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ESCLUSIVE

‘QUELLI CHE…’ – Dott. Capua: “Solo Rovella può decidere se operarsi. Non colpevolizzo Vecino…” (AUDIO)

Il Dott. PINO CAPUA in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Pubalgia Rovella? E’ una patologia maligna, viene e va a seconda delle situazioni posturali dell’atleta. I dolori provengono da una situazione che infiamma i muscoli addominali bassi, quelli che si mettono in moto quando si corre. Lui ha soffeto di pubalgia anche alla Juventus e nella sua prima parte di avventura alla Lazio. E’ stato sottoposto a tutte le attenzioni utili per guarire. Tanto è vero che nella scorsa stagione ha sempre giocato senza sentire fastidi. Difficile dire il motivo per il quale si è nuovamente manifestata. La possibilità di fare un piccolo intervento per modificare la situazione dei muscoli addominali bassi esiste. Si mette una piccola retina per proteggere quella parete. Zaccagni ha scelto di fare questo intervento, ma la decisione deve essere soggettiva del ragazzo.

Vecino clinicamente guarito ma non ancora pronto? In genere i problemi muscolari sono anche condizionati dallo stato mentale. E’ stato male, teme ricadute e per questo non si sente di sottoporsi allo sforzo della gara o dell’allenamento. L’atleta sa quello che deve fare, non mi sento di colpevolizzarlo”.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, Rovella prende tempo: a breve la scelta sull’eventuale operazione

Si è fermato anche domenica durante il derby: il centrocampista laziale valuta come proseguire con il fastidio fisico.

Nelle ultime due uscite dei biancocelesti ha abbandonato il campo anzitempo: Rovella è alle prese con un ispessimento di circa due millimetri all’adduttore destro, in zona inguinale-pubalgica: una micro-lesione tendinea, non muscolare, che si è cronicizzata. La diagnosi è chiara: “Groin Pain Syndrome”, la stessa che ha costretto Zaccagni lo scorso anno all’operazione di giugno.

Esami e consulto: per il centrocampista verità in 48 ore, scrive il Corriere dello Sport. La Lazio consiglia l’intervento per risolvere subito la pubalgia ma deciderà il centrocampista.

Ora, evidenzia il quotidiano, si tratta di prendere la decisione più giusta per il ragazzo e per il suo futuro. La società lo assiste e aspetta, come è opportuno, che scelga come procedere. È naturale riservarsi alcune ore di riflessioni con la famiglia, il procuratore, ascoltando più pareri. Ha quasi 24 anni: davanti ci sono la sua stagione con la Lazio, forse il sogno del Mondiale 2026 se Gattuso riuscirà nell’impresa

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INFERMERIA

Lazio, tegola Rovella: dovrà operarsi. Valutazione sulle tempistiche. E per Genova c’è solo Cataldi

Di nuovo ko, dolorante in campo come a Sassuolo, e fuori
all’intervallo. Per Rovella non bastano più le infiltrazioni, l’unica via d’uscita sembra l’intervento. Il regista ha un ispessimento di due millimetri nella zona inguinale (“Groin Pain Syndrome”), lo stesso problema pubalgico risolto da Zaccagni il 24 giugno scorso. Nicolò – sottolinea Il Messaggero – , ha già fatto un consulto e ricevuto lo stesso triste responso: prima o poi dovrà operarsi e inserire una retina sul pube, bisogna solo decidere quando. Il nodo infatti sono i tempi di recupero: Zaccagni rientrò in gruppo soltanto il 22 luglio in ritiro, dopo quasi un mese di stop. La Lazio
non può permettersi di rinunciare a Rovella per così tanto, a stagione in corso.

