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CALCIOMERCATO

Lazio-Torino, passi in avanti per lo scambio di prestiti: si ragiona sulle cifre dei riscatti

Come riportato dal Corriere dello Sport, la Lazio e il Torino hanno registrato l’apertura definitiva di Ivan Ilic e Noslinallo scambio che potrebbe concretizzarsi nel mercato di gennaio. Entrambi i giocatori hanno dato disponibilità al trasferimento, e le società stanno ora valutando formule e prezzo dei rispettivi riscatti.

Sarri ha individuato in Ilic la mezzala ideale per rinforzare il reparto, mentre Baroni vede in Noslin l’attaccante giusto per ridare profondità e soluzioni offensive al suo Toro. Ilic, dopo una stagione sottotono e un ruolo mai realmente decollato a Torino, accoglierebbe con entusiasmo la possibilità di rilanciarsi alla Lazio. Lo stesso vale per Noslin, che sotto la guida di Baroni a Verona aveva espresso una delle versioni migliori del suo calcio.

Le due società sono entrate nella fase operativa: si studia la formula del prestito con riscatto, valutando cifre considerate “ragionevoli” per entrambi. Per Ilic si ragiona su un’operazione da circa 15-16 milioni, mentre per Noslin la stima è leggermente inferiore, con un valore che ruota intorno ai 12 milioni. L’arrivo del centrocampista permetterebbe a Sarri di ampliare le rotazioni con un profilo tecnico e già pronto, mentre lo sbarco di Noslin consentirebbe al Torino un upgrade nel reparto avanti.

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CALCIOMERCATO RASSEGNA STAMPA

Lazio, scambio Noslin-ilic: i due club al lavoro, manca l’ok di Baroni

La Lazio sta attendendo, con trepidazione, la sentenza della nuova commissione. In seguito a quella pronuncia, si saprà che tipo di mercato sarà possibile fare a gennaio. Se i biancocelesti avranno rispettato il parametro dell’indice del costo del lavoro allargato avranno la possibilità di muoversi liberamente. Altrimenti, saranno costretti a farlo a saldo zero. In entrambi i casi, comunque, alcune cessioni saranno necessarie. Nelle ultime ore, sta prendendo quota l’ipotesi di uno scambiocon il Torino per un centrocampista che piace a Sarri. In particolare, la Lazio si priverebbe dell’attaccante Tijani Noslin per arrivare al centrocampista Ivan Ilic

L’edizione odierna del Corriere dello Sport riporta quelli che sarebbero i dettagli dell’operazione. Si tratterebbe di uno scambio di prestiti fino a giugno, lasciando così alle società la possibilità di rivalutare i giocatori. Gli ingaggi dei giocatori sono molto simili e, perciò, non rappresenterebbero un problema: Noslin percepisce 1,6 milioni a stagione, mentre Ilic “solo” 1,5. E se l’apprezzamento di Sarri per il centrocampista sera è indubbio e noto, al contrario è ancora da accertare l’eventuale approvazione dell’operazione da parte di Baroni.

A detta del Messaggero, a Formello si starebbe pensando a un possibile scambio con il Torino che riporterebbe Tijjani Noslin al servizio di Marco Baroni e Ivan Ilic nella Capitale. Il trasferimento dell’esterno olandese in granata potrebbe permettere almeno di rientrare della spesa o, addirittura, di piazzare una plusvalenza, consegnando contemporaneamente all’allenatore quel giocatore che sta cercando per rinforzare il centrocampo.

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CALCIOMERCATO

Mercato di gennaio: ore decisive per un obiettivo della Lazio

Quello che potrà fare la Lazio nella sessione estiva di mercato è ancora un mistero. Come riferito più volte dal ds biancoceleste, però, i radar di Formello sarebbero sempre attivi.

Tra gli obiettivi della Lazio sarebbe tornato il centrocampista serbo, Ivan Ilic. Ventiquattro anni compiuti a marzo, contratto in scadenza 2027, l’ex Verona ha subìto un brutto infortunio nell’ultimo match giocato con la Serbia, sconfitta in Inghilterra. Il calciatore ha lasciato il campo dolorante, la prima diagnosi parla di distorsione al ginocchio sinistro.  

Al termine della gara, sullo stop del granata si è espresso il ct serbo, Veljko Paunovic. “Ilic ha sentito qualcosa rompersi, ha sentito uno schiocco. È vero che il suo ginocchio non è gonfio, ma le prime impressioni non sono buone. Ne sapremo di più dopo la risonanza magnetica”. La risonanza è stata effettuata ieri sera in Serbia, lo staff sanitario della nazionale è ovviamente in continuo contatto con quello del Torino.

