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Sarri, allenatore-tifoso: “Divertiamoci, vinciamo e onoriamo la Lazio”

La sua voce è già il nuovo inno. Sarri allenatore-tifoso: «Ogni volta che indossate questa maglia, giocate per vincere contro qualsiasi avversario. Siamo la Lazio». Come il maestro, questo Maurizio. Dall’inizio del ritiro, prima di ogni allenamento, mette tutti a cerchio e ricorda il suo credo. Divertimento sì, ma anche la responsabilità di portare sul petto quel simbolo. In un solo anno l’aquila gli è entrata dentro, ora Sarri vuole spiccare il volo in Champions: «Voglio fare un ringraziamento da parte mia e di tutto il gruppo. È stato un ritiro difficile, tosto, ma avere i tifosi qui vicino al nostro fianco è stato di un aiuto mostruoso. Adesso spero che quest’anno l’Olimpico sia pieno». Poche parole, significative, dopo quasi due mesi dall’ultima conferenza di fine campionato. Appuntamento a un nuovo inizio, il 14 agosto, e uno sprone a fare l’abbonamento. Perché lui è l’esempio, il primo a credere in questa nuova Lazio. Il Messaggero

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Cessioni: Stallo per la cessione di Muriqi. Fares piace alla Cremonese

Gonzalo Escalante è in attesa delle mosse della società per capire quale sarà il suo futuro. La Lazio deve vendere e lui è uno dei giocatori in uscita. Su di lui alcuni club spagnoli ma ancora non c’è una trattativa in dirittura d’arrivo. Più complicata la questione Muriqi. Lotito avrebbe già inviato per email al Bruges i test fisici aggiornati del kosovaro, mentre aspetta che dal Belgio arrivi un’offerta vicina ai 10 milioni + 2 di bonus richiesti. Il Maiorca rimane alla finestra ma mette sul tavolo solo 9 milioni di euro, bonus compresi. Durmisi può tornare al Brondby a titolo definitivo, per Jony ci sarebbe in programma una risoluzione consensuale, mentre Fares (che sta recuperando dopo la rottura del crociato) non ha ricevuto richieste ma piace alla Cremonese che lo vorrebbe inserire nella trattativa Valeri.

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Abbonamenti, superata la soglia dei 10mila

In casa Lazio “c’è soddisfazione per le mosse estive di Lotito”. Lo scrive Repubblica che ricorda i 45 milioni spesi dal patron biancoceleste (con Provedel il prossimo ad arrivare per 4,5 milioni) e sottolinea il traguardo raggiunto nella campagna abbonamenti: 10 mila tessere vendute. La Repubblica

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Lotito mugugna, ora Tare deve cedere. Ieri colloquio con Acerbi: rispunta l’Inter

Sarri vorrebbe un altro centrocampista, si accontenterebbe di Matias Vecino (proseguono i contatti con l’entourage) a parametro zero. Lotito ora attende solo che lo Spezia ceda su Provedel (Maximiano rischia di diventare il “secondo”), e di rientrare dell’esborso di questo luglio con le cessioni di quei 13 esuberi, che creano dissapori con Tare ormai da giugno: pesa soprattutto Muriqi (si tratta ancora con Maiorca e Bruges) ed Escalante (Samp), ma ora bisogna accelerare anche sull’uscita di Acerbi, su cui torna l’Inter in agguato. Lotito ieri ci ha parlato in albergo, stasera alle 21 presiederà anche alla presentazione della maglia “bianca” ad Auronzo, giovedì volerà poi per l’assemblea di Lega a Milano. Tornerà venerdì a Formello, dove sta ultimando i lavori per cui ha già speso 6 milioni euro. Sarri e la squadra si ritroveranno lì il 25 pomeriggio, prima di partire alla volta della Germania per la seconda parte del ritiro. Il Messaggero

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Lotito, 18 anni di Lazio: “Costruita una grande squadra”. E accetta il rischio Milinkovic…

La sua faccia talvolta è un programma. Milinkovic deve ritrovare la felicità, è lui la Joya: «Sì, il nostro Dybala. Riuscire a trattenerlo per l’ottavo anno consecutivo è l’acquisto più importante della Serie A», è il coro dei laziali fra radio e social. Non solo perché il centrocampista ha segnato un gol in più dell’ex punta juventina (11 a 10) nella scorsa annata, ma anche perché tanti tifosi sanno che difficilmente Lotito, dopo aver già speso 50 milioni, potrà rispondere con un altro colpo ad effetto alla Roma.