A Formello riflettono, non solo sul regista, ma su chi schierare a centrocampo a Genova lunedì prossimo. Al momento Cataldi è l’unico mediano rimasto. Dele-Bashiru era già affaticato ed è uscito al 12′ dal derby con la borsa del ghiaccio sul flessore destro (si teme lo stiramento). Guendouzi e Belahyane hanno rimediato due rossi ingenui, Vecino è ancora out e, nei prossimi giorni, si capirà se si riuscirà a riabbracciarlo: «Ma nessuno dei nostri mediani è abile per giocare a due a centrocampo», le ultime parole di un Sarri nero in volto.

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DICHIARAZIONI

Derby, Sarri: “Le difficoltà non contano, voglio una squadra che lotti per non deludere un popolo. No palleggio, ma coraggio. Dubbio Rovella, Dele ok”

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri, alla vigilia di Lazio-Roma, ha presentato la stracittadina in conferenza stampa:

“Le emozioni devono rimanere le stesse: è una partita particolare, estremamente sentita. Penso che queste siano tra le partite più sentite in Europa, uno dei derby più intensi e seguiti al mondo. Quindi, per forza di cose, le emozioni, così, come il livello di adrenalina, sono molto alte. Gli acciaccati non lo so. Castellanos sembra essere più avanti, sembra recuperabile. Rovella lo valutiamo oggi. Per il resto, gli altri infortunati sono sempre fuori, forse. Per quanto riguarda Patric, ieri ha fatto una parte dell’allenamento con la squadra, quindi potrebbe essere in panchina, ma in un ruolo più simbolico che effettivo”.

Dele-Bashiru – “Il controllo è assolutamente negativo. Oggi si dovrebbe allenare e dovrebbe essere dentro. Non so se sarà titolare, vediamo. Non mi sono mai lamentato degli assenti, se non gioca uno gioca un altro”.

Sacchi dice che fisicamente la Roma è più avanti – “Le squadre di Gasperini sono sempre fisiche e aggressive e ti creano difficoltà, quindi è una valutazione abbastanza corretta; è chiaro che bisognerebbe essere su altissimi livelli tecnici per mandare a vuoto questo livello d’aggressività”.

Roma favorita? “Non mi importa niente, il derby è una partita fra due popoli che dal punto di vista sportivo si odiano e quindi io voglio solo che la mia squadra favorita o non favorita vada dentro e lotti per il proprio popolo. Poi chi è favorito non mi interessa, l’obiettivo è quello che noi dobbiamo lottare per il nostro popolo. 95-100 minuti, altrimenti sarà lunga la partita, a 35 gradi penso, perché dentro allo stadio ci saranno 35 gradi. Non mi importa di niente”.

Cosa chiedere alla sua squadra – “Domenica gli avversari si aspettavano un blocco difensivo abbastanza basso e noi abbiamo giocato contro questo blocco, andando poco a cercare di giocarci dentro. È chiaro che così fai fatica a diventare estremamente pericoloso. La partita ha dato la sensazione di essere sempre sotto controllo, perché i periodi difensivi non c’erano. Però poi si ha la sensazione che la squadra faccia il compitino invece di cercare di vincere ogni duello. Bisogna avere più coraggio nelle scelte, andare a giocare dentro e rendersi conto delle nostre caratteristiche. Noi siamo una squadra che deve attaccare gli spazi e non stare a palleggiare in una zona di campo troppo ampia. Quindi ho chiesto questo e stiamo lavorando su questo”.

Differenze nel preparare il derby – “La differenza è emozionale e motivazionale, e questo si riflette chiaramente in un livello di attenzione superiore da parte di tutti i giocatori. Queste partite hanno una componente motivazionale e emotiva che, secondo me, è superiore a quella di tante altre”.

