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Lotito: “Sono laziale da quando avevo 5 anni. Derby del 26 maggio indimenticbile. In futuro toccherà a mio figlio”

Alciato intervista Lotito per la Serie A

Ai microfoni di Radio Serie A, il presidente della Lazio, Claudio Lotito, ha rilasciato una lunga intervista al giornalista Alessandro Alciato.

Queste le sue parole: “Ho solo tre cellulari, sono legati alle varie attività: calcio, aziende e vita privata. I rompiscatole invece chiamano a tutte le ore del giorno e della notte. Ormai sono abituato, anche se ricevo minacce di morte e altre cose sgradevoli. Sono 20 anni… A una persona normale incutono timore, io sono abituato. Più fanno così e più io divento una persona che vuole far valere il rispetto delle norme e dell’istituzione. Io sono un combattente, quando sono entrato in questo mondo ho visto situazioni assurde vissute come se fossero normali. Il tifoso può criticare, ma a mio parere mai infamare. Questo denota una pochezza della qualità delle persone. Noi dobbiamo recuperare la vera cultura sportiva”.

Continua Lotito: “La scorta? Ci si abitua. Ti comporta delle limitazioni alla privacy, ma fa parte del mio ruolo. Mi sono abituato. Mi adatto sempre alle varie situazioni. Come usare un linguaggio diverso rispetto a chi hai davanti. Bisognerebbe fare prevenzione ed educare i giovani alla legalità, come sto facendo io con la squadra. Lo sport ai tempi dei greci era un bene supremo. Si fermavano le guerre durante le Olimpiadi. Questi valori si sono persi nel nostro mondo. Quando uno conosce la propria qualità della persona e sa misurare i propri limiti sa anche avere un comportamento razionale. Ultimamente sono venute meno le norme etiche. È un problema che parte dalla famiglia e passa dalla scuola. Ai miei tempi, le famiglie si rivolgevano con rispetto al maestro, autorizzato anche a bacchettare il proprio figlio. Oggi è tutto al contrario. Tutto questo ha determinato un bagaglio per i miei coetanei. I giovani di oggi non hanno la capacità di relazionarsi a causa dei cellulari, non sanno più emozionarsi. I telefoni sono freddi. I ragazzi di oggi non sanno più dialogare, sono poco empatici. È tutto un fatto squisitamente asettico che ha determinato la scomparsa del fattore emozionale. Il tifoso di una volta era legato al colore di una maglia, sposava una posizione a vita. Oggi è tutto un apparire e basta”.

Poi Prosegue: “Io non ho internet né WhatsApp. Ho un telefono vecchio, io non sono tecnologico. Il telefono è solo un mezzo di comunicazione, non può sostituire al rapporto umano. La cultura è una serie di nozioni che uno acquisisce che fanno si che tu sia in una maniera e non in un altro. Io potente? Sono conoscente di persone che mi consentono di avere considerazione in certi ambienti. Io provo grande affetto per queste persone. Penso di essere apprezzato per questo. Ho la capacità di convincere le persone ad approdare a un fatto obiettivo e razionale. Il comportamento di una persona deve essere coerente con il proprio atteggiamento. Le type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idee che porta avanti devono rispettare l’interesse della collettività”.

