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Sarri, ritorno a Torino con la proposta di contratto ed un futuro da scrivere: nuovo incontro con Lotito alle porte

All’ epoca c’era il “primo” Allegri sulla banchina bianconera. Lo sostituì proprio Sarri l’annata successiva. Maurizio tornerà a Torino da avversario per la prima volta, dopo l’addio burrascoso alla Vecchia Signora. La scorsa estate, la buonuscita della Juve (da 2,5 milioni) ha aiutato Lotito sull’ingaggio del tecnico con un biennale 3 milioni circa. Giovedì scorso il presidente ha finalmente offerto di nuovo il rinnovo sino al 2025, promesso ormai 5 mesi fa. Ci sarà un nuovo incontro in settimana, ma Sarri pretende ulteriori garanzie di mercato per la firma.

Non a caso, sabato pomeriggio in ritiro a Formello, prima della gara con la Sampdoria, c’è stato un nuovo scambio di idee sulla rosa di fronte a Tare (che insiste per Bourigeaud del Rennes) e tutto lo staff. Il presidente pretende che il gioiello Luka Romero abbia più spazio, ma per l’allenatore non ha ancora il fisico per la Serie A. Il tema si riproporrà lunedì sera, qualora Immobile dovesse malauguratamente non farcela. Il Messaggero

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Non solo Pedro ed Immobile: anche Leiva in dubbio per Torino

Non solo Pedro: anche Lucas Leiva è a forte rischio per il monday night di Torino. Secondo ‘La Repubblica’ infatti, il brasiliano sarebbe alle prese con alcuni guai muscolari. Cataldi scalda i motori, è sceso in campo dal 1′ nelle ultime due partite dopo un lungo periodo in panchina. Oggi la Lazio tornerà a lavorare a Formello, Sarri spera di recupere il suo ‘regista’.

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Milinkovic -Juventus: i suoi numeri contro i bianconeri

Uno degli uomini più attesi della Lazio in vista del match contro la Juventus all’Allianz Stadium è Milinkovic-Savic. Il serbo negli ultimi giorni è stato accostato a più riprese al club bianconero, ma al momento il suo futuro è difficile da decifrare. In attesa di capire quali saranno gli sviluppi a riguardo, Sergio così come viene chiamato dai tifosi, vuole trascinare l’aquila verso il quinto posto valido per l’accesso alla prossima Europa League. Quest’anno ha raggiunto la piena maturità e la sfida contro la Juventus del suo compagno di nazionale Vlahovic rappresenta un banco di prova importante per la definitiva consacrazione. Ad onor del vero al cospetto della Vecchia Signora il Sergente non ha sempre fatto benissimo. Un solo gol siglato nel successo per 3-1 del dicembre del 2019 e un assist fornito a Luis Alberto nel trionfo in Supercoppa Italiana a Riyad appena 15 giorno dopo. Non sono mancate le buone prestazioni, tra cui quella nell’unica affermazione biancoceleste allo Stadium nell’ottobre del 2017, quando grazie ad una doppietta di Immobile l’allora formazione di Simone Inzaghi si impose per 2-1. Da uno come lui però ci aspetta sempre di più e chissà se questa non possa essere la volta giusta per trovare la giocata vincente nella tana dei bianconeri.

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Sarri chiede garanzie, Lotito in pressing: rinnovo fino al 2025, si decide

Sarri insiste, chiedendo precise garanzie di mercato. Parla di progetto, di coinvolgimento, di chiarezza e condivisione degli acquisti. Lotito, dopo mesi di silenzio, lo incalza sul rinnovo, il contratto sarebbe da prolungare sino al 2025. E’ pronto a rivoluzionare e ribaltare la Lazio, a patto di avere l’adesione completa del suo allenatore, a cui già la scorsa estate aveva chiesto di firmare per tre anni e non due. Significherebbe fiducia reciproca e prospettiva per impostare un lavoro profondo, a lungo termine. Un passaggio necessario verso un’estate in cui si imporranno scelte drastiche, in merito alla rosa attuale, e non ci saranno troppi soldi da spendere, nonostante la preventivata cessione di Milinkovic.

