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Lazio-Milan, Castellanos: “Il ricordo di Eriksson una spinta in più contro un grande club. Io con Dia…”

Antivigilia di Lazio-Milan, a presentare l’anticipo serale dell’Olimpico sul match-program del club biancoceleste è Valentine Castellanos:

Arriva il Milan: quanta voglia di riscatto ha la Lazio?

“Sappiamo che ci aspetta una partita difficile contro un grande club. Veniamo dalla prova non positiva di Udine, per questo abbiamo lavorato al meglio per la gara contro il Milan che è molto importante per squadra e tifosi”.

Sarà anche la prima partita dopo la scomparsa di Eriksson…

“È sicuramente un momento difficile per tutti noi laziali e la sua famiglia. La scomparsa, di una leggenda come Eriksson ci deve dare uno stimolo in più per battere i rossoneri”.

Hai iniziato la stagione subito con un gol: dove ti senti diverso rispetto allo scorso anno?

“Per un attaccante trovare il gol è fondamentale, è un qualcosa che ti aiuta ad allenarti con ancora più fiducia. Voglio continuare così”.

Baroni ha aperto alla soluzione, che coppia d’attacco potreste essere tu e Dia?

“Dia è forte, sa attaccare bene gli spazi. Giocare insieme potrebbe essere una buona soluzione per la squadra, poi ovviamente sarà il mister a decidere”.

Quest’estate è iniziata una nuova era: quanta carica ti dà farne parte?

“È un anno nuovo, diverso da quello passato. La mia missione è chiara: continuare a lavorare duramente e segnare per aiutare la squadra a vincere”.

Come nasce la scelta di lasciare il numero 19 per l’11?

Era il mio numero di maglia quando giocavo a New York, mi portò bene, segnai tante reti. Qui era libero, così non ci ho pensato due volte a prenderlo”.

Cosa c’è dietro la tua esultanza invece?

“E nata con i miei amici in Argentina e Uruguay, mi piace ma in realtà è un esultanza che non ha particolari significati dietro”.

A proposito di Argentina, ci credevi quando hai letto il tuo nome tra i convocati?

“Sono molto felice, è un sogno, un’opportunità unica essere convocato dalla Nazionale campione del Mondo e dell’America in carica. Voglio sfruttare al massimo l’occasione. Dedico tutto questo alla mia famiglia”.

Domanda scontata: è Messi il tuo idolo?

“Aspetta che ci penso (ride, ndr). Assolutamente si, ovvio”.

Hai vissuto a New York, ti piace Roma?

“Si, molto. È una città grande, bella e con tanta storia. Un museo a cielo aperto. La parola in romano che sento di più? Facile, “daje””.

Chi è il tuo sportivo o cantante preferito?

“Lo sportivo al momento non mi viene in mente. Però seguo il padel oltre al calcio. Come cantante invece dico J Balvin, rapper e produttore discografico colombiano: conosco tutti i suoi singoli”.

Cosa fai quando non giochi?

“Adoro gli scacchi. Ci gioco sempre, mi aiutano anche a migliorare la concentrazione. Per il resto non esco molto, preferisco rilassarmi a casa con la mia fidanzata e i nostri due meravigliosi cani. Ah e poi, ovio, c’è anche la PlayStation (ride, ndr)”.

Curiosità: a quanti anni il tuo primo mate?

“Avevo 3 o 4 anni (ride, ndr). È una bevanda che associo al tempo passato insieme alla mia famiglia”.

Qual è il tuo sogno più grande con questa maglia?

“Semplice: vincere un grande trofeo con questa maglia sarebbe indimenticabile, un’emozione bellissima”.

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Baroni in conferenza: “Ai nuovi serve tempo, dobbiamo migliorare nell’atteggiamento. Mercato? No comment”

La conferenza stampa di Marco Baroni dopo la sconfitta di Udine:

Oggi tutto male nel corso della gara, è mancata qualità? In mezzo al campo?
“Non sono d’accordo, questa è una partita tanto condizionata dai due gol subiti, che sono colpa nostra. Il primo lo subiamo restando fermi con la bandierina alzata dall’assistente, però eravamo in superiorità numerica e non si può restare così fermi. Non è facile partire sotto come accaduto con il Venezia. Stessa cosa a inizio ripresa. La squadra dev’essere più concreta nelle due fasi, giocare con maggior velocità, oggi abbiamo crossato tanto, sapevamo loro avrebbero fatto questa partita, una gara che ti allunga, dove si calcia in verticale e dove sono stati tanto aggressivi sulla seconda palla, su questo dobbiamo lavorare”.

