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RASSEGNA STAMPA

Lotito mugugna, ora Tare deve cedere. Ieri colloquio con Acerbi: rispunta l’Inter

Sarri vorrebbe un altro centrocampista, si accontenterebbe di Matias Vecino (proseguono i contatti con l’entourage) a parametro zero. Lotito ora attende solo che lo Spezia ceda su Provedel (Maximiano rischia di diventare il “secondo”), e di rientrare dell’esborso di questo luglio con le cessioni di quei 13 esuberi, che creano dissapori con Tare ormai da giugno: pesa soprattutto Muriqi (si tratta ancora con Maiorca e Bruges) ed Escalante (Samp), ma ora bisogna accelerare anche sull’uscita di Acerbi, su cui torna l’Inter in agguato. Lotito ieri ci ha parlato in albergo, stasera alle 21 presiederà anche alla presentazione della maglia “bianca” ad Auronzo, giovedì volerà poi per l’assemblea di Lega a Milano. Tornerà venerdì a Formello, dove sta ultimando i lavori per cui ha già speso 6 milioni euro. Sarri e la squadra si ritroveranno lì il 25 pomeriggio, prima di partire alla volta della Germania per la seconda parte del ritiro. Il Messaggero

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RASSEGNA STAMPA

Lotito, 18 anni di Lazio: “Costruita una grande squadra”. E accetta il rischio Milinkovic…

La sua faccia talvolta è un programma. Milinkovic deve ritrovare la felicità, è lui la Joya: «Sì, il nostro Dybala. Riuscire a trattenerlo per l’ottavo anno consecutivo è l’acquisto più importante della Serie A», è il coro dei laziali fra radio e social. Non solo perché il centrocampista ha segnato un gol in più dell’ex punta juventina (11 a 10) nella scorsa annata, ma anche perché tanti tifosi sanno che difficilmente Lotito, dopo aver già speso 50 milioni, potrà rispondere con un altro colpo ad effetto alla Roma.

Il patron gongola: «Abbiamo costruito una grande squadra. E, già così, non abbiamo nulla da invidiare all’altra sponda», assicura, subito dopo essersi tranquillizzato per uno scherzo telefonico che lo provocava su Dybala. Oggi il numero uno festeggia 18 anni di presidenza. Lo scorso giugno replicò a Mourinho con Sarri in panchina. Stavolta i fuochi d’artificio d’agosto (Emerson Palmieri, Ilic, Zielinski e Mertens, se non si sarà accasato altrove prima) restano sotto coperta, alcuni in una carta privata, ma sono subordinati alle partenze di Hysaj, Luis Alberto (c’è il Siviglia) e Milinkovic, su cui al momento è rimasto solo l’Arsenal. Dall’Inghilterra paventavano un rilancio dei Gunners da 55 milioni, ancora non c’è traccia. Lotito ad Auronzo ha giurato qualche giorno fa: «Sergej non è in vendita». In realtà, solo al di sotto di una determinata cifra. Già, perché le proposte sono arrivate addirittura in primavera. Psg e United hanno sondato, la Juve ha virato su Pogba, solo dopo esser stata respinta con 50 milioni per il centrocampista.

MALCONTENTO E PERSUASIONE 

Da questo rifiuto nasce qualche broncio di Milinkovic, meno sorridente rispetto al passato. A Sergej non è andata giù la promessa, al momento, non mantenuta dalla Lazio: stavolta, di fronte alla chiamata di una grande italiana o europea, il 27enne sarebbe stato “libero”. Si tormenta anche perché nessuno vuole svenarsi per il suo talento: «Ma io che devo fare più di tutti gli assist e gol dell’ultimo campionato?», sarebbe stato lo sfogo del serbo. In questi anni Sergej è stato coccolato a suon di ritocchi d’oro, è il secondo giocatore biancoceleste (dietro Immobile) più pagato, ma ora vuole fare il salto economico (avrebbe chiesto 7 milioni alla Juve a maggio) e in Champions. Milinkovic non ha intenzione di rinnovare il contratto in scadenza nel 2024, c’è il rischio di perderlo a parametro zero. Lotito sembra disposto a correrlo, salvo assalti indecenti dell’ultimo minuto.

