Intervenuto al termine del match vinto dalla Lazio contro la Fiorentina per 1-0, il centrocampista biancoceleste Nicolò Rovella ha parlato ai microfoni di Lazio Style Channel.
“Vittoria importantissima arrivata nel finale contro una diretta concorrente. Ci serviva davvero tanto. È molto importante aver vinto grazie al gol di Ciro. Sicuramente ci darà una grossa mano per il futuro. Devo migliorare per quanto riguarda le ammonizioni. Mi è già capitato altre volte di prendere un giallo nel primo tempo e ciò va a compromettere le mie prestazioni. Cercherò assolutamente di correggere questo difetto anche perché nel calcio di oggi è difficile giocare in dieci contro undici. Mi sono integrato bene con il gruppo, sento la fiducia del mister e dei compagni e cerco di ripagarla in ogni partita. Devo trovare più spazi per giocare. In allemento provo a migliorare su questo aspetto, ma in partita ci sono anche gli avversari, che stasera sono stati molto bravi. Champions League? Esordire dal 1′ è stato fantastico, prevale però il rammarico per la prestazione scadente. Spero di riscattarmi presto”.
A pochi minuti dal calcio d’inizio tra Lazio e Fiorentina, ai microfoni di Sky Sport è intervenuto Maurizio Sarri per spiegare le scelte di formazione e esprimere le sue sensazioni sulla sfida. Queste le parole del tecnico biancoceleste: “Si riparte in campionato con una competizione che non ha niente a che fare con Rotterdam. Premesso che col Feyenoord si può sempre perdere perché sono forti, siamo rimasti delusi. Dobbiamo puntare sulla mentalità con cui abbiamo fatto le ultime tre partite, dimenticando quella in Champions. Ora dobbiamo pensare al campionato. Giocare con la fiorentina non è mai banale e semplice. Dualismo Castellanos-Immobile? Io non sono un gestore, non so come si gestisce. Gioca chi sta meglio, ma è chiaro che stiamo aspettando Immobile”.
Nel pre partita di Lazio–Fiorentina, MatteoGuendouzi ha parlato ai microfoni di Sky Sport: “Dobbiamo partire bene oggi. Non abbiamo giocato bene le ultime partite e quindi dobbiamo partire forte per costruire la nostra fiducia e giocare come abbiamo fatto con Sassuolo e Atalanta. Se giochiamo così possiamo battere tante squadre. L’importante sarà mantenere la concentrazione”.
“Sarà una partita difficile contro una grande squadra con ottimi giocatori e un buon allenatore. Ma noi dobbiamo concentrarci su quello che dobbiamo fare noi e non su di loro”.
Ambientamento? “Mi sento a mio agio giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Sto migliorando tanto e sto imparando molte cose dall’allenatore e dalla squadra. Le ultime 6/7 partite sono state migliori rispetto a inizio stagione, dobbiamo continuare così e faremo buone cose”.
“Quanta voglia di riscatto c’è dopo la sconfitta contro il Feyenoord? Tanta. Sappiamo tutti che abbiamo fatto una partita sottotono e questo in Europa non te lo puoi mai permettere. È stata una serata no che però ci può dare una grande lezione per il futuro di questa stagione, perché ci sono ancora tante partite da giocare”. Parla così Danilo Cataldi, centrocampista della Lazio, nel MatchProgram della sfida di domani contro la Fiorentina: “Ci aspetta una gara difficile. La Fiorentina è una squadra di valore, forte del lavoro fatto lo scorso anno da un ottimo allenatore come Italiano. Hanno una mentalità offensiva, dovremo uscire bene dal loro pressing per trovare zone di campo a noi favorevoli. Al di là della tattica però, servirà qualcosa di importante a livello di voglia e di impegno per portare a casa tre punti fondamentali per la nostra classifica. Conosciamo il valore della Fiorentina ma anche il nostro”.
Le vittorie consecutive contro Atalanta e Sassuolo lasciano la sensazione di una Lazio che in campionato ha cambiato marcia dopo un inizio non facile? “L’inizio di stagione non è stato facile, abbiamo pagato a caro prezzo le due sconfitte contro Lecce e Genoa. La strada che abbiamo intrapreso ora è quella giusta, lo stop contro il Feyenoord ci ha dato la consapevolezza che tutte le partite vanno giocate al massimo. Il calcio di oggi è cosi, a prescindere dalla categoria: se non affronti gli avversari al 100% fai fatica con tutti, deve essere questo il nostro credo”.