Solo due ragazzi nuovi dal primo minuto:

“A parte Nuno che non è nelle migliori condizioni sono tutti pronti ma devono ancora crescere e migliorare, oggi abbiamo messo Dia che mi è piaciuto, ci porta mobilità, si è venuto a prendere tanti palloni, ci dà qualità tra le linee. Non è scontato inserire velocemente giocatori nuovi, ma sono convinto che un po’ alla volta li inseriremo, dobbiamo cambiare qualcosina nella concretezza, dev’essere una manovra più efficace e la squadra lo sa”.

Lei ha visto il cuore dei giocatori?

“Penso sia stata una gara tanto condizionata dai due errori sui gol, prima del gol di Thauvin non c’erano stati pericoli particolari, nè da una parte nè dall’altra. Ci facciamo portare via palla due volte in quella azione, bisogna migliorare. La squadra in generale si è spesa, serve più concretezza, abbiamo creato qualche occasione per riaprirla prima e saremmo probabilmente riusciti a riprenderla”.

Mancata precisione sui cross? Il mercato?

“Il mercato è una situazione di cui ora non voglio parlare, lo facciamo quotidianamente con direttore e presidente, voglio restare concentrato sul nostro lavoro. Credo che il fatto che la squadra sia andata al cross sia positivo, ma non ci deve essere solo Castellanos in area, lo abbiamo fatto molto da destra, meno con Noslin, ma questo può aiutare Zaccagni, avere costantemente un giocatore che apre il gioco ti apre spazi dentro. Con l’atteggiamento dobbiamo fare di più”

Rovella bocciato?
“No assolutamente, è un giocatore fondamentale come Patric, come lo è Gila che in questo momento è infortunato. Ce ne sono tanti altri, ho un gruppo ottimo, mi brucia la sconfitta per i nostri tifosi, per i ragazzi, ma il gruppo sta lavorando e sono convinto faremo bene”.

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Provedel: “Non possiamo prendere gol in avvio. Identità? Serve tempo, crescere nello spirito” (VD)

La Lazio cade sul campo dell’Udinese nella seconda giornata di campionato: al Bluenergy stadium termina 2-1 in favore dei padroni di casa. Prestazione decisamente sottotono per i biancocelesti che ha così commentato il portiere Ivan Provedel ai microfoni di Lazio Style:

Abbiamo preso gol subito, sia nel primo che nel secondo tempo e questo ci ha messo in grande difficoltà. E’ successo oggi ma anche domenica scorsa e non deve più accadere. La reazione poi c’è stata, ma non possiamo permetterci di regalare un gol così. I segnali ci sono e ci sono anche spirito e voglia di seguire il mister: dobbiamo continuare a farlo e aggiungere applicazione per concedere meno e segnare di più.

Le perdite di tempo nel finale? Fanno parte del gioco, anche se mi dispiace che ci siano; il calcio è questo, dobbiamo accettarlo e non ci dobbiamo innervosire. Quello che dobbiamo portarci dietro è il fatto di aver preso due gol così e di averne fatto solo uno, questo ci servirà per affrontare il Milan.

Identità? La crei e la trovi con il tempo, sono andati via giocatori di grande spessore e qualità, sono arrivati calciatori giovani e di prospetto che ci daranno tanto; dobbiamo seguire il mister. Deve esserci uno spirito che non permetta di prendere gol in avvio. In Serie A, su ogni campo, ci sono difficoltà e non puoi permetterti di andare sotto in questa maniera. Serve grande spirito e dovremo seguire quello che ci dice il mister, così facendo diventeremo più compatti e arriveranno risultati convincenti.

Il campionato ci insegna che si può vincere o perdere con chiunque, a maggior ragione bisogna essere impeccabili nello spirito e nell’applicazione: solo così si può stare in partita e far uscire i valori e la qualità“.