Ilic nelle ultime tre giornate è stato utilizzato da Baroni da vertice basso del centrocampo a tre nel 3-5-2 del tecnico toscano. Il centrocampista, già due anni fa era nel mirino di Sarri. Proprio il suo scarso impiego negli ultimi due anni fa sembrava aver riacceso l’interesse dei biancocelesti. Le prossime ore saranno quindi decisive, sia per il futuro del giocatore a Torino, sia per un eventuale trasferimento nella sessione invernale di mercato.

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CALCIOMERCATO

Lazio, per il centrocampo torna di moda Ilic: è ai margini del progetto Torino

Non si sa ancora che tipo di calciomercato potrà fare la Lazio a gennaio, sta di fatto che qualcosa a Sarri bisognerà dare. Tra i pochi nomi che stanno circolando, uno degli ultimi sul taccuino di Fabiani – e dello stesso tecnico – sarebbe quello di Ivan Ilic del Torino. Lo riporta questa mattina Il Messaggero, sottolineando che il 24enne centrocampista serbo è ormai ai margini del progetto tecnico di Marco Baroni.

Già in passato, Sarri aveva proposto il suo nome per aggiungere al proprio centrocampo un profilo di buona qualità e con margini di crescita. I tanti infortuni, poi, hanno bloccato l’ascesa dell’ex Hellas Verona: ora, complici anche alcune incompresioni con l’ex tecnico biancoceleste, Ilic è chiuso dai vari Casadei, Aslani, Gineitis ed Anjorin. Una traccia da seguire in ottica gennaio.

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DICHIARAZIONI

Lazio, Sarri: “Senza mercato e tanti infortuni, non solo io devo avere pazienza. Mi adeguo alle caratteristiche della squadra”

Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, ai canali ufficiali del club biancoceleste:

“Feroce giramento. A volte non mi fa estremamente piacere. Bisogna essere molto razionali e avere idea di cosa ci è successo, al di fuori delle sensazioni esterne e al di dentro. In questo momento non voglio essere né pessimista né ottimista, essere realisti e andare di conseguenza. Potevamo vincere e nel finale potevamo perderla. Aspetto positivo? Il carattere e venire a capo di una situazione difficile alla fine. Ma quando ti mancano 8-9 giocatori è complicato. Tutte le altre squadre si sono rinforzate, noi non abbiamo potuto farlo e abbiamo fuori tanti giocatori.

Vecino non ha mai giocato, Rovella una sola partita in condizioni fisiche buone. Patric fuori per un’operazione, Romagnoli squalificato, Pellegrini infortunato, Isaksen con una malattia che non ce lo ha mai fatto utilizzare. Problematiche enormi. Ma non devono essere considerate un alibi. Partite accettabili. Dobbiamo fare un plauso a Basic che ci ha fatto due partite di buon livello, e vedere aspetti positivi della situazione.

La nostra prestazione migliore è stata contro la Roma. Qualche merito bisogna concederlo. Io mi sento in dovere di doverli difendere, perché hanno lottato e non si sono dati alibi né scuse. Il nostro compito è quello di continuare a fare prestazioni, che si può riassestare nel lungo periodo. Non posso essere solo io ad avere pazienza. Lo sapevo che avremmo avuto tanta difficoltà a inizio campionato. Il livello medio delle squadre è salito, come anche quello delle squadre di media classifica, come il Torino”.

Differenze con la sua prima Lazio

“In quel momento in cui c’è stata la cessione di Sergio e l’ingresso in Champions League, avevo una delusione per il mancato salto di qualità. Oggi è diverso. All’epoca la mia illusione era il mancato salto di qualità, in cui le aspettative completamente diverse. La squadra la stiamo cambiando in base alle caratteristiche dei giocatori. Squadra che lavora sulle ripartenze e sull’aggressione degli spazi. Bisogna trovare soluzioni varie. La situazione degli indisponibili ci costringe a cambiare modulo”. 

Sarri e i singoli

Lazzari è rientrato la settimana scorsa, Marusic lo controlliamo oggi, Pellegrini vediamo: un trauma sia distorsivo che contusivo. Vecino è un enigma. Dele è fuori. Isaksen viene da una malattia che non è pericolosa, ma subdola. Clinicamente è recuperato, agonisticamente deve ancora crescere. Vediamo Zaccagni. Ci porterà a due giorni dalla partita e capiremo che modulo utilizzeremo.

