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Lazio-Atromitos, i convocati di Sarri: out in cinque

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha diramato la lista dei convocati in vista della sfida contro l’Atromitos (ore 20:00). 

Portieri: Furlanetto, Mandas, Provedel; 

Difensori: Gila, Hysaj, Lazzari, Marusic, Nuno Tavares, Pellegrini, Provstgaard, Romagnoli; 

Centrocampisti: Basic, Cataldi, Dele-Bashiru, Guendouzi, Rovella; 

Attaccanti: Cancellieri, Castellanos, Dia, Noslin, Pedro, Zaccagni. 

Belahyane, Vecino e Isaksen continuano da effettuare il loro lavoro atletico personalizzato, mentre Gigot e Patric proseguono i rispettivi programmi di recupero dagli infortuni al Training Center S.S. Lazio.

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Burnley-Lazio 0-1 (75′ Cencellieri)

Burnley-Lazio, penultima amichevole prima dell’inizio della nuova stagioe. Dopo la vittoria in extremis con l’Avellino, la sconfitta di misura col Femerbache e il pareggio per 2-2 contro il Galatasaray, gli uomini mi Maurizio Sarri fanno tappa in Inghilterra. A circa 50 chilometri da Manchester, il Burnley dell’ex Tchaouna attende la Lazio. Parecchie assenze per il tecnico toscano: Gigot, Patric, Vecino, Belahyane.

PRIMO TEMPO – Sarri conferma praticamente in blocco la formazione schierata contro il Galatasaray, con le eccezioni di Provedel e Dia, che guida l’attacco. Marusic, quindi, nuovamente centrale al fianco di Romagnoli. In un silenzioso Turf Moore, i tifosi laziali si fanno sentire. Al 4′ Cancellieri spara alto dopo uno scambio con Guendouzi. La ricerca del palleggio e degli inserimenti è la costante, la pressione spesso senza i tempi giusti. Al 14′ ammonito Lazzari, che reagisce ad un intervento deciso di Hartman (ex Feyenoord, vecchia conoscenza della Lazio). E’ proprio sulla fascia sinistra però, che il Burnley costruisce i blandi pericoli della prima mezz’ora. Anthony impegna Provedel al 18′. Ben più complesso l’intervento dell’estremo biancoceleste al 25, sul piatto di Laurent dal limite e un minuto dopo su Cullen. La Lazio senza possesso palla, finisce per regalare un’infinità di palloni all’avversario affidandosi al lancio lungo. Se con il Galatasaray gli spazi non mancavano, anche per la linea alta dei turchi, in Inghilterra la Lazio riscopre le fatiche di attaccare una difesa schierata. 33′, Rovella non spaventa su calcio di punizione ed è appena la seconda conclucione verso lo specchio della prima frazione. Al 39′ gli iglesi pescano la traversa sul cross del solito Anthony ed ennesima lettura passiva della retroguardia. L ‘ultima ‘emozione’ del primo tempo è la torsione in area di Dia, che non riesce a correggere verso la porta un cross in corsa di Lazzari.

SECONDO TEMPO – La ripresa si apre con una difesa quasi completamente rivoluzionata. Dentro Pellegrini, Gila e Provstgaard e fuori Lazzari, Romagnoli e Tavares, con Marusic che torna terzino a destra. Immediato pericolo sul primo corner degli inglesi, seconda traversa scheggiata. Proteste laziali (giocatori molto nervosi). Al 47, calcio di rigore per la Lazio: Dia atterrato, lanciato in porta su un amnesia del Burnley in crostuzione ed un recupero alto della Lazio. Zaccagni dal dischetto opta per una soluzione centrale, Hladky intuisce e nega il vantaggio ai biancocelesti. 58′, la mutazione continua: dentro Cataldi, Mandas, Pedro, Hysaj e Castellanos. Guendouzi, Dele-Bashiru e Cancellieri restano gli unici in campo dal 1′. Proprio Cancellieri sfiora il vantaggio, impattando bene di testa su corner di Pellegrini al 61′. Al 64′ buona traccia verticale di Cataldi, ma il Taty non riesce a correggere in maniera pericolosa per l’estremo inglese. Al 75′ la Lazio passa: gran giocata di Dele-Bashiru che protegge il pallone e lancia Pedro, che a sua volta imbecca il 22 in contropiede. Piattone sinistro e Lazio avanti. Basic e Noslin rilevano Dele-Bashiru e lo stesso Cancellieri. 86′ Castellanos impegna l’estremo inglese con un buon colpo di testa, su assistenza di Noslin dal lato opposto. Ci sono spazi adesso, la Lazio prova ad approfittarne, ma il risultato finale è 1-0, con la firma di Cancellieri.