Primo derby per Gasperini – “L’inconsapevolezza, appena entri in campo, prima del fischio d’inizio, diventa consapevolezza, e quella è un’altra storia. E quindi, io non lo so, mi sembrano sei i derby giocati, ne ho perso uno e mi ricordo solo quello. Mi ricordo questo disagio emotivo nei giorni successivi, questa tristezza infinita che mi entra addosso e che ti fa capire cosa significa il derby. Quasi una vergogna tornare al centro sportivo, io mi ricordo questo. E questa è la mia sensazione, il mio stato d’animo, ieri ne parlavo con i giocatori. È una partita in cui, se non fai tutto quello che devi fare, sotto tutti i punti di vista, rischi di deludere un po’. E se succede, te lo senti addosso in maniera pesante. Per cui, questo deve essere stampato nei nostri cervelli e nei nostri cuori. E da questo punto di vista non dobbiamo sbagliare niente. Qual è l’importanza di un derby se non per vincere? Io penso che il derby si giochi per vincere. Se può fare contento qualcuno, allora bisogna vincere”.

Pedro – “La partita la giocherà, non so se in parte o se dall’inizio, ancora non abbiamo deciso. C’è da valutare cosa ci rimane a disposizione per poter eventualmente cambiare la partita, ci sono tante cose da considerare. Però sicuramente su Pedro ci facciamo un grande affidamento. Un giocatore così nelle partite è importante, ha sempre fatto prestazioni significative, quindi ci facciamo affidamento, poi vediamo quando”.

Sarrri e Gasperini valori aggiunti ? – “Se dipendesse solo da noi, gli ultimi 20 campionati li avremmo vinti io e Gasperini, ma non è così. Io e Gasperini giochiamo contro da più di 20 anni e in tutto questo arco di tempo è cresciuto. Rispetto profondamente la valutazione che ho di lui come uomo e come persona. Giocare contro invece che dividerci, alla fine ci ha accomunato. Quindi è un grande allenatore, una persona che rispetto profondamente e che sicuramente in questa stagione alla Roma darà tanto. Ma domani è il derby, domani siamo parecchio contro”.

Il derby può accendere la Lazio – “Finora non si è accesa in parte, abbiamo fatto una bruttissima partita a Como, bene con il Verona, a Sassuolo se mi chiedi come siamo stati in campo la squadra è stata corta e ordinata. Dal punto di vista tattico è stata buona. Poi ci è mancato qualcosa a livello di pressione e di qualità offensiva. Negli ultimi 20 metri abbiamo avuto 12 palle inattive a favore e loro 2, e abbiamo perso da una palla ferma”.

Stesse emozioni della prima esperienza alla Lazio? – “Di più, forse di più, perché il tempo ti fa affezionare e amare sempre di più l’ambiente, la squadra, e quindi questo è inevitabile. Di più, perché diciamo che quest’anno sulle spalle me la sento maggiormente io, e quindi l’intensità dell’emotività è la stessa. Forse di più”.

Idee chiare? – “Io ho le idee chiarissime, la squadra è molto ordinata. L’obiettivo primario della società è dare una maggiore solidità alla squadra, stiamo lavorando per questo. Dobbiamo tirare fuori la qualità, poi non so se per ora non è venuta fuori per motivi tattici o perché non c’è. Vediamo, tra qualche mese avremo un’idea definitiva.

Modric e Pedro – “Sono due ruoli diversi. La prestanza fisica conta di più per Pedro. Cerchiamo di preservarlo, facendolo giocare senza metterlo a rischio nei 90 minuti a inizio stagione visto che non sappiamo la reazione. Ha avuto una tendinite bilaterale in tutto questo periodo, gli abbiamo fatto fare una settimana di riposo durante la sosta”.

Sulla prova di domani – “Voglio vedere da parte della squadra il lavoro sul campo che, in questo momento, non riusciamo a trasportare pienamente in partita. È tanto, e ti devo dire la verità, è fatto anche abbastanza bene. Ne parlavo con la squadra in questi giorni, siamo l’unica squadra che io ho allenato che mi lascia la sensazione di avere più ritmo e più intensità in allenamento che in partita. Quindi vuol dire che ancora qualcosa ci sta frenando in partita. Non lo so, dobbiamo essere più forti domani, caratterialmente”.