“Innanzitutto, io sono sempre stato tifoso della Lazio, da quando avevo cinque anni. In quel periodo la Lazio non navigava in acque tranquille. Questo è stato un elemento trainante quando mi fu proposta questa sfida dal presidente Berlusconi, per il quale ho sempre provato affetto e stima. È stato un genio, dove è intervenuto ha portato risultati. In quel periodo, lui era Premier e noi eravamo molto amici. Lui mi chiamò e mi disse che ero l’unico che poteva risolvere i problemi della Lazio. Nel 2004, il club aveva una fotografia contabile spaventosa. Aveva 550 milioni di debiti. Per tutti era considerata una sfida impossibile. Per me era una sfida al limite, che mi intrigava. Alla fine l’ho accettata”. Lui si è interessato alla Lazio per un problema di ordine pubblico, ci furono diverse situazioni pesanti. La tifoseria biancoceleste si faceva sentire con metodi non conformi al vivere civile. Questo mi ha permesso di entrare in un mondo particolare. C’erano persone che perdevano milioni, io da imprenditore ero abituato a circondarmi di persone in grado di produrre reddito. Per me sarebbe stato più facile prenderla dal fallimento, io mi sono caricato di tutti i debiti invece. Anche quello con l’Agenzia delle Entrate. Feci applicare una legge dello Stato, che non fu ad hoc fatta per me, ma esisteva dal 2002 e non era mai stata applicata. Se un’azienda fallisce è meglio prendere quello che si può prendere che non prendere nulla. Chi ha fatto fallire la società ha fatto gravare sullo Stato tutto quello che non ha pagato. A me hanno dato una dilazione. La possibilità di pagare il debito in 23 anni. Io ho sempre pagato 6 milioni l’anno circa. Adesso mancano solamente quattro anni. E devo dire che io pago sempre in anticipo. Scade ad aprile e io pago spesso a ottobre-novembre. È giusto perché sono soldi della collettività. Nessuno mi ha regalato nulla, c’era una legge dello Stato che ho fatto applicare. Quei milioni il Fisco li avrebbe persi e invece li ha guadagnati con gli interessi. Quei debiti non li ha accumulati il sottoscritto, nel 2027 conto di chiudere definitivamente questa pratica. Credo di aver fatto un favore alla società”.

In questi anni il mondo del calcio è cambiato. Io ho cercato di coniugare una sana gestione economica a quella sportiva. La Lazio ha un patrimonio di diversi milioni, una rosa di diversi milioni. La Lazio, dal punto di vista dei trofei, ha vinto più di tutti. La società dal punto di vista civilistico da riferimento alla mia persona, ma essendo quotata c’è un azionariato diffuso. Io questo ruolo lo esprimo tenendo conto di una cosa. Io coltivo sentimenti e passioni di un’intera comunità: ho l’obbligo di mantenere e preservare questa passione. Quando sono entrato io, ho imposto l’obbligo dei pagamenti di stipendi con un bonifico bancario per tutte le squadre. Incluse imposte e tasse. Senza questi requisiti non ti iscrivi al campionato

Affari è un termine improprio, io dalla Lazio non ho tratto alcun vantaggio. Quando sono subentrato alla guida della società, pagavo il leasing di un fabbricato che oggi è nostro. Per riscattarlo serviva un milione e mezzo. Lo potevo riscattare io, risparmiando diversi milioni. Io dissi no, perché era un bene della Lazio e spettava alla Lazio. Per la Lazio ci ho rimesso molto. 50 miliardi di lire è quello che ho messo nella società quando sono entrato. 550 milioni di debiti per prendermi la Lazio. Io ci metto tanto sentimento. Faccio calcio puntando sull’aspetto umano e valoriale. Io non utilizzo il metodo della cicala, perché ho visto tante società scomparire a causa di questo metodo di gestione. Io gli investimenti li ho fatti a livello infrastrutturale. Io ho patrimonializzato la società perché voglio tramandarla a mio figlio, che è un laziale appassionato. Oggi Enrico è entrato nel sistema, si occupa del settore giovanile. E’ un ragazzo appassionato con tanta voglia. Si è laureato in Giurisprudenza, fra poco diventerà avvocato, anche se non eserciterà. Non dobbiamo legare lo sport all’interesse materiale.

In questi 19 anni ho speso tanto. Alcuni comportamenti di persone, che hanno valutato in modo superficiale i principi di iscrizione, mi riferisco all’indice di liquidità, mi hanno costretto a mettere diversi milioni ogni anno che ho preso dal mio conto personale. Sono soldi che non mi hanno prodotto nulla e che non posso neanche recuperare. L’indice di liquidità testa nell’arco dell’anno quali sono ricavi e uscite. Quell’indice, se è frutto di investimenti, rileva la salute di una società. Io su Formello ho investito tanto. Quando è venuto Infantino è rimasto stupito dal centro. Dal punto di vista sanitario è qualcosa di strepitoso. Abbiamo una serie di situazioni funzionali al quotidiano. Ora abbiamo ultimato l’arredo della parte femminile. Mio figlio oggi segue sia la Primavera che la parte femminile. Da quando abbiamo ristrutturato tutto, le cose sembra che inizino ad andare meglio. Se avessero rispettato tutti i parametri, la Lazio Femminile ora sarebbe in Serie A. Purtroppo nel campionato c’erano diverse squadre che non rispettavano i criteri d’iscrizione. Vedasi la questione Pomigliano. A causa di questo è stata falsata la Serie A e la Serie B. Nello sport servono innanzitutto le risorse, altrimenti non puoi fare nulla.