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AMICHEVOLI

Burnley-Lazio, formazioni ufficiali: Marusic parte centrale, confermato Rovella. Dia guida il tridente

Burnley-Lazio è il quarto appuntamento con le amichevoli estive per i biancocelesti. Dopo la vittoria in extremis con l’Avellino, la sconfitta di misura col Femerbache e il pareggio per 2-2 contro il Galatasaray, gli uomini mi Maurizio Sarri fanno tappa in Inghilterra. A circa 50 chilometri da Manchester, il Burnley dell’ex Tchaouna attende la Lazio. Parecchie assenze per il tecnico toscano: Gigot, Patric, Vecino, Belahyane.

Formazione ufficiale Lazio, 4-3-3: Provedel; Lazzari, Marusic, Romagnoli, Tavares; Guendouzi, Rovella, Dele-Bashiru; Cancellieri, Dia, Zaccagni. A disp.: Mandas, Furlanetto, Provstgaard, Ruggeri, Gila, Hysaj, Pellegrini, Cataldi, Basic, Noslin, Pedro, Castellanos. All.: Sarri. 

Burnley, 4-2-3-1: Hladky; Walker, Esteve, Ekdal, Hartman; Laurent, Cullen; Sonne, Mejbri, Anthony; Foster. A disp.: Weiss, Worrall, Bruun Larsen, Edwards, Tchaouna, Pires, Koleosho, Barnes. All.: Scott.

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Lazio, Fabiani: “Non cederemo nessuno, attendo indicazione da Sarri sui tagli. Ferie? Non devo rendere conto…”

La Lazio torna oggi a Formello per la ripresa degli allenamenti, in vista della partenza di venerdì per l’Inghilterra, dove i biancocelesti affronteranno il Burnley. Intanto, nel mondo Lazio tiene banco una nuova polemica: nel mirino dei tifosi è finito il direttore sportivo Angelo Fabiani, assente durante la recente trasferta in Turchia e protagonista delle critiche dei tifosi biancocelesti. Sui social network sono comparsi commenti ironici che ne mettono in dubbio l’operatività, spingendo molti a chiedersi che fine avesse fatto il dirigente Fabiani ha voluto chiarire la situazione ai microfoni de Il Tempo: “È vero, sono stato lontano per festeggiare il mio compleanno con la famiglia. Se poi qualche accattone non ha questi valori, peggio per lui: io non devo rendere conto a nessuno. Peraltro, da tanti anni non conosco il significato della parola ferie. Mercato? Ribadisco che non cederemo nessuno, ora attendo solo indicazioni da Sarri sui giocatori che resteranno fuori dalla lista”

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Lazio, destino Tavares: quel blocco dal sapore di svolta

Il destino un giocatore, a volte, è appeso a un filo, a una porta che si chiude un istante prima del suo passaggio. È la storia di Nuno Tavares alla Lazio, un racconto di “sliding doors” che ha trasformato un addio quasi certo in una permanenza forzata, e ora potenzialmente trionfale. Data la scarsa compatibilità iniziale con lo stile di gioco del “Comandante” Sarri, la sua cessione sembrava l’unica conclusione logica.

La società biancoceleste si era mossa d’anticipo, quasi programmando la sua partenza. A fine maggio, la Lazio aveva esercitato il riscatto dall’Arsenal non tanto per blindare il giocatore, quanto per posizionarlo strategicamente sul mercato, pronta ad ascoltare offerte durante la mini-finestra di mercato (1-10 giugno) legata al Mondiale per Club. L’intuizione si rivelò corretta: l’Al-Hilal, spazientito dai tentennamenti per Theo Hernández, si fece avanti con un’offerta concreta da 35 milioni di euro.