Cancellieri? È un ragazzo che sta crescendo. L’ho trovato diverso, molto più maturo personalmente e convinto dei propri mezzi in campo. Il suo meglio sta nell’accelerazione, nell’aggressione degli spazi. Dobbiamo sfruttare ciò in cui lui è bravo. È un ragazzo con potenzialità e speriamo che l’evoluzione sia positiva. È concentrato e non dà segnali di presunzione. Abbiamo tanti giocatori istintivi, e questo ci costringe a non riuscire a fare squadra

Noslin? È un giocatore difficile per un allenatore, difficile da collocare in un contesto. Ha la gamba da esterno, ma non è un vero esterno. Potrebbe essere un trequartista, ma non è un attaccante centrale. È difficile da collocare tatticamente. L’interpretazione difensiva non mi è piaciuta contro il Torino, in una partita in cui abbiamo giocato con quattro attaccanti”. 

Le 300 panchine di Sarri

“Sono un animale da strada. Non so cosa scrivono né che commenti fanno. Non ho neanche WhatsApp, quindi pensa la mia partecipazione… Sono uno che vive delle sensazioni della strada. I tifosi che incontro capiscono i problemi che stiamo affrontando. 300 panchine? Troppe. Sono statistiche che non mi fanno né caldo né freddo. Pensiamo alla 301. Milan-Como? Ha ragione Rabiot. I soldi non giustificano tutto. Rabiot combatte tutte le partite. È un ragazzo stupendo”. 

La prossima sfida contro l’Atalanta e la questione Nazionale

“Differenza con l’Atalanta di Gasperini e Juric? Dettagli. Siamo molto in linea. Grossi cambiamenti? No. È una squadra fortissima. In Italia si sta instaurando un gioco molto fisico. Certi tipi di contatto non sono fischiati, e altri vengono fischiati senza sanzioni. Nel derby, dieci falli contro il gioco del calcio. Io arbitro? Al terzo fallo ammonisco”. 

Infine conclude:

“Con tutti i problemi che sto affrontando, della Nazionale non me ne frega di meno. Giovani? Cosa facciamo per farli arrivare pronti? Primavera con 50 spettatori, ed è normale che poi all’Olimpico non sia pronto. Non mi piace la soluzione delle squadre B. Chi non lo aveva previsto, era un folle. Ritroviamo tutti i giocatori che abbiamo fuori e vediamo a che livello possiamo essere. Fino ad ora è stato un inseguirsi di difficoltà e cerchiamo di innescare una squadra. Che la strada fosse lunga, lo sapevo. L’ho detto nelle prime interviste.

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RASSEGNA STAMPA

Lazio, segnali incoraggianti contro il Torino: questa squadra ora ha carattere, lo dicono i numeri

Contro il Toro c’è stata la reazione: buoni segnali per Sarri.

Un pari che lascia l’amaro in bocca, quello maturato sabato all’Olimpico contro il Torino, ma che per certi versi lascia bene sperare Sarri. Carattere ed orgoglio non sono mancati, con il pari acciuffato in extremis.

Come sottolinea il Corriere dello Sport, la Lazio di Sarri ha ritrovato la forza di rialzarsi, almeno a metà. Contro il Torino, dopo lo
svantaggio iniziale, è arrivata la prima reazione concreta come non accadeva da tempo: per ritrovare una Lazio così con lui, in grado di reagire dopo un colpo subito, bisognava tornare indietro fino al 29 dicembre 2023, quando all’Olimpico i biancocelesti ribaltarono il Frosinone con i gol di Castellanos, Isaksen e Patric, dopo l’iniziale vantaggio firmato da Soulé. Da quell’episodio, la squadra di Sarri non era più riuscita a raddrizzare una partita. Ogni volta che passava in svantaggio, il destino era segnato. Né rimonte complete, né parziali: solo sconfitte e rimpianti, sette in quattordici partite (due delle quali venendo rimontati dopo un iniziale vantaggio) fino alle dimissioni
del tecnico. Un ciclo negativo che si è riaperto in questa stagione,
con altri tre ko (Como, Sassuolo e Roma) arrivati senza essere riusciti a segnare nemmeno un gol dopo quelli degli avversari.
Ecco perché, conclude il quotidiano, il 3-3 con il Torino ha lasciato intravedere uno spiraglio, una piccola rinascita sul piano del carattere.

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ESCLUSIVE

‘SVB’ – Oddi: “Contro il Toro mi aspettavo di più, ma il gruppo c’è. Spero…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘SVB’

“Contro il Torino mi aspettavo di più, abbiamo rischiato anche di perdere la gara. Sul 2-1 doveva finire. Dobbiamo essere più accorti dietro e in genere con Sarri le squadre fanno bene. I problemi che abbiamo quest’anno sono troppi, a cominciare dagli infortuni, o meglio, prima parlerei del mercato bloccato e poi di tutto il resto. Ora però dobbiamo pensare solo a quello che abbiamo., senza tornare su evcchie situazioni.