È dura però portarsi dietro questo spettro. Sarri lo ha ribadito al presidente nell’ultimo vertice di mercato ed è stato rassicurato. Nel frattempo il tecnico sta parlando di continuo con Sergej per rimotivarlo al massimo. In fondo Milinkovic nella capitale è un idolo, ritrova sempre l’entusiasmo. Riuscire a trattenerlo, sarebbe il top.

Il Messaggero

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DICHIARAZIONI

Gioia Romagnoli: “La Lazio il mio sogno da sempre. Da avversario cantavo l’inno, con Tare facevamo il conto alla rovescia…”

Alessio Romagnoli si presenta. Dopo una lunghissima trattativa il lieto fine è arrivato settimana scorsa con la firma sul contratto e l’arrivo ad Auronzo di Cadore. Ora è tempo di presentazioni e il nuovo difensore biancoceleste ha parlato a Lazio Style Channel. 

LAZIO – «Penso sia stata l’emozione più grande della mia vita. Aver indossato questa maglia è il coronamento di un sogno che avevo da bambino. Non volevo giocare in Serie A ma nella Lazio».

TIFOSO – «Credo che non ci sia nulla di male a esprimere la propria fede nonostante abbia giocato con altre maglie. Se uno porta rispetto e dà il massimo può dichiarare di tifare un’altra squadra come feci io diverse volte nel corso degli anni».

NESTA E LA NUMERO 13 – «La tredici me la porto dietro da tanti anni. Nesta è stato il più forte difensore di tutti i tempi, nessuno sarà mai come lui. Per un’era è stata eccezionale e irripetibile. Indossare il suo numero è qualcosa di importante, pesa molto. Cercherò di fare del mio meglio. Cessione di Nesta? In quel periodo la Lazio aveva dei problemi finanziari e lui era uno dei sacrificabili, per lui sia stato un forte trauma ma è stato bravo a vincere tutto con il Milan. Il dispiacere è che ce lo siamo goduti poco perché poteva darci qualche altra gioia, rimane la felicità di averlo vistoNesta l’ho conosciuto, tramite amici. Questi giorni non l’ho sentito, ho cercato di isolarmi da tutto e tutti. Sono cercato di rimanere tranquillo e chiudere la trattativa».

PRIMA VOLTA ALLO STADIO – «Ero veramente piccolo, forse era il 1999. Mio padre mi portava spesso».

SCUDETTO 2000 – «Non c’ero perché non c’erano i biglietti. Me lo sono goduto da casa, uno dei giorni più belli di sempre. Poi come è arrivata la vittoria è altrettanto bello. Mi è spiaciuto non andare allo stadio».

GIOCARE CONTRO LA LAZIO – «Cantavo l’inno con la felpa sopra il naso ogni volta che giocavamo all’Olimpico contro la Lazio».

NON ESULTANZA IN LAZIO-MILAN – «Rispetto la mia fede e i miei ideali va oltre ogni cosa, non ci sarei mai riuscito. Il rispetto è la prima cosa. Ho sempre rispettato questa fede e questa maglia. Non esultare è stato molto naturale».

IMMOBILE E CATALDI – «Ciro e Danilo mi massacravano di chiamate, mi ha fatto molto piacere. Avere questo calore dei compagni che fanno le dichiarazioni d’amore è spettacolare. Era impossibile non accettare».

MILAN – «Era giusto fare un percorso a Milano per me e la mia carriera perché vedevo che il club stava crescendo, ogni volta che giocavamo contro la Lazio con Igli parlavamo sempre e dicevamo che mancava sempre meno alla fine del contratto. Dicevo sempre a loro di provarci, volevo sempre giocare con la Lazio e non volevo andare troppo in là con gli anni. Credo sia l’età giusta, vengo da un problema serio che sto risolvendo come la pubalgia. Voglio dare 100% per questa maglia».

