Come riportato da La Repubblica, l’arrivo del giapponese a parametro zero è stato un colpo di mercato apprezzato da critica e pubblico, solo che adesso l’ex Eintracht non gioca più. Da titolare a riserva fissa: Sarri lo aveva subito lanciato nel ruolo di mezzala destra, poi è diventato il sostituto di Luis Alberto (Celtic e Atalanta), neanche un minuto invece nelle ultime due partite. Lui non polemizza ma felice non è, ecco. «Ho il rammarico di non aver fatto giocare Kamada», ha detto Sarri dopo il ko con il Feyenoord. Le parole di stima del tecnico non confortano il centrocampista, contratto in scadenza a giugno (ci sarebbe un’opzione bilaterale per il rinnovo): ora spera di esserci lunedì sera contro la Fiorentina.
Pressione sbagliata, Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, in conferenza stampa dopo il match con il Feyenoord
Avete portato male la pressione? “Si è fatta male per tempi, per intensità, per continuità. Andando uno a 30 all’ora e l’altro piano piano, è normale che arrivassero da tutte le parti. Il problema è l’atteggiamento, di poca personalità. Sapevamo che sarebbe stata questa la partita, è difficile da digerire il primo tempo che abbiamo fatto. Il secondo gol non si può prendere, il primo era nell’aria. Ma il secondo no. È altrettanto evidente che quando ti pressano con questa intensità poi nei 20 minuti finali ti concedono qualcosa e così è stato. Se rimani in partita qualcosa ti concedono, ma quello che non mi è piaciuto è l’atteggiamento remissivo. Nel primo tempo siamo stati tutto fuorché una squadra di personalità”.
Squadra non pronta? “Noi in questa competizione siamo con l’acqua alla gola. Dobbiamo camminare in punta di piedi per non bere. Se diamo il 101% possiamo salvarci, altrimenti andiamo tremendamente in difficoltà”.
Perché non provare a vincere? “Noi parliamo degli aspetti consci, non penso che i ragazzi abbiano avuto meno voglia di giocare a calcio di altre sere. È meglio perdere un pallone per giocare in velocità che per toccarlo una volta in più. Son tutti aspetti inconsci, difficilmente ponderabili”.
Col senno del poi farebbe le stesse scelte? “Queste è una di quelle domande… Col senno del poi. Se cambierei qualcosa, non cambierei dove pensi te. Se penso di aver sbagliato la formazione? Mettiamola così, abbiamo perso 3-1 e quindi sì. Non è che si va analizzare una partita persa perché un calciatore era fuori sintonia”.
È preoccupato per questa sconfitta e per come è arrivata? “Sono preoccupato di un aspetto, del fatto che questa squadra, anche nelle partite che fa bene, ha 10 o 15 minuto di vuoto totale. Quello ti lascia un minimo di preoccupazione perché ci sono delle partite in cui hai dei vuoti li paghi cari”.
In queste situazioni il mister come può incidere? “Quelli che sono entrati dalla panchina non sono entrati male. Se trovi la chiave su come incidere in maniera totale, le partite le vinci tutte. Sulle problematiche collettive sono più difficili da leggere”.
Su Pellegrini… “In questo tipo di partite, con attaccanti offensivi, ho bisogno di difensori più applicati sulla fase difensiva. Anche se poi non è andata bene lo stesso”.
L’attitudine alla Champions è allenabile? “Io faccio fatica a capirle certe cose. Il carattere, che si giochi in Champions o altre competizioni, dovrebbe essere sempre lo stesso. Le partite sono partite. Capisco che ci sia più pressione della Champions… Ma questa competizione prevede questo tipo di situazioni e di avversari. Faccio fatica a capirlo. Mi sarebbe piaciuto di più perdere per eccesso di faccia di cazzo, mi sarebbe piaciuto di più come atteggiamento”.
Sulle scelte di Guendouzi e Castellanos… “Io sono stato criticato per aver fatto giocare sempre gli stessi, adesso vengo criticato perché ruoto troppo… mettetevi d’accordo. Li ho tenuti in panchina perché li avevo fatti giocare sabato sera. Poi contro una squadra del genere vai a scegliere la tecnica o la fisicità? Io ho più il rammarico per non aver fatto giocare Kamada. Se si esclude l’aspetto tecnico, forse era più una partita da Guendouzi. E Ciro non si può abbandonare. Se si fa giocare sempre Castellanos, Immobile non si riprende mai”.
