Il derby è alle porte. Sabato alle ore 18.00, in un Olimpico verso il tutto esaurito, andrà in scena il centosessantesimo confronto fra le due squadre in Serie A. La Lazio è imbattuta complessivamente da 4 derby, compreso quello deciso da Zaccagni (ultimo confronto, in Coppa Italia, valido per i quarti di finale). Sarà la squadra giallorossa ad ospitare, il 6 novembre 2022 decise Felipe Anderson. In Serie A, solo una volta la Lazio si è imposta in due stracittadine esterne di fila. E’ accaduto nelle stagioni 1972-1973 e 1973-1974. 12/11/72, Roma-Lazio 0-1 (35′ Nanni) e 31/03/74 Roma-Lazio 1-2 (47′ D’Amico, 51′ Chinaglia).
Ci sono anche i precedenti d’inizio anni cinquanta. 15/10/50 Roma-Lazio 0-1 (71′ Flamini) e 22/03/53 Roma-Lazio 0-2 (55′, 58′ Puccinelli). Nel mezzo, annata 1951-1952, la Roma disputò però un campionato di Serie B.
“A me con la maglia della Lazio è mancata la possibilità di giocare gare di questo livello, come quella di domani con il Bayern Monaco. La mia era una società povera dal punto di vista economico, sarebbe stato magnifico poterlo fare ma non è stato possibile. Mi tengo quello che è stato e quello che ho fatto. Nei miei anni di Lazio, partite di grande spessore ce ne sono state poche, abbiamo vissuto degli anni in cui lottavamo sempre per una classifica tranquilla. Con Vinicio siamo andati in Coppa Uefa, quello fu il massimo.
Ho seguito con costanza il Bayern Monaco ultimamente, guardandoli giocare ho notato elementi di vulnerabilità. Dal punto di vista del gioco sono in difficoltà, vederlo secondo in classifica a cinque punti dalla prima fa effetto. Nelle ultime 4-5 gare, anche quando hanno vinto hanno avuto difficoltà. Forse hanno sbagliato la preparazione invernale, ora sembrano sulle gambe. Gli unici all’altezza della condizione mi sembrano Sane e Musiala. Poi è vero che la Champions ti restituisce molte motivazioni, ma se la Lazio fa una prestazione simile a quella con l’Atletico a Roma può giocarsela. Ci sono i presupposti per trasformare le difficoltà in una serata storica, almeno per giocarsela alla pari nella gara di andata. Parto dal concetto che vorrei sempre affrontare una squadra che vive un momento negativo, poi è chiaro che loro hanno dei campioni che possono trovare il guizzo in qualsiasi momento. Detto questo, mi sempre il momento migliore per affrontarli.
Dal punto di vista tattico mi auguro che la Lazio possa essere brava a stare compatta, attenta per poi colpire negli spazi. Loro questo piano partita lo soffrono. Serve concentrazione in fase difensiva, capacità di soffrire per rubare palla e ripartire”.
“Una notizia che ci ha colpito. Pino era un uomo sano e coinvolto nella sua lazialità. Resta un vuoto grande, non ci rendiamo ancora conto quanto ci mancherà. Tanto duro in campo, tanto buono fuori. Era sempre il primo a presentarsi ad eventi e forum, anche del nostro giornale. Ricordo quando nel 2014 mi chiamò, stava costruendo una delle notti più belle della storia della Lazio. Aveva bisogno di un contatto con Mancini, non fu difficile accontentarlo. Da quella volta ci sono stati più contatti, penso che il suo grande rimpianto resterà sempre non aver potuto essere partecipe alla Lazio di oggi. Sarebbe stato un bel tramite con i tifosi, ma resta uno dei più grandi laziali di sempre. La manifestazione Di Padre in Figlio sarà irripetibile e questo lo dobbiamo a lui”
Giulio Cardone ricorda Pino Wilson
“E’ entrato nella leggenda in modo definitivo. Mi emoziona tanto l’idea ce venga seppellito a Prima Porta on Maestrelli e Giorgio. Questo rende l’idea, il senso della famiglia di quella squadra. E’ una cosa unica del calcio mondiale. Pino sarà per sempre con loro, tutti ne sono colpiti, anche chi non è laziale. E’ il senso di tutto. Mio papà quando ero piccolo mi chiedeva come potevo non essere della Lazio, mi diceva che sarebbe stato impossibile resistere perchè piano piano ti entra nel cuore. Era un profezia la sua.”