“La fede? Ho un rapporto importante, ho una visione escatologica della vita. io penso che al di sopra di noi c’è sempre stato un qualcuno che ha tracciato un perocrso per ognuno di noi, dedico una parte anche se limitata del mio tempo alla preghiera. non ho mai saltato una messa in 66 anni, anche in posti dove non ci sono chiese cattoliche. a riyadh ho organizzato una messa nell’ambasciata con un prete francese, era pericoloso, c’era la carcerazione a quei tempi. ma l’ho fatto. cerco di professare i valori dle vangelo nella vita quotidiana. vivo con i piedi per terra ma cerco di coniugare questi valori”.

“Immobile dovrebbe parlare del suo futuro, la società confida molto su Ciro. Ho un rapporto famigliare con lui, non c’è nessuna intenzione di mandarlo via. Rimango sorpreso che possa andare in Arabia, ho un contratto con lui, si dovrebbe conciliare anche la volontà del club. Ciro è una persona di famiglia, ho un grande affetto nei suoi confronti, poi nel calcio capitano i momenti non positivi. sono convinto che tornerà ad essere fondamentale”.

“Luis Alberto è una persona particolarissima dal punto di vista caratteriale. Ha una posizione collaborativa ora come ora. Quando è andato via Milinkovic, lui aveva un’offerta dall’Arabia, ho ritenuto che potesse incarnare lo spirito dello spogliatoio. Mandando via Milinkovic è salito di un gradino. Poi ultimamente ci mette determinazione, passione, spirito di sacrificio”.

“Felipe Anderson è un ragazzo d’oro a cui sono legato, abbiamo un’affinità, lui è molto religioso. È una persona con la quale abbiamo un bel rapporto, non c’è rottura, c’è disponibilità al rinnovo. ora dobbiamo trovare un punto d’incontro”.

“Cataldi è cresciuto nel settore giovanile, poiché aveva un fisico poco sviluppato, allora l’abbiamo mandato a giocare in una squadra satellite nostra, ha fatto bene e l’abbiamo ripreso. poi ha fatto il percorso che meritava di fare. romagnoli anche è laziale, è voluto venire alla Lazio perché ci teneva. è un ragazzo di Nettuno che ha quei valori sani della provincia, ha fatto una scelta di cuore con noi, di appartenenza e di lazialità. con noi si è creato un bell’equilibrio, ha un bel profilo e un ruolo. io ho il concetto dell’ecclesia, assemblea. la Lazio è un gruppo, una grande famiglia dove tutti svolgono il proprio ruolo senza sminuire gli altri. il calcio è uno sport di gruppo, se stecca uno poi diventa un problema per tutti. sta a loro dimostrare il loro valore e il ruolo che vogliono ricoprire all’interno della famiglia. l’importante è creare un’armonia tra tutti e creare una linea comune. le scelte dei giocatori ultimi li ho fatti sulla base della qualità anche e soprattutto morale”.

“Io il tumulto durante le partite ce l’ho interiore. Per noi il derby è un campionato nel campionato, è una partita importante, spero che la squadra ritrovi quell’unità d’intenti e lo spirito di compattezza per dare grandi soddisfazioni ai nostri tifosi che meritano un comportamento del genere”.

“La Lazio deve migliorare in tante cose a partire dal suo presidente. Ci dobbiamo adoperare tutti per migliorare, bisogna avere coscienza dei propri mezzi ed essere in grado di poterli esprimere. essendo cosciente dei mezzi che ha a disposizione. la squadra deve unirsi e combattere per l’obiettivo prefissato. La squadra deve sapere che ha un obiettivo, che è quello di raggiungere i risultati. Contribuiscono tutti nella società, ma loro vanno in campo e devono trovare l’alchimia per poter esprimere al 100% le loro potenzialità. Le partite le vince il gruppo, non il singolo. Le vittorie sono di tutti”.

