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CALCIOMERCATO PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Raspadori è la tipologia di attaccante che vuole Sarri. Difficile, ma se offrono 30 milioni per Taty…” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Quando ieri vi parlavo di un profilo alla Mertens per l’attacco della Lazio il riferimento era ad uno come Raspadori. A Sarri piace da tanto tempo l’attaccante del Napoli, poi è molto complicato pensare di poterci arrivare. Il nome uscito è vero, è esattamente quell’attaccante che il tecnico vorrebbe. Uno di quelli che è in grado di cucire il gioco, oltre che segnare. L’identikit è tracciato, chiama in causa quella tipologia di calciatore. Sinceramente, sa quanto so, è che il tecnico toscano lo considera un falso nueve alla Mertens. Nella Lazio, dunque, giocherebbe come riferimento offensivo nel 4-3-3, a meno che non scelga eventualmente di virare su un 4-2-3-1. Non è da escludere, ricordo che il dogma di Sarri è la difesa a quattro, non per forza il 4-3-3.

Credo che Sarri voglia lavorare su Isaksen. In questo momento il tridente in avanti è quello composto dal danese, Castellanos e Zaccagni che sappiamo piace al Napoli. Gli azzurri valutano Raspadori 25-30 milioni, anche il Bologna è molto interessato nell’ambito degli interessamenti per Ndoye e Beukema. Lui vuole giocare titolare, lo sarebbe con Sarri ed anche Italiano. Per la Lazio sarebbe possibile solo nel caso in cui venisse ceduto Castellanos per circa 30 milioni“.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Rambaudi: “Tavares deve crescere ancora con Sarri. E su Raspadori…” (AUDIO)

ROBERTO RAMBAUDI in collegamento a ‘SVB’

“Raspadori per me è un ottimo giocatore se vive l’area di rigore avversaria, se è fuori è un calciatore normale. Con Sarri ci potrebbe stare, credo abbia le caratteristiche che corrispondono a ciò che chiede il tecnico al centravanti, un po’ alla Mertens.

L’Italia di ieri? Male, è una squadra spenta, vuota. Ha dei giocatori che non hanno grandissima qualità e leader tecnica. Magari alcuni dei nostri fanno bene nei club ma perché hanno vicino dei leader tecnici, sono giocatori che vanno trascinati e questo significa che non hanno eccelsa qualità tecnica individuale.

Spalletti è una grande allenatore ma fare il selezionatore è un’altra cosa; la gestione è completamente diversa, va cambiata la metodologia in tutto. In Nazionale non alleni, gestisci e selezioni.

Ipotesi Ranieri in Nazionale? Sarebbe la soluzione ideale, riesce a tirare fuori il meglio dai calciatori in poco tempo.

Bellanova è più un quinto, dipende quindi da ciò che vuole il tecnico dal terzino; lui va sfruttato per le qualità in fase offensiva. Non penso che Sarri voglia un calciatore così, anche se ha gamba e il tecnico toscano potrebbe migliorarlo.

Tavares è un fattore quando sta bene, è un’arma. Quando hai dei giocatori che ti fanno la differenza devi aiutarli a fare bene, così ne trae beneficio il collettivo”.

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CALCIOMERCATO

Lazio, con l’offerta giusta Taty può andare: occhi su Raspadori

Il centravanti della Lazio può cambiare ancora. Dopo l’addio di Immobile, sono risalite le quotazioni di Castellanos che ha giocato tutta la scorsa stagione da titolare. Ma la posizione del Taty non è affatto intoccabile e, anzi, i biancocelesti valutano la possibilità di uno switch in attacco.

La certezza ad oggi è che Castellanos non è intoccabile. La Lazio valuta proposte da 30 milioni di euro a salire per l’argentino, così da mettere a bilancio una plusvalenza. Qualcosa potrebbe muoversi a breve, ecco perché arrivano già altre novità in prospettiva. Come riferito da Sportitalia, la Lazio andrebbe forte su Raspadori in caso di addio del Taty. Presto l’ex Sassuolo dovrà decidere il suo futuro al Napoli, la concorrenza è ampia (Inter, Roma e Bologna) ma se dovesse cambiare aria lo farebbe solo per andare in una squadra che gli garantisca ampio minutaggio. E con Sarri questa priorità sarebbe con ogni probabilità preservata.

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AVVERSARIO

Napoli, Conte torna al passato: virata al 3-5-2 con Raspadori-Lukaku

Antonio attinge da Conte, come scrive il Corriere dello Sport oggi in edicola nella settimana della sfida alla Lazio con il Napoli in piena emergenza per le tante assenze che lo stesso quotidiano sottolinea.“Senza Olivera, Spinazzola e soprattutto Neres è possibile la virata al 3-5-2 in vista della partita in programma domani alle 18 all’Olimpico con la Lazio. Un marchio registrato, un pezzo del Dna del passato (vincente) di un allenatore che gioca con i moduli e i numeri, plasmando la linea difensiva e l’attacco a immagine e somiglianza di momenti e necessità. La prima mossa accreditata: Raspadori al fianco di Lukaku modello Inter 2019-2021, replicando con le dovute proporzioni legate a epoche e uomini la coppia Lautaro-Rom”.

