GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’!
“Sapevo che in caso di rovescio con l’Udinese, Sarri avrebbe rischiato molto. In realtà, poi, la decisione di Lotito dopo la brutta sconfitta è stata quella di portare la squadra in ritiro sottolineando le responsabilità dei calciatori. Il tecnico è stato confermato dalla società, dopodiché nel caso in cui fosse Sarri a fare un passo indietro sarebbe un gesto di grande responsabilità. Certo che perderlo in corso d’opera vorrebbe dire anche avere una soluzione alternativa pronta. Uno come Tudor, per esempio, non accetterebbe l’incarico a breve scadenza. Klose? Vuole allenare, ha fatto l’esperienza in Nazionale, per lui non sarebbe la prima esperienza in assoluto laddove Lotito lo scegliesse per traghettare la Lazio fino a fine anno”.
Il responsabile di Media Sport Event, Gianni Lacché, è intervenuto ai microfoni di “Sei Volte Buongiorno” per illustrare lo stato dell’arte sul ritiro della Lazio nell’estate 2024.
“La Lazio va in ritiro ad Auronzo di Cadore da 15 anni. Lotito vuole restare in Veneto e io ho il mandato in esclusiva, firmato a febbraio, per cui solo la Lazio, nel 2024 e 2025, è titolare esclusiva. Ovvero, solo la Lazio potrà andare in ritiro ad Auronzo di Cadore perché la Media Sport Event ha il mandato esclusivo per i prossimi due anni”.
“La situazione è la seguente: l’unico albergo disponibile per le esigenze della Lazio, lo stesso utilizzato dal 2008, non possiede l’abilitazione anti-incendio. Per questo motivo è chiuso e la proprietà andrà all’asta: una prima volta il 26 marzo, quindi a maggio si terrà la seconda eventuale asta (base di partenza poco sopra il milione di euro”.
“Quelle che non capiamo è l’indifferenza dell’amministrazione. La Lazio e i suoi tifosi in questi 15 anni hanno portato nelle casse della città di Auronzo cifre importanti (la stima parla di almeno 40 milioni di euro, ndr), quindi facciamo fatica a capire questo silenzio. La normativa anti-incendio può essere ripristinata con un investimento di circa 60.000 euro, non una cifra impossibile, ma nessuno sembra volerlo fare. Ora la situazione è in mano al curatore fallimentare, non più al Comune”.
Lacchè: “La mia proposta al curatore fallimentare”
“Ma la Lazio potrebbe comprare l’albergo all’asta? Su questo non posso rispondere, so che Lotito desidera fortemente tornare ad Auronzo di Cadore. Come detto, nella zona non ci sono però altre strutture che possano soddisfare le esigenze della Lazio. Quello che tengo a ribadire è che il 28 febbraio scorso ho esercitato l’opzione per cui, in merito al campo Zandegiacomo, in estate potrà esserci solo la Lazio. Se qualcuno pensa di portaci un’altra realtà sportiva si sbaglia, la Lazio fino al 2025 ha un diritto in esclusiva”.
“C’è un’altra strada laddove non si presentasse nessun acquirente per l’albergo? Sì, Ci stiamo già lavorando. Una società, nelle more del procedimento, potrebbe farsi carico delle spese per la normativa anti-incendio e quindi gestire l’albergo fino a quella che poi sarebbe la soluzione definitiva. Io lavoro per portare la Lazio ad Auronzo. Ci sono tifosi che hanno comprato casa in Veneto, la stessa economia cittadina è soddisfatta per la presenza della Lazio e dei tifosi perché ha prodotto un indotto importante”.
Un ex centrocampista della Lazio si ritira a 38 anni.