Il patron gongola: «Abbiamo costruito una grande squadra. E, già così, non abbiamo nulla da invidiare all’altra sponda», assicura, subito dopo essersi tranquillizzato per uno scherzo telefonico che lo provocava su Dybala. Oggi il numero uno festeggia 18 anni di presidenza. Lo scorso giugno replicò a Mourinho con Sarri in panchina. Stavolta i fuochi d’artificio d’agosto (Emerson Palmieri, Ilic, Zielinski e Mertens, se non si sarà accasato altrove prima) restano sotto coperta, alcuni in una carta privata, ma sono subordinati alle partenze di Hysaj, Luis Alberto (c’è il Siviglia) e Milinkovic, su cui al momento è rimasto solo l’Arsenal. Dall’Inghilterra paventavano un rilancio dei Gunners da 55 milioni, ancora non c’è traccia. Lotito ad Auronzo ha giurato qualche giorno fa: «Sergej non è in vendita». In realtà, solo al di sotto di una determinata cifra. Già, perché le proposte sono arrivate addirittura in primavera. Psg e United hanno sondato, la Juve ha virato su Pogba, solo dopo esser stata respinta con 50 milioni per il centrocampista.

MALCONTENTO E PERSUASIONE 

Da questo rifiuto nasce qualche broncio di Milinkovic, meno sorridente rispetto al passato. A Sergej non è andata giù la promessa, al momento, non mantenuta dalla Lazio: stavolta, di fronte alla chiamata di una grande italiana o europea, il 27enne sarebbe stato “libero”. Si tormenta anche perché nessuno vuole svenarsi per il suo talento: «Ma io che devo fare più di tutti gli assist e gol dell’ultimo campionato?», sarebbe stato lo sfogo del serbo. In questi anni Sergej è stato coccolato a suon di ritocchi d’oro, è il secondo giocatore biancoceleste (dietro Immobile) più pagato, ma ora vuole fare il salto economico (avrebbe chiesto 7 milioni alla Juve a maggio) e in Champions. Milinkovic non ha intenzione di rinnovare il contratto in scadenza nel 2024, c’è il rischio di perderlo a parametro zero. Lotito sembra disposto a correrlo, salvo assalti indecenti dell’ultimo minuto.

È dura però portarsi dietro questo spettro. Sarri lo ha ribadito al presidente nell’ultimo vertice di mercato ed è stato rassicurato. Nel frattempo il tecnico sta parlando di continuo con Sergej per rimotivarlo al massimo. In fondo Milinkovic nella capitale è un idolo, ritrova sempre l’entusiasmo. Riuscire a trattenerlo, sarebbe il top.

Il Messaggero

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Auronzo, domani presentazione maglia e squadra

Ieri la cena di squadra, domani la presentazione della rose e della nuova maglia. Cinque giorni al termine del ritiro, riti di iniziazione per i sei nuovi acquisti con i brani cantati in piedi su una sedia come da tradizione. Oggi, i calciatori riceveranno da Sarri mezza giornata di riposo, svolgeranno solo la seduta mattutina. La presentazione della rosa, quasi sicuramente avverrà allo stadio Zandegiacomo, manca ancora l’ok da parte del comune. Si potranno ascoltare i primi commenti estivi di Sarri. La terza maglia sarà bianca con maniche azzurre, potrebbe essere utilizzata giovedì per l’ultimo test con il Primorje (ore 18), squadra della seconda divisione slovena. Corriere dello Sport

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Nuovo incarico per Rocchi? Lotito lo vuole come osservatore

