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Immobile e l’assenza in Nazionale: “Caso inutile, decisione concordata”

Il capitano della Lazio è tornato sulle polemiche scaturite dalla sua assenza in Nazionale. “È stato creato un caso inutile, purtroppo c’è stata la situazione della mia foto in partenza. Stavo solamente aspettando Mancini che scendesse dall’aereo, che era andato a votare. È stata una casualità. Io stavo per partire nonostante non potessi giocare. Poi ci siamo trovati d’accordo sul fatto fosse inutile fare un viaggio, meglio tornare a casa e fare tutte le visite. E quindi erano tutti contenti così, un po’ meno io che avrei voluto giocare. Quando ti succede un infortunio, ci sta. Non era una cosa grave, ma rischiosa, devo essere sincero, siamo stati tutti sulla stessa lunghezza d’onda. Sono tornato a Roma per fare le terapie”.

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Immobile e l’infortunio: “Situazione al limite, i dottori…”

Resta in forte dubbio la presenza di Ciro Immobile domenica, contro lo Spezia. L’attaccante della Lazio è stato intercettato a margine della conferenza stampa per ‘la Partita per la Pace’ ed ha dichiarato, riguardo le sue condizioni: “Io sto bene. E’ un po’ pericoloso, sai i dottori come sono. E’ un po’ al limite, come quando ho lasciato la Nazionale”.

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Partita per la Pace, Lotito: “Maradona scelse la Lazio per i suoi valori”. Immobile: “Orgoglioso di essere capitano” (FOTO)

Partita per la Pace, presenti in conferenza Lotito e Immobile. Ciro sarà capitano – insieme a Ronaldinho – di una delle due squadre che si affronteranno lunedì 14 novembre.

Prende la parola Claudio Lotito: “Ho accolto con favore questa iniziativa. Quando sono entrato nel mondo del calcio anche perché questo sport, con questo forte impatto mediatico, può educare e moralizzare. Viviamo un momento difficile, l’appello di pace del papa deve essere recepito da chi vive con i valori dello sport. Questa è una guerra nata per interessi geopolitici quindi queste iniziative servono peer sensibilizzare in tal senso. I valori che cerco di trasmettere al mio club e che cerco di tramandare nell’istruzione sportiva, perché al di là dei risultati del campo, dove siamo avversari e non dividere, sono trasportabili con questo sport perché insieme possiamo unire, esaltare il valore, il merito. Maradona anni fa mi ha chiesto di entrare a Formello proprio perché la Lazio incarna questi valori. Ed è stato contento di vedere l’accoglienza che gli abbiamo riservato. Il calcio non rappresenta i valori economici, ma i valori umani. Io dico sempre ai miei calciatori che devono scendere in campo con il rispetto degli avversari. Il valore di questo evento è proprio questo. Trasmettere tale messaggio ai giovani. Viva la pace”.

E’ il turno di Ciro Immobile: “Sono felice che papa Francesco abbia scelto il calcio per mandare un messaggio così importante e sono orgoglioso di essere il capitano di una squadra. Sono contento perché giocheremo nel ricordo di Maradona che è stato capitano e rappresentante di questo evento in passato. Diego ha ispirato tanti di noi e continuerà a farlo”.

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Provedel, l’agente: “La parola data a Sarri più forte dell’inserimento del Napoli”

Giovanni Rava, agente di Ivan Provedel, nel corso di un’intervista a ‘Radio CRC’ è tornato sulle vicende di mercato del suo assistito nell’ultima finestra di mercato: “C’è stato un approccio dei partenopei, ma noi avevamo dato la nostra parola alla Lazio, soprattutto a Sarri. È stata una trattativa molto lunga e complicata, quindi era logico chiudere con i biancocelesti. Siamo sempre stati convinti che il massimo per noi fosse andare alla corte di Sarri”.

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Il messaggio di Mancini: “Porte Nazionale aperte, basta chiedere scusa”

“Io più comprensivo? Le porte della Nazionale sono aperte a tutti, anche a chi ha sbagliato, basta chiedere scusa ai compagni e tornare. Ai giovani va data la possibilità di giocare e sbagliare”. Parola di Roberto Mancini, oggi impegnato al Social Football Summit. Un messaggio al duo Zaniolo-Zaccagni?

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Lotito: “Resto presidente di una grande Lazio”

Alla buvette, la Senators’ Lounge di Palazzo Madama, finalmente ci entrerà con il pass da senatore e non da turista-aperitivista. Elettoralmente vittorioso, trionfante, Claudio Lotito. Per il divulgatore del calcio didascalico e moralizzatore è iniziata la stagione politica, ritardata negli ultimi anni (2018) da falchi e falchetti. «Vorrei lavorare per la polis», era il suo sogno. Nelle sue raffigurazioni letterarie ha sempre detto che il politico deve seguire Manzoni («l’utile per iscopo e l’interessante per mezzo»), anche Pascoli e la poetica del fanciullino. Entusiasmo civile, la politica del fare, fedele a queste coscienze Lotito è stato candidato e ha dominato la scena in Molise con Forza Italia. Ha strappato il 43%, una ventina di punti percentuali più di Ottavio Balducci del M5S (23,9%) e di Rossella Gianfagna del centrosinistra (23,7%), i doppiati. E’ stata la seconda miglior performance di Forza Italia dopo i numeri della Calabria: «Porterò le istanze dei molisani in Parlamento con la stessa determinazione che ho impiegato nella campagna elettorale», è stata la promessa del senatore Lotito, segue ai proclami.