Dopo 1 gol e 58 presenze con la sua nazionale, a 38 anni compiuti lo scorso 30 gennaio, un ex centrocampista della Lazio ha deciso di lasciare il calcio. Come riportato dal quotidiano argentino Olé, Lucas Biglia ha scelto di appendere gli scarpini al chiodo. Il centrocampista si è svincolato dal Basaksehir. Alla squadra turca era approdato nel 2022, proveniente dal Karagumuruk.
Nella Capitale il regista era arrivato nel 2013, l’allora ds Igli Tare lo aveva strappato all’Anderlecht per 8,5 milioni. Era stato scelto quale erede di Ledesma, già capitano dei biancocelesti. Con l’Aquila sul petto, per Biglia 16 gol e 14 assist in 133 gare. Nel 2017 approdò al Milan per 19,7 milioni.
“Ho preso la decisione sul ritiro. Sarà un ritiro forzato. Sono venuto in Italia per fare il corso da allenatore. Ci sono state chiamate da Argentinos e Indipendente, lo apprezzo. Ma non rientrava nei piani famigliari”, ha dichiarato il mediano di Mercedes confermando la notizia.
Capitolo ritiro estivo, ne parla questa mattina ‘Il Messaggero’: la scadenza per la decisione finale è stata spostata dal 31 dicembre a febbraio, ma ora in dubbio c’è anche l’hotel Auronzo. Per l’albergo che ospita la Lazio è stato avviato il processo di liquidazione con una prima asta giudiziaria andata deserta. La prossima è in programma a gennaio per avere la struttura pronta ad accogliere la squadra in estate. Si sta già cercando un piano B.
Come riporta Il Messaggero, alcuni dirigenti avrebbero effettuato un sondaggio per verificare l’eventuale disponibilità del comune veneto ad ospitare il prossimo ritiro estivo giallorosso. Lo scorso aprile tuttavia, la Media Sport Event di Gianni Lacché ha stipulato un accordo con il paese, che dà alla Lazio la priorità fino a marzo per firmare un contratto biennale da 500mila euro all’anno. Lotito aspetta l’ok di Sarri per procedere per la diciassettesima stagione consecutiva ad Auronzo, scongiurando l’approdo dei rivali di sempre.
Il pareggio con il Monza, i fischi dei tifosi, i 4 punti in 5 partite. Momento delicato in casa Lazio dopo un inizio di stagione che nessuno si aspettava. Pochi, pochissimi i punti in classifica e brutte prestazioni. La squadra arrivata seconda nella passata annata appare come un lontano ricordo. E così patron Claudio Lotito è intervenuto per frenare la crisi. Confronto con i giocatori e con l’allenatore per dare la svolta. “La situazione della Lazio? “Io sono come un padre di famiglia. L’obiettivo deve essere comune. È chiaro che se qualcuno pensa che si possa fare da soli, interviene il presidente della squadra”, le parole del numero uno biancoceleste a margine delle esequie di stato del Presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Con il Torino, ancora in casa, l’occasione per iniziare un nuovo campionato. Di errori non ne sono più ammessi.
Via i cattivi pensieri. Da oggi (ore 13) scatta il ritiro per la Lazio, il terzo in tre anni con Sarri. Pranzo, rifinitura, cena e notte a Formello senza tornare a casa come al solito. E non è escluso che possa tornare a farsi sentire Lotito, con la minaccia velata di proseguirlo in caso di ko. Meglio cercare di compattarsi in questo inizio da dimenticare in cui non vanno solo ritrovati gli stimoli della vecchia Lazio. Tra i vari ostacoli lungo il cammino dei biancocelesti ora c’è anche il tour de force tra Serie A e Champions League da non sbagliare come già fatto tra Juventus, Atletico Madrid e Monza, dove sono stati raccolti solo una sconfitta e due pareggi. Risultati che adesso costringono a un’inversione del trend a tutti i costi, anche se il tanto odiato calendario non porgerà l’altra guancia a Sarri. Nel momento più delicato della sua gestione il Comandante affronterà gli avversari più difficili da quando è arrivato nella Capitale. Il primo, il Torino, al momento è l’unica squadra assieme al Lecce a non essere mai caduta contro la Lazio del Comandante (poi c’è il Frosinone, ma non ci ha ancora giocato). L’ultima vittoria con tro i granata è datata 1 novembre 2020. Una volta arrivato Juric, la Lazio ha totalizzato tre pareggi e una sconfitta all’Olimpico lo scorso aprile per 1-0 con il gol del pupillo di Sarri, llic. Basta questo per capire quanto il gioco del Comandante soffra quello del tecnico croato, ma in aggiunta ci sono pure i soli 2 gol realizzati in quattro confronti, un’anomalia per una squadra offensiva come quella di Mau.