Le Lazio non vuole perdere Tommaso Rocchi. L’ex centravanti ha iniziato la sua carriera da allenatore nel settore giovanile biancoceleste ottenendo buoni risultati anche alla guida dell’Under 18. L’ex numero nove sperava nel grande salto e di diventare il nuovo mister della Primavera, ed è rimasto male che la scelta sia ricaduta su Stefano Sanderra. Ha pensato all’addio ma Lotito lo considera come un figlio e non ha intenzione di farselo scappare. Dopo un incontro, avvenuto la scorsa settimana, avrebbe proposto un nuovo ruolo a Rocchi che potrebbe accettare l’incarico da osservatore: giudicherebbe i calciatori a livello nazionale e internazionale, si farebbe affidamento sulla sua competenza. Nei prossimi giorni verrà definito il tutto e ci saranno nuovi colloqui. Fabiani è il responsabile della Primavera e della Lazio Women, Enrico Lotito il direttore generale, mentre Bianchessi si occuperà dall’Under 18 in giù. Rocchi deve ancora accettare, ma la proposta c’è.

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Immobile-Romagnoli sul podio delle emozioni. Rodaggio M. Antonio, Gila velocista

Sul podio delle emozioni sono saliti Romagnoli e Immobile. L’uno a difesa dei gol dell’altro. Alessio, alfiere nei secoli fedele, debuttando con l’amata Lazio ha vissuto i 45 minuti più belli e lunghi della sua vita e poco importa che fosse un’amichevole. Ogni partita lo farà carburare dopo un anno di tormenti per la pubalgia e lo coinvolgerà sempre più. Ciro, con la sua cifra di colpi (suo l’1-0 su rigore), meriterebbe una premiazione a partita. E’ atto dovuto partire da loro per rivivere il 3-1 sulla Triestina, una partita per due Lazio. Sarri, nel primo test realistico, coniugando tradizione e rivoluzione, tecnica e forza fisica, è partito con la formazione-tipo chiarendo molte gerarchie: Patric-Romagnoli coppia centrale davanti a Maximiano. Lazzari a destra, Hysaj a sinistra (poi sostituito da Radu), è l’unico posto senza titolarità. Mau ha offerto la regia a Marcos Antonio, i suoi pretoriani erano Milinkovic e Luis Alberto. Felipe Anderson e Zaccagni le punte affilate ai fianchi di Ciro.

L’analisi

Immobile, pressatore d’attacco, ha provocato l’azione e s’è preso il rigore del vantaggio, segnato riscattando l’errore col Dekani. Ha fatto tutto lui recuperando un pallone come piace a Sarri, servendolo a Felipe che l’ha girato a Milinkovic. Sergej ha spalancato l’area, Ciro è stato atterrato da Sarzi. Il raddoppio gliel’ha negato Ghislandi sulla linea, allo scadere del primo tempo. Mau non è mai andato in bestia, ha seguito in silenzio, masticando la solita cicca, ha chiesto solo più velocità. La flemma s’è rispecchiata in campo, la Lazio è stata ordinata, poco imprevedibile. C’erano idee di gioco, non ancora sprizzi. Tre alibi a conforto: il caldo inconsueto per Auronzo, il campo con troppe zolle e la Triestina di Bonatti (allenatore futurista fin dai tempi della Primavera laziale). I laziali, in 1.100, sono esplosi al gol di Immobile e sono riesplosi poco dopo quando Romagnoli s’è esibito in un tackle scivolato all’altezza del centrocampo, sotto la tribunetta, evitando una ripartenza. Intervento rude replicato a fine primo tempo. Maximiano, quasi ingiudicabile, non ha mai corso rischi. La Triestina, appena allenata, alla prima amichevole, imbottita di 6 acquisti, non s’è mai spinta oltre la trequarti. A centrocampo ha giostrato Marcos Antonio, spaesato in partenza, quando s’è perso un paio di palloni. Poi sempre più dentro al gioco. Ha cercato di tenere corta la squadra, di indurla al palleggio di prima, chiedeva il pallone, s’è impegnato nel pressing. Ha sbagliato qualche tempo in fase di non possesso, fisicamente soffrirà per via di altezza ed esilità, ma è battagliero. Ha sempre reagito agli scontri, ha strappato applausi quando ha schermato De Luca e s’è lanciato sul rimpallo. Piace a Sarri, oggi è una recluta, tecnicamente incarna l’idea sarriana. Milinkovic non è ancora al top, domina con la presenza. Luis Alberto ha preso un colpo ad inizio partita, l’ha limitato. Ciro s’è lamentato per il trattamento della Triestina, feroce nelle pressioni, nei corpo a corpo, se l’è presa con Sabbione (scintille anche con Milinkovic). Mini-ressa prima dell’intervallo.