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Baroni: “Questa sconfitta deve servirci, dobbiamo migliorare in concretezza e mobilità. L’arbitro? Ingenuità nostra fermarci”

Il tecnico della Lazio, Marco Baroni, ai microfoni di Skysport dopo la sconfitta di Udine: “Abbiamo preso due brutti gol e questo è capitato col Venezia. Loro sono molti fisici e poi non è facile, dobbiamo migliorare ad essere concreti nelle due fasi. Abbiamo fatto 48 ingressi in area, non è facile poi rimettere in piedi il risultato con una squadra cosi fisica e che lavorava bassa. Ci deve servire e dobbiamo migliorare in una maggiore velocità della palla. Doveri? Difficile protestare, non dobbiamo fermarci, siamo posizionati si vede, come l’assistente alza, Romagnoli alza il braccio ma non si deve fare, si deve continuare l’azione, è un’ingenuità che non si deve commettere. Queste sono partite contro squadre che hanno spazi stretti e dopo diventa difficile”.

Sugli attaccanti: “Oggi abbiamo portato molto la palla esterna, dobbiamo migliorare sul cross, ne abbiamo fatti molti a destra, a sinistra avendo un giocatore a piede invertito facciamo fatica. Centralmente non è facile, Dia ha più capacità di muoversi tra le linee, Dele-Bashiru deve crescere, ma la squadra è conscia di questo, migliorare nella mobilità della palla. Questo aspetto è quella mobilità, oggi abbiamo avuto qualche difficoltà in quella situazione contro una squadra che ci allungava e calciava. Andavano molto sulla seconda palla, avevo preparato la partita in questo aspetto. Anche nel primo tempo abbiamo avuto 3-4 volte la possibilità di cambiare lato”.

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Udinese-Lazio, Baroni pre-match: “Vecino una garanzia, voglio una squadra pronta per una partita fisica”

Le parole del tecnico Marco Baroni prima del fischio d’inizio di Udinese-Lazio, ai microfoni di SkySport: “Il risultato conta ed è fondamentale in virtù della prestazione che andremo a fare. Prestazione e atteggiamento non si devono mai sbagliare, specialmente oggi ci saranno delle difficoltà ma la squadra deve essere pronta. Runjaić? Essendo un allenatore nuovo non c’erano molte immagini quindi sono andato a vedere un po’ il suo calcio con il Legia Varsavia, i sistemi di gioco, e abbiamo studiato anche un po’ sul passato. Devo dire che Rovella ha fatto una buonissima gara contro il Venezia ma nelle ultime settimane ha avuto qualche problemino, qui è una partita molto fisica Vecino è una garanzia e ho cercato di mettere qualche censimento in più”.

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Udinese-Lazio, Baroni: “Bel test, voglio una squadra veloce, feroce e compatta. Taty con Dia si puó”

Udinese-Lazio, la vigili. Baroni in conferenza stampa a Formello: “Facciamo gli auguri a Luca di riprendersi presto, fortunatamente sta bene e quindi da parte mia e di tutto lo staff e della squadra un augurio. Stiamo lavorando, per noi ogni giorno è prezioso. Abbiamo messo alle spalle la gara passata e studiato questa trasferta complicata, la squadra ha lavorato molto bene”

Cosa può significare questa partita?
“Per noi è un bel test, giochiamo contro una squadra che ha struttura fisica e un calcio verticale. Lavora su una pressione importante, ci saranno delle difficoltà e la squadra è preparata a questo. Ci servirà una partita accesa, dal punto di vista nostro dobbiamo migliorare nella manovra e nella velocità, la squadra sta facendo bene e sta lavorando con dedizione. Questa è la cosa importante, tutti da chi è andato in campo a chi è rimasto fuori stanno lavorando bene e nella giusta direzione”. 

Ci dobbiamo abituare a una Lazio che crea tanto e concede anche tanto?
“Dobbiamo trovare maggior compattezza ed equilibrio, ci serve aggressività e pressione in avanti. La squadra mi è piaciuta dal punto di vista mentale, non è facile andare sotto dopo tre minuti per una situazione evitabile. La squadra è rimasta dentro la partita e non si è scomposta, chiedo sempre alla squadra di rimanere in partita perché la gara può cambiare in qualsiasi momento e portare gli episodi dalla tua parte”. 