Gara alle 12:30 – “È chiaro, la probabilità che i ritmi siano alti è alta. Io penso che l’orario alla fine sia pesante per noi, è pesante per loro, ma l’orario di domani non è una sconfitta della Lazio o della Roma, è una sconfitta del calcio, secondo me anche delle istituzioni. Se chi vuole mantenere l’ordine pubblico prende queste decisioni, è una missione difficile mantenere l’ordine pubblico. Quindi è una sconfitta per il calcio, però abbiamo a quest’ora grandi difficoltà, e si torna all’unico discorso che sto facendo fin dall’inizio: non ce ne deve importare niente. Se c’è una partita per cui vale la pena lottare per il calcio, è questa”.

Zaccagni – “Sta crescendo piano piano, è chiaro che anche lui ha fatto l’estate con l’intervento, quindi le difficoltà iniziali erano inevitabili, però sta crescendo. A livello di maturità, come uomo, mi sembra cresciuto e, piano piano, potrebbe diventare un capitano importante”.

I tifosi della Lazio – “Nella stragrande maggioranza, i tifosi della Lazio sono persone molto pazienti. Poi ci può essere una frangia più piccola, ma nella stragrande maggioranza è così. Li accomuna un amore smisurato per questa maglia, un amore che io, in tanti anni di carriera, ho visto solo qui e a Napoli. E questo è il motivo per cui ti dico che da fuori è difficile capire, ma quando ci sei dentro, lo impari. E questo è il vero motivo: vedi proprio un attaccamento, un amore viscerale verso questa maglia. E questo, secondo me, è importantissimo, sarebbe fondamentale riuscire a trasmettere ai giocatori questo senso di appartenenza. Il calcio attuale non è qualcosa di estremamente semplice, però sarebbe molto importante e gradito”.

Rovella, Isaksen e Vecino – “Rovella lo valuteremo e lo butteremo dentro, tra mezz’ora si valuterà se ce la può fare o no. Ieri ha fatto solo una piccola parte dell’allenamento con la squadra, aveva ancora un po’ di dolore, oggi lo valutiamo. Vecino è ancora in mano all’area medica, sta facendo degli allenamenti differenziati e io spero che la prossima settimana ritorni perlomeno a disposizione per cominciare ad allenarsi con noi. Isaksen è un ragazzo che si sta allenando da poco, e questa è una parte del problema. Non è che si sta allenando da poco, non aveva una caviglia più gonfia ma era malato. Questa è la parte più grande del problema, quindi ci sarà un percorso per farlo tornare in grande condizione ma non è un percorso istantaneo”.

Che gara dobbiamo aspettarci – “Forse un gioco più lento potrebbe dipendere dalle temperature, poi queste partite dipende dall’evoluzione del match. Bisogna prepararsi a tutti gli eventi perché determineranno poi la via che la partita può prendere”.

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FORMELLO

Lazio, ottimismo Rovella ma serve il rientro in gruppo. Dele-Bela, il dubbio

Continua a esserci ottimismo anche sul recupero di Nicolò Rovella (dopo quello di Castellanos), che però anche ieri non si è allenato con la squadra. Cataldi si tiene pronto per giocare da titolare come fatto a Como in cabina di regia, ma come successo a Reggio Emilia se dovesse recuperare Rovella difficilmente Sarri ci rinuncerà dal primo minuto. Chi invece non recupera è Matias Vecino, che continua a sentire fastidio nonostante il quadro clinico sia positivo e non ci sia più la lesione muscolare che lo tiene fermo ormai da un mese e mezzo. A centrocampo oltre al regista dubbio nel ruolo di mezzala sinistra, con Dele-Bashiru e Belahyane che si giocano una maglia da titolare. Nessun dubbio invece in difesa davanti a Provedel, con Marusic e Tavares sulle corsie con la coppia composta da GIla e Romagnoli a guidare il reparto difensivo.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Rovella gestisce una lieve pubalgia. La formazione anti-Roma…” (AUDIO)

GIULO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

«Castellanos è tornato ieri in gruppo, non dovrebbe avere problemi per domenica. Rovella sta gestendo una lieve forma di pubalgia, fortunatamente è lieve come ho detto, e può essere gestita. Mi aspetto che fra oggi e domani possa allenarsi in gruppo, vediamo Sarri cosa deciderà. Oggi è previsto il bollettino.