“Sarri è un grande insegnante di calcio, maestro. È una persona caratterialmente particolare, che con me va d’accordo. Abbiamo dei confronti, non abbiamo mai litigato. Io sono un presidente che fa il presidente, che dopo 20 anni è in grado di capire quali sono le esigenze della squadra. Io ho preso la Salernitana che stava in eccellenza, pagando 350 mila euro a fondo perduto e l’ho fatta ripescare in serie d. L’ho portata fino in serie b e mi sono fermato. Poi l’ho lasciata andare e l’ho portata in serie a, la piazza era insofferente. La Salernitana è stata svenduta, a me mancano ancora dei soldi. una società che valeva 70/80 milioni è stata venduta a 10″.

“Con Sarri ci confrontiamo, anche in modo accesso, lui è integralista, ma credo che abbia stima della mia persona. Lui nel mercato di quest’anno chiedeva Ricci e Berardi. Io ho tentato di raggiungere questi obiettivi, ho ricevuto richieste fuori di qualsiasi logica, sia economica che in relazione all’età. Abbiamo preso Rovella che non credo sia inferiore a Ricci. Non penso che i giocatori che abbiamo preso siano inferiori a Zielinski che è ancora sul mercato e non ha compratori. E’ un lavoro che richiede maggiore impegno da parte sua. Il paradosso è che la squadra ha vinto con le squadre importanti e perso con le piccole. La mentalità la devi dimostrare, quello che conta, oltre le qualità, è la tenuta mentale, il campione è quello che riesce ad esprimere sempre le proprie potenzialità”.

“Questo gli rimprovero, se non ci metti la determinazione e la combattività è inutile. Gli altri non si spostano. Il derby a cui sono più legato è quello del 26 maggio, è stato un evento particolarissimo, in città si vive e si soffre. L’altra fazione enfatizza di più le situazioni, i laziali sembrano meno coinvolti, soffrono in silenzio. Invece l’altra sponda è più caciarona e se non raggiunge l’obiettivo sparisce. Due grandi risultati l’anno scorso, la tifoseria si è legata alla squadra. Il derby rimane sempre la partita nella partita. L’anno scorso siamo stati ampiamente soddisfatti per quello che abbiamo ottenuto”.

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200 volte Immobile: “Grande traguardo, oggi ha vinto la squadra più equilibrata” (AUDIO)

Ciro Immobile ai microfoni del Uefa, al termine del match: “Stasera era un traguardo importante per la squadra ma anche per me: 200 gol sono un grande traguardo ed è stato bello festeggiarlo davanti alla nostra gente. Il calcio è così e dobbiamo essere bravi. Chi è più equilibrato vince le partite. Sono contento per il gol, è arrivato in un momento difficile ma non il più difficile per me da quando sono qui”.

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Sarri: “Purtroppo non è decisiva, ma abbiamo dimostrato di poter stare a questi livelli” (AUDIO)

Maurizio Sarri ai microfoni del canale ufficiale, al termine del match.


“Nelle partite di Champions non c’è nulla di scontato, speriamo bene. Sono contento che stiamo dimostrando di potercela giocare. Abbiamo rischiato pochissimo contro una squadra che palleggia e produce molto. Ho avuto la sensazione che negli ultimi 20’ potevamo metterli un po’ più in difficoltà visto che ci hanno lasciato diversi spazi”.

“Quando sono entrato in campo e ho sentito l’urlo dell’Olimpico è stata tanta roba. Chissà come sarebbe in uno stadio da 50mila posti e con le tribune vicine al campo. Credo sarebbe dura per chiunque”.

Poi ai microfoni del Uefa

“Purtroppo non è una vittoria decisiva. Solo all’ultima giornata avremo il risultato. È la competizione più difficile del mondo e noi ci siamo. Sono felice che stiamo dimostrando che possiamo giocare a questi livelli. Contro una squadra che produce tanto abbiamo rischiato poco. Ho avuto la sensazione che negli ultimi 20 minuti avremmo potuto metterli un po’ più in difficoltà dato che ci hanno lasciato diversi spazi”.