Quali sono le differenze tra Rovella, Cataldi e Vecino in regia?
“Non dobbiamo migliorare nella manovra, ma nella velocità della manovra. Abbiamo fatto tanti passaggi e questo lo richiedo, avere velocità ci permette di creare ancora di più. Rovella e Vecino sono giocatori diversi, c’è anche Cataldi e sto valutando a seconda della partita chi far giocare. Rovella ha fatto molto bene secondo me, è rientrato da un infortunio e aveva perso mobilità, ho messo Vecino che è entrato molto bene perché è un giocatore importante, così come Cataldi. Cerco di gestire al meglio la rosa, non dobbiamo pensare a undici titolari perché quando ogni giocatore sa quello che deve fare sul campo ci saranno partite in cui si possono fare leggeri cambiamenti, anche in base all’avversario”. 

Tavares e Castrovilli come stanno? Quali sono gli step che deve fare la squadra?
“Noi si lavora ogni giorno per migliorarsi, ogni settimana c’è una verifica del lavoro svolto. È impossibile fare tutto insieme, la squadra deve arrivare alla partita con quell’atteggiamento voglioso e desideroso di essere presente dentro la partita. La cosa principale è avere la possibilità di condurre la gara con l’aggressività che sto chiedendo. Castro e Nuno stanno lavorando, mettiamo dentro settimane di lavoro per raggiungere la miglior condizione fisica e sono vicini”. 

Come ha trovato Dia? Può essere una soluzione vicino a Castellanos?
“Intanto sta bene, ha lavorato a parte 2-3 giorni dopo la partita di coppa con la Salernitana. Sta bene e lo stiamo portando dentro le nostre richieste, si è calato molto bene perché ha le caratteristiche che ricerchiamo, ha grande mobilità, attacca la profondità e sa fare gol. Non escludo una sua coesistenza con Castellanos, ci dobbiamo lavorare”. 

In cosa ha lavorato con Castellanos in questa settimana?
“Per me è un giocatore forte che deve giocare con ferocia, questo lo sa e lo sta facendo. Lavora molto bene per la squadra, credo che l’ultima partita oltre al gol che è stato cercato ha fatto bene. Ha indotto l’avversario all’errore, ha avuto altre due occasioni ed è stato presente dentro la partita. Lì davanti sanno che devono portare le prime pressioni, sul campo è voglioso e desideroso. Quando parlo di ferocia per l’attaccante è questo che fa la differenza, si segna solo con questa cattiveria”. 

Affrontare una squadra fisica come l’Udinese così presto è un vantaggio?
“L’Udinese è una società che stimo, è lungimirante e lavora con una programmazione. All’interno ci sono giocatori strutturati e bravi, l’allenatore nuovo che abbiamo visto. C’è una ricerca di un calcio diverso e più verticale, ci sono le condizioni per far bene ma dipende tutto da noi. Sono molto curioso perché ci aspetta una partita complicata”. 

Dia e Castellanos possono giocare vicini o in verticale? C’è una gerarchia sugli esterni?
“Come ho sempre detto io parto da come far gol, ho giocato spesso anche con quattro attaccanti. Il problema non è il numero degli attaccanti ma il lavoro che fanno, se stanno fermi non possono giocare in quattro. Se portano pressione e hanno mobilità ci possiamo arrivare, senza equilibrio non si può giocare a calcio. Non metto un giocatore o un altro perché vado sotto, stiamo cercando l’equilibrio e lo troveremo nel lavoro. Abbiamo attaccanti forti che cercano occasioni e noi gliele daremo. Non mi piace parlare di gerarchia, la gerarchia la fa l’allenamento. Chi si allena forte e dimostra di voler andare in campo va in campo. Questo è rispettoso verso i calciatori e alza il livello della competizione, tutti sanno che chi si allena forte gioca”. 

Quanto è difficile preparare una partita contro un collega che conosce poco?
“Lo conoscete poco voi, io l’ho studiato ed è un allenatore che tendenzialmente gioca 3-4-3 o 3-4-2-1, in caso 3-5-2. Sicuramente troveremo una partita difficile ma sono convinto che la squadra sia pronta”. 