RITIRO, DENTRO O FUORI – Archiviato il match di domani sera (ore 20:45), sabato alle 18 ci sarà un’altra bestia nera come il Milan, battuto a gennaio scorso con un netto 4-0, ma inavvicinabile a San Siro tre ko tecnici, 8 gol subiti e nessuno segnato. Dopo la sfida con la squadra di Pioli, la full immersion proseguirà martedì 4 ottobre (ore 21) col primo dentro o fuori in Champions League contro quel Celtic che quattro stagioni fa eliminava la squadra di Inzaghi dal gruppo E di Europa League con due vittorie. In seguito al triplice fischio di Glasgow ci saranno quattro giorni per rifiatare prima di tornare all’Olimpico per un’altra sfida delicata come quella contro l’Atalanta di Gasperini, diventata un cult nelle ultime stagioni. Almeno con i bergamaschi finora lo score è in totale equilibrio tra risultati e differenza reti, ma stavolta, in ballo per Sarri potrebbe esserci tutto. Che il ritiro faccia effetto. Il Messaggero
AURONZO DI CADORE – Puntuale, alle 10.15, inizia la sessione di allenamento mattutina. I primi a fare il loro ingresso in campo sono i portieri Provedel e Maximiano (solo lavoro in palestra per Adamonis e Furlanetto), al lavoro fin da subito sulla tecnica individuale. Seguono i difensori che prima si posizionano sul campo adiacente per il riscaldamento e poi proseguono l’allenamento su quello principale. Ancora assenti Marcos Antonio (problema al polpaccio) e Floriani Mussolini.
Sarri, riproponendo situazioni classiche di gioco, insiste su quei movimenti che devono diventare sempre più meccanici, anche nelle loro variazioni. “Linea” è la parola più urlata dal tecnico che pretende un reparto che si muova come un blocco unico, sia davanti al possesso avversario, sia nella difesa dalle palle alte. Nel corso di queste esercitazioni Sarri divide così i difensori: Rossi: Hysaj, Patric, Casale, Lazzari; Azzurri: Fares, Romagnoli, Ruggeri (Dutu), Marusic;
Mentre si concludono le prove tattiche per i difensori e sulla linea, sul campo adiacente arrivano anche centrocampisti e attaccanti per il classico riscaldamento. Il lavoro atletico continua poi sul campo principale: i due reparti sono divisi in gruppetti che svolgono delle ripetute continue a tutto campo. L’obiettivo è quello di coprire una parte di campo in un tempo prestabilito, non un secondo in più, non un secondo in meno.
Si passa poi alla tattica. Sarri divide i reparti in due squadre e lavoro sull’undici contro zero. Una squadra difende in modo passivo coprendo a ombra il campo, l’altra costruisce fino ad andare in gol. Se non si trova la rete, si scappa rapidamente all’indietro come se si dovesse tornare da un contropiede avversario.
Di seguito le due squadre. Rossi: Akpa Akpro, Cataldi, Luis Alberto; Sana Fernandes/Balde, Diego Gonzalez/Crespi, Zaccagni; Azzurri: Bertini, Vecino, Basic; Felipe Anderson, Immobile, Pedro;
Termina poco prima delle 12 l’allenamento. La squadra fa rientro negli spogliatoi, il prossimo appuntamento sarà oggi pomeriggio alle 17.15.