Da Formello, però, arrivò un “no” che sorprese molti. Rifiutare una cifra simile per un giocatore in cima alla lista delle partenze sembrava una scelta clamorosa. La verità, tuttavia, risiedeva in un ostacolo insormontabile: il blocco del mercato imposto dalla Covisoc. Il muro eretto dal presidente Lotito a quel punto non era più una scelta, ma una necessità. Perdere un terzino sinistro del calibro di Tavares, capace di fare la differenza in Serie A (già 8 assist nelle prime dieci giornate della scorsa stagione), senza la possibilità di acquistare un sostituto, sarebbe stato un dramma sportivo. Lo riporta Il Messaggero.

Così, l’interesse manifestato a più riprese da top club come Inter, Juventus e Milan — con i rossoneri in pressing a maggio prima di virare su altri obiettivi come Estupiñán — è evaporato di fronte a una porta chiusa non dalla Lazio, ma dalle contingenze. Quel blocco ha cambiato tutto, costringendo il club e il giocatore a un nuovo inizio che, oggi, profuma di seconda occasione.

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Lazio, test di fuoco in casa Gala: altra prova generale per Provstgaard

Galatasaray-Lazio sarà un test ancora più probante rispetto a quello con il Fenerbahce. I biancocelesti affronteranno una squadra forte, rodata e piena di entusiasmo. Sarà una prova di fuoco quella di Istanbul, con Sarri che si sta togliendo tutti i dubbi in vista dell’inizio del campionato.

Come riporta il Corriere dello Sport stamane, quella contro i turchi sarà una partita che fornirà già indicazioni importanti. “Solo il Gala” è lo slogan che è diventato virale tra i tifosi turchi dopo le parole di Osimhen al suo arrivo in aeroporto, mentre i biancocelesti lo hanno fatto loro per dirottare tutte le energie e le attenzioni di questo momento sul match contro i campioni di Turchia.

Sarà una sfida difficile, in un ambiente che si preannuncia infuocato, e Sarri in partenza si affiderà al 4-3-3. Vista l’assenza di Romagnoli in campionato per le prime due giornate (squalifica), il mister sembra orientato a rischierare ancora una volta la coppia centrale formata da Gila e Provstgaard. Entrambi stanno convincendo, ma Romagnoli resta una pedina centrale nei piani del tecnico.

Il centrale danese ha ricevuto parole di stima, elogio e considerazione da parte di mister Sarri, e questo sicuramente gli ha dato ancora più fiducia e stimolo per fare bene.

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Lazio, cambio di modulo in vista? Le possibili scelte di Sarri

Bene dietro, decisamente da migliorare davanti: Sarri studia il modulo per creare più occasioni da gol.

I quattro di difesa sono sicuri con Sarri, imprescindibile questo assetto dietro per il tecnico della Lazio, davanti però qualche novità potrebbe essserci rispetto al classico, solito, 4-3-3 del Comandante.

Stando a quanto riporta La Gazzetta dello Sport, l’allenatore toscano potrebbe passare al 4-3-1-2, modulo provato anche nei primi giorni di preparazione a Formello. L’obiettivo è chiaro: provare a creare più occasioni da gol.

Il passaggio al 4-3-1-2 potrebbe garantire una manovra più fluida e incisiva, senza creare problemi in fase difensiva. In questo schema, evidenzia il quotidiano, il ruolo chiave sarà quello del trequartista: Sarri immagina lì Zaccagni, ma anche Pedro, Vecino o Dele-Bashiru. Il vantaggio più evidente del nuovo modulo sarebbe la possibilità di schierare insieme Castellanos e Dia.

Tuttavia, non è escluso che l’allenatore possa alternare le due punte, inserendo un secondo attaccante come Pedro o magari Cancellieri.

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Lazio, Sarri alla ricerca del gol: Dia e Taty, le gerarchie potrebbero cambiare

Allarme gol in casa Lazio: la difesa appare solita, davanti c’è da fare qualcosa.