La Lazio

Non è mai stato profeta in patria, lontano dalla Roma laziale ha forza pubblica. Il presidente sinestetico, nello sdoppiamento, ha dato la sua parola ai molisani: «Non sarò di passaggio». E ha ribadito la sua parola alla Lazio, conserverà la carica di presidente, non è incompatibile, sarà anche accanto alla squadra. Lotito è sulla scia dei presidenti-senatori (Achille Lauro e il Napoli, Dino Viola e la Roma, Vittorio Cecchi Gori e la Fiorentina, Berlusconi e il Milan), intraprenderà una doppia missione. Nella notte post-elezioni erano rimbalzate le sue prime dichiarazioni calcistiche, raccolte da lalaziosiamonoi.it nel quartier generale politico. Immobile ha parlato di scudetto, Lotito s’è accodato: «Non ci facciamo mancare nulla. Abbiamo allestito la squadra per renderla sempre più competitiva, ci sono tutte le possibilità». Lotito nei giorni scorsi aveva scritto un editoriale per il prossimo numero di Lazio Style Magazine, in edicola in questa settimana, ne pubblichiamo alcuni stralci in anteprima: «Cari tifosi biancocelesti, la stagione sportiva 2022-2023 è cominciata in maniera decisamente positiva. La Lazio ha una rosa competitiva, una sua fisionomia di gioco, è coraggiosa, non rinuncia mai ad attaccare e fare la partita… incarna l’ambizione di tutta la società, che sul suo allenatore ha voluto costruire un nuovo progetto. Il patrimonio tecnico è stato molto rafforzato. I nostri migliori calciatori, che le grandi d’Europa vorrebbero, sono rimasti qui. In più, sono arrivati giocatori importanti, giovani ed esperti… Sono soddisfatto dell’importante riscontro in termini di presenze allo stadio, con una campagna abbonamenti che ci ha portato a superare le 26mila presenze fisse nelle partite di casa e anche del bellissimo supporto che viene dato in trasferta. Quando il tifoso laziale c’è, si vede e si sente. E la nostra squadra fa tutto per ripagare questo affetto: lotta su ogni pallone, non si arrende anche di fronte a risultati inaspettati, mostra audacia e determinazione…». Lotito ha investito come mai in passato, s’è legato a Sarri per vincere: «Il nostro punto di forza sono le certezze, avere una squadra competitiva, un pubblico splendido, non essere secondi a nessuno…». Ha dedicato pensieri alla Lazio Women, alla Lazio Primavera e al figlio Enrico, fresco di esordio dirigenziale: «Per entrambe le squadre l’obiettivo è tornare dove meritano. Per questo, ho voluto dare a mio figlio Enrico un ruolo di primo livello nella società, per la gestione di entrambe le compagini e del settore giovanile, sapendo che potrà portare nuova linfa in termini di energia giovane e grande attaccamento ai colori biancocelesti». Lotito, anche da senatore, si conferma presidente non transeunte: «Un impegno non semplice, non mi distoglierà dalla Lazio. Nelle partite in casa, quando possibile in trasferta, come anche a Formello non mancherà la mia presenza a fianco della squadra, per il successo di questa grande famiglia». Corriere dello Sport

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Immobile incrocia le dita: “Domani il controllo, spero di farcela per lunedì”

Ciro Immobile svolgerà nelle prossime ore gli accertamenti necessari a valutare la contrattura al flessore. Il Capitano della Lazio ha rilasciato una battuta a Sportitalia, a tal proposito: “Domani faccio un controllo e vediamo dai, spero di esserci lunedì“.

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Capone (Binance): “Immobile ormai un esperto. Lotito serio e visionario”

Il numero uno di Binance Italia in una lunga intervista a TMW ha parlato anche dei rapporti con la Lazio lasciandosi anche a qualche confidenza su Immobile e sul Presidente Lotito: “Il primo calciatore che ho conosciuto è stato Lucas Leiva, ci sentiamo ancora. Uno che mi ha stupito è stato Ciro Immobile: si è informato, gli ho detto di studiare delle cose, dei temi, delle metodologie. Gli diedi da studiare un metodo in particolare e la volta dopo sapeva tutto a memoria dalla A alla Z. La Lazio è stata la prima italiana – ha proseguito Capone – che ha dato inizio alle danze con altri due club, poi il Porto e il Santos. L’obiettivo è massimizzare la partnership con loro, avere nuove idee. Togliere i biglietti di carta e trasformarli in biglietti NFT. La struttura Lazio, come azienda, in questo è veramente recettiva. In Lotito ho trovato un imprenditore serio e visionario”.