MOMENTO PIU EMOZIONANTE – «Emozione più bella lo striscione della Curva Nord in Lazio-Milan di Coppa Italia. Bellissimo.».

PAIDEIA – «Sapevo che in Paideia sarebbero arrivati un sacco di tifosi, toccherà a me restituire tutto quanto».

FAMIGLIA – «Solo insieme riusciremo a raggiungere i grandi risultati. So che siamo una grande famiglia quindi avanti insieme».

VIA DA ROMA – «Andare via da Roma è stato un passo importante perché andavo in un grande club come il Milan. Quella è stata una delle più belle maglie fatte dalla Lazio secondo me e giustamente volevo ricordare quel momento.».

BAMBINO – «Sin da bambino andavo allo stadio, mio papà era della Lazio. Significa indossare la maglia sempre sognata».

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CALCIOMERCATO

Entra nel vivo la pista Vecino: si cerca un accordo

Matias Vecino e la Lazio: ora entriamo nel vivo. Una trattativa, quello per il centrocampista svincolato ex Inter, che il club di Lotito aveva impostato già lo scorso gennaio e che, dopo i contatti di ieri, ha portato a nuovi aggiornamenti nella tarda mattinata. La Lazio ha deciso di procedere, non siamo agli accordi definitivi, ma c’è la reciproca volontà di arrivare a una soluzione e quindi agli accordi.Alfredopedulla.com

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PAROLA ALL'OPINIONISTA

‘LAZIO SEMPRE’ – Sarzanini: “Lotito ha un altro colpo già pronto. Potrebbe essere Ilic a prescindere da Luis Alberto”

ENRICO SARZANINI (Leggo) in collegamento a ‘LAZIO SEMPRE’!

“Ho la sensazione che Sarri abbia mischiato le carte e con lui l’asse con il presidente Lotito. C’è un’affinità che ha variato il modus operandi del presidente della Lazio. C’è stima e voglia di accontentarlo. So per certo che Lotito ha già un colpo già pronto. Lo dico con cognizione di causa, non so il nome ma ipotizzo Ilic a prescindere dalla cessione di Luis Alberto. E’ chiaro, poi, che la Lazio deve fare alcune operazioni un uscita per rientrare parzialmente degli acquisti già effettuati. Ho la sensazione che, nei momenti in cui questo accadrà, ci sarà questo regalo per Sarri.

Desideri complicati

Su Palmieri e Mertens c’è un discorso di monte ingaggi ancora da abbassare. Sono operazione più complicate, mentre con Ilic per esempio c’è già l’accordo con il giocatore. Vediamo quello succede. La cosa più importante, per il momento, è che Lotito abbia accontentato il suo tecnico”.

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CALCIOMERCATO

‘Marca’, primi veri contatti tra Lazio e Siviglia per Luis Alberto. Ilic aspetta…

Non è un affare che può avere sviluppi imminenti, ma la Lazio ed il Siviglia sono predisposti a trattare il ritorno di Luis Alberto in Spagna“. A scriverlo è la versione on-line di ‘Marca‘ che fa riferimento a contatti tra le parti, con il benestare del Mago, che prendono tempo perché prima il direttore sportivo Monchi deve risolvere questione in uscita. La priorità del Siviglia è quella di cedere e rimpiazzare il difensore Kounde sul quale ci sono diversi club di Premier.

Il quotidiano fa riferimento “a primi veri contatti diretti” e nuovamente al centrocampista Óliver Torres che possibile pedina di scambio per abbassare il conguaglio economico dell’operazione. Profilo non ben accetto dalla Lazio che per il post Luis Alberto ha già “bloccato” Ilici dell’Hellas Verona. Situazione aperta, dunque, con possibili ma non certi sviluppi

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SOCIETA'

“Tu non sarai mai sola”: la nota della Lazio sulla consegna delle sagome

La Società Sportiva Lazio comunica che le sagome con le foto dei tifosi dell’iniziativa “Tu non sarai mai sola”, saranno consegnate ai proprietari che si presenteranno con la ricevuta e il documento d’identità, negli appositi stand che saranno allestiti nei pressi dello stadio Olimpico nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì prossimi, 26, 27 e 28 luglio. Al più presto verrà comunicato l’indirizzo preciso e l’orario per il ritiro.