AURONZO, DAY 7 – Al termine della seduta di allenamento di questa mattina, ecco un altro abbraccio tra Ciro Immobile ed i tifosi presenti sugli spalti dello ‘Zandegiacomo’. Oltre mezzora di foto ed autografi, promessa mantenuta… pic.twitter.com/WlhVHH8fQh
Dal ritiro di Auronzo parla Alessio Romagnoli: “Sarri maestro della linea difensiva, vogliamo migliorarci. Tifosi fondamentali, emozioni sempre forti”
“Sarri maestro della linea difensiva, vogliamo migliorarci. Tifosi fondamentali, emozioni sempre forti”. Alessio Romagnoli ai microfoni di Lazio Style Channel durante il ritiro di Auronzo di Cadore: “Sto abbastanza bene, ho avuto tanto tempo per riposare e lavorare. Ora saranno giorni intensi, per noi difensori ancora di più. Siamo felici di essere qui, iniziare, sarà una stagione piena di impegni, dobbiamo prepararci a dare il massimo. Cos’è cambiato rispetto allo scorso anno? Ho un anno in più (ride, ndr). Le emozioni sono sempre di più, anzi, ogni anno più forti”.
“Il primo giorno di ritiro subito sulla tattica, mi era capitato quand’ero al Milan con Giampaolo, sono molto simili, veramente due maestri di questa linea. Dobbiamo sempre lavorare per migliorare, il nostro lavoro non dipende solo da noi, l’anno scorso siamo stati facilitati dal lavoro che hanno fatto gli altri. Per poco non siamo stati la miglior difesa del campionato, abbiamo eguagliato il record di clean sheet, vogliamo superarlo”.
“Tifosi fondamentali, come avere un altro uomo in campo. Sappiamo i sacrifici che fanno e siamo contenti che loro ci seguano ogni anno qui ad Auronzo e in ogni partita. Il 13 è un numero che mi porto dietro da molto, sono stato fortunato a trovare una squadra così, ben attrezzata, con un mister forte. Io cerco di far tutto per dare il mio. Non penso di essere io il dominante, siamo tutti fondamentali in questa squadra. Fare una stagione così a livello di numero per il nostro reparto è stato veramente bello. L’obiettivo è migliorarsi sempre, far meglio dello scorso anno. Se abbiamo parlando già di Champions? Sinceramente no, è presto, sappiamo il valore della competizione ma è presto. Pensiamo ad allenarci, mettere benzina e prepararci qui ad Auronzo”.
AURONZO DI CADORE – Si ragiona sempre per reparti. Partono i difensori. Il lavoro consiste nell’alternanza palla coperta-palla scoperta, con una linea che lancia e l’altra che ha il compito di scappare e non appena riceve palla, ripartire rapidamente appoggiandosi sul regista. La linea a 4 dei celesti è composta da Lazzari, Casale, Romagnoli e Marusic. I rossi: Romano Mussolini, Dutu, Patric e Fares. Da play giostra Ruggeri. Il sole si alterna con una timida pioggia. Sul campo alle spalle della porta si prepara il resto della squadra. Nella seconda parte della seduta, dalla tattica si passa alla fase atletica. Protagonisti sempre i difensori, mentre il resto della squadra (centrocampo ed attacco) inizia la fase didattica sul campo principale.
Rossi: Luis Alberto, Cataldi,Bertini, Pedro, Crespi, Balde (Sana Fernandes).
Azzurri: Basic, Marcos Antonio, Vecino, Zaccagni, Diego Gonzalez, Felipe Anderson.
AURONZO, DAY 2: movimenti della linea difensiva nella prima parte di mattinata. Alcuni scatti dallo ‘Zandegiacomo’????⤵️ pic.twitter.com/LIazWQcqtr