Alessio Buzzanca

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Immobile, parla Mancini: “Sente la Nazionale sulla pelle, è un ragazzo d’oro”

Roberto Mancini è intervenuto ai microfoni di Sky Sport alla vigilia di Italia-Inghilterra in programma domani a San Siro e valida per la Nations League. Ecco il passaggio su Ciro Immobile, convocato dal Ct per le prossime due sfide: “Lui ci tiene sempre, sta male o sta bene cerca sempre di esserci, è un ragazzo d’oro, ci sono giocatori che la sentono tanto la maglia della Nazionale, speriamo che domani possa far bene”

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Immobile: “Sogno lo scudetto. Ho pensato di chiudere con la Nazionale, ma…”

Torna a parlare Ciro Immobile. Lo fa dal ritiro della Nazionale, che sarà impegnata venerdì contro l’Inghilterra in Nations League. Le parole del Capitano della Lazio.

IL RITIRO

“Dobbiamo mettere un freno. Ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio ritiro. Grazie anche al club ho deciso che avevo ancora tanto da dare. Il Mondiale è lontano, l’età avanza certo, ma se la mia condizione sarà questa so che potrò dare ancora qualcosa. Ritiro? Per la delusione dovuta alla mancata qualificazione al Mondiale e per le critiche molto forti. Sono due cose che ti segnano. Io, però, col passare delle settimane ho capito che non potevano essere gli altri a decidere del mio cammino, a decidere il ritiro al posto mio. Ovvio, queste cose ti segnano, ti fanno pensare. Chi mi ha convinto? Io credo Mancini non abbia mai avuto il dubbio sul mio ritiro, ne ho parlato molto con la mia famiglia e alla fine ho deciso di continuare”.

I GIOVANI

“Scamacca, Pellegri, Pinamonti e Raspadori ha fatto già l’Europeo con noi e lo valuto già un mezzo veterano. Gianluca ha deciso di andare in Premier, una scelta difficile e bisogna dargli tempo. Devono segnare col club per poi avere fiducia anche in Nazionale”.

ESSERE UN RIFERIMENTO

“Ringrazio il mister per le parole. Io ho fatto la gavetta e i giovani di oggi devono iniziare a fare quello, io sono partito dal Sorrento e ho fatto tutta la trafila. Oggi vista la pressione sui giovani si velocizza questo percorso e non gli si dà tempo di crescere. Dobbiamo dare ai giovani tempo e modo di potersi esprimere, probabilmente nel club è un po’ più semplice. Dobbiamo avere un po’ più di pazienza”

POCHI GOL E MODULO

Sul modulo dico che per me non cambia nulla, qualsiasi sia la scelta del mister per me va più che bene. Perché segno meno? Forse alla Lazio ho più margine di errore e fa rosicare il fatto che ho vinto 4 classifiche marcatori e poi con la Nazionale segno meno. Me lo chiedo tutti i giorni proprio perché voglio sempre migliorare e dare il massimo, a volte voler strafare ti porta a fare grosse cavolate”

CRITICHE

So che fanno parte del nostro mondo. L’occhio ogni tanto va a finire li, ma bisogna essere equilibrati nelle decisioni. Ci sono state critiche non solo per me ma per tutti. Un limite alle critiche social? È un mondo meraviglioso, ma alle volte ti distrugge nel vero senso della parola. Bisogna essere un po’ più equilibrati nei giudizi. Quello ad esempio che è successo al Leone (Acerbi) è andato oltre”

FIDUCIA

Io ho sempre sentito la fiducia. Non mi hanno dato tanto fastidio le critiche, ma essere accreditato come l’attaccante per la mancata qualificazione al Mondiale e non quello della vittoria dell’Europeo. Questa diversità di vedute non mi è piaciuta, fa un po’ ridere, ma si accetta anche questo e si va avanti”

LAZIO

Siamo in una buona posizione in classifica, abbiamo perso qualche punto ma stiamo facendo un buon percorso. Lo step successivo dovrà essere di mentalità, di crescita, stiamo segnando meno ma abbiamo più punti dello scorso anno e con la difesa messa a posto. Ora dobbiamo sistemare l’Europa League dopo l’ultimo passo falso“.

POSSIBILITA’ SCUDETTO

“Da capitano non posso urlare vinceremo lo Scudetto, ma io ogni anno ho questo pensiero fisso quando inizio il ritiro. Ho questa mentalità, mi piace poter raggiungere il massimo. Io credo che un giocatore e un uomo debba sempre ambire al massimo. Non dico che la Lazio vincerà sicuramente lo Scudetto, ma è una squadra in crescita e la lotta quest’anno sarà molto aperta“.

ZACCAGNI E PROVEDEL 

“Credo il mister abbia fatto delle scelte, non so se collegate a quanto successo a giugno. Zaccagni l’ho visto in ritiro e mi disse del problema fisico a giugno… C’era stata un po’ di polemica, ma è follia pensare che qualcuno voglia scappare da Coverciano. Ho visto gli occhi di Provedel quando è arrivata la convocazione e mi ha ricordato me quando arrivò la mia prima convocazione“.