Ci sono giocatori che sono più simili ad artisti. A loro non puoi chiedere l’ordinario, il convenzionale. Certe volte basta il primo pallone accarezzato, per capire se sarà o meno, la loro partita. La Lazio ne ha uno in particolare: Luis Alberto. La partita la decide lui, con i suoi colpi di classe, con le sue giocate eclettiche, dalla bellezza sconcertante. All’Olimpico il Mago serve assist e regala agli oltre 32.000 una giocata memorabile, per chiudere la partita. Sale in cattedra, detta legge. Sarri se lo coccola, gli concede la standing ovation della sua gente e punta al quinto posto con la prspettiva di poter chiudere il discorso Europa League a Torino, contro la Juventus, nel prossimo turno.
LA PARTITA
Luis Alberto prende per mano una Lazio brillante, nel primo tempo. Lucido, propositivo: lo spagnolo duetta con i compagni e cerca – più volte – la via della porta. Ci va vicino in avvio con il ‘solito’ tentativo di gol olimpico, sfiora la traversa con una pennellata di destro. La Lazio c’è: le occasioni non mancano, la precisione sì. Felipe impegna Audero, Milinkovic fa altrettando dalla distanza. I – pochi – rischi arrivano su disattenzioni in fase di costruzione, che però la Samp, non sfrutta. Il ‘Mago’ torna a spiegarla proprio negli ultimi 5′ del primo tempo. Al 41′ Patric schiaccia di testa una sua punizione dal lato corto dell’area di rigore. Connection spagnola, Lazio avanti. Per Luis la terza stagione con oltre 10 assist, primo centro in Serie A per l’ex Barcellona.
Ci sono giocate che valgono il prezzo del biglietto. Quella che fa Luis Alberto al 59′, è una di queste. Discesa di Lazzari, lo spagnolo riceve e supera Audero con la suola; la Samp di schiaccia davanti alla porta e lui, come se nulla fosse, la appoggia dentro. Maestro, Mago. Standing ovation per lui, quando Sarri decide di sostituirlo con Basic. La Lazio tiene palla, la Lazio si diverte e si mette in tasca tre punti preziosi, in ottica Europa League.