Purtroppo una brutta Lazio, GIULIO CARDONE in diretta a ‘QUELLI CHE…’
“Purtroppo la Lazio non ha saputo capire il campanello d’allarme del gol annullato. O forse non aveva le risorse per farlo. E invece è arrivato l’uno-due che ha tagliato le gambe. Ieri ho visto qualche faccia tosta solo dopo il 3-1. Una serie di errori clamorosi, non mi è piaciuto nulla. Sono molto deluso. Spero che lunedì contro la Fiorentina la squadra ritrovi il passo.
Prima dell’inizio della partita ero molto perplesso dell’undici che Sarri aveva deciso di schierare. Troppi errori. Casale doveva rimanere fuori al posto di Patric, Guendouzi andava lasciato titolare e se decidi di far giocare Vecino, lo devi mettere davanti alla difesa per dare sostanza.
Una serie di scelte ieri totalmente sbagliate e la formazione ha il suo impatto sulla partita.
Sarri non è un grande motivatore, ma ieri questo aspetto mi sembra secondario: non serve l’allenatore per motivare i giocatori prima di una partita decisiva di Champions. Sulla preparazione della partita dal punto di vista tattico avrei qualcosa da dire. Aspettare magari un po’ più bassi per poi ripartire potrebbe essere una scelta che in certi casi vada fatta.
A me spesso capita che non piacciano le dichiarazioni di Sarri nel dopo partita perché spesso è troppo severo con i propri giocatori e anche ieri lo è stato. Anche i riferimenti all’acqua alla gola non mi piacciono perché dà sempre l’idea che la squadra non sia adeguata. Troverei una via di mezzo per comunicare gli stessi concetti…”
Con grinta, ritmo intenso e un predominio assoluto fin da subito, il Feyenoord batte la Lazio in Champions League. Lo afferma Il Messaggero, che continua scrivendo che anche Maurizio Sarri deve fare mea culpa per un atteggiamento un po’ snob.
L’esordio in Champions di Casale è da incubo – si legge -, e anche Rovella balla troppo il valzer, quando servirebbe il rock n’ roll. I cinque cambi di Sarri rispetto alla gara col Sassuolo creano scompiglio, l’antifona si capisce già subito. Il Feyenoord ha qualità nel palleggio, i biancocelesti attendono e fanno un pressing passivo, non di certo voluto. Anche i cambi dalla panchina danno poco.
I difetti riemergono quando la fase horror sembrava superata: manca personalità, con la paura che crea un blocco psico-fisico. Gli olandesi hanno i boccali di birra, ma ad ubriacarsi è la Lazio – rincara la dose il quotidiano -.
Siamo timorosi, Maurizio Sarri ai microfoni di SkySport al termine del match:
“Abbiamo fatto un primo tempo timorosi, anche a giocare, impauriti dalla loro aggressività e pressione. Quando abbiamo preso il primo gol era nell’aria e ci poteva stare, il secondo gol no. Il primo tempo potevamo chiudere sull’1-0, anche se loro il 2-0 se lo meritavano. I dati alla fine non sono così grandi. Il primo tempo non mi è piaciuto, ma sapevamo quello che ci aspettava, pensavo a un atteggiamento molto più di personalità. Ho visto timore a giocare la palla, noi siamo andati in apprensione e poi sbagliavamo. Ho visto una differenza di carica emotiva e nervosa notevole. Chiaro, loro hanno tre o quattro giocatori con una gamba di altissimo livello, noi no. C’è molto da lavorare su tutti e 100 metri di campo. Il pressing fatto con quella intensità non ha senso, stavamo sbagliando tutto perché li facevamo tornare dentro al campo. Negli ultimi 25/30 minuti abbiamo fatto qualcosa pìu di loro. Ora abbiamo due partite in casa e bisogna cercare di sfruttarle il più possibile e poi vediamo la classifica. In un girone di 6 partite se ne perdi una è problematica. La strada ancora lunga, speriamo di riuscire a risistemarla, ma se l’atteggiamento è questo non ce la facciamo. O diamo il 101% o facciamo tanta fatica a starci, siamo con l’acqua alla gola”.
ALBERTO ABBATE (Il Messaggero) in collegamento a ‘NMM’!