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NAZIONALI

Ciro d’Italia: apertura di credito totale da parte di Spalletti

Ciro d’Italia. Spalletti lo ha eletto capitano e lo ha scelto: se giocherà titolare, almeno sino all’Europeo 2024 in Germania, gli toccherà la fascia, rispettando il criterio del maggior numero di presenze (56) che ha sempre governato le dinamiche e lo spogliatoio della Nazionale. Donnarumma (54 presenze, appena due in meno) è l’altro capitano dell’Italia, di fatto destinato, per ruolo e continuità di impiego, a diventarlo stabilmente in futuro. Sabato a Skopje, Gigio porterà i gradi solo nel caso in cui Immobile dovesse perdere il ballottaggio aperto con Raspadori al centro dell’attacco. Lucio ha alternato il centravanti della Lazio e l’attaccante del Napoli anche nelle prove di ieri pomeriggio. Retegui, come era sembrato lunedì nell’allenamento aperto ai media, parte in terza fila.

Italia, Spalletti conta su Immobile capitano 

Se il tema del numero 9 appassiona come ogni volta in cui si raduna la Nazionale, c’è un fatto non banale da registrare. L’apertura di credito di Spalletti nei confronti di Immobile, dopo le critiche feroci durante l’Europeo, le staffette e il rapporto controverso con Mancini, è totale. Si tratta di fiducia dal punto di vista tecnico e di esperienza, un fattore di cui l’allenatore di Certaldo tiene conto: la fascia a chi ha più mestiere e frequenta da anni la Nazionale. Gli stessi concetti evocati durante la conferenza stampa di presentazione. Il ct ha bisogno, per cominciare bene, di giocatori pronti e di livello internazionale. Dentro un gruppo che nel giro di due anni ha perso pilastri come Chiellini e Bonucci e almeno in questa circostanza (ma potrebbero essere scelte definitive) non conta su Verratti e Jorginho, Spalletti aveva bisogno di type=’text/javascript’ identificare dei riferimenti su cui calare la nuova type=’text/javascript’ idea di Italia: Immobile e Donnarumma lo sono e lo saranno nei prossimi mesi anche Di Lorenzo, Barella, Chiesa e Spinazzola, gli altri campioni europei più rappresentativi.  

Italia, Immobile in pole contro la Macedonia

Aspettando la crescita di Scamacca con l’Atalanta e seguendo l’evoluzione di Retegui con il Genoa, oggi non ci sono centravanti, se non Raspadori, che possano dare garanzie superiori a Immobile per segnare con Macedonia e Ucraina. L’investitura morale di Ciro è un segnale, ma diciamo di più: nell’allenamento di lunedì, palla avanti e palla indietro cercando l’imbucata al terzo passaggio per vie centrali, si è vista una combinazione di gioco type=’text/javascript’ ideale per esaltare l’attacco alla profondità del capitano della Lazio. Spalletti non lo ha mai allenato, ma lo conosce benissimo, dai tempi della Roma. Non solo. Ciro ha la garra e l’abitudine alla pressione alta del 4-3-3 a cui lo ha abituato Sarri. Pesa il curriculum: 195 gol in Serie A, l’ottavo di ogni tempo a meno 10 da Roberto Baggio, 9 gol in 15 presenze di Champions, 16 con l’Italia (come Toni e Vialli), di cui 2 a Skopje con Ventura ct nel 2016. Immobile a 33 anni ha ancora voglia di indossare l’azzurro: esprime la felicità di cui parlava Spalletti. Raspadori è un degnissimo concorrente, ma il tema tattico della partita in Macedonia, il tasso di esperienza, forse anche il sentimento di rivalsa, giocano a favore del laziale. Ciro era capitano nella notte famigerata di Palermo del marzo 2022, ma solo perché Chiellini partiva dalla panchina e Bonucci era indisponibile. Chissà se Leo, giocando con l’Union Berlino, riuscirà a riprendersi l’azzurro: ipotesi remota. Immobile, di fatto, è diventato il nuovo capitano dell’Italia. I nomi dei suoi predecessori, tornando indietro nel tempo, fanno venire i brividi: Buffon, Cannavaro, Paolo Maldini, Franco Baresi, Bergomi, Cabrini, Scirea, Tardelli, Zoff, Facchetti sino ad arrivare al leggendario Silvio Piola, il suo principale riferimento nella storia della Lazio. Corriere dello Sport

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Lazio-Sassuolo per Giordano: “Il tridente ideale? Immobile, Berardi e Raspadori” (AUDIO)

Bruno Giordano a ‘NMM’

LAZIO-SASSUOLO: ATTACCHI A CONFRONTO

Punterei ancora su quelli della Lazio, se dovessi scegliere fra i due. Immobile fa ancora la differenza, più di Scamacca. Da solo fa 30 gol a stagione. I giocatori della Lazio hanno dimostrato anche in Europa il loro valore, quelli del Sassuolo sono ancora in fase di lancio. Il tridente ideale? Immobile al centro, Berardi e Raspadori a destra e sinistra. Sarebbe un tridente veramente molto importante, la profondità di Ciro, i movimenti e gli inserimenti di Raspadori e il mancino di Berardi in mezzo al campo, rientrando. Erano 60 anni che nessuno vinceva ripetutamente a San Siro contro Milan e Inter, oltre che a Torino con la Juventus. Credo che sia la classica situazione in cui il giocatore trova stimoli ulteriori e motivazioni forti. Ovviamente, di base, c’è una qualità importante”.