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CALCIOMERCATO

Muriqi-Maiorca, la trattativa può ripartire: ma serve il rilancio sulla cifra

Il Maiorca non molla la presa su Muriqi

Secondo il portale Ok Baleares la Lazio avrebbe chiesto 3-4 giorni di attesa prima di far ripartire la trattativa. In ballo c’è sempre la questione Bruges: da Formello sperano ancora che si possa chiudere l’affare con i belgi per circa 10 milioni di euro più bonus. In casa contrario, ecco che il Pirata potrebbe far ritorno in Spagna dove ha giocato negli ultimi sei mesi in prestito. 

Ma serve un rilancio

Il Maiorca non alza comunque la posta: 7 milioni di euro più bonus in base a degli obiettivi da centrare. A metà settimana dunque, potrebbero esserci novità importanti. Vedat vuole andare di nuovo alle Baleari, pare abbia già l’accordo sul contratto. La Lazio cerca di incassare il più possibile dalla sua cessione. Ma se non andrà in porto la questione con il Bruges, si dovrà accontentare di una cifra più bassa. Il giocatore è fuori rosa, non è partito nemmeno per il ritiro di Auronzo. Si allena in solitaria a Roma.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, GIORNO 13 – Nenci e Grigioni su Maxi: “Attente, reattivo e con buoni piede. Ecco dove deve migliorare…”

Al termine della seduta mattutina, il preparatore dei portieri biancocelesti Adalberto Grigioni è intervenuto ai microfoni di Lazio Style

“Quest’anno c’è molto entusiasmo, il lavoro della società è importante, i tifosi danno un’ulteriore spinta. La squadra sta lavorando con grande applicazione e attenzione, sono disponibilissimi.

Adamonis ha lavorato con noi tutto lo scorso anno, è cresciuto tantissimo sotto ogni punto di vista, è pronto per calcare qualche palcoscenico importante. Alia è cresciuto perché in Serie C inizi a vivere con la pressione per il risultato in piazze di livello, che necessitano di un approccio diverso rispetto a quando sei un terzo portiere o giochi in Primavera. Furlanetto è un profilo interessante, è un po’ introverso, deve crescere dal punto di vista della personalità. Maximiano è un ragazzo sveglissimo, attento e concentrato, è un grande lavoratore: le basi sono ottime. Ha una predisposizione lavorativa diversa, è un atleta reattivo soprattutto dal punto di vista della comprensione. È reduce da un’esperienza europea, da questo punto di vista è diverso da Muslera, che doveva crescere dal punto di vista della fiducia in sé stesso; il nostro nuovo numero 1 invece ha già vissuto un anno in Liga con la maglia del Granada.

La crescita di questi ragazzi avviene ogni anno, sia dal punto di vista personale sia per quanto concerne la gestione della gara. Crescendo si arriva a raggiungere un migliore equilibrio. Il portiere deve avere personalità è un atteggiamento giusto: ognuno ha le proprie caratteristiche e dei difetti, l’importante è che siano parte integrante di un gruppo omogeneo, soprattutto per quanto concerne il dialogo in campo. Sono elementi che sono innati, è difficile allenare qualcosa di simile.

Il portiere ormai è parte del gruppo, deve capire il modo in cui il tecnico vuole difendere, che è molto particolare. Per un portiere straniero, imparare la lingua è fondamentale. Maximiano la sera frequenta delle lezioni online, è in camera con un compagno di squadra italiano, sfruttiamo l’inglese in determinate esercitazioni per fargli capire i movimenti ma vuole apprendere presto il nuovo idioma.