209 presenze in Serie A e un miglioramento continuo negli anni: il ruolo del play in Nazionale sta vivendo alcuni cambiamenti, credi ancora un po’ a una futura convocazione? “Non si smette mai di crescere, ho iniziato a giocare in questo ruolo stabilmente con Sarri e ho ancora un po’ di tempo per migliorare. Spero di farlo insieme alla squadra. La Nazionale a centrocampo ha calciatori importanti, in questo momento la mia priorità è rimettere in piedi la Lazio nelle posizioni di classifica che meritiamo in campionato, e far vedere che in Champions League non siamo quelli visti contro il Feyenoord”.
Pressione sbagliata, Il tecnico della Lazio, Maurizio Sarri, in conferenza stampa dopo il match con il Feyenoord
Avete portato male la pressione? “Si è fatta male per tempi, per intensità, per continuità. Andando uno a 30 all’ora e l’altro piano piano, è normale che arrivassero da tutte le parti. Il problema è l’atteggiamento, di poca personalità. Sapevamo che sarebbe stata questa la partita, è difficile da digerire il primo tempo che abbiamo fatto. Il secondo gol non si può prendere, il primo era nell’aria. Ma il secondo no. È altrettanto evidente che quando ti pressano con questa intensità poi nei 20 minuti finali ti concedono qualcosa e così è stato. Se rimani in partita qualcosa ti concedono, ma quello che non mi è piaciuto è l’atteggiamento remissivo. Nel primo tempo siamo stati tutto fuorché una squadra di personalità”.
Squadra non pronta? “Noi in questa competizione siamo con l’acqua alla gola. Dobbiamo camminare in punta di piedi per non bere. Se diamo il 101% possiamo salvarci, altrimenti andiamo tremendamente in difficoltà”.
Perché non provare a vincere? “Noi parliamo degli aspetti consci, non penso che i ragazzi abbiano avuto meno voglia di giocare a calcio di altre sere. È meglio perdere un pallone per giocare in velocità che per toccarlo una volta in più. Son tutti aspetti inconsci, difficilmente ponderabili”.
Col senno del poi farebbe le stesse scelte? “Queste è una di quelle domande… Col senno del poi. Se cambierei qualcosa, non cambierei dove pensi te. Se penso di aver sbagliato la formazione? Mettiamola così, abbiamo perso 3-1 e quindi sì. Non è che si va analizzare una partita persa perché un calciatore era fuori sintonia”.
È preoccupato per questa sconfitta e per come è arrivata? “Sono preoccupato di un aspetto, del fatto che questa squadra, anche nelle partite che fa bene, ha 10 o 15 minuto di vuoto totale. Quello ti lascia un minimo di preoccupazione perché ci sono delle partite in cui hai dei vuoti li paghi cari”.
In queste situazioni il mister come può incidere? “Quelli che sono entrati dalla panchina non sono entrati male. Se trovi la chiave su come incidere in maniera totale, le partite le vinci tutte. Sulle problematiche collettive sono più difficili da leggere”.
Su Pellegrini… “In questo tipo di partite, con attaccanti offensivi, ho bisogno di difensori più applicati sulla fase difensiva. Anche se poi non è andata bene lo stesso”.
L’attitudine alla Champions è allenabile? “Io faccio fatica a capirle certe cose. Il carattere, che si giochi in Champions o altre competizioni, dovrebbe essere sempre lo stesso. Le partite sono partite. Capisco che ci sia più pressione della Champions… Ma questa competizione prevede questo tipo di situazioni e di avversari. Faccio fatica a capirlo. Mi sarebbe piaciuto di più perdere per eccesso di faccia di cazzo, mi sarebbe piaciuto di più come atteggiamento”.
Sulle scelte di Guendouzi e Castellanos… “Io sono stato criticato per aver fatto giocare sempre gli stessi, adesso vengo criticato perché ruoto troppo… mettetevi d’accordo. Li ho tenuti in panchina perché li avevo fatti giocare sabato sera. Poi contro una squadra del genere vai a scegliere la tecnica o la fisicità? Io ho più il rammarico per non aver fatto giocare Kamada. Se si esclude l’aspetto tecnico, forse era più una partita da Guendouzi. E Ciro non si può abbandonare. Se si fa giocare sempre Castellanos, Immobile non si riprende mai”.
L’attaccante nigeriano Victor Osimhen, ha parlato ai microfoni di “TvPlay”, raccontando anche alcuni aneddoti sulle fasi iniziali della propria carriera e rivelando che la maschera è ormai una parte di lui: “Ormai mi sono talmente abituato a portarla che credo lo farò per sempre. In quella occasione ho rischiato tanto, adesso è diventata per me una sorta di marchio”.