Convinzione

La novità è legata ai tempi, matureranno subito, entro fine campionato. Dopo il vertice del 6 aprile e il nuovo incrocio a Formello di mercoledì scorso, Lotito e Sarri dovranno ritrovarsi e definire, in un senso o nell’altro, il futuro della Lazio. Rinnovo o divorzio è la sintesi che riassume la convinzione spirituale del matrimonio. Quello celebrato l’estate scorsa, ma non ancora consumato in pieno, era una promessa. Ora andrà confermata o meno per l’eternità, se è concessa la metafora, perché i contratti nel calcio si strappano molto facilmente o valgono poco, come ha fatto capire Sarri. Per Lotito, in realtà, non è così. Non è abituato a licenziare e non lo farà neppure stavolta. Ha intenzione di andare avanti con l’ex tecnico di Chelsea, Juve e Napoli onorando il piano biennale di cui parlava nel giugno scorso, quando lo aveva scelto per rispondere all’arrivo di Mourinho e all’addio di Inzaghi. Bisognava ricostruire la squadra e la Lazio non era nelle condizioni di smontarla, ricomprando dieci o undici giocatori. Ne prese cinque (Felipe, Pedro, Zaccagni, Basic, Hysaj) rinviando al 2022 l’altra metà dell’opera. Per Sarri si sarebbe dovuto iniziare a gennaio, accelerando i tempi. E il flop del mercato invernale ha segnato inevitabilmente i suoi pensieri, creando dei dubbi da fugare in chiave futura.

Intese

Sarri a parole non ha mai detto di volersene andare, anzi ha chiarito di trovarsi bene alla Lazio. E Lotito non ha mai rinnegato la propria stima nei confronti del tecnico, anzi l’ha confermata. Restano, però, delle incertezze. Mau ha chiesto otto acquisti, sei giocatori di movimento (due difensori centrali, un terzino sinistro, due centrocampisti, un attaccante) e due nuovi portieri oltre al rinnovo di Patric, vicinissimo. Lotito non è sicuro della sostenibilità economica del piano, il 6 aprile lo aveva invitato a considerare la possibilità di trattenere Strakosha, non è così convinto di disfarsi di Acerbi, chiede più flessibilità e meno intransigenza al suo allenatore. Anche un po’ di fiducia, perché il mercato si svilupperà tra giugno e luglio, è difficile ora prevedere qualsiasi sviluppo. Non si sa, ad esempio, per quale cifra verrà ceduto Milinkovic, in scadenza 2024: non è un dettaglio, peraltro l’ipotesi di inserire contropartite non andrebbe scartata. A proposito di programmazione, altra sfumatura, ancora non si conoscono le date del prossimo ritiro ad Auronzo di Cadore.

Verità

L’ingresso in Europa è vicino. Già questa settimana o (più probabile) nella settimana tra Juve e Verona, Sarri e Lotito faranno chiarezza. Non dopo la fine del campionato, ma entro il 22. Un aspetto da considerare: il contratto in vigore scade nel 2023, l’esonero non è contemplato dal club, le dimissioni dal tecnico. Le manovre degli ultimi giorni non escludono un gioco delle parti. Mau può esercitare una clausola di rescissione per l’estero entro la fine di maggio. Il presidente, ottenendo il rinnovo sbandierato e poi sfumato a Natale, avrebbe mano più libera per operare sul mercato contenendo le richieste. Come ne usciranno Lotito e Sarri se non dovessero trovare l’intesa per il rinnovo? Corriere dello Sport

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La Lega apre al Challenge: “Giusto che le squadre possano chiedere intervento VAR”

“Giusto che le squadre possano chiedere una review”, parole di Lorenzo Casini, presidente della Lega Serie A, che aprono al Challenge in campo. A “La Politica nel Pallone”, lo stesso Casini spiega: “Credo che delle migliorie vadano discusse. Una che trovo ragionevole è quella del challenge. Dare la possibilità, anche solo una volta o due, alle squadre di rivedere una determinata azione penso sarebbe un segnale di apertura che non dovrebbe creare troppe complicazioni in merito alla durata delle partite”. Un’apertura ad uno dei temi più dibattuti degli ultimi anni, dall’introduzione del VAR.

