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Lazio, Provstgaard è il presente e il futuro: il danese al primo derby da titolare

Il difensore è davvero uno dei pochi sicuri del posto.

Il primo derby da titolare. Ne vivrà parecchi Oliver Provstgaard dall’anno prossimo. Domani prenderà il posto dello squalificato Romagnoli, mentre per l’annata a venire, sottolinea Il Messaggero, è l’unico sicuro, tra i centrali difensivi, di essere in squadra. Al fianco di Gila (che dovrebbe recuperare dal problema al tendine rotuleo che lo tormenta) ha la possibilità di rubare qualche altro trucco del mestiere. Finora ha sempre risposto alla grandissima quando chiamato in causa. Giusto qualche sbavatura ogni tanto, ma parliamo pur sempre di un 22enne che ha molto da imparare e che solamente un anno e mezzo fa si è affacciato nel campionato italiano. Avrà un compito complicato, molto duro. Marcare Malen, l’attaccante più in forma di tutto il gruppone della A e che ha avuto un impatto devastante da gennaio a questa parte.


Provstgaard, si legge, è davvero uno dei pochi sicuri del posto. La formazione della Lazio è in alto mare non solo per la questione che riguarda gli acciaccati, ma anche perché qualcuno, sotto l’aspetto mentale, potrebbe pagare a carissimo prezzo la prestazione nella finale di Coppa.

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Lazio, Gila tra presente e possibile futuro. Imprescindibile per Sarri, contro l’Inter serve una prova top

Tutti gli occhi addosso, di chi lo vorrebbe trattenere e di chi lo vorrebbe ingaggiare.

Sarri si affida a Gila in coppia con Romagnoli contro l’Inter che lo osserva da vicino, tra qualche mese – a un anno dalla scadenza contrattuale – potrebbe aprirsi un derby di mercato con il Milan. Il presente, biancoceleste, racconta, sottolinea il Corriere dello Sport, di un piano studia to a tavolino per preservarlo e portarlo alla finale di Coppa Italia nel miglior stato di forma possibile. È stato precario nell’ultimo periodo, prima per colpa di un’infiammazione al tendine rotuleo del ginocchio sinistro, poi per il trauma contusivo-distorsivo di “lieve entità” alla caviglia rime diato nella semifinale di ritorno a Bergamo.


Imprescindibile per Sarri, determinante per tutti. Forse anche per il risultato di oggi. Crolla ogni chance di trionfo senza una sua super prestazione. Serve una prova top per fermare l’attacco nerazzurro, implacabile nell’antipasto di campionato. Una finale, conclude il quotidiano, che vale una stagione intera e quindi anche la rinuncia agli ultimi mesi di Gila. Schierato solo in Coppa Italia, centellinando le energie in Serie A, vista la classifica utilizzata soltanto come opportunità di rodaggio. Due partite saltate (Cagliari e Torino), poi l’andata con l’Atalanta. Altre due ai box (Parma e Fiorentina) prima di Napoli e del ritorno a Bergamo. Infine fuori contro Udinese e Cremonese per non forzare in vista del doppio scontro con l’Inter. Una programmazione totale delle sue condizioni per non rischiare controindicazioni fisiche.

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Lazio, Motta per il presente ma anche per il futuro: Provedel in scadenza, Mandas vuole la Premier

Da alternativa a protagonista: il percorso in biancoceleste di Edoardo Motta.


Motta si sta prendendo la Lazio nel momento più delicato della stagione, trasformando un’occasione improvvisa in una candidatura concreta anche per il futuro. Arrivato dalla Serie B a gennaio, si è ritrovato titolare per necessità dopo l’infortunio di Provedel. Da lì in poi, ha risposto sul campo. E lo ha fatto con personalità. Sono quattro, sottolinea il Corriere dello Sport, le sue presenze in Serie A: un curriculum chiaramente ancora ridotto, ma già significativo. In due occasioni (contro Milan e Bologna) ha mantenuto la porta inviolata, dimostrando solidità e concentrazione, senza pagare lo scotto del salto di categoria. Il momento simbolo resta il rigore parato a Orsolini al Dall’Ara, intervento che ha cambiato l’inerzia della partita contro i rossoblù. Ma anche nell’ultima sfida contro il Parma all’Olimpico ha lasciato il segno: decisiva la parata su Valeri nel finale del primo tempo, con la Lazio sotto pressione e a rischio di subire il 2-0 che avrebbe messo forse una pietra tombale sulla gara. Parate pesanti, ma soprattutto continuità.


È così, conclude il quotidiano, che si è guadagnato spazio. E fiducia. Non solo nello spogliatoio, ma anche agli occhi dello staff tecnico. Sarri ha trovato in lui una risposta pronta, affidabile, capace di garantire equilibrio in una fase in cui la porta della Lazio era diventata un punto interrogativo. E ora, inevitabilmente, il discorso si allarga. Perché se fino a poche settimane fa Motta era una soluzione temporanea, oggi non è più così impensabile immaginarlo anche nel progetto della prossima stagione. Prematuro parlare di gerarchie o scelte definitive, ma il suo nome si è inserito in modo credibile in una situazione ancora fluida e in evoluzione. Provedel resta almeno in teoria il riferimento, ma il suo contratto scade nel 2027 e, nonostante le voci di rinnovo, non ci sono stati passi concreti negli ultimi mesi. Una situazione che mantiene aperti scenari. Dall’altra parte c’è Mandas, attualmente in prestito al Bournemouth. Non ha ancora giocato, e l’obbligo di riscatto legato alla qualificazione in Champions League appare fuori portata. Il ritorno a Roma in estate è un’opzione concreta, ma anche la sua posizione non è definita: il portiere greco ha già fatto capire di voler trovare continuità e spazio da titolare.