La formazione della Lazio sarà quella di Reggio Emilia, con il dubbio Rovella, c’è anche il ballottaggio tra Dele-Bashiru e Belahyane. In attacco giocherà Pedro. Se dovessi giocare con il 4-3-3 io farei un centrocampo con Cataldi, Rovella e Guendouzi. Roma? Il loro punto di forza è il portiere. In difesa credo che Tavares liberato dai pensieri, come dice Sarri, sia superiore ad Angelino. I centrali? Mi tengo sempre i miei. Con Ferguson la Roma ha pescato il jolly».

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FORMELLO

Lazio, primo sospiro di sollievo verso il derby: Castellanos recuperato

Sospiro di sollievo per Sarri: Castellanos ha recuperato dal fastidio agli adduttori e ora scalpita per il derby. L’argentino ieri si è allenato regolarmente con il resto del gruppo, dando segnali positivi in vista del delicato match contro la Roma.

Nessun dubbio, quindi: Castellanos ci sarà e anche dal 1′ per la sfida ai giallorossi. Allontanati gli spauracchi di un possibile forfait, ora il Taty si prepara a guidare l’attacco della Lazio nel match più sentito della stagione.

C’è, invece, ancora da pazientare per l’altro pezzo da novanta di Sarri. Rovella è ancora in dubbio per il derby: oggi potrebbe tornare ad allenarsi in gruppo, ma bisognerà attendere ulteriori aggiornamenti da Formello. Sarri dalla sua incrocia le dita e tiene pronto Cataldi.

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INFERMERIA PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, ottimismo derby su Rovella e Castellanos. Vecino, il caso continua”

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Con una doppia seduta parte la preparazione del derby della Lazio a Formello. I dubbi riguardano Castellanos e Rovella, non credo che già oggi possano allenarsi con il gruppo, entrambi stanno gestendo i rispettivi problemi agli adduttori. Non ci sono certezze, ma io tra domani e dopodomani me li aspetto in campo con il resto della squadra. Vanno considerati ancora in dubbio, ma si lavora non solo per renderli disponibili, ma per scendere in campo dall’inizio contro la Roma.

Il problema di Rovella è sempre quello. Sabato ha fatto degli accertamenti e mettendo insieme gli esiti e le sensazioni del giocatore hanno scelto di farlo giocare dall’inizio contro il Sassuolo. Alla prima avvisaglia, poi, è giusto fermarsi. Credo che sia lui che Castellanos abbiano lasciato poi il campo per precauzione. Il timore sul centrocampista è che ci sia una recrudescenza della pubalgia? Non si può escludere, ma per ora sembra una cosa assolutamente gestibile. Per ora mi rassicurano tutti, ma non ci sono certezze assolute. Con il fatto che si gioca una volta a settimana, la situazione appare ancora sotto controllo. Sono due situazioni un po’ diverse. Se hai Dia puoi anche fare un altro tipo di ragionamento su Castellanos, mentre Rovella è meno sostituibile. La situazione clinica è questa, poi sarà Sarri ha fare delle valutazioni più ampie.

