. Grandissima ora di gioco che far ben sperare”

BRUNO GIORDANO in collegamento a ‘NMM‘!

Lazio ha fatto una grandissima partita per un’ora, se dovesse giocare così nelle prossime undici gare ne perderà poche. La prestazione fa davvero ben sperare, va valutata anche in relazione della qualità dell’avversario. Il Napoli è forte, è uscito fuori quando i ritmi sono diventati più bassi, ha avuto più spazi a disposizione che hanno esaltato la qualità di Insigne. Alla lunga sono venute meno le forze e le alternative in panchina che invece il Napoli ha. Spalletti si è permesso il lusso di tenere a riposo Mertens, questo dice tutto. Peccato perchè Pedro aveva messo apposto le cose, ma il calcio è così, è cattivo. La Lazio ha schiacciato il Napoli per un’ora, è mancata un po’ di lucidità. Ho visto soffrire così il Napoli solo con l’Inter ed il Barça. Mi ha colpito molto la prestazione di Milinkovic, è stato continuo, intenso, bravo nel palleggio. Ha fatto davvero una grande gara anche nei momenti più difficili per la squadra”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘NMM’ – Pieretti (Il Tempo): “Quando il livello di alza, i difetti congeniti li paghi. La panchina fa la differenza”

SIMONE PIERETTI (Il Tempo) in collegamento a ‘NMM‘!

“Prestazione positiva, ma la Lazio raccoglie ancora una volta solo applausi. Confermati i soliti difetti congeniti, innati, di una difesa che per distrazione pone la squadra in situazioni di inferiorità in termini di risultato. Ogni qual volta affronti avversari di livello paghi a dismisura. C’è rammarico, nei minuti finali la Lazio avrebbe dovuto gestire il risultato e forse la squadra non l’ha capito fino in fondo. La Lazio ha perso punti pesantissimi nel tempo, avrebbe dovuto raccogliere almeno 4 punti in più per finali sbagliati. La Lazio continua a crescere, a dimostrare il proprio valore negli undici, poi quando cala di tono paga l’impossibilità di tenere botta con i cambi. Contro queste squadre la differenza la fa la panchina“.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Capodaglio: “Momento in cui non ti perdonano nessun errore. Hysaj la delusione della stagione”

FRANCO CAPODAGLIO in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!

“Sono ancora molto arrabbiato per la sconfitta di ieri, difficile da accettare quando vedi una squadra che sta crescendo davvero e che spreca l’impossibile nel primo tempo. C’è rabbia anche per la dinamica con la quale è maturata la sconfitta. E’ un momento in cui non ti perdonano nessun errore, che puntualmente viene commesso sempre dagli stessi. C’è mancanza di freddezza sotto porta, cerco di guardare il lato positivo. La squadra sta facendo bene dal punto di vista del gioco e confido in un finale di stagione importante, anche grazie ad un calendario meno fitto di impegni. Hysaj? La delusione più grossa della stagione”

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‘QUELLI CHE…’ – Dalla Palma (CdS): “Tracce di grande Lazio, ma anche errori clamorosi. Ora Lotito esca dalla stanza buia…”

ALBERTO DALLA PALMA (Corriere dello Sport) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

“Credo che il tema sia quello delle ultime partite. Si è vista una splendida Lazio per un’ora, poi ì arrivata una sconfitta che genera mille rimpianti. Questo è il paradosso, siamo qui a raccontare una grande Lazio che non raccoglie i risultati. Si vedono tracce di grande Lazio, ma anche di errori clamorosi come quelli di ieri sera. Non solo quelli sotto porta di Luis Alberto ed Immobile, ma anche quelli in fase difensiva. La sconfitta è anche il risultato di errori tecnici, di singoli come quelli di Patric e di Hysaj dai quali sono nati i gol del Napoli. Ora la Lazio deve guardare avanti, il futuro e chiudere alla società cosa voglia fare con Sarri e che rosa c’è intenzione di consegnare. La Champions era un sogno che poteva nascere ieri, ora resta questo piccolo obiettivo dell’Europa League. E’ davvero il caso di pensare alla prossima stagione, che Lotito esca da questa stanza buia e chiusa rinnovando il contratto di questo allenatore. Luis Alberto? Non è che non è pervenuto, è che ultimamente sta sbagliando molti gol”

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone (La Repubblica): “Porto e Napoli, due mazzate tremende. Ma lo spogliatoio è certo della strada tracciata”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE...’!

“In queste quattro gare, la Lazio ha giocato un buon calcio, ci ha fatto divertire dal punto di vista estetico ma è rimasta senza punti. Il bel gioco deve produrre risultati, dal punto di vista dell’efficacia e delle concretezza si deve crescere. Con una squadra come il Napoli non puoi permetterti di non capitalizzare quando puoi, perché poi ti punisce con delle prodezze balistiche come quelle di Fabian Ruiz. Ha ragione Sarri, lì non puoi andare in tre sulla linea laterale. E’ stata una grande ingenuità, quella palla non deve mai uscire da lì. Per il resto su Osimhen sono stati bravissimi Patric e Luiz Felipe, l’hanno tenuto davvero bene. Lo spogliatoio moralmente è a pezzi. La delusione di ieri si va a sommare a quella con il Porto. Sono state due mazzate tremende. Il gioco di Sarri è divertente per chi lo fa, ma a livello mentale è abbastanza dispendioso. La certezza è che si è capito che la strada è tracciata, non ci sono più dubbi sulla bontà del progetto tecnico”