Pochi gol, ma soprattutto poche le occasioni create: Sarri riparte dalla difesa, che effettivamente già appare piuttosto solida, ma ancora non ha avuto risposte davanti.

La squadra crea poco, le punte sono isolate. Contro la Primavera, ricorda il Corriere della Sera, hanno segnato Pedro, Cancellieri e Basic, con l’Avellino, neo-promosso in B, il gol è arrivato solo su rigore (calciato da Guendouzi). Nessuno è invece riuscito a segnare contro il Fenerbahce.

Domani, contro il Galatasaray il reparto offensivo sarò sotto osservazione, al punto che il tecnico sta pensando anche di cambiare modulo e passare dal 4-3-3 al 4-2-3-1, proprio come fece Baroni un anno fa.

Specie Castellanos preoccupa, si legge; in queste prime partite sembra isolato e si sta innervosendo. In campo sbraccia, sbuffa, discute. Sente la pressione, benché si tratti di amichevoli. Ora, conclude il quotidiano, Taty rischia di farsi superare nelle gerarchie da Dia, che già domani col Gala potrebbe soffiargli il posto.

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Lazio, ora il Galatasaray di Osimhen: all’Ali Sami Yen sarà una bolgia

La Lazio sfiderà il Galatasaray nel secondo appuntamento turco, sabato 2 agosto alle ore 20.00. La prima uscita, contro il Fenerbahce, è costata una sconfitta, per cui ora i ragazzi di Sarri cercheranno di invertire la tendenza nel match contro Osimhen e compagni. L’atmosfera sarà infuocata. Gli spalti dello stadio Ali Sami Yen saranno completamente gremiti. Questo è quanto raccontano dalla Turchia e molto probabilmente questa sarà l’atmosfera che accoglierà i biancocelesti nella seconda uscita in terra turca. Più che un’amichevole, sembra l’anticipazione di una sfida di coppa.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘QUELLI CHE…’ – Cardone: “Lazio, bene dietro e male avanti. Soffre l’assenza di un ‘dieci’, Rovella certezza anche per Sarri” (AUDIO)

GIULIO CARDONE (La Repubblica) in collegamento a ‘QUELLI CHE…’

“Pensavo che la Lazio avrebbe avuto molto più problemi contro la squadra di Mourinho ed in quell’ambiente così caldo. Ho visto spirito di gruppo, capacità di reggere l’urto, tono agonistico. Dal punto di vista tecnico-tattico è la classica situazione da bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Bene nell’organizzazione difensiva, male nella fase offensiva. La Lazio soffre tanto l’assenza di un numero dieci, un rifinitore che inventa la giocata, ma anche di un’ala che salti l’uomo alla Felipe Anderson.

Cancellieri ieri è andato molto male. Lui come velocità ed esplosività muscolare è giocatore interessante, ma a livello tattico, in termini di personalità e nell’efficacia fa molta fatica. Il titolare in quel ruolo è Isaksen, lo abbiamo capito ancor di più vedendo l’ex Parma. Il destino di quella fascia vedrà uno staffetta tra Isaksen e Pedro, è inevitabile.

Il tema del giorno riguarda quanto Rovella faccia fatica con il sistema di Sarri. Io confuto tutto, pur ammettendo che Cataldi ha caratteristiche ideali per questo modo di giocare, lui deve giocare, si parte da lui titolare. Poi il resto riguarda anche la sua crescita nell’interpretazione del ruolo. Quello che ho saputo è che, a prescindere dal ruolo, Rovella con Sarri giocherà sempre. Che sia da vertice basso o da mezzala, anche il progetto del tecnico toscano parte da lui. Questa non è una grande squadra, ma una buona squadra che ha bisogno di certezze. Rovella è uno di queste.

Tavares ieri alti e bassi, ma comunque sia segnali importanti. Ho visto bene anche Gila e Provstgaard, mentre Zaccagni si sta impegando a ritrovare la migliore condizione atletica. Bene, nelle circostanze in cui è stato chiamato in causa, Provedel“.