Come ha visto Dele-Bashiru dopo l’esordio con il Venezia?
“Non ho forzato, il ragazzo va costruito. Ha delle potenzialità fisiche e tecniche importanti, va costruito perché viene da un calcio e un modo di allenarsi diverso. Quando parlo di forzare è chiaro che parlo di fiducia, senza fiducia non si va da nessuna parte, specialmente per un calciatore. Ho visto una crescita importante nell’applicazione e nella ricerca di fare le cose che chiediamo. Ho anticipato, non ho forzato perché sembra quasi una parola brutta, se l’è conquistato con il lavoro sul campo e mi aspetto tanto anche dagli altri. Quando dico che non abbiamo tempo, spesso abbiamo visto campioni che hanno avuto bisogno di sei mesi o un anno di adattamento. Qui non c’è tempo, dobbiamo anticipare le tappe e ho bisogno di partecipazione”.

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Baroni: “Primi segnali importanti, vedremo se con il mercato possiamo migliorare ancora. Taty forte, Dele devastante, ecco dove deve migliorare…”

Marco Baroni in conferenza stampa dopo il successo per 3-1 di questa sera allo Stadio Olimpico contro il Venezia.

Ha ricevuto le risposte che voleva?
“Devo ringraziare i ragazzi, sono stati bravi perché in queste partite non siamo al meglio e lo dimostrano i risultati ma non deve mai mancare l’atteggiamento. Siamo andati sotto su un errore, la squadra ha fatto un buon palleggio e deve migliorare nell’utilizzo del palleggio. Deve essere più aggressiva nel recupero palla, abbiamo giocato contro un sistema che ti porta questi trequartisti dietro i centrocampisti e i nostri difensori sono stati bravi nell’aggredire. Devo ringraziare la squadra per l’atteggiamento avuto e un ringraziamento anche al pubblico, veramente è stata una bella serata”. 

Quanto serviva partire forte vista la diffidenza che c’è intorno a questa Lazio?
“Sappiamo che c’è stato un cambiamento, ma la squadra è preparata e ci sono margini importanti. Oggi abbiamo visto ragazzi giovani che hanno dato i primi segnali, dobbiamo sostenerli. Ho trovato una partecipazione da parte del gruppo e una condivisione importante, questo è un acceleratore che ti permette di ridurre il tempo”. 

Sorpreso da Castellanos e Dele-Bashiru?
“Dai giocatori mi aspetto una crescita. Taty per me non è una sorpresa, è un giocatore forte che ha bisogno di giocare. Lo scorso anno aveva davanti un giocatore che ha fatto la storia, sa che quest’anno troverà più spazio e la squadra lavorerà per lui. Oggi abbiamo messo dei palloni importanti, voglio che la squadra buchi centralmente ma anche sugli esterni, abbiamo giocatori che devono migliorare nell’attacco alla porta e Taty l’attacca bene. Dele-Bashiru ha grande potenzialità, è un ragazzo che deve capire il nostro calcio e giocare, allenarsi forte e giocare. Noi gli daremo la possibilità di giocare, abbiamo tanti centrocampisti bravi che stanno crescendo. La cosa importante era l’atteggiamento che chiedevo e che ho trovato”. 

Bada alle gerarchie o gioca chi si allena meglio? Il mercato è chiuso?
“Non parlo del mercato perché è irrispettoso per chi è qui. Bisognerà fare delle uscite, ma poi vedremo se ci sarà la possibilità di migliorare la squadra. Le gerarchie ci sono solo allenandosi forte, nessuno può giocare per il nome sulla maglia. Qui ci sono giocatori bravi, quando ho parlato di tanti capitani è perché ci sono tanti ragazzi che hanno un grande atteggiamento e spessore umano, questo ti permette di intraprendere la strada giusta anche con i più giovani. Da questo punto di vista sono fortunato, poi è chiaro che non regalo niente a nessuno”. 

Quanto è stato importante partire forte vista la partenza a rilento dello scorso anno?
“I tre punti sono fondamentali sempre, noi la partita non la possiamo sbagliare. Il risultato può non premiarci, ma l’atteggiamento dentro la partita non si può sbagliare. Se si lavora forte non puoi sbagliare la prestazione, può dirti male il risultato ma non la prestazione. Questo è il primo tassello da costruire, oggi abbiamo lavorato forte e ho chiesto solo la prestazione”.

