Da enigmista a enigma Sow in due giorni di rebus e colpi di scena. Alla fine oggi può ancora arrivare la fumata bianca, la Lazio spingeva forte ieri sera, ma la vicenda resta ingarbugliata. Apparentemente per un improvviso voltafaccia del 26enne svizzero dell’Eintracht attratto dal calore di Siviglia. In realtà c’è molto altro dietro la trama. Partiamo da mercoledì sera a mezzanotte e mezza: «Sto ancora aspettando i documenti, che abbiamo spedito a Francoforte stamattina», le parole di Lotito con assoluta tranquillità. Manca solo la firma del centrocampista per fissare la data (oggi o domani) delle visite mediche in Paideia.
Eppure dalle prime ore di ieri mattina cominciano ad arrivare sirene inquietanti dalla Germania: Djibril non ha ancora chiuso con la Lazio, può andare in Andalusia. La società biancoceleste conferma il possibile inserimento del club spagnolo, tra l’altro già in lizza per Sow da giorni insieme al West Ham, ma ostenta tranquillità sulla parola data dall’entourage. Improvvisamente succede qualcos’altro che complica ulteriormente la telenovela: Sow ha remore sull’addio alla Bundesliga e Sarri non ha ancora digerito che martedì pomeriggio Lotito abbia proceduto all’acquisto di Sow e glielo abbia comunicato in serata ad affare fatto con una telefonata di Picchioni, un quarto d’ora dopo la prima chiamata senza risposta. L’uomo mercato di Maurizio ha quasi scarabocchiato quel nome a inizio giugno, fra le occasioni a scadenza a piè di lista. Non se ne è mai parlato davvero prima.
LA RABBIA
Sow è forte, è un affare e va chiuso. Può giostrare anche da mezz’ala e, se escono Basic e Marcos Antonio, si può andare ancora su Ricci del Torino. La società prova così a tranquillizzare il tecnico, che non è irritato per principio, ma perché sa che il budget biancoceleste è sempre più ridotto dopo l’acquisto di Castellanos e vanno spesi 14 milioni più 2 di bonus per Sow, che ha pure esperienza da Champions, ma ha quasi sempre giocato a due nel 3-4-2-1 e non può essere una priorità nel suo centrocampo. Ne servono 20 più bonus per Ricci, Sarri preferirebbe lì uno sforzo o su un top (Zielinski rinnovo permettendo) e prova sino all’ultimo a bloccare tutto. Poi però Lotito lo convince al telefono e riparte lo scambio di documenti nel pomeriggio. Sow deve dire sì, ma Maurizio non ha certo alzato la cornetta per convincerlo dopo aver minacciato addirittura di andarsene se il resto del mercato verrà condotto ancora in questo modo.
PUNTI CARDINE
Oggi Sarri andrà diretto insieme al figlio (accorso in ritiro) a Castelfranco, forse domenica sera si consumerà un vertice con Lotito. Ci sono variabili personali in mezzo all’appuntamento, ma il tecnico vuole un faccia a faccia col patron a Formello in cui fissare tutta una serie di punti per un serafico proseguimento. Non è soltanto un discorso legato ai ritardi sui rinforzi, anche se aspetta ancora di essere accontentato almeno su uno dei suoi 5 nomi (Berardi in assoluto), e conferma un altro no a Politano. Manca ancora un ds ufficiale, non c’è una figura di riferimento né di raccordo fra la società e il gruppo. Ancora non c’è un nuovo capo nella comunicazione e Rao è sempre più defilato. Bisogna fare il salto in Champions, mica nel vuoto. Il Messaggero