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Immobile, terapie per la Juve: caviglia gonfia, ma vuole esserci

Ciro Immobile non molla mai, in campo contro la Sampdoria con “un piede e mezzo” come detto da Sarri. Zoppicava, non ha chiesto il cambio. Problema alla caviglia destra, gonfia e con l’ematoma che ancora ieri era visibile. Nel giorno di riposo l’attaccante della Lazio si è sottoposto a delle terapie nel centro sportivo di Formello. Per ora è consigliato un po’ di riposo, probabilmente salterà la ripresa di oggi e la seduta di domani. Potrebbe allenarsi direttamente tra venerdì e sabato, poi domenica partire con la squadra direzione Torino per sfidare la Juve e Vlahovic. La sua distorsione al momento non preoccupa e in assenza di lesioni Ciro è pronto a stringere i denti e andare in campo. Sarri vuole il bomber e punta al gran finale per conquistare l’Europa. Corriere dello Sport

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Lazio, qualificazione in Europa League matematica già dalla prossima giornata?

Al termine della trentaseiesima giornata di Serie A la Lazio è sola al quinto posto in classifica. Biancocelesti a quota 62 punti, a più 3 su Fiorentina, Roma e Atalanta, tutte a 59. Per la squadra di Maurizio Sarri mancano 3 punti per la qualificazione matematica alla prossima Europa League. Con una vittoria Immobile e compagni potrebbero essere soltanto raggiunti dalle inseguitrici, e in quel caso in tutte le combinazioni della classifica avulsa almeno il sesto posto sarebbe assicurato. Lunedì 16 la Lazio sarà impegnata sul campo della Juventus, mentre nell’ultima giornata (ancora non stabilito giorno e orario) ospiterà all’Olimpico l’Hellas Verona. Al termine della prossima giornata la Lazio sarebbe matematicamente certa della qualificazione in Europa nel caso in cui pareggiasse e almeno una fra Atalanta e Fiorentina non dovesse vincere o, in caso di sconfitta con la Juve, se anche bergamaschi o viola dovessero perdere.

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Milinkovic, Ct Serbia: “Gli consiglierei la Juventus”

Il Ct della Nazionale serba, Dragan Stojkovic, si è concesso ai microfoni di Tuttosport, parlando di due suoi giocatori come Milinkovic e Vlahovic: “Se Sergej mi chiedesse un consiglio? Gli direi di andare alla Juventus. E’ un’istituzione e ci gioca già Dusan. E sarebbe un giocatore perfetto per Allegri, gli manca un centrocampista come Milinkovic-Savic. Ha fisico, assist, gol e conosce il campionato italiano”. Poi sull’attaccante della Juventus: “Perché dovrei essere preoccupato? Mi fido molto di lui, sta giocando molto bene. Non è possibile segnare ogni domenica. Deve solo rimanere calmo e non pensare al gol, che sicuramente arriverà presto”.

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Scatto Lotito con l’Europa: “Mister, il tuo contratto è pronto”. Ma Sarri ora guarda il progetto…

L’Europa torna a un passo. E, guarda caso, anche il rinnovo di Sarri ha un improvviso scatto prima della fine del campionato, sia pure con cinque mesi di ritardo rispetto all’annuncio societario. Ora però il tecnico non vuole firmarlo senza prove tangibili del prossimo mercato. Ecco un altro retroscena del doppio incontro consumatosi la scorsa settimana con Lotito a Formello. Mercoledì sera l’allenatore e il presidente si erano confrontati sui programmi per il prossimo anno. Maurizio aveva chiesto lumi su come la società si stesse muovendo e sulla situazione Milinkovic, la cui cessione consentirà di avere il budget necessario per costruire la nuova Lazio. Il giorno dopo, giovedì a pranzo, finalmente Lotito si è presentato di nuovo nel centro sportivo annunciando al tecnico: «Il tuo contratto sino al 2025 è pronto». Eppure Sarri lo ha ribadito: ormai il prolungamento gli interessa meno del progetto. E su quello continua ad avere un grosso punto interrogativo. Perché la Lazio è indietro nella pianificazione del futuro e l’esperienza del primo anno biancoceleste non lo fa sentire al sicuro. Non è stato ancora centrato nemmeno uno dei 6-7 rinforzi indicati da Maurizio, nemmeno Romagnoli (in bilico) o un altro svincolato. Al contrario, ci sono in casa tanti giocatori che andranno via a parametro zero. L’ultimo eroe con la Samp, Patric, firmerà il quadriennale soltanto quando avrà la certezza della permanenza di Sarri a Formello. 