Vecino? E’ un caso. Lui il martedì precedente a Lazio-Verona si è sottoposto ad ecografia per capire se il problema muscolare fosse ancora presente. L’ecografia era stata rassicurante, tanto che ci si aspettava di vederlo in campo da quel momento in poi. Non è successo ed al di là degli esiti ecografici, le sue sensazioni non sono state positive. Lui non si sente pronto, non sente il muscolo solido e fino a ieri non si è mai allenato in gruppo. Sicuramente non farà parte della partita, al massimo si può pensare di portarlo in panchina”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, Sarri ha chiesto pazienza anche a se stesso. Carenze mezzala e ala destra abbassano il livello” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Il concetto espresso da Sarri sulla difficoltà della stagione si ripete ed è effettivamento molto coerente. Non è stato possibile migliorare ed adattare la squadra e quelli di oggi non sono tutti quelli che lui ha già allenato in passato. Un terzino, una mezzala ed un’ala destra in più erano i suoi obiettivi di mercato. Ha chiesto pazienza all’ambiente ma anche a se stesso. Ieri aveva un tono diverso rispetto alla rabbia del post Sassuolo. In tal senso mi è piaciuto molto, perchè ha fatto e detto quello che doveva dire e fare nella settimana che porta al derby.

Ieri Sarri ribadiva che serve maggiore iniziativa e coraggio negli ultimi 30 metri per aumentare il livello di pericolosità della fase offensiva. Ed ovviamente il riferimento è proprio ai quei ruoli che sono deputati per ottenre questo. La mezzala sinistra e l’ala destra. Mi chiedo come sia possibile che Noslin non dia segnali di maggior intraprendenza rispetto a questo Cancellieri. Poi, è chiaro, che il ridimensionamento tecnico è la premessa di tutto. E’ nei fatti essere passati da Luis Alberto, Anderson a questi giocatori. Aggrapparsi a Noslin non è normale, è ovvio che i ragionamenti di cambiamento si fanno sul materiale umano che c’è oggi. A Pedro non puoi chiedere di fare un lavoro sfiancante ed è ormai inutile parlare di cambio di modulo.

Al netto di questi difetti tecnici, la Lazio aveva il dovere di giocare una gara diversa contro un modesto Sassuolo. Va tenuto conto anche dello scarto di intensità ed atteggiamento da parte di giocatori che c’è stato rispetto al match con il Verona. In senso generale, anche io sono rassegnato all’idea di un ruolo marginale in questa stagione se non si migliora in quei due ruoli fondamentali. Se Vecino non gioca, Dele-Bashiru è questo qui, Cancellieri è questo qui e Isaksen non torna al meglio è dura”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, colpe società un alibi per i giocatori. E il club continua a non protestare per i torti arbitrali…”. Poi su Sarri “furibondo”… (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

Quella di ieri è stata una sconfitta gravissima ed inaspettata. Se perdi contro questo Sassuolo, la situazione è davvero pesante, un aggravante rispetto a quanto accaduto nella prima giornata con il Como. La Lazio ha perso contro una squadra modesta che lotterà per salvarsi. E’ impossibile non essere preoccupati. Credo che continuando a dare esclusivamente la colpa alla società, si rischia di creare un alibi fortissimo alla squadra. Ma stiamo vedendo come scendono in campo questi giocatori?

Se la Lazio ed il Sassuolo avessero lo stesso livello tecnico non saremmo così arrabbiati. Nonostante Cancellieri e Dele-Bashiru, l’ala destra e la mezzala sinistra, i due punti deboli della squadra, non si può sostenere questa tesi.

Responsabilità di Sarri? A me preoccupa più il suo atteggiamento che la questione tattica. Ieri era molto arrabbiato dopo la partita. Era furibondo e se ne è andato. Prendo atto della versione ufficiale del club, ma lui è andato via in macchina insieme a Fabiani. Un salto a casa l’avrà fatto, ma era soprattutto per sbollire la rabbia. Vorrei che lui per primo ci credesse in questa squadra. Lui ha fatto un grande gesto nell’accettare la situazione, ora è importante che sia lui il primo a caricare e spronare.

Poi, anche ieri, c’è la questione arbitrale che andrebbe analizzata. Non c’erano proprio i presupposti per cancellare quel cartellino rosso. L’intervento del calciatore del Sassuolo su Rovella era con il piede a martello. Non c’era nessun motivo per portare il Var ad intervenire per rettificare la decisione di Tremolada. Se dal club si continua a sostenere che non ci sono proteste formali per non dare alibi ai giocatori le cose non cambieranno mai”.