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Sarri: “Feyenoord forte e aggressivo, dobbiamo muovere la palla velocemente. Voglio recuperare Ciro. Critiche non mi interessano, vorrei chiudere la carriera a Roma” (AUDIO)

Quest’anno il Feyenoord è più forte, Maurizio Sarri presenta Lazio-Feyenoord in conferenza stampa

Quest’anno il Feyenoord è più forte. Giocano con grande intensità, al limite del fallo tattico, e hanno una grande gamba. Dobbiamo muovere palla a grandissima velocità, speriamo che le condizioni del terreno ce lo possano permettere. Non mi importa delle critiche. Mi stanno dicendo che ci sono tante voce che dicono che io vorrei andare via. Se le voci contano più delle mie parole mi girano un pochino. Ho sempre detto il contrario che vorrei chiudere qui la mia carriera. Le difficoltà d’inizio anno non mi fanno cambiare type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea, si rimane qui e si combatte”.


“Cercheremo di fare la partita anche domani. In questo momento vedono che tutti commentano solo il risultato. Allora perché guardate le partite? Vedete solo il risultato. A Bologna per 75 minuti abbiamo fatto una grande partita, ma non abbiamo concretizzato la mole di lavoro. I nostri attaccanti l’anno scorso a questo punto della stagione erano in totale a 16 gol, quest’anno 5-6, questo ci sta mancando. Non capisco perché stia accadendo, giochiamo allo stesso modo. A volte non arriviamo a creare la situazione pericolosa, pur creandone i presupposti. L’anno scorso l’attacco dello spazio l’avevamo risolto. Cambio tattico? Dobbiamo stare attenti agli equilibri. Kamada è un giocatore eccezionale, ma si fatica con lui e Luis Alberto insieme, bisognerebbe trovare il modo di supportarli”.

“Se sta bene, penso che Luis Alberto vada dentro. Kamada è preso in considerazione sempre, mi piace ma ho difficoltà a farlo giocare per motivi tattici. Non lo so, ci siamo allenati ieri, ma è stato poco indicativo. Vediamo oggi qual è la situazione globale. Cataldi? “Perché gioca di meno. In allenamento e anche in partita. Lo ho detto a lui anche tranquillamente”.

“Noi se abbiamo una possibilità di tornare in Europa è il campionato. Giocare in Champions è bellissimo, dobbiamo farla con determinazione ma dobbiamo avere la lucidità di pensare al resto. Chi non va in Champions è nei guai. La Champions è la festa, il lavoro è il campionato. Spettatori domani? Quanti sono sono, spero facciano l’inferno”.

“Problema terzini? Non direi, a Bologna Lazzari è stato il più pericoloso. Certo quando abbiamo un destro a sinistra facciamo più difficoltà. Anche se a me piacciono i terzini che sanno difendere. Quelli che attaccano solo non mi piacciono tanto”.

“Su Immobile dobbiamo fare una scelta. O si scarica o si recupera. Io sono per recuperarlo a tutti i costi, perché per noi è troppo importante. Ciro nervoso a Bologna? Ho visto gente più nervosa di lui. Deve trovare più continuità in allenamento e mettere minuti in partita. Un giocatore come lui, da 25 gol in stagione, per noi è una risorsa infinita”.

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Provedel: “Siamo arrabbiati, prendiamo il Feyenoord di petto. Difesa? Non è un discorso matematico, ma non deve mai mancare…” (AUDIO)

Molto importante la partita, Ivan Provedel in conferenza stampa prima di Lazio-Feyenoord

“Tutti sanno quanto sia importante la partita di domani. Noi dobbiamo solo andare in campo e trascinarci l’uno con l’altro. Spero che il pubblico arrivi allo stadio come arriveremo noi. Troppi gol presi? Non c’è un discorso matematico, altrimenti avremmo già trovato la soluzione. Lo scorso anno avevamo trovato solidità, quest’anno ci stiamo mettendo più tempo. Ma non è una questione così immediata. Penso che l’unica cosa che non deve mancare sia la fiducia e lo spirito nel credere in quello che si fa”.

“Si parla del gol, si scherza. Ma mi dispiace che si parli degli attaccanti. Purtroppo non ci stiamo riuscendo, a volte non è andata per il verso giusto. Bisogna essere sempre determinati e cattivi, facendo così gli attaccanti si sbloccheranno. Partita molto importante ai fini della classifica. Ma lo è stata anche quella con l’Atletico, la vittoria a Glasgow e la sconfitta a Rotterdam. Ci stiamo preparando nel modo migliore possibile”.

“Gimenez? Noi studiamo gli avversari, sappiamo cosa fare e cosa non fare. All’andata non siamo entrati con lo spirito giusto per affrontare quel tipo di gara. Sarà la cosa più importante per domani. Ci saranno tanti duelli che fanno la differenza, è una questione di testa e non di studio”.