Sul connazionale Chukwueze: “Anche io nei primi due mesi in Italia ho fatto fatica. Ma deve credere in ciò che sta facendo, al Milan verrà fuori senz’altro”.
Su Immobile: “Uno come Immobile è davvero forte, mi piace molto il modo in cui gioca e in cui è un leader per la sua squadra. Lo rispetto tantissimo, ha un istinto letale sotto porta. Se sono più forte io o lui? Non chiedetemi una cosa del genere, io ho appena iniziato, lui è già una leggenda”.
Su chi lo ha ispirato da giovane: “Ho cercato di modellare il mio gioco su Didier Drogba, ho guardato molti suoi video e ho cercato di assorbire il più possibile”.
Siamo timorosi, Maurizio Sarri ai microfoni di SkySport al termine del match:
“Abbiamo fatto un primo tempo timorosi, anche a giocare, impauriti dalla loro aggressività e pressione. Quando abbiamo preso il primo gol era nell’aria e ci poteva stare, il secondo gol no. Il primo tempo potevamo chiudere sull’1-0, anche se loro il 2-0 se lo meritavano. I dati alla fine non sono così grandi. Il primo tempo non mi è piaciuto, ma sapevamo quello che ci aspettava, pensavo a un atteggiamento molto più di personalità. Ho visto timore a giocare la palla, noi siamo andati in apprensione e poi sbagliavamo. Ho visto una differenza di carica emotiva e nervosa notevole. Chiaro, loro hanno tre o quattro giocatori con una gamba di altissimo livello, noi no. C’è molto da lavorare su tutti e 100 metri di campo. Il pressing fatto con quella intensità non ha senso, stavamo sbagliando tutto perché li facevamo tornare dentro al campo. Negli ultimi 25/30 minuti abbiamo fatto qualcosa pìu di loro. Ora abbiamo due partite in casa e bisogna cercare di sfruttarle il più possibile e poi vediamo la classifica. In un girone di 6 partite se ne perdi una è problematica. La strada ancora lunga, speriamo di riuscire a risistemarla, ma se l’atteggiamento è questo non ce la facciamo. O diamo il 101% o facciamo tanta fatica a starci, siamo con l’acqua alla gola”.
Pedro ai microfoni di Sky Sport ha commentato la disfatta della Lazio contro il Feyenoord, dopo il suo gol, vano per il risultato finale: “Avevamo iniziato bene, abbiamo regalato un tempo, in Champions non si può regalare neanche un minuto. Dobbiamo cambiare questa mentalità di iniziare la partita, così è difficile entrare e fare il risultato che vogliamo noi. Alla fine sono arrabbiato di questo risultato, dobbiamo pensare ore al campionato e preparare le prossime di Champions. Sapevamo che loro sono una squadra molte forte con giocatori che ti prendono in contropiede, è una squadra difficile da battere, ma in Champions è difficile. Dobbiamo entrare con un’altra mentalità e voglia se vogliamo vincere. Non penso che stiamo giocando male, in campionato abbiamo trovato una certa continuità, in Champions vanno a un altro ritmo ed è difficile. Dobbiamo entrare meglio perché così è difficile far risultato”.
La Lazio esce sconfitta dal de Kuip: il Feyenoord si impone a Rotterdam e vince per 3-1. Al termine della partita è intervenuto Ivan Provedel ai microfoni di SkySport. Ecco le sue parole: “Per me nessun campanello d’allarme, avere difficoltà in Champions è normale per tutti. Nelle altre gare abbiamo sopperito alle difficoltà, oggi siamo arrivati con l’atteggiamento sbagliato e senza lo spirito necessario per fare punti. Facciamo i complimenti a loro per la gara che hanno fatto e noi dobbiamo pensare a noi. Poi lo vedremo alla prossima in casa”.
Ai microfoni di Sky Sport, Mattia Zaccagni, ha analizzato la sfida appena terminata al De Kuip:“C’è mancata personalità e non abbiamo retto l’impatto. Sono entrati più cattivi, al ritorno dovremo fare noi l’ingresso più impattante. In queste partite devi rimanere in gara anche se vai sotto. Nel secondo tempo c’hanno concesso qualcosa ma, purtroppo per noi, troppo tardi. Bisogna vincere la gara di ritorno senza se e senza ma per rientrare in gara. Con Sarri parleremo domani”.