La tecnica resta sempre basilare, ora però il lavoro è molto situazionale: tutti gli allenamenti si svolgono dando delle conoscenze in base alle situazioni di gioco. Ad Auronzo il lavoro è più ampio mentre a Formello, con il campionato, è anche legato alle caratteristiche dell’avversario.

Il mio obiettivo personale? Devo trasmettere passione e umiltà ai portiere, così facendo potranno acquisire qualcosa di importante per continuare a crescere e migliorare. Voglio sempre dare il meglio di me stesso per loro”.

Al termine della seduta mattutina, il preparatore dei portieri biancocelesti Massimo Nenci

Lavoriamo molto bene, mi ha molto colpito il grande entusiasmo che si è creato in questo gruppo. L’ambiente è speciale, c’è un’ottima atmosfera e nessuna invidia.

Adamonis ha avuto un ampissimo margine di miglioramento, ha trovato il suo equilibrio come calciatore e come uomo, si è allenato al meglio, è pronto per giocare e dimostrare il suo importante valore: è cresciuto sia in campo sia fuori. Furlanetto deve migliorare tanto è un ragazzo molto bravo, deve crescere tanto, si dà da fare, ruba con gli occhi e fa bene a farlo! Alia ha giocato con gli uomini, non è più in Primavera: in Serie C si lotta ogni domenica la partita della vita calcistica, è cresciuto tantissimo. Maximiano lo avevamo seguito in video, ha buone doti, per giudicarlo servirà tempo perché la Serie A è un torneo difficilissimo, sta lavorando bene.

Il nostro lavoro è sempre differenziato: Adamonis e Maximiano stanno lavorando molto sulla linea difensiva perché è fondamentale che il portiere conosca i movimenti della linea difensiva e della costruzione dal basso, come vuole il mister.

Ogni portiere ha le sue caratteristiche: Furlanetto è il più giovane e deve crescere nei fondamentali, Alia deve migliorare nel posizionamento, Adamonis esegue i gesti tecnici alla perfezione ma deve lavorare di più nel posizionamento sul passaggio dei difensori, Maximiano deve apprendere le nuove metodologie di allenamento, ha buoni piedi, deve migliorare nella visione di gioco.

Sentire l’affetto e il calore dei tifosi è importante per un portiere straniero che arriva dall’estero: è un aspetto fondamentale per riuscire a rendere da subito al meglio. Avendo allenato in Inghilterra parlo un po’ in inglese, questo ci permette di spiegargli alcune cose, così come la presenza in rosa di altri spagnoli.

Il mio obiettivo è ambizioso: quando c’è qualità ed entusiasmo i limiti sono pochi. Puntiamo a migliorare il posizionamento dello scorso anno. Cataldi è l’erede naturale in tutto e per tutto di Lucas Leiva. Danilo è cresciuto esponenzialmente: ora è centrale nella Lazio, è un valore aggiunto”.

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RITIRO ESTIVO

AURONZO, GIORNO 13 – MATTINA: Immobile e Romagnoli si allenano a parte. Oggi niente seduta pomeridiana (VD)

Attorno alle 10:30 scende in capo la Lazio per la seduta mattutina. Cominciano il riscaldamento i portieri agli ordini di Grigioni e Nenci, poi arriva il resto della squadra per il lavoro atletico.

Finito il lavoro sul campo piccolo, i ragazzi di Sarri scendono sul principale dove si comincia a spingere con le ripetute da fondo campo. Immobile e Romagnoli svolgono questa fase a parte rispetto a tutto il gruppo.

Dopo il lavoro atletico è il momento dell’addestramento sugli schemi da calcio piazzato, con cross dalle fasce e rispettivi movimenti della linea difensiva.

Terminata questa fase, si passa all’allenamento della fase offensiva sulle fasce contro la marcatura a uomo.

Poco dopo mezzogiorno si chiude la seduta mattutina, mentre Maximiano si trattiene di più in campo per provare i rinvii. Radu, Patric e Marusic ancora in campo per firmare autografi ai tifosi presenti.

Oggi non ci sarà seduta pomeridiana.

Alessio Buzzanca