“Interpretazione della Champions? Se una cosa ti diverte non vuol dire che le dai meno importanza, e viceversa. Per me è un sogno che si realizza quindi vorrei andare più avanti possibile. Vorrei giocarla anche il prossimo anno, quindi devo arrivare tra le prime quattro, questo è il discorso del mister. Il campionato ci deve dare i punti per tornare in Champions, la coppa ci dà la benzina per fare il massimo in campionato”.

“Ci sono state tre situazioni borderline dove non siamo stati impeccabili e abbiamo subito. Tutti stanno lavorando bene in entrambe le fasi, stiamo subendo poco. Quindi non c’è qualcosa in particolare da correggere. Le cose cambiano, gli avversari ci affrontano in modo diverso… si tratta di piccole cose che a volte riesci a incastrare e altre meno. A Bologna abbiamo subito solo un tiro in porta, il calcio non è una scienza”.

“La squadra è incazzata. Nonostante sia arrivata da un po’ di risultati positivi in campionato, purtroppo ha fatto una brutta prestazione a Rotterdam e questo ci ha fatto arrabbiare molto. Col Bologna siamo partiti forte, purtroppo non è andata come volevamo. Quello che vedo io è una squadra arrabbiata perché non sta raccogliendo quello che ha seminato fino a questo momento. Bisogna affrontare questa partita di petto. Mettere via questa di Champions e poi pensare al derby, che sapete meglio di me quanto sia importante. E anche quella va presa di petto”.

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Sarri in conferenza: “Primo tempo come a Reggio, ma poco cattivi. Marusic da valutare”. E su Luis Alberto… (AUDIO)

“Il primo tempo abbiamo avuto la supremazia territoriale, 71 a 29. Il Bologna fa possesso palla nella sua area di rigore. Primo tempo sugli stessi livelli di Reggio Emilia. Non abbiamo trovato il gol e lo abbiamo preso a inizio secondo tempo. Siamo stati poco cattivi e l’area di rigore avversaria era riempita male. C’è mancata la reazione dopo lo svantaggio, più feroce. A livello di gioco stesso primo tempo di Reggio Emilia. Stiamo segnando meno ed è difficile capire perché, nonostante gli attaccanti siano gli stessi e lo stesso modo di giocare. Mi aspettavo più furia nell’attaccare, anche in modo più scomposto. Siamo una squadra scadente sotto alcuni punti di vista, è abbastanza evidente”.

Come sta Marusic?
“Marusic ha un taglio sul tendine d’Achille, è molto gonfio. Ha provato a rientrare ma non ce la poteva fare. Rientra col Feyenoord? Non ne ho type=’text/javascript’ idea. Apsetteremo il responso”.

Lazio sterile in avanti?
“Se entra il palo di Castellanos è gol perché non c’era niente. Abbiamo meno facilità nel trovare il gol. Difficile dia capire visto che gli attaccanti sono gli stessi”.

Squadra svogliata?
“La squadra è tutt’altro che svogliata. La squadra fa un primo tempo di questa qualità e poi si spegne. Stai cercando di ‘zillare’, come si dice a Firenze, e tirare fuori qualcosa che non esiste. Io non posso farci niente. E’ stato il miglior primo tempo insieme a quello di Reggio Emilia con il Sassuolo. Oggi l’approccio è stato di grande livello”

Come le è sembrato il Bologna?
Il Bologna è forte, ma l’unica partita che non meritava di vincere è stasera. Ha fatto solo un’occasione e noi una e mezza. Il Bologna mi piace, ha qualità di palleggio ma quest’oggi non ha fatto una buona gara”.

L’arbitro?
“Se si perde e si parla dell’arbitro… Non ci sono episodi clamorosi, mezzo rigore su Castellanos ma così si va a trovare alibi per tutti. Non parlerei dell’arbitro stasera. Dobbiamo ritrovare la capacità di gestire le situazioni. Sarebbe determinante”.

Luis Alberto?
“Pensavo di farlo riposare 25/30 minuti ma siamo andati sotto e diventa difficile levare il giocatore più qualitativo. O lo lasci addirittura a casa e non lo porti nemmeno in panchina, oppure è difficile”.