Il secondo tempo

Sarri ha confermato solo Maximiano e Milinkovic nel secondo tempo, poi sostituiti da Adamonis e Bertini. C’è stata più fluidità. Mau ha lanciato la coppia centrale Gila-Casale, i terzini erano Marusic e Radu. Gila ha confermato d’essere un centrale-velocista, buoni alcuni recuperi in progressione. Casale s’è macchiato di un errore in costruzione. Cataldi era in regia, l’altra mezzala era Basic. Il tridentino era Romero-Cancellieri-Pedro. Prima del raddoppio di un operoso Basic (servito da un’imbucata di Cancellieri) c’è stata una traversa ciclonica di Marusic. Un gioiello di Gomez su punizione ha riaperto la partita (beffato Adamonis). Un gioiello di Bertini, tiro a giro, ha fissato il 3-1. Gol disegnati. Corriere dello Sport

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Provedel, la strategia di Lotito. Altro contatto con Vecino

Ha detto allo Spezia che avrebbe firmato il rinnovo, se non fosse arrivata la Lazio, l’occasione della sua vita. Ivan Provedel vuole andare via. Soprattutto dopo la chiamata di Sarri, pronto a farlo duellare con Maximiano per la titolarità. Il portiere portoghese lo convince ancora a metà, sia per il palleggio da dietro (ieri uno in stile Strakosha) sia per la poca padronanza della lingua. Provedel invece era nella lista di Sarri già da gennaio per il dopo Reina. Lotito è sparito da giorni con lo Spezia, è una strategia: vuole spaventare i liguri (anche con i piani b Terracciano e Silvestri) e costringerli a cedere all’offerta di 4,5 milioni, tanti per un estremo difensore in scadenza. Il presidente vuole soddisfare Maurizio anche stavolta, poi si fermerà:

Ivan Ilic arriverà soltanto in caso di cessione di Luis Alberto al Siviglia. Deve accontentarsi dello svincolato Matias Vecino (altro contatto dopo quello di due giorni fa), se vuole un altro centrocampista. Smentite su Petagna, come sull’ex Emanuele Valeri della Cremonese per la fascia sinistra. Se dovesse uscire Hysaj, il sogno Emerson Palmieri potrebbe tornare di moda.

Al momento il rincalzo è Radu («Questo è il mio ultimo anno»), il titolare Marusic lì ha scoperto una nuova vita: «A destra, a sinistra, decide il mister, a me non cambia nulla. Il prossimo anno voglio segnare di più, ma la Lazio si è rinforzata. E presto Luka Romero vi sorprenderà». Ieri sera la cena ufficiale della squadra al ristorante Antiqua: Romagnoli canta la “Canzone del sole”, Basic “Con te partirò”. Poi Sarri si concede agli autografi, Milinkovic tira dritto all’uscita.

Il Messaggero

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AURONZO, GIORNO 12 – Hysaj: “Aiuto i nuovi a capire le richieste di Sarri”

Dopo il 3-1 rifilati alla Triestina dell’ex Bonatti grazie alle reti di Immobile su rigore, Basic e Bertini ha parlato Elseid Hysaj al canale tematico ufficiale: “È stata una bella partita. Con il passare dei minuti si è fatta sentire un po’ di stanchezza, ma la squadra ha reagito bene. Speriamo di continuare così. Nel secondo tempo i nuovi sono stati bravi, hanno capito velocemente il gioco che vuole il mister. Sono felice dei nuovi, ci auguriamo di arrivare pronti al campionato. Ogni tanto parlo con i nuovi per aiutarli con i meccanismi difensivi, ma sono già bravi di loro nel comprendere le richieste di Sarri. Vedo più gente dello scorso anno, tutti sono positivi e questo è ottimo perché ci spinge ad andare avanti”.