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RASSEGNA STAMPA

Sarri c’è, Lotito lanci un segnale

La Lazio? Possiamo definirla la grande incompiuta di questo campionato, soprattutto dopo un’ora di grande calcio contro il Napoli: conquista il campo, metro dopo metro, lo chiude nella propria area a sbaglia almeno tre gol, prima con Luis Alberto, poi con Immobile e ancora con Felipe Anderson. Palleggia che è una meraviglia, ritrova all’improvviso tutte le qualità di cui è in possesso da anni e aggiunge la capacità di aggredire che le ha regalato Sarri: ma non riesce a entrare nella partita fino in fondo, non riesce a dominarla e a conquistarla, proprio come era accaduto qualche giorno fa contro il Porto, sempre al termine di una gara dove aveva messo in ginocchio l’avversaria prima di cedere inevitabilmente il passo. Le manca sempre qualcosa, o davanti o dietro, sono dettagli ma sempre decisivi. E così emergono i difetti dei singoli, quando la mente si annebbia e le gambe non tengono: così Patric, che resta sempre Patric anche se ha difeso alla grande contro Osimhen per un’ora, regala al Napoli il pallone dell’1-0 di Insigne, autore di uno dei suoi tiri capolavoro; così Hysaj, che resta sempre Hysaj, riconsegna agli azzurri l’ultimo pallone della contesa senza la capacità tecnica di gestirlo per aspettare il fischio finale e festeggiare almeno il punto che avrebbe consentito alla Lazio di restare a galla e di sognare qualche cosa di bello. La squadra, invece, ha perso all’ultimo secondo, costretta in casa sua ad assistere al sogno scudetto del Napoli, così come era caduta a Milano nei quarti di Coppa e giovedì nei playoff di Europa League, perché il pareggio rappresentava il timbro sull’eliminazione.

È il momento dell’amarezza, perché la Lazio sente di non aver meritato questa sconfitta, soprattutto dopo il fantastico gol di Pedro, il settimo in campionato della sua carriera biancoceleste. Ci sono molteplici rimpianti, quelli legati ai gol sbagliati in avvio e quelli legati al carattere con cui ha recuperato il pareggio mentre stava per crollare sotto i colpi di Insigne, di Fabian Ruiz, di Osimhen. Ma è anche il momento, questo, in cui il presidente Lotito deve decidere che cosa fare del club e, soprattutto, di Sarri, a cui aveva annunciato il rinnovo di altri due anni nel corso della cena di Natale, il 14 dicembre scorso. Lo voleva fortificare, quella sera, davanti a giocatori ribelli e ancora poco convinti del progetto, ma poi si è fermato, come sempre, combattuto talmente tanto su quale strada scegliere da tornare indietro, nascosto nei suoi silenzi. Mau voleva un difensore centrale a gennaio e anche un vice Immobile e non è stato accontentato, anzi, se fosse mai stato possibile, il presidente è riuscito con i suoi collaboratori a impoverire la rosa biancoceleste. Un segnale di rottura, quello? Una doppia incomprensione dopo un mercato estivo più che mai positivo?

Lotito risponda, almeno a Sarri, su cosa accadrà tra qualche settimana: avanti con lui, oppure no? È questo il momento, lo ripetiamo, di costruire il futuro biancoceleste: mancano solo undici partite alla fine di una stagione tormentata e per adesso deludente, eppure la Lazio, dopo mesi di studio e di applicazione, sembra finalmente aver intuito, a differenza della società, che cosa desidera Mau. Che ha bisogno di una rosa competitiva e di alternative all’altezza, in grado di compensare la stanchezza fisica e mentale dei giocatori che sono indispensabili ma non d’acciaio: sono necessarie idee e servono nuovi investimenti, oltre che la consegna del famoso contratto sventolato a dicembre e mai consegnato al tecnico toscano. In definitiva: o a Sarri ci credi e lo segui o Sarri lo devi mollare. Lotito, per una volta, scelga un percorso, possibilmente chiaro e competitivo, perché forse il motivo per cui molti giocatori se ne stanno andando a parametro zero – alcuni importanti come Strakosha Luiz Felipe – è proprio questo: non tutti hanno voglia di vivere alla giornata, senza programmi e senza ambizioni. Alberto Dalla Palma – Corriere dello Sport

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DICHIARAZIONI NEWS

Sarri: “Ingenuità grossa ha rovinato una gara giocata più che alla pari. Tre mesi fa con il Napoli era ingiocabile…” (AUDIO)

Le parole di Maurizio Sarri, tecnico della Lazio, ai microfoni di DAZN dopo la sconfitta dell’Olimpico contro il Napoli. “E’ stata una partita, abbiamo fatto il primo tempo tutto noi. L’abbiamo ripresa, poi un’ingenuità ci è costata la partita triplicando un giocatore in fascia e ci siamo fatti trovare messi male dietro. Tre mesi fa il Napoli per noi era ingiocabile, oggi invece abbiamo giocato più che alla pari tirando più in porta. Stasera abbiamo preso dei rischi, abbiamo messo Luis Alberto centrale ma era un rischio calcolato. Ingenuità grossa quella del gol a cinquanta secondi dalla fine, ci rimane questo forte rammarico”.

I numeri peggiori nei dribbling subito, si è dato una spiegazione?
“Dribbling subiti in ogni zona del campo, non parliamo solo di difensori. Un po’ per caratteristiche individuale di questi ragazzi”.

Che piega sta prendendo la vostra stagione?
“L’obiettivo è quello di fare il meglio possibile, di ricominciare a leggere meglio le situazioni così da trasformare le prestazioni in risultati”.

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