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Sarri: “Preso un gol banale, mancata reazione veemente. Difficoltà a segnare? Difficile capire…” (AUDIO)

Il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri al termine di Bologna-Lazio, ai microfoni di SkySport.

“Abbiamo fatto un buon primo tempo, meritavamo di essere avanti. Il gol è stato preso in maniera leggera, non so se sia giusto parlare di approccio. Oggi dopo 30 secondi abbiamo preso un gol banale e poi abbiamo fatto fatica a reagire. Poco in area di rigore. Problema gol? E’ un dato poco discutibile, va preso in considerazione e rifletterci sopra. Giochiamo simile all’anno scorso, difficile capire la differenza di realizzazione dei calciatori”.

“Abbiamo più difficoltà della scorsa stagione a trovare gol. Non capitalizzare il primo tempo è un errore. Ci siamo allungati nella ripresa, non avevamo più le distanze del primo tempo. Il gol ci ha frastornato. La reazione doveva essere più veemente, potevamo conquistare l’area di rigore avversaria. Mancanza di Sergej? Sotto certi punti di vista è chiaro che ci manca come soluzione, anche se come palleggio stiamo facendo bene. Champions? Avversario forte, abbiamo trovato sempre un inferno a Rotterdam, spero la nostra gente ci trascini”.

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Patric: “Ho lottato con la depressione, in campo potevo mollare ma non l’ho fatto. Col Feyenoord abbiamo capito che…” (AUDIO)

Patric Gabarron in conferenza stampa, prima di Bologna-Lazio.

Domani a Bologna, poi la Champions e il derby…
“Ormai il calcio di oggi è così, si gioca sempre e tanto. Sarà una settimana fondamentale, ci giochiamo tanto, ma ora conta il Bologna. Sarebbero tre punti uguali agli altri. Loro stanno facendo una buona stagione, sarà difficile. Alla mia crescita ha contribuito anche il mister, con la sua type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ type=’text/javascript’ idea di calcio. Il mio passato a Barcellona, con un’idea simile di calcio, mi ha aiutato. È una delle ragioni per cui sono voluto rimanere qui quando ero in scadenza”.

Stiamo vedendo il Patric più forte di sempre? Sia fisico che mentale…
“Sì sono contento, sono migliorato. Mi piace parlare di più del secondo aspetto. La mente gioca un ruolo fondamentale. A volte, quando siamo giovani, il troppo entusiasmo ci fa commettere degli errori”.

L’inizio di stagione non è stato esaltante. Adesso avete trovato continuità in campionato…
“Ancora ci chiediamo perché le prime due partite contro Lecce e Genoa siano andate così. Abbiamo sbagliato anche sulla prestazione. Poi dopo abbiamo sempre fatto bene in campo. La sconfitta con il Feyenoord ci ha fatto capire che non possiamo mai rilassarci. Non dobbiamo sottovalutare alcun momento, nel calcio di oggi è difficile ogni partita”.

Ottavo pallone d’oro a Messi?
“Ho avuto la fortuna di allenarmi con lui tante volte. Non ci sono parole per descriverlo, nessuno si è avvicinato al suo talento in questa decade”.

Quando hai fatto lo scatto mentale?
“Venivo da una buona stagione, quella interrotta dal Covid che eravamo secondi. Non ho mai parlato di queste cose, ora ho l’opportunità di farlo. Ho sofferto tanto quando sono stato a casa da solo. Dal nulla ho cominciato ad avere problemi di depressione e ansia, tutto è diventato buio. Così ho cominciato a lavorare con un mental coach e con altri esperti fuori. Ho dovuto fare la mia peggior stagione alla Lazio, giocando sempre perché Luiz Felipe si era fatto male, per crescere. Potevo mollare, ma non l’ho fatto. Adesso sono contento dell’uomo che sono diventato”.