“Per la seconda volta consecutiva in Champions, l’avvicinamento alla gara in trasferta è stata complicata dai ritardi. Ieri Sarri era particolarmente nervoso, quando è arrivato in conferenza stampa fremeva perché doveva ancora svolgere la riunione tecnica. Era nervoso, ci tiene molto alla gara di questa sera per il percorso in Europa e per gestire meglio gli impegni in campionato. Ieri ha detto che non sarà una gara decisiva, ma la sta vivendo davvero come una finale. Siamo a poche ore dal fischio d’inizio, ma ancora non emergono indicazioni precise sulle scelte di formazione.
Dal ritorno di Immobile come titolare al ballottaggio in difesa tra Patric e Casale, tutto è ancora possibile. Se fosse stata una gara come un’altra, sarebbe scontato rivedere il centrocampo di Champions con Kamada e Vecino, ma non ci sono certezze. Ieri il tecnico ha confermato che Immobile non abbia 90′ sulle gambe, la sensazione è che partirà dall’inizio con Castellanos che nell’ultima parte può aggiungere la sua brillantezza e la sua cattiveria. Guendouzi è l’emblema della cosiddetta faccia da c***o di cui ha parlato Sarri in sala stampa, ma potrebbe anche partire dalla panchina.
Se dovessi abbozzare una probabile formazione dire Provedel in porta, Marusic ed Hysaj terzini con Patric al fianco di Romagnoli. A centrocampo non credo rinuncerà a Rovella in mezzo con Vecino e Luis Alberto intermedi. In attacco Anderson, Immobile e Zaccagni.
Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, in conferenza stampa dallo stadio di Rotterdam De Kuip, alla vigilia di Feyenoord-Lazio di Champions League:
Feyenoord avversaria principale per il passaggio del turno al De Kuip? “Noi abbiamo fatto belle partite, non solo a Reggio Emilia. Il Feyenoord non ha niente in meno dell’Atletico Madrid. Sta segnando con una continuità pazzesca: dallo scorso anno quando hanno perso a Roma non hanno più perso per 22 partite. Erano già difficili da affrontare lo scorso anno e quest’anno forse sono anche migliorati”.
La trasferta è stata vietata ai tifosi della Lazio. “Quando si pagano le forze dell’ordine e vengono prese queste decisioni non capisco perché si pagano. Le pene collettive non hanno senso, ognuno ha le proprie responsabilità. Se qualcuno sbaglia prende 5 anni di daspo e stop. Come si fa a vietare una trasferta a una famiglia?”.
Che gara sarà? L’anno scorso avete giocato qui… “Questa è una partita diversa. Se bastasse l’esperienza si va quattro volte a Barcellona e la quinta si vince. Sappiamo quello che ci aspetta, noi dobbiamo avere una ferocia come approccio per non subire. Dovremo essere bravi a soffrire per poi creare le possibilità così come abbiamo fatto lo scorso anno. Sofferenza collettiva e cattiveria a livello mentale”.
Le recenti interviste di Immobile? “Non so di che stai parlando, sinceramente non leggo niente di quello che i tifosi dichiarano. Mentalmente l’ho visto abbastanza bene, fisicamente ha fatto tre settimane senza allenarsi: ora si sta allenando da 4-5 giorni e non può essere al 100%, né è spendibile per 90 minuti. Però mentalmente l’ho visto bene
Striscione contro di te al De Kuip? “Meglio che offendano che tirino il piscio come lo scorso anno”.
Cosa ci vuole per giocare questo tipo di partite?Le scelte di formazione? “Tanti hanno la faccia giusta per giocarla, vedremo domani chi scegliere. Adesso si può scegliere con serenità, le ultime due partite le abbiamo vinte con i cambi. In questo momento abbiamo tanti calciatori affidabili. Questo non vuol dire garanzie su prestazioni e risultato, io li vedo tutti i giorni e si può scegliere in modo abbastanza sereno”.
Faccia tosta e cattiveria, ha chiesto questo Maurizio Sarri ai suoi, prima della sfida di stasera contro il Feyenoord in Champions League. La Lazio ha bisogno di un altro risultato positivo e per farlo serviranno cuore, gambe e nervi ben saldi. I biancocelesti troveranno infatti un ambiente caldo e difficile al “De Kuip”. Tutto già sperimentato lo scorso anno.
Sarri e quel precedente con i tifosi olandesi…
“Meglio che offendano piuttosto che tirino il pi… come lo scorso anno” ha detto Sarri nel pre partita, così come lo disse proprio la scorsa stagione al termine della stessa sfida, ma in Europa League. Un lamento che ancora ricordano i dirigenti del club di Rotterdam, che per l’occasione, hanno installato una rete di protezione dietro la panchina della Lazio. Servirà a qualcosa? Chissà…