Da marzo la Lazio ha tergiversato perché voleva prima sapere dove si sarebbe posizionata in questo campionato. Con o senza coppe, cambia l’organico necessario per il prossimo. Sarri invece non è mai stato d’accordo. Aveva invocato più sessioni per allestire una rosa all’altezza del suo gioco. Adesso teme sia di nuovo impossibile fare tutto in estate e in poco tempo. Oltretutto dovendo attendere i 70-80 milioni della cessione di Milinkovic per fare il grosso. A meno che Tare non abbia già agito (vedi  Bourigeaud del Rennes e Grillitsch dell’Hoffenheim per il centrocampo) tenendolo all’oscuro di tutto come a gennaio. Nell’ultimo vertice a tre del 6 aprile era stato concordato altro. Il Messaggero

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Luis Alberto mania: ora si decide il futuro

Luis Alberto, Luis Abatino. Per nome e per eleganza può essere chiamato così. Sono da enciclopedia del calcio i suoi top gol e i suoi colpi, attengono agli Abatini di “breriana” memoria. Il gol gioiello, segnato davanti ad uno stadio vicino alla tracimazione per la suggestione, è l’attimo che ferma il tempo. Classe pura quella rifinitura, coniugata alla potenza della corsa che l’ha lanciato in porta, buggerando Audero con la suola e Ferrari col tunnel. Di golazi del Mago se ne ricordano vari. In primis quello contro la Spal a Ferrara, con dribbling alla Zidane, era il 2018.

Le celebrazioni

Luis è stato celebrato da laziali e non, anche la Lega di A ha reso omaggio alla sua prodezza ad “alto contenuto magico”, è la frase che ha accompagnato il video, in sottofondo c’era la colonna sonora del maghetto Harry Potter. Sarri, faticando, è riuscito a fondere il genio del dottor Jekyll e la sregolatezza di Mister Hyde. Campo e fuori campo, la gestione del Mago è stata difficile ad inizio stagione, col passare dei mesi anche Sarri ha capito di dover sorvolare su alcune reazioni: «Luis ha capito che se ho qualcosa da dirgli gliela dico in faccia, all’inizio gli sembrava strano, ora sa come sono fatto e io so come è fatto lui, è un tipo particolare ma molto intelligente», spiegò il Comandante a novembre.

I numeri. Luis e Milinkovic stanno facendo anche le sue fortune in quanto ad assist e gol. Luis è salito a quota 5 reti e 10 assist, ha segnato e fornito assist in 10 partite diverse in campionato considerando le ultime 5 stagioni (di più solo Çalhanoglu, 12 partite). Milinkovic è a 10 reti e 11 assist. E’ un bottino fantastico. Sarri sa che perderà Sergej, non sa quale futuro attende Luis. Ad inizio e metà stagione forse avrebbe barattato la sua partenza con l’arrivo di un giocatore più gestibile, oggi no pensando all’addio del Sergente. Il Comandante ieri ha dribblato l’argomento futuro, le domande legate alla permanenza del Mago: «Con Luis ho un rapporto normale, ci possono essere discussioni, è fisiologico. Il gol riunisce tanta roba… l’elevata qualità tecnica, la lucidità mentale». I dubbi sul futuro saranno dissipati solo in estate, la Lazio dovrà pur ripartire da alcuni punti fermi. Vero è che ogni offerta ghiotta sarà valutata. Luis non parla di futuro dall’inizio dell’anno: «Ho ancora tre anni di contratto. Resterò finché vorranno», aveva detto a gennaio. A febbraio, salvo poi rettificare, s’era spinto verso il rientro in Spagna: «Vorrei tornare, prima o poi».

Il leader

E’ un altro Luis, per quanto a volte cada in tentazione e ricaschi in certi atteggiamenti. Corre di più e continua a inventare. I numeri registrati contro la Samp sono stati gran numeri: 5 tiri, 3 occasioni, 87,1% di passaggi riusciti, 6 cross, 94 palloni giocati, 5 possessi guadagnati. E’ tra i capitani, terzo vice di Immobile. Nelle ultime settimane la sua leadership è aumentata. Sabato, dopo l’intervallo, è stato tra i giocatori intervenuti per caricare la squadra, riunitasi a cerchio. Prima ha parlato capitan Ciro, poi Luis. A fine aprile aveva invitato i compagni nella villa dell’Olgiata acquistata da Stankovic, era stata organizzata una serata “flamenca”, utile anche per rasserenare il gruppo dopo la sconfitta col Milan. Canti e balli, a fine galà Luis aveva omaggiato tutti i compagni con un sombrero. Olè. Corriere dello Sport