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“Batticuore” Immobile, un calcio alla crisi: “Raccolgo i pezzi e torno a vivere queste emozioni” (AUDIO)

L’attaccante della Lazio a Sky sport

Al termine della sfida vinta contro la Fiorentina, ai microfoni di Sky Sport è intervenuto Ciro Immobile. Queste le sensazioni dell’attaccante biancoceleste: “Se devo mettere in ordine il momento della squadra, della sconfitta a Rotterdam, il mio momento. Metto la squadra al primo posto, si poteva vincere o perdere e alla fine abbiamo vinto noi. Stanno mancando gol di noi attaccanti, poi è ovvio che devi prima verticalizzare e avere la brillantezza di saltare l’uomo. Ci sta mancando un po’ di lucidità davanti alla porta per concretizzare. Non abbiamo subito gol e per noi è un punto di partenza importante. Ci servono partite come queste dopo le cavolate fatte all’inizio, ci siamo buttati giù. Ora siamo nel vivo nel campionato e nell’Europa. Io sono molto sereno, ho la mia famiglia vicino. Il gol lo dedico a mio padre, sono felice. I miei figli mi fanno sorridere anche nei momenti un po’ così”.

Al termine della sfida tra Lazio e Fiorentina, Ciro Immobile ha parlato ai microfoni di Dazn. Ecco le sue parole: “Pure io avevo il batticuore, c’era tanta pressione perché la partita stava finendo e ci serviva il risultato. La squadra aveva lottato molto, sono felice per i miei compagni, è un grande passo avanti. lo la sto vivendo bene questa situazione. Quest’anno ho iniziato con il piede sbagliato, e io essendo il perno offensivo e ovvio che si parli dei miei aspetti negativi. Poi ci sono momenti come questi che ti fanno rivivere emozioni con la nostra gente. Ora bisogna recuperare”.

“In questa situazione raccolgo i pezzi. Vedo la gente che mi ama, partendo dalla mia famiglia, poi la società, i tifosi e la squadra. Sento la stima di tutti. Non sto vivendo un momento brillante ma sto facendo di tutto per tornare al massimo”.

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Sarri: “E’ stata dura, ma nella ripresa abbiamo legittimato. Ora continuiamo la rincorsa. Ciro non si discute, scontato resti alla Lazio” (AUDIO)

Maurizio Sarri a Sky Sport

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo la vittoria per 1-0 contro la Fiorentina: “La partita è stata dura, difficile, come era facilmente prevedibile. Loro hanno fatto forse meglio di noi nel primo tempo, ma nel secondo abbiamo legittimato il risultato perché abbiamo creato qualche palla gol e concesso praticamente niente”.

Il gol può aiutare Immobile a ritornare ai suoi livelli?
“Lo stiamo aspettando, ma abbiamo anche un ragazzo che sta facendo bene (Castellanos, ndr) ed è giusto utilizzarlo. Ciro non è in discussione, il gol gli farà bene così come gli farà bene allenarsi un po’ perché nell’ultimo mese si è allenato poco”.

La Lazio oggi ha preso poco in velocità la Fiorentina. È d’accordo?
“Nel primo tempo abbiamo sprecato tanto, abbiamo riconquistato una decina di palle nella loro metà campo senza trasformarle in occasioni. Siamo andati sempre incontro alla palla e li abbiamo facilitati perché non abbiamo attaccato con costanza la profondità, è lì che dobbiamo fare meglio”.

Quanto manca ai nuovi per essere al top per la Lazio?
“I nuovi si stanno inserendo abbastanza bene, il problema è stato che quando si stavano inserendo abbiamo avuto un decadimento delle prestazioni di chi ci aveva fatto benissimo. La squadra si sta ritrovando, speriamo di continuare in questa lunga rincorsa nella quale ci siamo dovuti infilare dopo le prime due gare”.

Diventerà un’abitudine vedere i cambi dopo 60 minuti?
“Il calcio va in questa direzione, gli impegni sono tanti, il calendario è questo e i 90 minuti sono troppi per molti. La rosa per me è più forte dell’anno scorso, ora bisogna dimostrare di essere più forti nell’undici”.

A che percentuale di forma è Immobile?
“Mi sembra una domanda difficile a cui rispondere. Non è che si dà un minutaggio a Immobile e non si tiene conto di cosa ci propone la partita. La gara ci proponeva altri cambi, per quello è entrato a quel punto. Ha fatto 50 minuti pochi giorni fa, 15 minuti oggi, spero solo abbia la fortuna di allenarsi con continuità e sicuramente lo ritroveremo al 100% tra non molto. Gli ultimi due allenamenti mi è già sembrato in crescita”. Ai microfoni di Dazn, Sarri ha aggiunto: “E’ scontato che a gennaio resti alla Lazio”

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