Bisogna crescere nella qualità della trasmissione del pallone?
“Su questo dobbiamo assolutamente migliorare ma ci arriveremo. Nel primo tempo si abbassavano anche i tre centrocampisti, invece dobbiamo avere ricevitori alti. Guendo ha più mobilità e a me piace tantissimo, non si può più giocare in un calcio posizionale e questa mobilità ci aiuta. Oggi è stata eccessiva, ci abbassavamo troppo e svuotavamo la trequarti. Avendo dei riferimenti che scendevano poteva essere una soluzione inserirsi, nel secondo tempo ne abbiamo parlato e la squadra è entrata molto bene. Avevamo poi perso pressione e ho messo gamba con i cambi”. 

Dele-Bashiru quanto può crescere?
“Il giocatore deve migliorare nelle posture perché spesso ha una postura chiusa che lo obbliga a giocare dietro. Quando apre la spalla e si gira è devastante, ha una fisicità che non si può tenere. Deve diventare un recuperatore di palloni ma non è facile. Ho visto dove ha giocato, è uno stravolgimento completo e la sua partecipazione è straordinaria. Ho forzato la sua presenza oggi dal primo minuto per premiare questa partecipazione”.

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Lazio-Venezia, Marusic: “Vogliamo partire bene, siamo affamati”

Marusic ai microfoni di Lazio Style: “Abbiamo lavorato bene vogliamo iniziare al meglio davanti ai tifosi, dobbiamo entrare dal primo minuto con tanta fame e vincere questa partita. È molto importante partire bene, dobbiamo regalare ai tifosi una grande vittoria e l’importante è giocare con tanta voglia e determinazione. Sono molto orgoglioso perché sono qui da tanti anni e in questa stagione posso stare bene”. 

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Lazio-Venezia, Baroni: “Ora parla il campo, lavoriamo forte per obiettivi importanti e per creare una forte identità. Dia? Mobilità e gol”(AUDIO)

Alle ore 15 il tecnico biancoceleste Marco Baroni ha presentato in conferenza stampa la sfida di domani all’Olimpico contro il Venezia che segna il suo esordio sulla panchina della Lazio.

Come arriva la sua Lazio al debutto in campionato?
“Arriviamo bene, abbiamo recuperato qualche giocatore. Purtroppo c’è stato questo problema con Gila, però la squadra sta bene e siamo pronti. Il campionato sarà il solito bellissimo campionato, sempre difficile dove dovremo essere all’altezza”

Che emozioni sta vivendo?
“Il bello del mio lavoro è che mi alzo ogni mattina emozionato, cerco sempre motivazioni. Amo il lavoro che faccio e hai sempre emozione, in questo momento c’è grande concentrazione e attenzione, anche emozione di partire per la prima di campionato davanti ai nostri tifosi. Ci sono queste sensazioni belle che poi si traducono in concentrazione sul lavoro e sulla squadra”. 

A che punto è la Lazio rispetto alla ricezione dei suoi concetti? Come è nata la scelta di Dia?
“La squadra è in crescita costante, abbiamo cambiato qualcosina, ho parlato dell’obiettivo di creare un’identità forte di una squadra che deve collaborare al gioco collettivo. Questo vogliamo portare avanti con i ragazzi. Torno su un concetto che mi piace, quando parlo di emozione mi piace vedere una squadra partecipe e che dà tutto per sé stessa e per i tifosi. Quando parlo di emozione parlo di questa, questo non deve mai mancare. All’interno di questo poi ci sono i miglioramenti che dobbiamo fare, a me non piace parlare di tempo, il tempo è domani. Vivo ora e adesso, non guardo lontano, mi aspetto le cose su cui abbiamo lavorato. La Lazio è alla ricerca di giocatori bravi e Dia è uno di questi, Noslin è un giocatore che è arrivato con Immobile e Taty, non cambia molto ora l’arrivo di Dia. L’importante è portare dentro giocatori bravi, ha dimostrato di saper fare gol non solo nel nostro campionato, non dà punti di riferimento e a me questo piace. Stiamo cercando grande mobilità e lui è uno di questi ragazzi”. 