Aspetto caratteriale? Già a Genova ho visto un bel gruppo, che è entrato in campo con la giusta cattiveria agonistica. Il focus è quello corretto. Io spero che la Lazio torni a giocare come ha fatto durante il girone di andata dello scorso anno”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Provedel in Lazio-Torino, Caprai: “L’unico appunto è sul primo gol. Vi spiego…” (AUDIO)

RICCARDO CAPRAI (Goalkeeper Mania) in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

L’analisi della prestazione e dei gol subiti da Ivan Provedel contro il Torino? Dipende da come le responsabilità vengono spiegate. Rispetto all’uscita non fatta in occasione del terzo gol, inizialmente ho avuto la sensazione che quella palla fosse aggredibile. Rivedendola bene era meno semplice di quello potesse sembrare. Poi ha avuto sfortuna a non prendere bene la palla sul colpo di testa. Non gli darei una grande responsabilità, anche perchè ha fatto un paio di interventi importanti che hanno tenuto a galla la Lazio. Anche a Marassi ha fatto interventi importanti, la sua stagione è sostanzialmente iniziata bene. La Lazio vive un momento un po’ così e ne risentono tutti.

Forse poteva fare di più in occasione del primo gol di Simeone. Se dobbiamo essere oggettivi, probabilmente doveva essere un po’ più bravo nell’orientare più esternamente la deviazione sul tiro-cross di Pedersen. Forse questo è l’unico appunto che gli si può fare. Parliamo di dettagli che a quei livelli, certamente, fanno la differenza. Sugli altri due gol subiti non ho nulla da sottolineare”.

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ESCLUSIVE

‘NMM’ – Mellone: “La Lazio è questa, Sarri sofferente. Lotito? Ideologia nasce dalla negazione della realtà” (AUDIO)

ANGELO MELLONE (Dir. Daytime Rai) in collegamento a ‘NMM’

“Mi rifiuto di dover essere felice di aver pareggiato alla scadere contro il Torino. La Lazio è questa, sono molto amareggiato di dovermi accontentare. Non vedo giocatori svogliati, anzi li vedo concentrati. Forse questa è una squadra che sta dando quasi il massimo e questo è anche più preoccupante. Poi ci sono delle attenuanti, per carità, pensando agli infortuni. In virtù del calendario, ora spero in un miracolo della fede sperando che contro squadre più forti abbia più spazi per far bene in contropiede. Bisogna accettare il fatto che la Lazio sia questa, sperando poi di essermi sbagliato a fine stagione.

L’unica nota positiva di questa stagione sono i 30 mila abbonati, dimostrazione di un amore cieco. Gli stessi che hanno legittimamente il diretto di criticare, non tanto la squadra visto che sembra stia dando il massimo.

Vedo un Sarri sofferente perchè è calato bella parte. E’ sulla giostra, questo è, non mi faccio illusione e vado avanti. E’ tutto un mettere delle pezze e trovare rimedio ad una serie di deficit. Questo può fare Sarri.

Lotito? Mi sono anche annoiato a commentare le sue parole. Il suo è un atteggiamento ideologico l’ideologia nasce dalla negazione della realtà. E’ sempre colpa di qualcun altro, la cosa importante è non dire che mi sono sbagliato. C’è poco da commentare, è stato sempre così e non cambierà mai. I ragionamenti sono sempre gli stessi ripetuti all’infinito”.

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘9 GENNAIO’ – Oddi: “Lazio, inizio a preoccuparmi. Non si possono subire gol in questo modo…” (AUDIO)

GIANCARLO ODDI in collegamento a ‘9 GENNAIO 1900’

“La partita con il Torino andava vinta, mi aspettavo qualcosa in più da parte della Lazio. Non si possono prendere i gol nel modo in cui sono stati presi. Sembrava una squadra anche poco organizzata. Sostituire Guendouzi e Rovella non è facile, chi ha giocato non ha dimostrato di essere alla loro altezza. Non è una questione di modulo e di 4-2-3-1. Dopo il derby perso c’è stata una reazione eccellente, ora sei tornato nuovamente indietro. Il Torino non è superiore alla Lazio. E’ difficile dare un giudizio a questa squadra, mi auguro che le mie perplessità siano smentite. Non ci siamo, l’unica cosa che salvo è Cancellieri. E’ rientrato bene e sta reggendo la Lazio. Ora, l’augurio è che si possano recuperare dei giocatori importanti. Inizio a preoccuparmi”.