Che partita sarà quella di domani? Il centrocampo come può ruotare?
“Credo di avere un centrocampo con caratteristiche specifiche come ad esempio Rovella, Cataldi e Vecino che possono giocare da vertici bassi e da mediani. Non mi piace pensare a un centrocampo posizionale, non cerchiamo un calcio posizionale. Poi siccome ci sono due fasi avere mobilità e interscambio di ruoli in fase di costruzione o di aggressione spesso si vedrà questa mobilità e la voglio vedere sul campo. Guendo ha molta mobilità, non mi piace che rimanga fermo in una zona, lo stesso Dele-Bashiru, anche Castrovilli che sta trovando la condizione ed è un ragazzo veramente interessante. Ha avuto un periodo di inserimento fisico ma ha giocato a Cadice e si sta allenando sempre meglio. Domani è una di quelle partite dove ci saranno sicuramente difficoltà, dobbiamo avere le componenti dette prima. Insieme ai nostri tifosi nel nostro stadio servirà compattezza, spirito e agonismo”. 

Questa Lazio è completa o manca ancora qualcosa?
“I nomi guardo quelli che sono in questo momento con me in squadra, poi è chiaro che con la società c’è un confronto diretto. Ci saranno dei test importanti, per il momento siamo questi e andiamo avanti con questi”. 

Dove colloca la Lazio nell’ipotetica griglia di inizio campionato? C’è un rigorista e un vice-capitano designato?
“Il vice-capitano lo sceglierò io di gara in gara, Cataldi ha portato la fascia a Patric perché Patric era il vice-capitano. La squadra avrà sempre un capitano e un vice. Le griglie preferisco lasciarle fare agli altri, non ho mai fatto proclami e ho sempre pensato a migliorarmi lavorando forte e duro. I conti si fanno alla fine, adesso leggo tanti articoli dove ognuno esprime il suo pensiero, noi si lavora forte. Sul rigorista scelgo di gara in gara, abbiamo diversi giocatori che possono calciarlo, è una valutazione che voglio tenermi ancora, ci sono anche valutazioni dei momenti. La squadra ha primo rigorista, secondo e terzo rigorista”. 

Quanto ha lavorato sulla testa della squadra? Il centrocampo pecca in qualità nell’ultimo passaggio?
“Credo che nelle qualità dei giocatori c’è del lavoro, la rifinitura è una delle zone più importanti e difficili su cui stiamo lavorando. Quando parlo di verticalità cerco di far vedere alla squadra le soluzioni che ci sono dietro la linea difensiva e quella è la zona che dovremo attaccare. La squadra non deve perdere palleggio, è una delle cose che alimentiamo ma servirà verticalità e la piccola profondità che è fondamentale con squadre che si chiudono molto. Ci sono ragazzi che devono crescere, ma possono farlo solo con il lavoro”. 

Castrovilli può essere il faro del centrocampo? I suoi concetti sono stati assorbiti dalla squadra?
“È chiaro che la squadra anche in queste amichevoli nelle difficoltà non ha mai perso d’identità e di compattezza. Questa è una delle cose fondamentali, io parto sempre dalla prestazione, è fondamentale centrarla a livello singolo e di squadra. Non mi piace parlare di singoli, ma spendo una parola per Gaetano perché è rientrato da un infortunio e ha grande qualità, ha gol nelle gambe, sta lavorando forte per trovare la miglior condizione e sono convinto che a breve sarà al 100%”. 

Ha già un undici titolare in testa o ha qualche dubbio? Come vede il Venezia?
“L’avversario che incontriamo l’ho visto in un’amichevole contro l’Utrecht e in Coppa Italia, ma queste partite lasciano il tempo che trovano. Ci saranno sicuramente delle difficoltà. Ho un paio di dubbi di formazione legati principalmente a delle valutazioni su chi è rientrato da poco, devo valutare bene perché è una partita dove fino ad ora abbiamo fatto molti cambi. Domani dobbiamo gestire le risorse e le scelte iniziali bisognerà valutare bene chi ha fatto più allenamenti o chi è rientrato da poco. Ci saranno delle valutazioni da fare su questo”. 

Manca qualcosa a questa squadra? Folorunsho può essere il giocatore giusto? Che obiettivo si è posto per questa stagione?
“Di mercato oggi non voglio parlare, domani giochiamo una partita e mi sembra decontestualizzato il mercato. Capisco queste situazioni, ma voglio stare all’interno della partita che è fondamentale. Gli obiettivi di squadra ve li ho già dati, l’obiettivo è migliorare il campionato dello scorso anno. Qui si lavora forte per raggiungere obiettivi importanti, lasciamo parlare gli altri poi c’è sempre il campo che parla”. 

La Lazio può partire forte da subito? 
“La società chiaramente ha delineato dei cambiamenti che sono stati fatti, sono andati via giocatori importanti e sono arrivati dei giovani, non è detto che non possano arrivare anche più in alto di chi c’era prima. Quando non parlo del mercato e di chi non c’è, lo faccio perché devo valorizzare chi ho a disposizione. Se chiedo tempo lo faccio perché chi ho qui non è pronto? Non lo farò mai, qui non c’è tempo. Domani abbiamo una partita importante, qualcuno pensa che sarà facile ma non sarà così. Servirà una partita importante, servirà compattezza e spirito di sacrificio perché queste componenti ti permettono di lavorare all’interno delle difficoltà che vivremo all’interno della partita”. 

Come ha trovato Isaksen in questo mese di lavoro?
“È un giocatore forte, deve entrare in questa consapevolezza e caricarsi di questa responsabilità. Prima davanti aveva un giocatore bravo, ora deve caricarsi. Io sto cercando di aiutarlo, di liberare la testa, lui ha gamba e qualità. Deve alleggerirsi, spesso con i miei giocatori parlo di gioia, di scendere in campo con il piglio di chi non ha paura. Sbaglio? Ci riprovo. Lui è un ragazzo che ha tanta qualità e sono convinto che la esprimerà”. 

Sacchi dice che le romane sono indietro, è così? Come è cambiata l’atmosfera qui rispetto a quando giocava a Roma?
“È un tempo talmente lontano, io sono abituato a vivere l’oggi. Ho grande rispetto per chi dice certe cose, sono persone autorevoli e devono parlare di questi argomenti. Io faccio il mestiere che Sacchi faceva in passato, io devo lavorare con la squadra per rompere qualche pronostico fatto in passato”. 

Tavares può giocare dall’inizio? Questa è una delle panchine più importanti della sua carriera?
“Al 100%, l’ho già detto e sono orgoglioso di questa opportunità con il mio staff. Abbiamo lavorato duro e daremo tutto per fare bene. Nuno è uno di quei giocatori che devo valutare, il ragazzo sta bene però deve essere bravo io a gestire questo momento perché non ha partite nelle gambe. Sta bene e va forte, non ha i 90 minuti ma questo non sarebbe un problema. Devo valutare bene il suo impiego”. 

In cosa la squadra è migliorata dall’inizio e in cosa deve ancora migliorare?
“Quando sono arrivato ho detto di aver trovato una squadra con grande cultura e ho trovato terreno fertile per lavorare. Cerchiamo di mettere dentro qualcosa e non di levare, questa mobilità e aggressività che stiamo portando è una delle condizioni che la squadra ha percepito come un vantaggio che stiamo cercando di dare. Dobbiamo lavorare per prenderci questo vantaggio, dal punto di vista offensivo dobbiamo calciare di più ed essere molto più aggressivi sotto porta. Questa cattiveria è una delle componenti fondamentali”.

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Lazio, carica Zaccagni: “Carichi per il debutto, orgoglioso della fascia. Immobile mi ha detto…”

“Siamo carichi per il debutto contro il Venezia, dove sono cresciuto un anno in prestito, il lavoro durante il precampionato è stato buono. Abbiamo tanta fiducia nella squadra e nel nostro percorso, non vediamo l’ora di iniziare”. Sono queste le parole di Mattia Zaccagni, da quest’anno capitano della Lazio. Proprio sul suo nuovo ruolo e sulla fascia ereditata da Ciro Immobile, l’esterno ha detto: “È un grande orgoglio. Immobile? L’ho sentito, era molto felice, ha detto che ci sarà sempre per aiutarmi e questo mi fa piacere”.